Lettera aperta ai rivoluzionari.

Cari rivoluzionari, comunisti (e non): vi scrivo una lettera aperta, per capire. Per anni avete (almeno, cosi’ dicevate) “organizzato la rivoluzione” o almeno “preparato la rivolta”. Avete scritto fiumi di inchiostro su come la fine del sistema fosse imminente (lo aveva previsto Tizio, Caio e anche Sempronio, per tacere di Luisa) e bisognava essere pronti.

Bene. La fine del sistema e’ arrivata. Il capitalismo e’ fermo, implorante di aiuti, altrimenti non potra’ rialzarsi. Parole loro, eh. Gli industriali sono allo stremo. Il ceto medio e’ semplicemente annientato. Le persone comprano solo il minimo indispensabile. Milioni di persone sono alla fame, e persino nel tempio del sogno americano milioni di americani al giorno si iscrivono alle liste di disoccupazione. Ci sono stati i primi saccheggi dei supermarket. I governi sono screditati, l’esercito e’ impegnato a fare altro, e i primi focolai di infezione si verificano nella flotta americana.L’unico paese che e’ riuscito a fermare l’epidemia (e i numeri di un regime comunista, come e’ noto, sono verita’ assoluta) e’ un paese comunista .

Possiamo sapere cosa state aspettando ancora? Ci sono tutte le condizioni che avete sempre atteso, piu’ qualcuna che non avete sognato neanche nei vostri sogni piu’ bagnati. Vi siete (parole vostre) preparati per anni. Certo, sono sempre stato un po’ scettico su una preparazione a base di concerti punk, droga, alcoolici e poca igiene personale. Ma probabilmente sono troppo bourgeoise io: sono certo che siate una tagliente, affilatissima macchina da rivoluzione.

Si puo’ sapere che cavolo state facendo? Si batte la fiacca? Vi state mimetizzando in attesa dell’assalto? Se e’ cosi’, siete proprio bravi: avete mimetizzato la rivoluzione come non mai. La vostra capacita’ di abbattere governi in segreto e’ ammirevole. Una strategia geniale.

Sembra quasi che siate tutti a casa, terrorizzati dai vigili urbani che vi fanno la multa (lo Zar di Russia, effettivamente, aveva solo l’ Okrana, ma era carente di vigili urbani) , e invece sotto sotto , in segreto, state sovvertendo il sistema. Conte non lo sa, ma e’ stato giustiziato la settimana scorsa.

Oppure no.

Oppure siete un club di rievocazione storica: ce ne sono che si vestono da celti, altri si vestono da romani, e voi vi vestite da bolscevichi. Non ce lo avete mai detto, ma siete solo un simpatico club di cazzoni che , tra una festa e un concerto, tra una birra e una canna, si diverte vestendosi a tema. Chi si veste da Che Guevara, chi da Marx, c’e’ tanta figa e si balla un sacco. E si fa il trenino.

Lettera aperta ai rivoluzionari.

Non e’ possibile spiegare in altro modo l’assenza di rivoluzioni di questi ultimi mesi. E’ come (mi si perdoni il paragone sessista) se foste nudi, a fianco di un sontuoso letto matrimoniale , di quelli col baldacchino. Sul letto c’e’ >inserire pornodiva/o/i preferita< , eccitata e vogliosa (e consenziente, non sia mai) che vi implora di cominciare. E voi che fate? “Scusa, ma non posso, ho lasciato a casa la maglietta della salute. Rischio un raffreddore”).

La delusione sulla faccia della poveretta non e’ comprensibile? Avevate cominciato cosi’ bene. I preliminari erano perfetti. E ora?

Ma abbandoniamo le metafore pecorecce, e chiediamoci: what’s next? E dopo?
А после?

Ecco, adesso che avete perso ogni credibilita’ come club di rievocazione storica, dovete chiedervi cosa potete fare dopo. Voglio dire: anarchici insurrezionalisti, comunisti rivoluzionari, chi vi crede piu’? Avrete anche dei party discreti, ma non si vive di soli preliminari. Che fare, allora?

Il Feng Shui.

Vedo per voi un futuro di Feng Shui. Esso vi si addice. Il semplice atto di sistemare un comodino richiede riflessioni sull’universo, sulle energie cosmiche, sullo yin e sullo yang. Sara’ un passo da poco inserirvi anche la critica al sistema e il materialismo storico, per voi cosi’ avvezzi ai pipponi discorsi sui grandi sistemi.

La rivoluzione era solo l’inizio. Il Feng Shui e’ il futuro. Proletari di tutto il mondo, togliete quello specchio dal muro, le classi sociali lo vogliono ad est rispetto al divano. Hasta la cucina IKEA sempre. Materialismo, empiriocriticismo e scaffali SKOFFALA da montare comodamente a casa: brugola dura, senza paura.

Attenti a voi, attaccapanni: ancora pochi mesi, e sarete tutti appesi.

LOL. Che figura di merda, ragazzi. Che.Figura.Di.Merda.