Morti e quasi-morti.

Morti e quasi-morti.

Non so se la cosa stia facendo notizia in Italia (trovo solo un articolo sul corriere), ma si parla molto della storia di Mila, una ragazza francese che ha avuto la “sfortuna” di dire quel che pensa sull’omofobia della religione islamica. Il risultato e’ che ha ricevuto trentamila minacce di morte, idem per la scuola e i suoi professori, sino a quando la scuola non ha deciso di espellerla.

Ma non finisce qui, perche’ la ragazza ha cercato altre scuole, ma nessuna scuola la vuole per paura di attentati. Siccome la cosa e’ scalata sui giornali francesi, un collegio militare si era offerta di ospitarla, ma a patto che non si desse il nome del collegio. Siccome adesso alla ragazza e’ scappato detto quale collegio, anche il collegio militare ha deciso di espellerla, a sua volta.

Il link e’ qui

Non commento su un collegio militare che non si ritenga in grado di provvedere alla sicurezza dei cadetti. Che io ricordi, quando feci il militare sia Accademia che le scuole di Taranto avevano guardiole , spazio di sicurezza oltre le mura e la normale pineta per la guardia. E la guardia armata.

Evidentemente in Francia non e’ cosi’.

Ma il punto e’ un altro. Il punto e’ che dobbiamo chiederci come sia successo tutto questo. Proviamo a togliere il passo “ti uccidiamo”. Immaginiamo che SOLO gli occidentali avessero reagito a quel post, che in effetti e’ piuttosto pesante verso l’Islam, anche se i contenuti corrispondono al vero.

Cosa sarebbe successo se ci fossimo fermati un passo prima di “ti uccidiamo”?

Sarebbe successo che:

  • la scuola l’avrebbe espulsa per hate speech.
  • le amiche avrebbero proceduto ad un “canceling” chiamandola razzista
  • tonnellate di articoli sui giornali le avrebbero comunque rovinato la vita.

La stessa cosa si puo’ dire del professore francese sgozzato per aver mostrato in classe le vignette di Charlie Hebdo. Supponiamo che anziche’ sgozzarlo lo studente musulmano e la sua famiglia avessero scritto una lettera a qualche giornale “sensibile” denunciando il fatto. Cosa sarebbe successo?

  • il professore sul giornale come il mostro che insegna odio ai ragazzi
  • le sue dimissioni chieste a gran voce da tutto il paese.
  • il canceling completo , con nessun’altra scuola disposta ad assumerlo.

A quanto pare, la minaccia fisica (o l’assalto) sono IL SOLO PASSO che divide il fanatico che ti sgozza dal “democratico politicamente corretto” che ti “cancella”.

In entrambi i casi la vita e’ distrutta. In un caso arriva anche la morte. E’ la sola differenza.

Adesso pero’ dobbiamo farci una domanda. In che modo possiamo davvero condannare chi vuole uccidere la persona per le sue idee, se troviamo normale annientare la stessa persona per le sue idee?

Certo, possiamo dire che la differenza tra ostracismo e assassinio e’ piuttosto grande perche’ ci va di mezzo la vita, ma tutto quello che concluderemo e’ che l’ultimo passo del processo e’ piu’ lungo degli altri, ma sono tanti i processi che fanno questo: alla fine dei conti, preparare un pranzo puo’ costare giorni di lavoro, mangiarlo costa solo qualche decina di minuti, ed e’ la parte distruttiva. Non c’e’ nulla di strano in questo.

Allo stesso modo, una volta annientata l’esistenza del professore, o della ragazza , l’ultimo passo e’ l’uccisione. Del resto sappiamo bene che sia una strategia della mafia quella di isolare e poi uccidere. E se nessuno protegge la ragazza, prima o poi qualcuno la uccidera’.

Ma torniamo al punto: se ci sono dieci passi , di cui l’ultimo passo e’ l’uccisione, chi percorre i primi dieci passi sta preparando per l’ultimo passo.

Quando scrissi il disclaimer sul politicamente corretto mi fu detto che magari il politicamente corretto poteva eccedere tante volte, ma il #metoo e lalala e bisogna lottare contro il razzismo e blablabla e tutto comincia con le parole e lalala e uccidere le parole non e’ come uccidere tutti i gatti(menzionati nel disclaimer) sul serio.

Ma le cose non stanno cosi’.

Se tutto comincia con le parole, allora chi uccide una persona con le parole la uccide anche dal vero. E questo vale anche per chi viene “cancellato” dagli alfieri del SJW.

E cosi’ riscrivo qui quello che ho scritto:

Il politicamente corretto, cosi’ come i suoi sostenitori (cosiddetti SJW), sono la cosa piu’ socialmente tossica sia apparsa negli ultimi decenni. E’ una forma di tirannia (apparentemente) soft, che intossica e rende invivibile qualsiasi ambiente. Non e’ compatibile con qualsiasi forma di convivenza civile, prova ne sia che gli stessi movimenti che lo propongono si scindono di continuo. Le persone che la sostengono sono la piu’ incredibilmente tossica mandria di infantili narcisisti abbia mai calcato la faccia del pianeta, e trasformano in un luogo invivibile qualsiasi spazio nel quale mettano piede.

Forse qualcuno ha frainteso, e pensato che i SJW rendano invivibile i posti per la loro presenza. Ma la verita’ e’ che quando si sdogana l’idea di un sommovimento popolare che lincia le persone , senza giudici e senza garanzie, per aver detto qualcosa, stiamo legittimanto i nove passi prima dell’esecuzione pubblica della persona, che e’ solo l’ultimo passo.

Lo sgozzamento del professore francese, cosi’ come quello che sta succedendo a Mila, e’ il risultato cui VOLEVANO arrivare i SJW: la differenza tra SJW e il boia islamico e’ che il boia uccide materialmente, mentre il SJW dice che “tutto comincia con le parole”, ma rifiuta la responsabilita’ di come finiscono le SUE parole.

Quando il SJW si dice non responsabile se il bersaglio delle sue lotte viene sgozzato, e’ la stessa persona che poi grida che “le parole hanno delle conseguenze”?

Perche’ i casi sono due:

  1. se e’ vero che le parole HANNO conseguenze, allora il linciaggio pubblico che il SJW rovescia sulle sue vittime SONO responsabili del successivo sgozzamento della vittima. E allora lo sgozzamento e’ sua responsabilita’.
  2. se le parole NON HANNO conseguenze, allora non ha senso cambiare linguaggio per difendere una minoranza. Stabilito che non sono le SUE parole la causa dello sgozzamento, non potete dire che siano le MIE parole a causare il femminicidio.

Delle due l’una: o siete degli assassini, o siete dei cialtroni.

In nessuno dei due casi, vale la pena seguire i vostri consigli.

Commenti

  1. 60gdd .

    se tutti avessero l’onestà intellettuale di riconoscere la solidità di un ragionamento puramente induttivo-deduttivo, senza infarcirlo di “sovrastrutture” inutili e dannose, potremmo vivere tutti molto meglio… i “polcor” per vocazione se ne facciano pure una ragione, restano essenzialmente una banda di cialtroni (guai a ritenerli corresponsabili in qualsivoglia assassinio, non sia mai, gli assassini sono sempre “gli altri”), il cui principio logico si limita al “due pesi e due misure”, ed il buon Uriel lo dimostra con un’eleganza direi matematica…

  2. Claudio Tipo (Clarius)

    Ciao Uriel , ti volevo chiedere un piccolo parere sul cyber attacco -ancora in corso , pare – nei confronti dei nodi nevralgici degli stati uniti. Un articolo di stamane de La Repubblica ha attivato la mia attenzione, si parlava apertamente di “guerra” e ” apocalisse”. Un salutone e grazie per i tuoi articoli Claudio

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