Ma vi dico che ci stava, quella Trojka!

Ogni volta che leggo le dichiarazioni da “finta-persona-seria” di Letta mi viene da pensare sempre alle stesse cose. Sin dal governo d’Alema in Italia si e’ visto che il provincialismo del centrosinistra consista nell’imitare modelli stranieri piu’ alla moda, ma Letta imita un manager anglosassone come i soldi del monopoli imitano quelli veri; sara’ divertente poi vedere la solita pletora di fessi dire “ma noi ci abbiamo creduto, sembrava cosi’ serio”. (1)

Adesso scopriamo che “la crescita deve essere una priorita’ europea”, perche’ il governo italiano da solo non puo’ farci nulla.

Bella cosa, come dire “e’ un preciso compito del prete evitare che il mio bilancio familiare sia in pareggio”. Sebbene il prete possa essere un’autorita’ morale, e in teoria la religione cattolica istiga le famiglie ad un gestione onesta  virtuosa e laboriosa, spostare del tutto i compiti propri su un altro ente considerato piu’ autorevole ha un nome: “escalation”.

Letta non lo sa, ma in pratica sta vendendo il vostro culo. Supponiamo di individuare tre priorita’ per l’economia del paese: “carico fiscale sulle aziende, carico fiscale sul lavoro, carico fiscale sul commercio: IREP (o come si chiama ora) , cuneo fiscale e IVA”. Ora, queste tre tasse non esistono al di fuori dell’ Italia, o meglio, l’ IVA e’ piu’ bassa, il concetto stesso di “cuneo fiscale” e i suoi presupposti, sono una peculiarita’ italica nata nel periodo fascista, una cosa come l’ IRAP/IREP/Come sichiamaora credo non esista in altre nazioni. Quando l’ho descritto a dei tedeschi mi hanno guardato come se fossi un alieno.

Ma dicevo, supponiamo che tutto dipenda solo da questi tre fattori (ipotesi esemplificativa). Adesso Letta passa la palla all’europa, cosi’ la domanda e’: ma che genere di provvedimento si aspetta? Se la palla al piede che frena le aziende italiane e’ specificatamente italiana, cosa puo’ fare l’europa?

Voglio dire, supponete anche che si decida di rilanciare l’economia mediante una serie di infrastrutture europee. Iniziera’ una serie di gare, nelle quali le aziende italiane, con le palle al piede di cui parliamo, saranno svantaggiate. Anche nei subappalti, quelli che vengono da sistemi fiscali ideati a Mordor (come quello italiano) le aziende italiane correranno col freno a mano tirato.

Quindi, in questi provvedimenti europei che Letta auspica, occorre affrontare le specificita’ italiane.

In pratica Letta sta chiedendo all’ Europa di governare l’ Italia.
A parte il fatto che in tal caso mi chiedo che diavolo ci stia a fare allora Letta al governo, adesso immaginiamo che l’europa lo prenda in parola e faccia qualcosa. Ovviamente siccome nei paesi civili le leggi sono generali ed astratte, e il parlamento europeo segue le buone pratiche giuridiche di tradizione plurimillenaria (2) dovra’ fare delle regole uguali per tutti, allo scopo di risolvere le specificita’ italiane.

Proviamo ad immaginare la stesura di tali leggi “Europee”.

  • Tutte le nazioni europee -che iniziano con la I e sembrano uno stivale- che in seguito alla dittatura di un ciarlatano romagnolo -di nazionalita’ qualsiasi- abbiano istituito una confindustria  per controllare la borghesia e, per proteggere lo status di cartello dei soci,  abbiano ideato il cuneo fiscale omogeneo(3) , devono rimuovere il cuneo fiscale. Tale regola si applica, ovviamente, a tutti gli stati europei -che abbiano una regione chiamata Basilicata-, ma non vogliamo fare nomi.
  • Tutte le nazioni europee con il collosseo nella capitale  che per tassare meglio le aziende di tre regioni ove si trova una citta’ costruita sull’ acqua ove girano le gondole , abbiano introdotto una tassa proporzionale ai movimenti contabili lordi  calcolati secondo metodi risalenti ad una dinastia di nobili originaria di un nordovest occitano qualsiasi,  devono abolire tale tassa, senza reintrodurla con un altro nome pochi giorni dopo, tradizione famosa nel mondo quanto pasta , pizza e “spaghetti bolognese”. Tale regola si applica a tutti i paesi d’europa, senza distinzioni.
  • Tutte le nazioni europee caratterizzate da torri che pendono, duomi meneghini e isole di Pantelleria ( l’isola di Pantelleria e’ un’ abitudine tipicamente maschile di origine indoariana) , le quali abbiano alzato l’ IVA per sanare disavanzi alimentati da ispettori di vagine di bassa statura e proprietari di televisioni, devono – senza distinzione di paese legate al prosciutto di parma- riportare l’ IVA al livello medio europeo. Tale regola si applica a tutti i paesi, dalle Alpi allo Stretto.
Ora, io ho provato ad offuscare il fatto che tali leggi siano leggi ad hoc per risolvere problemi fiscali specifici di un singolo paese, scrivendo leggi europee che si applichino teoricamente ad ogni paese (purche’ abbia il Colosseo) ma temo che un osservatore attento, quale potrebbe essere che so io una volpe  di scattante sveltezza come Hollande , potrebbe sospettare qualcosa.

Quello che voglio dire e’ che una soluzione “europea” , in quanto tale, puo’ risolvere problemi generici europei , ovvero armonizzare ancora cose che non sono allineate, ma a quel punto ci sono due alternative:

  1. L’unione europea si mette ad armonizzare specificita’ locali, entrando nel merito dettagliato.
  2. L’unione europea si limita a dire , che so io, “pressione fiscale sul lavoro mai piu’ di tot”.
Entrambe le soluzioni sono buone, ma c’e’ un piccolo dettaglio che forse sfugge a Letta: a meno di non ottenere delle direttive europee come quelle che ho menzionato, e far finta che si applichino a tutti i paesi , QUELLA FUNZIONE RICHIEDE UN MANDATO PRECISO.

La domanda e’: quando Letta chiede all’ Europa di dare priorita’ alla crescita, STA DANDO UN MANDATO ALLE AUTORITA’ EUROPEE DI FARE LA POLITICA ECONOMICA ED INDUSTRIALE ITALIANA?

Sia chiaro, se osservo i “provvedimenti per la crescita” del governo Letta, onestamente spero di si, ma siete davvero disposti a delegare una cosa simile all’ Europa? Vi rendete conto che l’europa, di fronte ad un compito simile , agirebbe per scomparti?

Ok, diciamo che qualcuno debba “gestire la crescita italiana”. Dovra’ pur decidere quali siano gli asset. Allora, quando sento parlare la gente, diciamo “Agroalimentare destinato a ristorazione(4), Turismo, Fashion, Artigianato di nicchia”.

Ok, allora la UE fa questo, e prende provvedimenti a riguardo. Detto questo, un italiano che nella vita abbia deciso che gli piace l’elettronica industriale, cosa fa? Cerca un lavoro nella grande industria?. Solo che per facilitare il turismo abbiamo tolto le industrie, ci siamo concentrati sull’agroalimentare, sul fashion e sull’artigianato di nicchia. Abbiamo chiuso Alenia, Augusta, perche’ una politica di intervento di crescita pianificata deve concentrarsi su pochi settori, e insomma l’italia e’ il ristorante d’europa , con dentro un bel negozio di vestiti e quel che serve ai turisti.

Anche ammesso che possiate vivere solo di quello, o quasi, che cosa fa chi invece studia, che so io, chimica industriale? La risposta e’ “emigra”.

Cosa voglio dire? Voglio dire che una strategia di crescita PIANIFICATA dal centro non puo’ tenere conto di 1000 settori di nicchia ove l’Italia e’ ancora tra i primi dieci produttori. Non puo’ sapere che la PlutoPlast di Cernecchio sul Cazzelto e’ il secondo produttore al mondo di cerotti chirurgici per le palle di toro. Quindi si concentrerebbe inevitabilmente su grandi macrosettori, e come diceva Hegel, (che, e’ bene ricordarlo, era un fesso) “qualche fiorellino rimane sempre schiacciato dalla poderosa macchina dello stato in movimento”.

Quando Letta delega (anche se non si capisce se si tratti di un mandato o meno) la politica economica italiana all’ Europa, sta di fatto accettando alcune precondizioni per una eventuale pianificazione. Se la pianificazione economica che si aspetta dall’ Europa riguarda in generale una serie di provvedimenti che rimuovano gli ostacoli alla crescita, ovvero quelli italiani, allora sta invocando per l’ Italia quanto segue:

  • Una inevitabile attivita’ di pianificazione per macrosettori, che inevitabilmente cancellera’ o mettera’ in difficolta’, o almeno ignorera’ settori non di nicchia (aereospaziale, ricerca energetica, semiconduttori) ove l’ Italia ha degli asset ma non sono dei “pillars” per una crescita sostenuta. Volete anche puntare sulle PMI, ok? Quindi chiudiamo ENI, STM, e tutto quanto, che non sono PMI? In una logica di pianificazione macroscopica non potere inserire TUTTI i settori come priorita’.
  • Una inevitabile ingerenza nella politica fiscale, e quindi nella spesa pubblica. Se sappiamo che IVA, IREP/AP/UP7Whatever e cuneo fiscale siano ostacoli alla crescita, delegare all’ Europa significa che quelli ti dicono “leva di mezzo quella merda entro tot mesi”. E poi come fai stare insieme il bilancio?
  • Se si riconosce ANCHE nella burocrazia il problema, ci si aspetta che la UE dica “da ora in poi si fa cosi’ e cola’, tutte le nazioni con una citta’ dove e’ nato Lorenzo il Magnifico devono smantellare quella merda entro 5 mesi.
  • Se si riconosce ANCHE nella giustizia il nodo, Letta si aspetta che la UE dica “da ora in poi i processi civili durano tot, e il procedimento e’ uguale per tutti, ed e’ questo qui. Le nazioni che hanno un vulcano attivo di quattro lettere ad oriente di una grossa isola triangolare devono cambiare tutto.”
Ma sapete che cosa e’ questo?

Questo e’ il lavoro che la Trojka sta facendo in Grecia!

Perche’ ai Greci sta facendo cosi’ male? Perche’ un ente che conosce poco delle particolarita’ locali sta agendo con la scure e basandosi su pochi indicatori di sintesi sta facendo quello che Letta auspica.
Quindi e’ meglio che Letta  stia calmo a delegare alla cieca che l’europa si prenda carico della crescita: potrebbe farlo, ma una volta fatta una pianificazione mediante indicatori di sintesi, deciso cosa tenere e cosa buttare, poi la cura e’ dolorosissima.

Esiste il modo di fare il lavoro della Trojka tenendo conto dei dettagli, ovvero di ogni sfumatura locale?

Si, esiste: si chiama “governare”.

Se Letta intende delegare alla UE il tema delle riforme italiane, deve sapere che , Trojka o meno, quello che otterra’ sara’ un lavoro di scure basato su dati di sintesi. Il che significa che le 4 aziende che fanno bulloni al cadmio ripieno per la NASA, per quanto siano un fiore all’occhiello, sono fuori dal provvedimento che si focalizza sull’agroalimentare.

QUALSIASI lavoro di pianificazione economica su LARGA scala e’ un lavoro di priorita’ basato su indicatori di sintesi. Esso ha, mutatis mutandis, lo stesso modus operandi di quello noto come  Trojka.

Quindi, Letta si dia una mossa, muova il culo, e la smetta di invocare l’ Europa, perche’ il rischio piu’ grande e’ che DAVVERO a Bruxelles qualcuno si riunisca e si metta a pianificare l’economia italiana, e no, se non e’ il lavoro che la trojka fa in Grecia, sara’ cosi’ difficile da distinguere che non ci farete caso.

Letta vi sta invocando la Trojka, o un meccanismo equivalente, sotto il naso. Tutti i tagli, le liberalizzazioni e le riforme che LUI non riesce a fare per un governo immobile, corrotto ed incompetente le vuole delegare ad enti che, per via della dimensione continentale del problema, non potranno tenere conto della realta’ locale.

Quando si va in escalation ad una autorita’ superiore, occorre SEMPRE chiedersi che diavolo si stia invocando. Quello che si rischia e’ questo:

  • Comandante, la fiancata della nave e’ sporca. Non possiamo tenere cosi’ una portaerei.
  • Ha ragione: prenda il suo spazzolino da denti e la faccia brillare. Entro domattina alle 6.
Che e’, essenzialmente, quello che fa della Trojka lo splendore di istituzione che e’.

E a forza di chiamarla, caro Letta, prima o poi la Trojka arriva.

Uriel

(1) Non nomino l’imitazione di CarCarlo Pravettoni, tale Renzi, perche’ CarCarlo Pravettoni e’ figlio di quel Made in Italy che tutto il mondo vi invidia, specialmente dalle 15 del pomeriggio alle 15:45, quando si raggiungono le punte di invidia piu’ alte. Secondo le statistiche raccolte dal Böse Büro del Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertragungsgesetz , il picco piu’ alto di invidia verso il Colosseo con la Burrata di Pizza si e’ registrato il 5 ottobre del 1983 , alle 14:21



(2) Certo, potremmo tornare al paleolitico e usare metodi diversi. Ribattezziamo il parlamento europeo come “consiglio degli anziani d’europa della Luna Piena”, la Commissione Europea la chiamiamo “teepee dei Grandi Lupi che fumano erbe nella Sauna” e potremmo decidere che essi emettano ogni sentenza appellandosi agli spiriti del fiume, contattati dopo aver fatto mangiare un fungo tossico ad una capra, ammazzato la capra e succhiatole le reni ancora crude, secondo la tradizione sciamanica. Nigel Farrad ne sarebbe entusiasta e diventerebbe un convinto europeista. E martin Schulz con una pelle di bisonte addosso guadagnerebbe molto in eleganza.

(3) Il cuneo fiscale esiste anche in altri paesi, ma la sua struttura contributiva in Italia , e il ritorno che esso ha come effetto ridistributivo, sono concepite principalmente per dare ai soci di Confindustria la certezza che nessuna PMI cresca abbastanza da diventare un loro concorrente.  Lo volle il Duce, a suo tempo, come contropartita agli industriali per la pace sociale.






(4) L’agroalimentare e’ piu’ grande della semplice ristorazione. Limitare l’agroalimentare a cio’ che si mangia immediatamente e’ un errore catastrofico. A meno che voi non abbiate abitudini alimentari DAVVERO strane.