Le ragioni del coraggio.

Nello scorso post ho intuito che l’ Italiano non capisce un principio semplicissimo, ovvero il profondo legame che passa tra il coraggio degli individui e il funzionamento dello stato. Sembra cosi’ difficile da capire il fatto che un popolo di individui codardi NON POTRA’ mai avere un’amministrazione pubblica che funziona. Esiste un profondissimo legame tra coraggio e buona amministrazione pubblica. Ma non viene capito.

Questo e’ strano perche’ e’ proprio un romanziere italiano, Alessandro Manzoni, a dover spiegare il concetto.

Ora, voi pensate che sia vostro “diritto” sposare chi volete, giusto? E quindi l’amministrazione pubblica, cioe’ il funzionario , debbano svolgere il proprio dovere “per il cittadino” e farvi fare quel che volete.

Nel libro di Manzoni (un pessimo libro, a dire il vero. Per fortuna non era fantascienza, altrimenti fondava una religione(1) ) interviene la codardia di un funzionario che deve gestire questo “diritto”, e guarda caso cosa accade: che Renzo e Lucia non possono piu’ godere di quel diritto.

Ora, non occorre arrivare ai bravi di Don Rodrigo per perdere i diritti. Manzoni, pessimo scrittore, dovette usare quell’esempio per esplicitare il legame tra codardia e perdita di liberta’ e di diritti (in fondo tutto nasce dalla codardia di Don Abbondio) ma basta molto, molto meno.

Ogni maledetto funzionario pubblico, ogni giorno, subisce delle pressioni. Gente che gli chiede di “salutare il suo capo”, gente che gli fa presente che puo’ fargli passare un guaio, il capo stesso che chiede uno strappo alla regola per gli amici: tutte le cose che sappiamo bene, sono SEMPRE dovute a qualcuno, a qualche funzionario, che ad un certo punto NON ha il coraggio di dire “NO”.

Anni fa avevo un’azienda e partecipavo a gare. Spesso mi arrivavano richieste di “fare il terzo”. Fare il terzo significava fornire un’offerta -che non avrebbe mai vinto- il cui unico scopo era di rendere legale un appalto truccato, per il quale occorrevano almeno tre offerte simili.

Ora, a quel punto avevate due scelte: la scelta di Don Abbondio, cioe’ quella codarda. Faccio l’offerta e via. Non mi faccio nemici, magari poi la cosa e’ a buon rendere, e cosi’ via.

Poi c’era la scelta coraggiosa: non e’ giusto, non mi presto, dico di no.

Dire di NO al cliente, non fare giochini con assegni postdatati -che sono illegali- , tutta una serie di pratiche, non richiede sforzi. Causa alcune perdite, e’ vero, ma richiede coraggio. Bisogna avere il coraggio di dire di no. Di opporsi a chi poi si ritorcera’.

In ogni maledetto ufficio pubblico ci sono dei funzionari. Ogni funzionario riceve pressioni: per non vedere, per non denunciare, per fare un favore a tizio o a caio, per non dare a qualcuno quanto gli spetta. Arrivate sempre ultimi alle guaduatorie degli asili nido perche’ qualcuno ha gli amici da metterci prima.

Ogni stracazzo di volta che perdete un diritto per colpa della pubblica amministrazione, dietro ad una scrivania c’e’ un Don Abbondio cui e’ stato detto che il VOSTRO matrimonio non s’ha da fare. Al posto del vostro matrimonio c’e’ il permesso che aspettate, c’e’ l’azienda che volete aprire, c’e’ la licenza che volete. E al posto di Don Abbondio c’e’ un impiegato dello stato. Ma tutto inizia quando una persona inizia a dire “il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo puo’ dare”.

Questo e’ il legame tra coraggio e buona amministrazione pubblica: una nazione di CODARDI non potra’ MAI avere una amministrazione pubblica che funzioni. MAI.

Perche’ ci sara’ SEMPRE qualcuno che va dal funzionario a chiedere un privilegio, e quel privilegio se lo godra’ A SPESE VOSTRE.

Don Rodrigo voleva trombarsi la fidanzata di Renzo. E ne ha impedito il matrimonio.Il vostro concorrente non vuole che mettiate la veranda nel vostro locale. E vi fa revocare il permesso. E’ semplice.

Per fare il proprio dovere di fronte a queste continue, piccole pressioni occorre CORAGGIO. Occorre il coraggio di dire di no al capo o all’amico del capo. Occorre il coraggio di dire di no alle pressioni, il coraggio di dire che per principio NON POTETE fare quello che di sbagliato vi viene chiesto.

Quando cadeva Berlusconi, si poteva avere coraggio. Invece di scendere in piazza a brindare, si poteva occupare una piazza per avere delle elezioni. Si poteva dire di NO a Napolitano e alla BCE. Ci voleva CORAGGIO. Certo, c’era una speculazione internazionale in corso. Cui si poteva sempre dire NO. Bisognava avere coraggio.

Per opporsi ad uno straniero al governo occorre coraggio. Ci sono nazioni che non accettano stranieri al potere neanche per tornaconto. Ci sono nazioni che col voto si stanno ribellando, come la Francia. Quello e’ CORAGGIO. Un capo di stato in Olanda ha avuto il coraggio di dire NO alla ricetta di sacrifici e dimettersi piuttosto che subirli.  Puo’ aver ragione o meno, ma ha avuto il coraggio di dire NO. Lui o il suo partito, non mi importa chi: ma qualcuno ha avuto il coraggio di farlo.

Quando la pubblica amministrazione funziona bene, e’ perche’ c’e’ il coraggio di dire di NO a tutte le pressioni che arrivano. Questa e’ la verita’.

La Fontaine ebbe il ruolo di ministro delle finanze tedesco durante il governo di Schroeder. Era il ministro delle finanze piu’ potente d’Europa. Una posizione invidiabile. Ma quando Schroeder fece qualcosa contro i suoi principi, si dimise, usci’ dal suo partito e fondo’ il proprio.

Questo e’ CORAGGIO. Dire di no alle pressioni, al lasciar correre sui principi, al quieto vivere. Il coraggio di perdere un comodo tornaconto, un quieto vivere.

Per principio, Monti non dovrebbe essere li’. Punto. Per principio, il presidente della Camera normalmente consegna la tessera di partito e non appartiene a nessun partito. Fini ha fondato un partito come presidente della camera. Per principio, un presidente della repubblica non accetta pressioni per far cadere un governo. Ma nessuno ha avuto il CORAGGIO di dire di no.

Tutti hanno seguito il loro tornaconto. Tutti hanno detto “ma se con la Merkel si sta meglio, perche’ no?”. Eh, ma adesso mettetevi nei panni di quel tizio nell’ufficio : se andando al mare si sta meglio, perche’ mai dovrebbe farvi avere i vostri diritti? E se non facendo incazzare il vostro concorrente -la cui moglie fa il magistrato, per esempio- si sta meglio, perche’ mai dovrebbero darvi il permesso che vi serve? E se denunciare il collega assenteista non ti fa vivere meglio, perche’ farlo?

Se si sta meglio dicendo sempre di SI,  se si sta meglio chiudendo un occhio, se si sta meglio dicendo “ma sara’ poi la fine del mondo”, perche’ mai un pubblico funzionario dovrebbe fare il suo dovere, dicendo NO alle pressioni? La codardia e’ la stessa, la PUZZA E’ LA MEDESIMA.

Quando un paese e’ fatto di codardi, la gente pensa al suo tornaconto e lo mette prima dei principi. “Se con Monti pago meno, perche’ no?”. Aha. E se chiudendo un occhio sul collega assenteista ci guadagno che posso fare la spesa in ore di ufficio anche io, qual’e’ il problema? Non vivo forse meglio, cosi’? E’ forse la fine del mondo se mi assento un attimo? Perche’ devo trasformare il mio ufficio in un posto ostile, non mi conviene forse il quieto vivere?

La codardia e’ la medesima. La codardia con cui non si dice mai di no per tornaconto. C’e’ sempre una scusa per lasciar fare e lasciar correre. C’e’ sempre la scusa buona per lo strappo alla regola.

Ma nessuno si chiede cosa succeda ad una nazione di codardi. Ve lo dico io.

Le aziende inizieranno a lasciar correre. I piu’ grandi dicono “pago a 240 giorni” e loro sopporteranno. Codardia. Paura di perdere il cliente. E alla fine, tutti verrete pagati a 360 giorni.  Le aziende inizieranno a lasciar correre: inizieranno a “fare il terzo” nei concorsi pubblici truccati. E voi non lavorate piu’.  Perche’ nessuno ha il coraggio di dire di no al cliente.

Alcuni lavoratori si faranno sfruttare. Lavoreranno in nero, faranno straordinari non pagati, faranno gli stagisti gratis: non hanno il coraggio di dire NO. E voi farete la fame con loro. Farete la fame PER loro. Ogni volta che un codardo non dice di NO e si fa calpestare, sta sancendo la REGOLA per cui TUTTI saranno calpestati. 

Nell’amministrazione pubblica ovviamente le cose non andranno meglio. Gli impiegati subiranno pressioni per far passare avanti alcune persone, per paura di ritorsioni. Per paura NON diranno “NO”. E voi perderete diritti. Sarete sempre fuori dalla graduatoria, dalla lista degli amici. Nessuno denuncera’, per codardia, queste situazioni.

Quando una nazione e’ fatta di codardi, da gente che non dice NO quando serve, da gente che non dice di NO per principio, da gente che non dice di NO per salvare dei principi, finisce cosi’.

Quando cadeva Berlusconi occorreva avere coraggio. Prendere Napolitano e Draghi, mettersi di fronte a loro e dire NO: adesso si vota.

Era una questione di principio, serviva a salvare la dignita’. Serviva a salvare i principi: e’ morta della gente per dare la liberta’ al paese. E’ morta della gente perche’ nessuno dall’estero decidesse piu’ chi e’ il capo , chi e’ il professore che adesso mette a posto tutto, e zitti e mosca.

Per principio non si doveva lasciare che accadesse. Ma bisognava avere coraggio.

 Il coraggio di andare contro al proprio tornaconto.

Il coraggio di farsi un nemico dicendogli di NO e di doversi battere con lui.

Ma il tornaconto era diverso. E la codardia si sposa SEMPRE col tornaconto. LA codardia e’ la paura di perdere qualche tornaconto se si dice di NO.

La codardia e’ proprio la mancanza di coraggio, il coraggio di affrontare la perdita di un comodo tornaconto. C’e’ sempre un tornaconto dietro al codardo, una piccola minaccia, ma una GRANDE PAURA. Codardia. Quando vi manca un diritto che dovreste avere, dietro c’e’ sempre un funzionario CODARDO che ha paura di perdere un tornaconto se fa il suo dovere. 

Una nazione di codardi non puo’ funzionare bene. MAI. Anche se il padrone e’ durissimo. Perche’ il singolo funzionario codardo , quando ricevera’ pressioni dal vicino di casa, guardera’ il padrone straniero e lo vedra’ lontano. Piu’ lontano di quel vicino di casa che potrebbe vendicarsi su di lui, che deve incrociare ogni giorno. Cosi’, per codardia, dira’ di SI.

Non vi illudete, il nuovo padrone mettera’ a posto i conti, ma non cambiera’ nulla di nulla nei mali del paese. Se volete una nazione che funzioni, avete bisogno di coraggio. Una nazione di codardi e’ una nazione ove nessun Don Abbondio si oppone a Don Rodrigo, e Renzo non puo’ mai sposare Lucia quando e come vuole. Anche se e’ suo diritto.

Una nazione di codardi e’ una nazione ove nessuno ha diritti. Una nazione di codardi e’ una nazione ove il tornaconto di Don Abbondio viene prima del diritto di sposare chi si vuole. La VOSTRA nazione.

Se pensate che si, che male c’e’ a violare qualche principio per il vostro tornaconto, che male c’e’ a rinunciare ad un poco di sovranita’ se poi si paga un pochino di meno, siete dei Don Abbondio. E come voi, un cazzo di funzionario pubblico si chiedera’ che male c’e’ a rinunciare ad un poco di principi per guadagnare una piccola mazzetta, o che male c’e’ a fare un favore al capo, per vivere meglio. E’ un piccolo favore. Non e’ mica una tragedia. Solo che voi finite fuori graduatoria in un asilo nido. Se la pensate cosi’, siete il problema: e’ la codardia di fronte al tornaconto, il problema.

Nel (pessimo) libro di Manzoni poi arriva la provvidenza e mette tutto a posto. E’ un libro codardo, a sua volta. Denuncia ma non troppo.  Questo e’ il messaggio sbagliato che un pessimo romanziere da’ al paese.

Magari voi pensate che la Merkel sia la provvidenza.

Liberi di farlo, ma attenti a crederci troppo. Perche’ alla fine, quel matrimonio, tra Renzo e Lucia, anche se si e’ fatto,  e’ costato troppo in ogni caso. Succede anche a voi, vero? Vi accade di dover tribolare per diritti piccoli, quasi scontati.

E volete sapere una cosa? Senza lieto fine, Manzoni non avrebbe venduto quelle dodici copie. In fondo, qualcuno gli ha suggerito di mettere un lieto fine anche laddove non era plausibile. Per tornaconto.

E lui non ha avuto il coraggio di dire di NO, e di far finire il libro come doveva: Don Rodrigo si tromba Lucia e ne fa una sua cortigiana, e Renzo si sposa per corrispondenza.

Il coraggio di dire il vero. E di perdere un comodo tornaconto.

E specialmente il coraggio di battersi. Perche’ quando direte di NO, vi siete fatti dei NEMICI. Quando direte di no, vi urleranno addosso. Quando direte di NO, dovrete BATTERVI con qualcuno che voleva il SI. Quindi e’ proprio quello che manca: il coraggio. Il coraggio di battersi, inevitabilmente, con chi non ama sentirsi dire di NO.

Se l’impiegatuccio dice di NO per farvi avere i vostri diritti, dovra’ scontrarsi . Col suo capo, col raccomandato di turno, con chiunque. L’azienda che dice NO ai pagamenti dovra’ scontrarsi col cliente. Il lavoratore che dice NO allo sfruttamento dovra’ battersi col padrone. Tutto questo battersi tiene in piedi i vostri diritti, tutto questo battersi tiene in piedi un’amministrazione che funziona.

Un’amministrazione pubblica che funziona e’ un posto dove il funzionario si BATTE con chi vorrebbe che facesse una cosa , e si sente dire di NO. E’ un posto dove c’e’ CORAGGIO.

E una nazione di codardi, questo non puo’ averlo.

Uriel

(1) Insisto: esistono diversi gradi di bruttezza di un libro di fantascienza: capolavoro, bellissimo, bello, normale, brutto, orribile, schifezza assoluta, “ha fondato una religione”. Con la sola eccezione del documento di definizione dello  standard UCP 4.6 scritto da Logica CMG, solo libri di fantascienza infinitamente brutti  possono fondare religioni.

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