The Matrix

Ho scritto nel post precedente di “The Matrix” ,chiamandolo cazzata, non perche’ il film sia brutto. E neanche perche’ il tema sia una scemenza. In fondo l’interrogativo non e’ stupido, e costituisce la base della cosiddetta “filosofia della conoscenza” moderna. Si tratta cioe’ di sapere (grazie alla medicina) che il sistema nervoso umano non ha “percezione” della realta’, ma ne ha una semplice esperienza. Che si differenzia dalla “percezione” perche’ avviene un processo di lettura ove entrano in gioco i codici , entrano in gioco i confronti con le esperienze precedenti, eccetera.

Il tema e’ complesso: un ottimo testo per avere un’idea della sua complessita’ e’ “Teoria della Conoscenza” di Bertrand Russell. Oppure, andate da questa graziosa signorina qui : http://ipazia.blogspot.com/ che e’ una filosofa della conoscenza, appunto, e chiedetele altri libri. Io amo i logici.

Che cosa, allora, mi infastidisce di MAtrix? E’ l’atteggiamento col quale si pretende che ci sia una metafora della realta’. Come se qualcuno stesse raccontando ai giovani precari che sono in realta’ assunti a tempo indeterminato, come se qualcuno ci stesse dicendo che l’ecosistema va a meraviglia, come se qualcuno ci stesse dicendo che la nostra economia va a gonfie vele. Ma non e’ cosi’: Matrix non esiste, fuori dai cinema.

Sappiamo tutto. Ed e’ proprio l’atteggiamento di chi dice che in realta’ non sapremmo niente, che in realta’ viviamo dentro Matrix, che la verita’ ci viene nascosta dai media (ah ah ah: siamo BOMBARDATI dalle verita’ piu’ sgradevoli) , ecco, e’ quello che rende MAtrix una merda.

Perche’ e’ il pollo che trasforma il buon mais in, appunto, cibo per polli. Il mais non ne ha colpa: ma il cibo per polli rimane, appunto, cibo per polli.

Per colpa dei polli che lo mandano giu’.

Uriel

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