Il coronavirus come arma.

So benissimo che per ora e’ impossibile costruire un virus come il coronavirus senza lasciare tracce evidenti nel suo codice genetico. Tuttavia, occorre farsi una domanda: e se lo fosse?

La prima cosa da notare e’ che di fatto ha colpito con impressionante violenza tutte le “superpotenze”, e sinora l’impatto e’ stato devastante. Possiamo capire come mai i “signori della guerra” americani abbiano sempre bombardato ferocemente chiunque fosse accusato di costruire armi chimiche e/o batteriologiche.

Gli USA sono praticamente indifesi. Se i Cinesi, agendo a modo loro, sono riusciti a sopravvivere mantenendo l’integrita’ dello stato praticamente intatta, e gli europei riescono a patto di sacrificare l’economia, gli USA stanno dando chiaramente una sensazione: sono deboli, esposti, indifesi.

In generale, tutti i paesi che sono stati “benedetti” dal capitalismo finanziario si stanno mostrando indifesi, esposti e deboli. Leggo che il virus e’ arrivato addirittura su una portaerei e su alcune unita’ della flotta americana. Fortunatamente si tratta di un virus che uccide poco le persone in eta’ da servizio militare, ma che sarebbe successo, se…?

La verita’ e’ che se nel campo della guerra convenzionale gli USA si sono sempre mostrati come i dominatori del mondo, sul piano della guerra batteriologica si stanno mostrando il paese piu’ debole del mondo .

In pochi giorni sono riusciti a diventare campioni del mondo di virus, superando sia tutti i focolai conclamati, che nazioni ben piu’ popolose, come India e Cina. Circa 3 milioni di persone al giorno stanno venendo licenziate, perdendo cosi’ l’assicurazione sanitaria (per quelli che l’avevano). Il costo di un tampone per il singolo e’ salito da 3000$ a 28$, e aumenta ancora.

Per tutte le persone senza piu’ reddito , presto esplodera’ il problema del cibo. Li vediamo gia’, disperati, sui social a chiedere donazioni per evitare la fame nera.

E questo con un virus che colpisce principalmente ancora anziani, e ha una letalita’ (anche se drogata da diversi metodi di conteggio) che oscilla attorno all’ 1%. Rispetto ad altri contagi, anche se suona cinico, e’ una brezza. Pensate ad Ebola, se volete farvi un’idea.

La guerra consiste nel far si’ che il nemico perda la volonta’ e la possibilita’ di combattere. Significa che sotto una minaccia terribile il nemico puo’ anche decidere di arrendersi, anche avendo a disposizione una potenza militare notevole: dopo Hiroshima e Nagasaki, il Giappone si arrese. Senza questa minaccia, non lo avrebbero fatto, e gli USA non avevano abbastanza uomini da invaderlo nel caso si fossero difesi sino all’ultimo uomo.

Che cosa sarebbero cambiato se invece delle due atomiche fossero stati usati due virus? Probabilmente nulla: la minaccia era troppo grande.

Questa epidemia sta mostrando il punto debole degli USA: la loro sanita’, i loro meccanismi sociali, la loro organizzazione economica e la loro cultura rendono impossibile qualsiasi resistenza a qualsiasi cosa richieda un comportamento sociale responsabile. Si tratta di un concetto per loro sconosciuto.

Privi di sanita’, non sanno nemmeno quanti casi di contagio hanno, e se ne accorgono solo come se ne sono accorti a New York: quando arriva una folla di moribondi negli ospedali. Che si scoprono dimensionati per la popolazione ricca, mentre il virus uccide tutti.

Ora, che genere di mezzi occorrono oggi, per sintetizzare in laboratorio un virus analogo a quello del coronavirus, magari peggiore? Sono alla portata della Repubblica di San Marino.

Ed e’ qui il punto: qualsiasi sia il risultato di questa pandemia, oltre all’ 1% della popolazione morta moriranno delle superpotenze.

I paesi meno resilienti, quelli che sopravviveranno peggio, quelli che subiranno il caos, a prescindere da quanti soldati e da quante bombe atomiche hanno, usciranno come nani militari.

Per questo Trump ha esistato ad ammettere la sua vulnerabilita’. Se ammettesse che basta una fialetta di virus sparso su un aereo di turisti a devastare un’intera zona come New York e subito dopo il New Jersey intero, praticamente ammetterebbe di essere , sul piano militare, un nano.

E non puo’ cambiare la cultura degli americani. Non puo’ convincerli che non sia loro diritto entrare in un supermarket e comprare ogni cosa per farne provvista, a patto di avere i soldi. Non puo’ convincerli che avere una sanita’ universale e un vero ministero della sanita’ sia piu’ importante del diritto a portare armi. Non puo’ convincerli che avere un welfare pubblico per distribuire il reddito sia fondamentale. E non puo’ perche’ i finanzieri hanno l’egemonia culturale.

Comunque vadano le cose, gia’ dai dati di ora, l’effetto di questa pandemia e’ chiaro: gli USA sono vulnerabili. Sono deboli. San Marino, con un buon laboratorio per la sintesi di virus, puo’ minacciarli sino a piegarne la volonta’.

Solo i paesi piu’ resilienti e resistenti, quelli che riusciranno ad uscire da questa emergenza senza cadere nel caos, potranno chiamarsi potenze in futuro.

Ma tra questi paesi non ci sono gli USA.

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