Cosa rischia Iacoboni.

Sto seguendo con un certo divertimento la vicenda di Jacopo “fonti mai specificate” Iacoboni, che viene “minacciato” da un generale russo reo (secondo Iacoboni e le sue “non meglio specificate fonti”, di voler installare delle stazioni di spionaggio dentro le case di riposo lombarde.

E dico dentro le case di riposo lombarde perche’ sinora i russi hanno passato tutto il tempo a disinfestarle , insieme a militari italiani. Se Iacoboni ha fotografie di russi che se ne vanno a spasso senza essere accompagnati da militari italiani, e’ pregato di fornirle. Ma Iacoboni e’ ineffabile, non ha bisogno di prove.

Questa cosa tocca un nervo scoperto, perche’ la Triade dei giornali “perbene” italiani ha una storia enorme di invenzioni belle e buone. Quando si fanno dei vertici segretissimi, con misure di sicurezza disegnate per tener fuori i servizi segreti, arrivano i giornali italiani che riportano quello che si e’ detto, secondo “alcuni funzionari di spicco” che erano presenti. Anche quando erano presenti solo una dozzina di capi di stato.

Sfruttare la copertura delle fonti per inventare notizie di sana pianta e’ una vecchissima tradizione italiana, attenuata soltanto lievemente dal vizio delle procure di avere un canale di fuga di dati illegale con cui si rompe regolarmente il segreto istruttorio.

La cosa che Iacoboni non aveva capito di questo giochino e’ che va bene nel pollaio mediatico italiano, ma al cavajere nero nun je devi cacare il cazzo.

Prima di tutto: quello che ha scritto Iacoboni non e’ liberta’ di stampa. Non ha niente a che vedere con la liberta’ di stampa, se non nella misura in cui spesso in Italia la parola liberta’ viene usata per indicare i porci comodi, quando non sciatteria.

Scrivere di aver avuto da “fonti di alto livello” la notizia che le attrezzature russe sarebbero “inutili” quando pochi giorni dopo sullo stesso giornale si vedono foto coi militari russi che disinfestano (usando quelle stesse attrezzature) delle case di riposo richiederebbe un sussulto di coscienza e di professionalita’, delle quali evidentemente Iacoboni e’ sprovvisto.

Dire che “funzionari di alto livello” avrebbero confidato a Iacoboni che secondo loro il vero scopo dei russi e’ di costruire una rete di spionaggio, come se un convoglio di militari non-NATO potesse girare senza la scorta di militari italiani, significa non conoscere nemmeno le basi delle procedure NATO. Difficilmente un “funzionario di alto livello” potrebbe dire una fesseria del genere , a meno che per “alto livello” non si intenda che fa le pulizie al quinto piano di qualche ministero. Tutti gli altri sanno cosa sia un NOS.

E il generale russo Igor Konashenkov ha ragione da vendere ad incazzarsi, ed anche a minacciare Iacoboni. Per diversi motivi.

  • Per quanto attrezzati, mentre Iacoboni se ne sta nel suo salotto (per via della quarantena) ad incontrare “funzionari di alto livello” (che come e’ noto svernano sul divano di Iacoboni durante la quarantena) , i militari russi stanno correndo dei rischi. Certo, i militari hanno un concetto diverso di rischio, ma siccome anche la Russia ha un problema di contagio, al generale magari sarebbe piaciuto disinfestare ospizi russi , piuttosto che ospizi di gente che gli sputa anche in faccia.
  • E’ chiaro che Iacoboni segue logiche geopolitiche quando scrive quello che scrive. Non dico che sia al servizio di qualcuno : dico che segue una logica geopolitica. Che puo’ essere anche personale, cioe’ legata ad una personale gestalt degli affari mondiali. Oppure no. Iacoboni ha voluto ballare, e adesso deve ballare. Se caghi il cazzo ad un generale, devi sapere che ha un servizio di intelligence interno. L’avversario lo misuri PRIMA di sfidarlo, cocchino: dopo e’ troppo tardi. Altrimenti sei unfit to survive: troppo stupido per vivere.
  • I militari combattono. La guerra e’ la loro comfort zone. Non puoi provocare un militare ed aspettarti la reazione di un diplomatico. Non puoi aspettarti la reazione di un politico. Non puoi aspettarti la reazione di un giocatore di scacchi. Essendo un militare, Igor Konashenkov contro il nemico ci combatte. Combattere e’ la cosa che fa un militare. Non si chiamano soldati perche’ vincono a Masterchef. Si chiamano soldati perche’ combattono. E se ne provochi uno, lui combatte. Ha perfettamente ragione a farlo, perche’ e’ un militare. Il gatto graffia, il cane morde, il militare combatte. E uccide.

Se quel generale comanda una divisione, nell’organizzazione russa ha a disposizione un livello “operativo” di sottufficiali di intelligence. Forse Iacoboni avrebbe dovuto chiedere alle sue alte fonti “che succede se cago il cazzo al cavajere nero?”.

Che cosa rischia Iacoboni? Non rischia una vera e propria “assassination”: il generale ha fatto una minaccia molto chiara. Ha detto che se scavi una fossa, ci caschi dentro. Significa essenzialmente, che subira’ una “character assassination”, o almeno adesso ci proveranno.

Adesso un bel pochino di agenti cominceranno a cercare nel passato e nel presente di Iacoboni. Cercheranno ogni euro che ha speso o guadagnato. Hacker russi entreranno nei suoi computer, sul suo cellulare, e leggeranno ogni cosa. E i casi sono due: se esiste la “fonte di alto livello”, verra’ “bruciata”. Lo leggeremo su Russia Today. Se per caso la fonte non esiste o il suo “livello” non sara’ adeguato, comincera’ la Character Assassination. Cadra’, cioe’, nella fossa che ha scavato. Se la fonte esiste, quando verra’ esposta sara’ chiaro a tutte le fonti di Iacoboni che il giornalista e’ spiato, e nessuno vorra’ piu’ parlare con lui.

Se per caso, come capita spesso, il giornalista italico ha inventato le “fonti di alto livello”, e ha pubblicato una cazzata, si trovera’ esposto. Qualcuna delle sue chat finira’ online (se puoi fare uno screenshot del telefono, la criptazione E2E serve a poco, e molti spyware militari la fanno) e dovra’ giustificarsi con l’opinione pubblica. Basta far partire qualche campagna su Facebook e la character assassination avra’ luogo.

Perche’ la stampa italiana lo supporta? Per due motivi:

  • inventare fonti di alto livello, funzionari anonimi, e altre amenita’ del genere e’ vizio diffuso dei giornalisti italiani. In Italia non succede loro nulla, e ora sono spaventati di aver pestato una merda internazionale, in un gioco che segue regole diverse. Regole nelle quali puoi anche morire, e male. E questo terrifica il mirerabile branco di sciatti cialtroni che si chiama “ordine dei giornalisti”.
  • devono cercare di tenere salda l’associazione che vede i porci comodi del giornalista , la professionalita’ inesistente e la cialtroneria dilagante , dipinti come “liberta’ di stampa”. Un dibattito sulla qualita’ della stampa italiana, a qualsiasi livello, e’ la cose che li terrifica di piu’. Non ne uscirebbero bene, senza eccezioni.

Per il resto, Iacoboni sta scoprendo una cosa ovvia: che la realta’ non bussa alla tua porta.

La realta’ e’ la porta.