Educazione sessuale.

Educazione sessuale.

Ogni volta che si parla di educazione sessuale nelle scuole, sento il Demente Maximo (il nome che do’ a Salvini) che spunta col suo testone e il taglio di barba molto Mojito a dirci che “non parleremo mai di sesso e transessuali ai bambini”. Non so che educazione sessuale abbia in mente Salvini. Mia figlia e’ cresciuta qui in Germania e ha fatto educazione sessuale sino dai sei/sette anni, quindi posso raccontare come funziona. 

COPYRIGHT disclaimer: la foto e’ delle scuole elementari frequentate da mia figlia. E’ pubblica ed e’ pubblicata sul sito. http://www.sechseckschule.de/


Tre premesse: essendo un paese federale, la scuola viene organizzata con una serie di parametri comuni, che pero’ possono essere rivisti al ribasso o al rialzo dalle regioni. Cosa significa? Significa che se vi trasferite da , che so io, Berlino alla Baviera il vostro pargolo potrebbe dover fare un esame per capire se puo’ frequentare un liceo, visto che la Baviera ha rivisto al rialzo i requisiti scolastici.

Seconda premessa: qui non esistono le scuole medie, si passa dalle elementari (Grundschule) alle superiori (Gymnasium, RealSchule, Hauptschule). A loro volta, nel mio caso abbiamo scelto un liceo Dalton/Montessori, ovvero un liceo organizzato praticamente come un’universita’, che richiede un alto livello di autonomia e di giudizio da parte dello studente. Le scuole statali sono organizzate in maniera piu’ “casermica”, e le “scuole cattoliche” sono permeate da un certo livello di fascismo , piu’ la religione obbligatoria. Non so come siano le cose in altre scuole.

Terza premessa: mi riferisco all’esperienza avuta da mia figlia , che ha iniziato le scuole tedesche all’ultimo anno di asilo. Magari siamo stati fortunati noi, magari in citta’ e’ diverso, ma noi abbiamo scelto subito un piccolo centro , magari vostro cugino ha avuto un’esperienza diversa, e la  forza e’ quella dell’aneddoto.

I programmi, quindi, sono adattati  al contesto. 


Per rispondere alle cazzate di Salvini, nelle scuole elementari (non siamo riusciti ad avere le Montessori dalle elementari, quindi abbiamo trovato elementari che erano sufficientemente ispirate alle Montessori: https://www.youtube.com/watch?v=b2zPj2N81Fc ) , si fa educazione sessuale, ma non si parla di sesso ai bambini.

O meglio: hanno spiegato ai bambini cosa stava per succedere al loro corpo. Hanno spiegato ai maschi che la loro voce sarebbe cambiata, che nella puberta’ sarebbero cresciuti loro peli , e tutto quello che riguarda “te lo diciamo prima cosi’ non e’ una sorpresa”. Riguarda il sesso, certo, ma non parla di sesso. Diciamo che parla di corpo.

Anche alle bambine viene spiegato cosa sta per succedere al loro corpo, cosi’ se si svegliano un giorno e c’e’ sangue “ovunque”, sanno cosa stia succedendo. L’approccio che ho visto serve a sdrammatizzare. “Succede, succede a tutte, non ti preoccupare, non e’ un male, non sei sporca, non hai il potere di far morire le piante se le tocchi, e si occupano di sdrammatizzare l’evento”.

Su questo c’e’ un’opposizione, in genere dalle famiglie musulmane, che la preside mise a tacere dicendo loro che se la preside avesse la vaga sensazione che le bambine vengono vessate o represse  sul piano sessuale gli arriva lo Jugendamt a casa. E non e’ una bella frase, ci sono polemiche con la facilita’ con cui tolgono figli. Peraltro e’ un ufficio locale, quindi il comportamento varia a seconda dei posti. Non vorrei lo Jugendamt a casa se vivessi nel Bayern o nel Bawu.

In realta’ nelle citta’ sono piu’ tolleranti, ma nei piccoli kreis come il mio Germania vuole ancora dire Germania. Nel bene e nel male.

Detto questo, l’effetto e’ che ad un certo punto arriva il menarca, e anche se l’impatto psicologico esiste, e’ un evento naturale come tanti. E sanno gia’ usare tutto quel che serve (qui si chiama Tampon qualsiasi cosa serva) perche’ lo hanno mostrato a scuola.


Le cose cambiano quando arriva il liceo. Il motivo e’ che la legge tedesca quando si parla di minori sembra partorita dal Kaiser in persona, in un giorno di emorroidi. Esiste un’eta’ giusta per tutto. Significa che mia figlia puo’ bere birra solo da quando ha 16 anni. A 14 poteva, solo in nostra presenza, cioe’ in presenza di un genitore, previo rimanendo che se l’altro si oppone allora non vale. 

Su piano sessuale, li si considera attivi coi coetanei dai 14 anni in su. Il che significa che PRIMA devono gia’ essere mentalmente attrezzati. Ovvero  sapere di cosa stiamo parlando. Li si considera non attivi sessualmente dai 12 ai 14, previo rimanendo che li si considera coinvolti. Ad ognuna di queste fasi si aggiunge una responsabilita’ per la famiglia: se avessero trovato mia figlia pre-14 enne con un adulto, lo Jugendamt potrebbe considerare responsabile la famiglia. L’adulto sarebbe stato denunciato per stupro, la famiglia almeno investigata, fino a togliere i figli, a meno che non sia stata la famiglia stessa a presentarsi alla polizia e denunciare il fatto. 

A 16 anni sono sessualmente autonomi. Risultato: prima dei quattordici conoscono gli anticoncezionali , e tutti – maschi e femmine – sanno come mettere un preservativo ad una banana. La cosa viene fatta in sessioni diverse tra maschi e femmine. 

Prima dei sedici sanno praticamente tutto: nella scuola di mia figlia il libro di testo ha una pagina 117 che effettivamente e’ una lunga lista di parafilie , pratiche diverse e feticismi, praticamente tutte. Quindi se dite “faust fick” ad un/a 15 enne, sa di cosa parlate.  Maschio o femmina che sia. Questo non significa che lo praticheranno, ma sanno di cosa state parlando.Le femmine sanno che la prima volta potrebbe far male, e cominciano , insieme ai professori di “Politik” e di “scienze sociali” a discutere questioni di genere, e discutono con i professori di filosofia (qui la materia “Filosofia” significa “etica”. Non si occupano di altro, alle superiori, se non la tecnica filosofica – come si costruisce una tesi, analisi, sintesi, cos’e’ un argomento, eccetera )

Siccome non so se sia un approccio locale o della scuola, ho deciso di giudicare dai libri di testo, che devono comunque essere autorizzati centralmente (anche se sono diversi scuola per scuola), e l’approccio e’ la sdrammatizzazione di qualsiasi cosa

Questo contribuisce a quel senso di de-sessualizzazione del corpo umano che e’ molto comune in Germania, rispetto ad una completa ultra-sessualizzazione del corpo come avviene in Italia, per esempio.


Ad un certo punto, cominciano gli anni che precedono l’abi, o Abitur. Si tratta del diploma superiore che corona gli studi del liceo. Solo del liceo, perche’ solo chi fa il liceo va davvero all’universita’. Gli altri sono limitati ad un altro corso di studi.

In quegli anni continuano a parlare di quei temi , ma lo fanno nelle ore di filosofia, di studi sociali, di storia , e di Politik. In questa fase, si occuperanno anche delle relazioni di coppia, perche’… ancora una volta, qui a scuola “filosofia” significa “etica”: studiano anche i filosofi, ma poi devono a tutti i costi andare sulla prassi , e quindi diventa etica. Potreste sapere che nell’ora di filosofia si sia parlato di eutanasia o di aborto. 


In definitiva: non succede che nell’ora di educazione sessuale parlano di sesso ai bambini. Ai bambini parlano di come sta per evolversi il loro corpo, allo scopo di evitare ansie e leggende metropolitane. Agli adolescenti, invece, parlano di TUTTO, ma proprio TUTTO.

 

Lo fanno nel senso di sdrammatizzare ogni cosa e de-sessualizzare il corpo.


Cosa significa di preciso “de-sessualizzare il corpo”?

Siete nella vostra palestra di Judo. Vi state facendo la doccia, e nelle docce ci sono anche i bambini. Improvvisamente, mentre siete nudi, entra la mamma di un bambino e lo aiuta a rivertirsi, presto che e’ tardi.

Normale. Nessuno si scompone, e sono tutti nudi-nadi.  Provate a chiedere? “Lei ha gia’ un bambino, quindi sa come e’ fatto un uomo.”, oppure “E’ stata lei ad entrare, mica l’abbiamo rapita”. Classica risposta tedesca.

Entrate in una sauna, magari in quelle dove si pratica aufguss, una specie di cerimonia della sauna tipica della Germania, Austria , insomma i  DACH. Sono tutti nudi. Maschi e femmine. Non e’ consentito usare niente dentro la sauna perche’ sarebbe anti-igienico, solo un asciugamano che dovete stendere per sedervi. Fine.

Il divieto di atti osceni in luogo pubblico esiste, ma non e’ un reato, c’e’ solo la multa. Potrebbe essere reato se erano presenti bambini, ma allora e’ una molestia contro i bambini.

Questo e’ quello che intendo per de-sessualizzazione, o per sdrammatizzazione. Da lungo tempo trovare sex toys al supermercato, intendo da molto prima che si facesse in Italia. Ci fu addirittura una causa tra Beate Uhse (un vecchio negozio di sex toys) e una catena di supermercati, attorno agli anni ’80.


Effetti sugli stupri e sulle violenze in famiglia.

Difficili da quantificare, perche’ con un 9% di famiglie turche e musulmani asiatici , per esempio, il problema e’ grave. Ad ogni nuovo anno di scuola elementare, devono mandare una lettera a casa ove avvisano che i figli stanno per fare educazione sessuale. Puntualmente c’e’ una rivolta delle famiglie islamiche. Allora il/la preside li invita, mostra i libri e spiega loro cosa di cosa parleranno. Poi spiega loro che o cosi’ o il Jugendamt, e si piegano anche i piu’ convinti. Ma non sappiamo cosa dicano loro a casa. 

Quindi sulle statistiche ufficiali avvisano sempre che non si sa bene quanto l’ambiente familiare abbia contribuito a dis-imparare quanto imparato. Se voi dite a vostra figlia che quando ha il ciclo NON puo’ uccidere le piante di casa toccandole, ma poi a casa le dicono che siete Satana in gonnella perche’ le rinchiudono in una stanza apposita ,  il danno e’ fatto. Se i genitori insegnano ai figli adolescenti che radersi il viso potrebbe farli sembrare donne e mettere in tentazione gli adulti – quindi te la sei cercata se ti stuprano – lo stato ci puo’ fare poco.(e’ una cosa molto diffusa nel mondo islamico asiatico). Idem per i capelli lunghi, ed altro.

Non lo dico per razzismo – ho visto anche famiglie di migranti italiani di vecchia generazione a lamentarsi, quindi non e’ solo un problema dei turchi – ma il punto e’ che per legge le statistiche su temi culturali non si possono fare menzionando la razza. Quindi se osservate il tasso di stupri o di femminicidi, non riuscite a stabilire quale sia l’ambiente.

Diciamo che interpretare il dato tedesco sui femminicidi e sugli stupri alla luce dell’insegnamento dell’educazione sessuale e’ difficile, proprio per via della resistenza di alcune famiglie all’insegnamento.

Per dire, il problema delle famiglie che obbligano la ragazza a tornare in patria e sposare il cugino, che in Italia esplode ora, nelle zone come la Ruhr – piene di immigrati – qui e’ esploso verso gli anni 60/70, e hanno rimediato togliendo le bambine alla famiglia come se non ci fosse un domani. Psicologo in ogni scuola, e via. Oggi sono molto piu’ rilassati coi turchi, Ma dipende dalla scuola e dalla regione.

Il problema dello Jugendamt e’ che e’ schizofrenico: in alcuni casi non fanno nulla, poi improvvisamente decidono che e’ troppo, e scatenano tutto il potere che hanno. 


In generale, dopo averla vista, sono molto sereno riguardo al fatto che mia figlia abbia fatto educazione sessuale. La pagina 117 e’ stata divertente da leggere, sembrava il purity test, ma non hanno insegnato ai ragazzi nulla che non siano gia’ tentati di fare per via dello sviluppo fisico. 


Andiamo alla famosa teoria del gender, una teoria sociolinguistica che nessuno ha mai letto ma tutto sanno che dice cose. Che in realta’ non dice.

L’insegnamento non e’ per un cavolo “woke”. Nel senso che hanno cominciato a parlare di questioni “di genere” e di “cosa sia un abuso” PRIMA che nascesse nei campus americani la “cultura woke”.

Per esempio insegnano a scuola la definizione di abuso e la definizione di molestia molto articolatamente, ma ad una occhiata piu’ approfondita ci si rende subito conto che tutto si basa sulla definizione giuridica. Dall’altro lato sanno come reagire subito. 

Uscendo dal problema delle molestie, il problema del genere viene normalmente trattato (a mio avviso)  bene, almeno nei licei. Ma i licei sono la minoranza delle scuole, essendo la scuola tedesca una scuola selettiva. Se il vostro QI non e’ sufficiente, finite in una RealSchule, e se siete ancora peggiori, alla HauptSchule. Qui in NRW c’e’ anche un altro tipo di scuola che somiglia a quelle italiane, cioe’ dove gli studenti bravi sono mescolati a quelli tristi, la Gesamtschule, ma non c’e’ in tutte le regioni, e il vostro diploma potrebbe essere rifiutato in alcune universita’ quando fate domanda di accesso.

Come funziona nelle scuole di livello piu’ basso, onestamente non lo so: so che in teoria il programma e’ lo stesso in termini di argomenti, ma la trattazione e’ piu’ semplice, i test sono semplici e le aspettative piu’ basse.

In generale, nella scuola di mia figlia ci sono diversi ragazzi e ragazze che Salvini definirebbe “gender”. Mi e’ capitato di vederli nei giorni di ritrovo e nelle feste della scuola, e mi e’ sembrato che fossero abbastanza sereni. Anche se l’unico veramente “trans” che ho visto e’ tipo un metro e novanta, quindi vorrei vedere chi gli rompe le palle solo perche’ gira con una minigonna e gli yoga pants. Del resto il bullismo e’ molto punito, quindi forse dovreste chiedere nelle scuole inferiori, tipo le RealSchule o le HauptSchule.

Ma ripeto, tutto e’ cosi’ sdrammatizzato che e’ difficile spiegare la sensazione.

Certo, siamo in NRW. Forse non farei la stessa cosa se fossimo in Turingia, per via degli immigrati russi e polacchi che potrebbero aggredire il ragazzo. Quindi occorre andarci piano perche’ “Germania” e’ una parola forte.


Ma in generale, e lo ripeto ancora ai salviniani, educazione sessuale non significa “che parlano di sesso ai bambini”. Significa che ci sono programmi sul corpo e sul rapporto affettivo che sono adeguati all’eta’. A tempo debito, affrontano gli argomenti debiti.

 

Sugli effetti, come ho detto, in una societa’ cosi’ complessa ed eterogenea, e’ difficile valutare. Ho parlato molto dei turchi, per dire, ma nemmeno gli slavi sembrano cosi’ aperti. Dove ci sono molti immigrati russi, per dire, si ribellano anche loro all’idea, e i polacchi non sono da meno.

E a volerla dire tutta, se un padre qui se ne esce in TV dicendo che “se suo figlio fosse omosessuale lui lo brucia nel forno”, come ha fatto il leghista italiano,  rischia davvero di trovarsi lo Jugendamt di fronte alla porta, e di vederselo togliere. 

Dimenticavo: contro lo Jugendamt non esiste il ricorso. Ve lo tolgono, punto. E non lo vedete piu’.

 

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