Telefonica e Telecom.

Una certa quantita’ di persone , che lavorano in Telecom, mi chiedono un parere su come potrebbe cambiare l’azienda con il controllo di telefonica. Qui siamo piu’ nel mio settore. Dunque, posso fare un confronto tra Telecom Italia (ho fatto consulenza per loro nel settore MPLS e VAS), Vodafone (ho una certa storia di consulenza con diverse telco di Vodafone) e Telefonica (Telefonica O2) a Monaco.

LA prima cosa da dire e’ che, rispetto alle altre aziende, Telefonica e’ concepita come una macchina per far soldi. Ora, voi direte che tutte le aziende sono macchine da soldi. Si, ma in quasi tutte le aziende “far soldi” coincide strettamente col valore degli azionisti: se poi un settore e’ in perdita, se poi un settore investe, se poi ci sono sinergie o un settore serve al brand, se ne discute.

In telefonica no. Quando dico che e’ una macchina per fare soldi intendo dire che sinora ogni pezzo nuovo che ha comprato ha fatto soldi. MA non soldi in borsa. Non dividendi. Anzi, hanno diversi debiti.  Parlo di soldi cash, quelli che ti da’ il cliente finale per avere qualcosa in cambio.

In questo senso, Telefonica e’ MOLTO piu’ orientata alla due diligence dei singoli settori , e specialmente esegue questa due diligence in maniera piuttosto proattiva. Questo significa che potete anche parlare di NApoleTone se volete, e dire che ha vinto a Waterloo, come fece uno strapagato manager, ma poi dovete fare cash flow. Ho detto: cash flow. Non ho detto che tagliate le spese per compensare poche entrate. Ho detto cash flow: molte entrate. Non e’ che se entrano pochi soldi allora tagliate le spese e sono tutti contenti: devono entrare molti soldi. Dal cliente.

Anche nelle altre aziende e’ cosi’, ma in Telefonica questo aspetto e’ piu’ forte, e voi mi avete chiesto come si lavora DENTRO queste aziende. Bene: Telefonica ha una maggiore “attenzione” verso il cash flow.Forse perche’ avendo molti debiti devi stare molto attento al fatturato, ma tant’e’.

Se si abbassa il cash flow e voi fate i furbi tagliando sui fornitori o sui servizi, vi sentirete rispondere tipo “dilo con migo”, e dovrete cambiare azienda telefonica. Potete presentare una simile ottimizzazione come atto dovuto se potete spendere meno tenendo la stessa qualita’, ma se cala il cash flow e pensate di giustificarvi dicendo che il reddito e’ uguale perche’ avete tagliato le spese, spero che abbiate gia’ inviato il CV altrove. Quelli che ho conosciuto io la prendevano MOLTO male. Ripeto, puo’ essere che sia dovuto al fatto che per sostenere un grosso indebitamento occorra molto cashflow.

Tutto questo sembra minaccioso, cosi’ mi direte ” come mai e’ cosi’ imperativo?”. Qui c’e’ il secondo punto. Telefonica e’ maledettamente gerarchica. Se Tizio e’ subordinato a Caio e Caio dice di fare una cosa, Tizio puo’ dire “no” solo come alternativa alla lettera di licenziamento, e “ma” e’ spesso un modo di dire “sto cercando un altro lavoro”. Il potere dei capetti e’ praticamente minimo, e questo impatta molto sulla difficolta’ ENORME per piccole aziende di diventare fornitrici.

Quasi sempre, quando un’azienda fornitrice piccola contatta un dirigente di Telefonica, il dirigente accetta la cena, ma risponde che lui non decide nulla, e che le decisioni le prendono su in alto. In questo telefonica differisce enormemente con la struttura a leopardo di Vodafone, ove la creativita’ o l’iniziativa dei singoli manager e’ spinta alla competizione, o rispetto alla struttura “molto italiana” dei subappalti di Telecom Italia.

Tutto viene deciso piu’ in alto, e quindi in genere i fornitori sono fornitori “grossi”. Se Telecom Italia verra’ davvero “allineata” al metodo Telefonica, per la nube di subappalti e per il potere dei kapo’ del budget ci saranno momenti duri. Nel senso che rispetto alle altre aziende il budget e’ molto meno parcellizzato, e la “libera” gestione del busget e’ riservata alle sfere altissime.

Allo stesso modo, credo che i sindacati in telecom non ameranno il fatto che in Telefonica quando arriva una direttiva dall’alto, arriva la direttiva dall’alto, e dovete fare proprio quella cosa. Se non l’avete fatta, avete un altro lavoro.Di sicuro avete perso il vostro.

Se quindi Telefonica considera strategico l’acquisto di Telecom Italia e intende integrarla nel suo mondo, dovete aspettarvi una serie di cambiamenti.

  • Il potere di concedere lavori ad una ditta esterna verra’ concentrato tutto nelle mani di pochissime persone che sceglieranno solo grandi interlocutori. Telefonica preferisce controparti grandi e monolitiche, con infrastrutture notevoli, nel senso che se da un lato difficilmente concede fiducia , quando siete fornitori siete, in un certo senso, partner tecnologici. Sotto questo non c’e’ ciccia per gatti.
  • Il sistema di scatole cinesi verra’ trasformato in un albero gerarchico ove la disobbedienza di un quadro , o anche il semplice disturbare una riunione facendo la minima polemica col capo, viene vista come un preludio per il licenziamento.
  • Ogni sezione verra’ smembrata e riaccorpata sino a produrre unita’ dal cash-flow misurabile , del quale risponderanno i manager addetti, e non c’e’ molta tolleranza rispetto al calo di cash flow. Chi non porta piu’ clienti e piu’ entrate sara’ accompagnato alla porta.
La mia sensazione personale, quando penso a Telefonica rispetto ad altre aziende, e’ che Telefonica abbia sperimentato una latinissima tendenza a “tutti i classici problemi dell’ aumma aumma italico”, e che abbia reagito con una organizzazione molto simile a quella militare, estremamente gerarchica e centralizzata, con la sola differenza che a tutti viene chiesto quanto incassano. Certo, bisogna anche guadagnare oltre ad incassare, questo non e’ diverso dalle altre aziende, ma se una Vodafone o una Telecom Italia possono perdere utenti consumer a favore degli utenti business e parlare di “ricollocazione”, una simile argomentazione in Telefonica riceve come risposta “dilo con migo” e un invito a cambiare azienda, anche perche’ in una organizzazione gerarchica ad albero, chi cresce nel mondo business e chi perde nel mondo consumer sono manager diversi. Nelle altre aziende esiste ovviamente questa divisione, ma poi tutti stanno sotto “VAS” e allora ci sono VAS per aziende e VAS per consumer, e tac, una mano lava l’altra. Questo succede assai meno in Telefonica.

La mia perplessita’, quindi, e’ relativa alla durata e al piano industriale di questa acquisizione. Telefonica e Telecom Italia, sebbene entrambe aziende del mondo latino, hanno culture manageriali completamente opposte. Oggi come oggi esiste una liberta’ incredibile per il middle management di Telecom Italia, che non ha assolutamente alcun riscontro in Telefonica, ove il middle management e’ privo di potere e si limita ad eseguire ordini.

Anche la dottrina finanziaria e’ enormemente diversa: tutto quello che Telefonica ha toccato e’ stato trasformato in una macchina da cash-flow oppure venduto o completamente smembrato e assorbito  in caso di fallimento nel raggiungere gli obiettivi. Ma questo, se consideriamo la quantita’ di nomine politiche e di scatole cinesi in Telecom Italia, non e’ nemmeno pensabile.
Dovete quindi considerare due opportunita’:

  • La mossa di Telefonica e’ tesa ad anticipare l’acquisizione di un altro provider cavo, nella quale si vocifera che Vodafone intenda investire i soldi avuti con la vendita di Verizon. Siccome si dice che Vodafone voglia acquistare altri provider di cavo o fibra in Europa, Telefonica anticipa la mossa. In questo caso Telecom Italia fa parte di una strategia e verra’ integrata dentro la gerachia di Telefonica. Con tutti i dolorosissimi cambiamenti interni che vi ho detto sopra.
  • LA mossa di Telefonica e’ tesa a obiettivi di breve termine, nel senso che si e’ voluto ampliare il valore, ma niente di piu’. In tal caso vedrete alcune parti smembrate e portate via, Telecom verra’ poi svuotata e rivenduta a qualche fondo finanziario, come tutte le aziende che il gruppo spagnolo ha rilevato per eliminare un piccolo concorrente fastidioso.(1)
Nel primo caso, credo otterrete una dialettica simile a quella di Marchionne, con la differenza che Telefonica non ha una famiglia di finanzieri italiani con una tradizione di dialogo nei confronti del governo, per cui in entrambi i casi qualsiasi protesta verrebbe semplicemente sedata dicendo “decisioni del CDA”.
Riesco a vedere alcuni motivi razionali per cui Telefonica si getti su Telecom , pur avendo una cultura aziendale cosi’ diversa, e sono tutti motivi legati ad investimenti di lungo termine:  tuttavia, credo anche che l’inizio sara’ molto burrascoso, specialmente per RSU, sindacati e fornitori della zona di Roma.

Ovviamente, sono i miei due cents: non conosco le strategie future di Telefonica, posso solo riferire rumors e voci, unendole alla mia personale esperienza lavorativa.

Vedo che i giornali si pongono il problema dell’impatto della cosa sulla rete italiana. Personalmente, ho conosciuto a Darmstadt il Chief Scientist di Telefonica, al congresso mondiale per le SDN (principalmente incentrato su OpenFlow) e sono estremamente impegnati nelle tecnologie di avanguardia. In questo senso, la mia personale opinione e’ che in questo senso Telecom Italia (che da qualche tempo a riguardo batte la fiacca) abbia solo da guadagnarci, e con essa la rete italiana. Forse non ci guadagnera’ Pirelli, ma questo e’ un altro discorso.

Per quanto riguarda la vita interna, devo dire che i tecnici sono trattati con un certo riguardo, ma occorre che abbiano studiato davvero molto, e l’improvvisazione viene vista molto , ma molto, di cattivo occhio. Certe scene che ho visto a Roma, con finto monitoraggio di macchine virtuali che morivano come mosche  mentre il responsabile mi diceva “ecco, io le vedo tutte verdi”  , o come un reperibile che durante una riunione-fiume, a mezzanotte, lascia la riunione perche’ “da oggi sono in ferie”, e senza lasciare uno standin, credo che finiranno. Il che, se siete persone serie, potrebbe anche farvi piacere. Per gli altri, c’e’ sempre da sperare nel reddito di cittadinanza.

Adesso, aspettiamo la contromossa di Vodafone, che ha soldi ed e’ a caccia di aziende da comprare.

Uriel
(1) Dal punto di vista di Telefonica, Telecom ITalia e’ “piuttosto piccola”.