La Minetti e’ migliore della Bindi.

Non scriverei questo post se non fosse che, appena giro per la rete italiana, non vedo altro che una serie di sbroccate tutte legate a Nicole Minetti. Il problema in questo caso non e’ “Minetti si, Minetti no”, il problema e’ essenzialmente uno: perche’ proprio lei no? Cioe’, tutto quello che si dice di male della Minetti e’ che sarebbe nel suo posto alla Regione Lombardia “senza meriti, titoli adeguati o professionalita’, solo per decisione del capo del suo partito, Silvio Berlusconi”

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Ora, il primo punto che sollevo contro questo modo di ragionare e’ il seguente: ma tutti gli altri, questi benedetti “meriti”, li hanno? Sono andato a cercare sui siti web personali di alcuni personaggi , e ho provato a cercare i “Meriti” di queste persone. Prendiamo per esempio la Bindi.
Il suo CV comprende una vita in politica -e li’ mi sfuggono le sue eroiche imprese- , e una vita professionale inesistente, se non un dottorato in scienze politiche. Ora, una persona del genere, di quell’eta’, quanto vale oggi sul mondo del lavoro?
La verita’ e’ che, col suo CV, oggi come oggi la Bindi non finirebbe neppure in un call center, ove cercano voci giovani. Nel mondo del lavoro, i “meriti” della Bindi non valgono NIENTE. Forse la prenderebbero come lavapiatti in qualche ristorante, o come cameriera. Fine che fanno, btw, moltissimi con le stesse qualifiche e la stessa eta’.

 

Ma gia’ la Bindi ha avuto, sebbene in scienze farlocche, una certa carriera: diciamo che almeno un dottorato di ricerca con un professore famoso ha il suo fascino. Diciamo che esistono ancora posti al mondo (di solito universita’ e fondazioni) ove potrebbe fare la segretaria, se non fosse che in quei posti si cerca anche la bella presenza(1).
Ma possiamo anche andare avanti. Cerco l’onorevole Livia Turco: “Diploma di liceo classico; Insegnante di scuola primaria, dirigente di partito” . Ora, se qualcuno della sua eta’ si presentasse in qualsiasi centro di collocamento con un CV del genere, vedrebbe solo gente che scuote la testa. Forse gli impiegati la tratterebbero con gentilezza, ma la verita’ e’ che Livia Turco e’ un’altra che nel mondo del lavoro non vale NIENTE.

 

Andiamo ai maschi, per curiosita’. Massimo D’Alema:
Diplomato, non prese mai la laurea perche’ a suo dire “non voleva essere sospettato di favoritismi” (2), non ha alcuna esperienza lavorativa. Anche se si fosse laureato, sarebbe un laureato in filosofia , di quelli che fanno la coda di fronte ai centri per l’impiego. Si tratta di un altro personaggio completamente incollocabile nel mondo del lavoro: attualmente il suo CV non vale NIENTE.

 

Passiamo a Walter Weltroni: Diplomato in Cinema , non ha alcuna qualifica professionale ne’ alcuna esperienza lavorativa. Come leader ha portato il PD al minimo dei voti, ma abbiamo detto che la politica non fa CV (altrimenti la Minetti potrebbe stare in consiglio e acquisire CV).Ah, si, ha un’esperienza come direttore dell’ Unita’: se il giornale non fosse poi fallito, varrebbe la pena di scriverla su CV. Secondo me e’ meglio se ci scrive “disoccupato lesbonucleare”.  Se provassimo a collocarlo sul mercato del lavoro, probabilmente sarebbe un discreto impiegato in un customer care. Insomma, anche lui sul mercato del lavoro NON VALE NIENTE.
Se invece vado a controllare la Minetti, scopro cose interessanti. Innanzitutto, che ha lavorato come igienista dentale in un ospedale. E non era l’ultima cretina del pianeta, dal momento che le hanno dato da rimettere a posto i denti del primo ministro, dopo che e’ stato colpito da una statuetta lanciata da un pazzo. Quindi, innanzitutto se vogliamo piazzarla nel mondo del lavoro, almeno un appiglio ce l’abbiamo. In secondo luogo, ha diverse esperienze come hostess di convegni. Non sara’ il miglior lavoro del mondo, ma supera di ben due qualifiche lavorative sia la Bindi che la Turco, ed e’ incommensurabilmente piu’ “professional” di D’Alema e Weltroni. Adesso ha aggiunto al CV alcune esperienze da modella di costumi da bagno: potete dire che sia possibile per via del suo nome, ma se credete che basti il nome, provate a mettere la Bindi sulla stessa passerella. O Livia Turco.
Potrei andare avanti ancora, ma la domanda non verte sulla Minetti. Il problema e’ un altro.
Cosi’, adesso il punto e’: ma perche’ in Italia il problema del merito, della professionalita’, delle capacita’lavorative, SI PONE SOLO ALLE DONNE BELLE?

 

 

Vediamo di intenderci: se qualcuno si fosse posto il problema dei “meriti” con la Bindi, che cosa avrebbe potuto rispondere? Con la catastrofe elettorale ottenuta in Veneto, quando battendosi contro la Lega , la sua DC perse il 14% in un colpo solo. Si, dico sul serio: aveva un partito di DemoCRISTIANI, in una regione molto cattolica, e ha perso. Non contro Clausewitz. Non contro Kennedy. Non contro Napoleone. Ha perso contro Boso&co!  Vogliamo nominare un altro merito ,  l’aver fatto parte di un partito cancellato da un’inchiesta giudiziaria? Quali sarebbero i “MERITI” della Bindi?
Prima che mi rispondiate, sia chiara una cosa: il problema non e’ tanto se la Bindi abbia questi meriti o meno. Il problema e’ PERCHE’ MAI NESSUNO SI PONE MAI IL PROBLEMA. Ovvero:
In Italia, il problema del MERITO si pone SOLO e quasi esclusivamente con DONNE di bell’aspetto. Nessuno, NESSUNO si chiede mai quali siano i meriti dei politici MASCHI, nessuno si chiede MAI quali siano i meriti di quelle donne che non siano belle.
Sembra che in Italia, in particolar modo in politica, lo scorfano della situazione possa SEMPRE attribuirsi, senza mai dover dimostrare nulla, incredibili meriti, chissa’ quali competenze, professionalita’ infinite, e nessuno, ripeto NESSUNO, osera’ mai metterle in dubbio.
La Minetti e’ assolutamente collocabile nel mondo del lavoro. Esiste molta richiesta di infermieri ed igienisti negli ospedali di tutta Europa, mentre i CV dei politici “che meritano” sono semplicemente impresentabili.
Ma sinche’ nessuno va ai fatti, e sinche’ si dice che “La Minetti fu messa li’ per decisione della lista”, tutto sembra a posto.
Ma se vi sembra scandaloso che “La Minetti occupa quel posto per decisione di Silvio Berlusconi”, adesso vorrei che mi spiegaste i TRASPARENTISSIMI meccanismi che hanno messo Walter Weltroni, che era solo un pubblicista, a guidare l’ Unita’.
Vorrei che mi spiegaste quali siano in TRASPARENTISSIMI meccanismi , ovviamente meritocratici, per i quali la Binetti occupa la sedia che occupa. Vorrei che mi spiegaste come mai Fassino e’ stato il candidato a Sindaco di Torino, quale TRASPARENTISSIMA scelta lo ha messo li’?(3)Vogliamo filmare le riunioni di partito, per dire? Quelle che si fanno a porte chiuse, per dire? Dove sono i meccanismi TRASPARENTI e MERITOCRATICI negli altri partiti?
La verita’ e’ che TUTTI i partiti decidono le liste a porte chiuse, e la verita’ e’ che NESSUN partito saprebbe spiegarvi, un tutta onesta’, perche’ diavolo la Bindi occupi la sedia che occupa.
Tutti, tutti i politici italiani sono stati “voluti” da qualcuno , tutti, e ripeto TUTTI i politici italiani hanno iniziato la carriera al seguito di qualcuno. E vorrei ancora capire quale sarebbe stata la carriera nel PCI di Nilde Iotti, senza Togliatti:
per rispondere basta contare le donne dirigenti  nel PCI dell’epoca.
E’ dura, la prova dei FATTI, vero? Sto offendendo la Iotti? Sto offendendo Togliatti? C’e’ sempre qualche coglione che si offende, chissenefotte. Il problema vero e’ che E’ UN FATTO che se contiamo le donne ai vertici del PCI del periodo, e’ chiarissimo come mai la Iotti abbia iniziato la sua carriera politica. Il motivo si chiama “Togliatti”.  Ma la Iotti non e’ questa bellezza, DUNQUE non e’ consentito di chiedersi “per quali meriti” si trovasse li’. Eppure, la risposta e’ evidente.
E cosi’, ripeto:
PERCHE’ LE UNICHE A DOVER ESSERE GIUDICATE PER “MERITI” SONO SEMPRE E SOLO LE DONNE AVVENENTI, MENTRE NE’ AGLI UOMINI NE’ ALLE DONNE BRUTTE E’ MAI CHIESTO DI RENDERE CONTO DELLA PROPRIA STORIA?
Qui non si tratta di difendere la Minetti o meno.
Per lavoro, ho a che fare con una Project Manager scozzese. Ho beccato le sue foto su Facebook, ed e’ un “considerevole pezzo di”. Con molta sfortuna di molti/e , ha un MBA e come PM spacca. Adesso vorrei capire: se questa persona si desse alla politica in Italia, a LEI e SOLO A LEI verrebbe chiesto di giustificare la propria storia?
E perche’ SOLO A LEI?
Perche’ e’ bella. Tutto qui. La verita’ e’ che quel tipo di donna, in Italia, sarebbe imbarazzante assai. Non credo che ne vedrete mai.
In Italia la bellezza e’ ancora una colpa della donna, colpa che la donna deve cercare di giustificare o espiare dimostrando di essere intelligente. Ma alle donne meno belle, questo non viene MAI richiesto. Ne’ viene chiesto agli uomini.
Apprendete in questi giorni che un governo di tecnici non sia adatto a guidare il paese, perche’ occorrono dei politici. Credo che quelli non siano tecnici (4), ma il punto e’: se supponessimo che lo siano, COME MAI si enuncia nello stesso tempo che la Minetti non ha “meriti”, e poi si afferma contemporaneamente che solo gente SENZA alcun merito ha il diritto di governare?
Che meriti ha Grillo? Per quali “meriti” Pizzarotti e’ stato messo a dirigere Parma? Ha esperienza? No. Ha competenze? No. Ma perche’ nessuno e’ stato tenuto a giustificare “i meriti” , se non quando e’ una bella donna?
Sarebbe ora di ammetterlo:
l’ Italia e’ ancora nello stato terronoide e pastafazoolico per il quale ogni ragazza avvenente e’ condannata a camminare tra uomini che si danno di gomito e donne che sussurrano ” ‘a bbottana”.
Questo meccanismo sociale e’ stato trasferito alla politica , nobilitandolo con parole come “merito” e “storia politica”, come se la storia politica di picchiatori fascisti fosse accettabile, come se il merito di ex brigatisti e burocrati del PD fosse assodato, come se vi fossero meriti nella carriera democristiana della Bindi, come se ci fossero meriti nelle nomine di tanti personaggi dentro CDA di aziende pubbliche , come se i dirigenti della RAI NON FOSSERO SCELTI dai partiti a porte chiuse. Ma il merito, problema trascurabile quando una donna e’ brutta o quando il candidato e’ un uomo, diventa cosa irrinunciabile se parliamo di donne avvenenti. E avremo , traslate nel linguaggio politico, le solite scene di sempre.

Questo e’ dovuto principalmente alla presenza in politica di donne che vengono dalla vecchia DC, un partito di schifosi bigotti, miserabili beghine e donne coi baffi in cerca di rivalsa. A questo si sono unite le cosiddette “femministe libere & brutte”, altra bella cricca di armadi in stile rococo sovietico, carampane sempreindignate e bidoni urlanti . Tutte in cerca di qualche rivalsa verso le donne piu’ belle.
So bene che la competizione femminile e’ un problema. La stragrande maggioranza dei problemi di comportamento della donna sono dovuti alla competizione e all’incapacita’ di risolverne i risultati. Ma le turbe adolescenziali di un gruppo di frustrate non possono diventare POLITICA.
Se diventano POLITICA, allora io non desidero altro che stare DALLA PARTE DEL TORTO. Sapete, dalla parte della ragione i posti sono tutti occupati, E NON RIESCO A CAPIRE PER QUALI “MERITI”.
 
Milena for president: tette & panna.
Uriel
(1) Curioso come nel mondo del privato si possa parlare di “dress code” e di “bella presenza” , mentre in politica richiedere il bell’aspetto alle donne sia una bestemmia.
(2) Una delle scuse migliori che io abbia mai sentito dopo “Ma Giuseppe, e’ stato un angelo”, e “Me lo ha detto un cespuglio in fiamme”.
(3)No, non ciurlate nel manico. Non chiedo perche’ sia Sindaco, chiedo perche’ sia stato candidato. E no, “Fassino e’ di Torino” non e’ una ragione. Un sacco di gente e’ di Torino ma non fa il sindaco.
(4) La Fornero ha sbagliato due volte, del 200%, i conti sul numero di esodati. Se io mi metto a fare errori di capacita’ del 200%, perdo il lavoro. Io sono un tecnico. Come mai lei e’ ancora li’?