Diciamo l’indicibile.

Scritto da Levoivoddin http://wolfstep.splinder.it/ mercoledì, settembre 10, 2003

Diciamo l’indicibile.

C’e’ qualcosa che non si puo’ dire. In italia, perlomeno.

C’e’ qualcosa che e’ vietato persino PRONUNCIARE. Ma non basta. C’e’ qualcosa che e’ vietato PENSARE.

Forse voi state pensando a chissa’ quale sovversione politica. Forse voi state pensando a chissa’ quale forma mostruosa di abuso telematico, magari sui minori. No, niente di tutto questo. E forse quando dico che questa cosa e’ vietato pensarla, voi figurate un gigantesco grande fratello che vi sorveglia. Uno stato malvagio, chi pensera’ alle televisioni, chi ad Echelon.

Niente di tutto questo.

Negli anni 80, il paese e’ stato vittima di una sbornia edonistica. Come tutte le persone sbronze, ci e’ capitato di vedere un po’ appannato il mondo intero. E, visto che noi stessi siamo parte del “mondo”, ci e’ capitato di vedere in un modo piu’ appannato noi stessi.

Per tutti quegli anni ci siamo convinti di essere RICCHI. Ognuno di noi si era convinto di essere una persona del “ceto medio”, alcuni bottegai da 4 soldi si sono convinti di essere “imprenditori”. I capi di industriucole irrilevanti dai prodotti scadenti che vivevano di soldi pubblici si sono illusi di essere “il management di una grande industria”. Oh, yeah. Il modello sociale del tamarro lombardo, diffuso dai film natalizi di Vanzina, ha dilagato. Ue’, pirla!

E dopotutto, se uno ha la villa , ha la macchinona, e fa le vacanze nel posto figo, beh…sara’ pure un RICCO, no?

E cosi’, un’economia drogata ci ha fornito l’allucinazione , per 20 anni, di essere RICCHI.E siccome in 20 anni puo’ crescere una generazione, c’e’ un’intera generazione di persone cresciute DROGATE da questa convinzione apodittica. Sono TUTTI convinti di essere RICCHI.

A VIETARE loro di pensare il contrario, NONOSTANTE L’ EVIDENZA, non e’ un “echelon telepatico” che controlla il pensiero. Non e’ un governo repressivo e tirannico. Non sono le televisioni.

E’ IL LORO STUPIDO ORGOGLIO.

IL VOSTRO STUPIDO ORGOGLIO.

Sono convinto che leggendo questo articolo un’angolino del vostro cervello pensa che io mi stia riferendo “ai poveri”. A “quelli che non ce la fanno”.Agli altri, ovviamente. No, proprio no. Mi sto riferendo a TE. Proprio a te che leggi.

Adesso ti mostro l’evidenza. Tu pensi davvero che con l’euro “siano aumentati i prezzi”, suppongo. No, bello. Si parla di “aumento di prezzi” quando ad aumentare sono ALCUNI prezzi rispetto ad altri. Se aumentano gli alimentari ma non le altre cose, diciamo. Ecco, qui e’ aumentato TUTTO. Sai come si chiama la persona che trova CARO qualsiasi bene in commercio?

Si chiama POVERO.

Probabilmente tu hai dovuto rinunciare a qualcosa. Diciamo che scarichi i file mp3 da internet, e pensi sia giusto perche’ “un CD costa davvero troppo”.

No, bellezza, sei tu che non te lo puoi permettere, non il Cd che e’ caro. E sai come si chiama uno che non si puo’ permettere qualcosa?

Si chiama POVERO.

Probabilmente stai pensando a mille risposte , mirate a dimostrare che no, tu sei ricco, sono i prezzi che sono troppo alti. Non perdero’ tempo ad esamniare questa ridicola frase: se tu fossi ricco, i prezzi ti apparirebbero ragionevoli.

Se hai un minimo di autonanalisi, capirai che questo disperato tentativo di difendersi da questa consapevolezza, quella di essere POVERO, sono dettati da un disperato orgoglio di cui non riesci a capire l’origine. Ebbene, tu sei stato educato a ritenerti ricco.

Adesso spegni l’orgoglio e guarda: vai a fare la spesa, persino negli alimentari (IL CIBO!) , laddove costano meno. Detta cosi’, sembra ragionevole. Rovesciamo la medaglia:non vai dove costano troppo per le tue tasche.

Ovvero, stai risparmiando sul cibo, ripegando su cibi che valgono meno. O davvero ti illudi di trovare delle delikatessen al discount?

Sai come si chiama una persona che risparmia sul cibo?

Si chiama “POVERO”.

Ora, io vengo da una famiglia di operai.Mentre voi eravate impegnati nella vostra orgia paninara degli anni 80, mio padre era in cassa integrazione. Io avevo pochi dischi, pochi vestiti, mangiavo male. Ed ero cosciente che questo avvenisse perche’ ero povero, perche’ non partecipavo all’orgia con voi.

Oggi, avendola gia’ provata, so riconoscere in voi la miseria. La poverta’. Ho gia’ visto succedere quello che succede a voi: io mi copiavo le cassette perche’ non potevo permettere i dischi, voi scaricate mp3. Il concetto e’ medesimo. Le vostre madri hanno rinunciato ad alcuni cibi perche’ non ve li potete permettere. Ho gia’ visto anche questo. Voi dite che i prezzi sono troppo alti, come lo dicevamo in casa mia durante la sbornia degli anni 80. Ai poveri i prezzi sembrano sempre TROPPO CARI, sembrano sempre “aumentati troppo”, credetemi, io lo so.

Io vi riconosco, poveri.

Vi riconosco perche’ lo sono stato anche io. Con la differenza che io sapevo di esserlo. E il motivo per il quale ve lo sto dicendo non e’ umiliarvi o disprezzarvi: vorrei che vi liberaste da quel grande fratello, chiamato ORGOGLIO, chiamata SPOCCHIA, una volta definito “snobismo”, che vi OBBLIGA a pensare a voi stessi come RICCHI, quando l’evidenza e’ che siete POVERI.

E cosi’, ve lo scrivo a grandi lettere:

SIETE POVERI.

E quel che e’ peggio, vi hanno piazzato una gabbia, un’echelon, un grande fratello nella mente, che vi impedisce di vederlo.

Il che e’ molto peggio, che essere poveri. Davvero molto, molto, molto peggio.

Scritto da Levoivoddin http://wolfstep.splinder.it/

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