Le ragioni del coraggio, II.

Ho sollevato davvero un bel vespaio , menzionando la codardia tra le ragioni di un fallimento nazionale. Sembra quasi, dice qualcuno, che dopo essermene andato io mi stia togliendo qualche sassolino dalle scarpe? No, NON ANCORA. Lo faro’ appena la mia famiglia sara’ al sicuro, e c’e’ una persona, dentro il reparto macelleria di un certo posto, che me la paghera’ cara. Per adesso, mi diverto con gli altri. Perche’ niente spaventa di piu’ il codardo di qualcuno che dice “adesso paghi”. Cosi’ vado avanti.

Qualcuno si e’ messo a dire che , ovviamente, quando lotti corpo a corpo  contro la mafia a mani nude, in una pozza di fango radioattivo piena di coccodrilli e Lara Croft legata sotto una gigantesca sega circolare che vuole affettarla, stai facendo uno sforzo eroico che non possiamo chiedere al cittadino qualsiasi. E non ho menzionato gli zombies.

Sfortunatamente per loro, questo e’ ridicolo: il segretario comunale che fa passare prima l’amica del sindaco nelle graduatorie delle materne non sta lottando con gli zombies mafiosi a mani nude dentro una pozza di fango radioattivo. Sta semplicemente scegliendo le ragioni della caghetta, in una situazione in cui non lo possono licenziare neanche a morire, e quel sindaco sparira’ in pochi anni.

Quando un cazzo di precario si lascia sfruttare invece di dire di no, non parliamo di un tizio che rischia di saltare in aria come Falcone. Stiamo parlando di qualcuno che rischia di perdere un lavoro che perdera’ COMUNQUE tra qualche mese.

Quando un imprenditore accetta di fare il terzo per far diventare legale una gara che non e’ legale, non sta rischiando di essere sciolto nell’acido. Sta rischiando un cliente poco onesto, che probabilmente paghera’ alle calende greche, al quale deve pure fare dei regalini rischiando la galera se un magistrato si muove.

Quindi no, siete ridicoli. Siete ridicoli quando cercate di spacciare una dose tutto sommato modesta di coraggio per un autentico eroismo.

E non siete altro che una normale massa di ipocriti. Qualche giorno fa, parlando con un altro italiano all’aereoporto, mi sono sentito dire che “i meridionali hanno portato la camorra qui”. Aha.  E che una volta arrivata li’, il povero settentrionale non puo’ da solo fare lo sforzo eroico di resistere. E’ tutta colpa dei terroni.

Ma a me risultano numeri diversi. A me risulta che il consumo di cocaina in Lombardia si attesti sul miliardo di  euro/anno, o giu’ di li’. Ora, la mia prima domanda e’: “che cosa vi aspettavate che succedesse dando un miliardo di euro ad un camorrista? Che diventasse MENO forte sul territorio, forse?“.

E la seconda domanda e’: e’ chiedere uno sforzo EROICO chiedere alla gente di NON farsi di cocaina? Si sta chiedendo una lotta corpo a corpo con dei mafiosi zombie dentro una fossa di fango radioattivo? Quale terribile ritorsione mafiosa vi arriva, se non vi drogate? Che vi prendono in giro? Che siete emarginati da un branco di tossicodipendenti?  Accidenti , che minaccia: “mamma, se non mi drogo i drogati mi prendono in giro”. “Mamma, se non mi drogo non potro’ piu’ girare per le piazze chiedendo un euro ai passanti, la mia carriera e’ compromessa”.

In realta’, quindi, il percorso e’ abbastanza semplice:

  1. Si ha poco coraggio, nemmeno il coraggio di resistere ad una moda -la bamba- per la quale NON si corre alcun rischio reale.
  2. Si finanzia con un bel miliarduccio di euro/anno la criminalita’ organizzata.
  3. Si dice che “per colpa dei terroni” adesso la criminalita’ organizzata e’ forte in Lombardia, come se dandogli un miliardo di euro/anno la si potesse indebolire.
  4. Si pretende che resistere alla mafia sia uno sforzo eroico. Quando per affamarla basta perdere alcuni vizietti, tipo “la bamba”, tipo “scoparsi la schiava da marciapiede”, tipo “farsi pagare un resort a otto stelle se si sceglie un fornitore anziche’ un altro”.
  5. Si accusa chi dice questo di avere LUI la codardia di non aver lottato abbastanza a sua volta.

 Ora, mi spiace, ma per lavoro ho dovuto vivere a Milano diversi anni. Ero in zona Famagosta, ove trovare “la bamba” non e’ difficile. Eppure non mi sono mai drogato a Milano. Sono un eroe? Ho lottato a mani nude contro zombie mafiosi dentro una pozza di fango radioattivo per salvare Lara Croft? Ho avuto un coraggio titanico?

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Nella foto Gianpiernaik dice di non al Fifi che gli offre la bamba durante l’ eppi aur a Milano(MI).(foto F.lli Pontida)

Eppure la storia e’ chiara: “dai un miliardo di euro alla mafia, dunque la mafia ha un miliardo di euro per armarsi contro di te, per costruire una sua infrastruttura criminale, e cosi’ via”. E’ semplice.

Ma spesso non si arriva neanche a questo. Nei piccoli comuni perdere un diritto e’ semplicissimo: basta non essere amici del segretario comunale o di qualcuno. Nella compilazione delle liste per una qualsiasi scuola materna, per le case popolari, per un qualsiasi appaltino, basta avere “un amico” per passare davanti. E togliere qualcosa ad altri.

Ora, non e’ che nel comune di Sminchiate sul Brantone ci sia da lottare a mani nude con la mafia sudamericana se si dice “no, tuo cugino va in graduatoria come gli altri”. Anzi, il segretario comunale, che e’ un dipendente pubblico, E’ QUASI INTOCCABILE. Al contrario, il sindaco/assessore che chiede il favore se ne andra’ in pochi anni. Non occorre alcun EROISMO per dire “no, tuo cugino va in graduatoria come gli altri”.

Occorre solo una dose di coraggio, PERALTRO MODESTISSIMA. Quindi, se non l’avete siete dei miserabili codardi.

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Il Ragionier Michele Brambilla, segretario comunale,  detto “il michi” che dice di no al Sindaco Malvagio. (foto Studio Insubria)

 Possiamo andare attraverso qualsiasi esempio, e scopriremo che solo POCHI casi di “NO” mettono al rischio la vostra vita. Gli altri mettono a rischio al massimo il vostro lavoro, la vostra serata fica sui navigli, eccetera.

Ho avuto un’azienda. Spesso mi chiedevano di “fare il terzo” . Ovviamente dicevo di NO (e no, non sono un eroe) e ovviamente me l’hanno fatta pagare. Ovviamente ho chiuso e sono andato a fare il dipendente, anche li’ le solite merde di compromessi ,  e ovviamente me ne sono andato. Ovviamente ora sono in Germania, cosa che si sa.

Qui entra in gioco, dopo il coraggio,  l’onore.

Onore significa che, qualsiasi cosa accada o meno, che si sia vincitori o perdenti, vivi o morti,  NESSUNO tra quelli che si fidano di te deve essere deluso dal tuo comportamento.(1)

Ora, supponete che io avessi detto di si. E supponete che oggi, come capita in Italia, la procura apra un’inchiesta su quell’appalto. Significa che una mattina vi svegliano alle cinque, arriva un tizio che si presenta dicendo “procura della Repubblica”, e vi entra in casa. Vi mette a soqquadro la casa -e no, alle cinque del mattino col cazzo che il vostro avvocato viene ad assistere alla perquisizione- di fronte ai vostri familiari.

Immagino la scena di fronte a mia figlia. Difficile spiegare per quale ragione la polizia ti tratti come un delinquente, ad una bambina che capisce guardie e ladri, ove le guardie sono buone e i ladri cattivi. Hai deluso le persone che credevano in te.

Ma questo a me NON PUO’ succedere.

Questo e’ il punto. Il problema non e’ prendere lo spadone e lottare all’ultimo sangue contro il malvagio terronio per sconfiggere il male e sposare Xenia la guerriera lesbica. Il punto e’ salvare l’onore: non essere MAI nella situazione di deludere chi crede in voi.

Non importa che tu sia emigrato o che tu sia vivo o morto, o che tu abbia vinto o perso: non devi mai vedere la delusione in faccia a chi ha creduto  in te. Non e’ questione di eroismo, e’ semplicemente questione di dire “NO” e di accettarne le conseguenze.

Certo, per ALCUNI dire di NO significa rischiare la vita.  In questi casi si parla di eroi. Chapeau.

Ma non mi raccontate che e’ la situazione di ogni miserabile codardo che non dice di no alla mazzettina, al piccolo favore, ad ogni miserabile codardo che dice di si alle 32 ore di straordinario non pagato a settimana  in cocopro, ad ogni miserabile bottegaio che fa un favore al cazzo di assessore comunale.

Non mi raccontate che occorra EROISMO nel non drogarsi, nel NON andare con schiave del marciapiede, finanziando cosi’ la mafia -che poi dite che l’hanno portata altri: la mafia vive di vizi , e se si espande e’ perche’ i vizi hanno MERCATO in quel posto. Non altrove. Proprio li’.(2)

Cosi’ no: in un paese di codardi , e aggiungerei codardi senza onore, non potete avere lo stato che funziona. Non potete avere un paese sicuro se comprate “la bamba” dalla mafia: la mafia si rafforzera’ coi vostri soldi. Non potete avere un paese sicuro se pagate una schiava del marciapiede: la mafia si rafforzera’ coi vostri soldi.

Non potete avere un’amministrazione pubblica che funziona se non c’e’ il coraggio di dire di “NO” al piccolo favore.

E non c’entra un cazzo il senso civico. Certo, potete chiamare “senso civico” la forza che vi spinge, il principio, ma quando dovete dire di no, A QUALCUNO DISPIACE, e dovrete battervi con lui. Dovrete affrontare qualche ritorsione. Qui entra in gioco IL CORAGGIO. E se volete, l’onore.

Ci vuole coraggio per affrontare le conseguenze del “no”. Bisogna affrontare l’idea di dover chiudere l’azienda, o di andare in un altro paese. Bisogna scegliere, e queste scelte chiedono una rinuncia.

Se scegliete di dire di SI, avete perso l’onore. Siete nelle condizioni in cui qualcuno che crede in voi -nel mio caso mia moglie o mia figlia- potrebbe essere MOLTO deluso da voi, se per caso un giorno un magistrato apre un’inchiesta. Pensate che bello: voi comprate la bamba, domani arrestano “lo spacciatore dei VIP”, il vostro nome e’ nella sua rubrica,  e la polizia arriva a casa vostra e mette un dito in culo a tutti per  cercare ovuli di cocaina.  Bello, eh?

Se scegliete di dire di NO, probabilmente qualcuno si vendichera’ -ma non sempre puo’- e magari dovrete ricominciare una vita altrove.

Ma alle cinque del mattino dormirete nel vostro letto, e vostra figlia non vi chiedera’ mai perche’ la polizia le ha sventrato le bambole  alle cinque del mattino. Non dovrete MAI vedere la delusione sugli occhi di chi credeva in voi.

Ma laddove non si capisce il coraggio, non mi aspetto si capisca l’onore.

Uriel

(1) Questa definizione non e’ mia. Ad onore della persona, la devo al CV Sauro, che conobbi su Nave Audace, allora come secondo. Il miglior comandante -e forse miglior soldato- che io abbia mai conosciuto. Non so se sia ancora vivo -era vicino alla pensione quindici anni fa- ma ha lasciato il segno. Almeno su di me. Spero anche su altri.

(2) Si, personamente rido di questi testimonial giovanili alla Giovanotti che fanno gli impegnati contro la mafia e poi sono per le droghe leggere. Chi ha comprato l’esplosivo per uccidere Falcone l’ha pagato. E per pagarlo ha usato dei soldi. Ottenuti -anche- spacciando droghe. Anche droghe leggere: il traffico di marjhuana o di hashish non e’ gestito dalle orsoline, sapete?