Cameron e i Filinstei

Scrivo alla vigilia di un discorso che probabilmente decidera’ il successo definitivo , e con esso l’errore inglese definivo, della politica di integrazione europea. Ho gia’ scritto in passato che l’integrazione UE si e’ velocizzata dal momento in cui Cameron ha iniziato ad allontanarsi dall’ Europa, e che piu’ gli inglesi si allontanano, e maggiormente la UE si consolida. La ragione e’ che i grandi poteri finanziari europei NON vogliono la finanza inglese tra le palle, e vogliono giocare in casa. Adesso arriva la prossima mossa.

Come saprete, e’ appena entrata in vigore quella che era iniziata come direttiva Domenici, la quale rompe in tutto il territorio UE l’automatismo a vendere o comprare titoli sotto un certo rating da parte di alcune entita’. Significa che se prima alcuni fondi per essere considerati tali dovevano avere solo titoli considerati buoni dalle principali agenzie di rating – che tranne Fitch sono anglosassoni- , e quindi dovevano vendere titoli di stato se per esempio una nazione veniva declassata, adesso questo automatismo non c’e’ piu’. E non solo: le finanziarie potranno e dovranno dotarsi di un sistema interno di rating.
Il business del rating e’ un business enorme per la City, se consideriamo che la UE non si dota per ora di un sistema proprio per via dei costi iniziali potete capire la dimensione. Si tratta di un brutto colpo per la City, dal momento che difficilmente degli enti che non sono piu’ vincolati dalla legge al rating vorranno ancora pagare cifre enormi per esso.
Si tratta di una botta stimabile in qualche decina di miliardi di euro, in soldoni, che e’ benvenuta nella City di Londra quanto un asteroide.
LA risposta di Cameron non si fara’ attendere e DOMANI e’ atteso un discorso del primo ministro inglese riguardo alla UE. Sebbene gli americani abbiano avvisato l’ inghilterra di non lasciare la UE per motivi di contingenza -e perche’ hanno cervelli migliori a consigliare il presidente- , e’ considerato probabilissimo che Cameron annunci, di fatto, l’abbandono da parte inglese del progetto, ovviamente con un giro di parole, ma niente di meno e niente di piu’.
A Francoforte, Parigi, Bilbao, Milano probabilmente hanno gia’ lo champagne pronto, e credo che anche a Mosca la cosa non dispiacera’ affatto.
Qual’e’ lo scenario?
Come ho detto, la UE ha reagito all’ultima crisi finanziaria mostrando una incredibile vitalita’: indurimento dell’ AIFM, Direttiva DOmenici, ESM , ESF, Fiscal Compact, Divieto di vendita allo scoperto due LTRO e sistema di sorveglianza bancaria  sono mosse molto piu’ forti dei brodini che sono comparsi in USA durante le stesse crisi, per dirne una.
A che cosa e’ dovuta questa improvvisa vitalita’: e’ dovuta al fatto che il sogno principale di TUTTE le lobbies continentali nel mondo della finanza, industria e agricoltura non vedono l’ora di togliersi dalle palle gli inglesi.
Gli agricoltori perche’ un socio in meno nel mondo delle quote fa comodo a tutti. L’industria perche’ oltre ad esserci quote ci sono concorrenti che non piacciono e che una buona normativa europea potrebbe ostacolare con facilita’. I finanzieri perche’ con una piccola barriera verso la City potranno considerare il continente europeo come cosa loro, o quasi, specialmente dopo l’entrata in vigore dell’ AIFM (giugno 2013 e’ il termine ultimo).
Di conseguenza, trovarsi chiusi dentro un recinto CON gli inglesi non piaceva a nessuno, ma trovarsi dentro il recinto CON GLI INGLESI FUORI piace a tutti. Di consegeuenza, non appena Cameron ha iniziato a fare l’isolazionista e a promettere cio’ che poi dara’, cioe’ la separazione, questi poteri si sono messi a spingere tutti nella stessa direzione, ovvero quella di integrarsi e alzare un bel recinto verso l’esterno, al solo scopo di tener fuori gli inglesi appena si saranno distaccati.
L’effetto e’ stato devastante, se consideriamo che la sonnacchiosa, lenta e quasi inutile macchina europea ha prodotto in poco piu’ di un anno sei decisioni di portata sistemica. Neanche il governo USA ha saputo fare tanto durante la crisi del credito.
Perche’ Cameron fa questo? Perche’ e’ mal consigliato, ed essenzialmente non ha percepito che genere di poteri abbia contro.
Il ragionamento inglese – che gli USA non condividono, per dire – e’ che la UE si dissolverebbe non appena un solo stato lasciasse l’unione. Perche’? Perche’ ovviamente nessuno crede ad una unione che puo’ essere abbandonata.
Gli attacchi dell’ultimo anno al debito dei PIIGS era dovuto principalmente alla speranza di far uscire uno dei PIIGS dall’unione, ed e’ fallito dal momento che anzi adesso i PIIGS sono ancora piu’ legati alla BCE per via degli LTRO da restituire.
Cosi’, l’unico modo con cui gli inglesi possono realizzare il distacco di una nazione dalla UE e’ quello di uscire allo scoperto e staccarsene essi stessi.
La speranza degli inglesi e’ che con la loro uscita l’ Euro non convinca piu’ altri paesi europei, che a loro volta decidano di uscire. Il guaio e’ che a Cameron manca un’informazione che invece gli USA hanno, e cioe’ che a TUTTI i paesi europei , ovvero a tutti i settori produttivi europei, l’uscita degli inglesi e’ MANNA DAL CIELO.
  • Il sistema delle quote agricole da solo puo’ convincere Francia, Spagna , Italia , Germania e Polonia a firmare due volte tanto l’adesione alla UE se le quote di produzione assegnate agli inglesi sono eliminate. E se considerate che proprio l’anno prossimo il PAC (la politica agroalimentare europea) verra’ ridiscusso e il sistema delle quote finira’ nel 2015, alimentando timori che gli inglesi usino il commonwealth per inondare il continente di prodotti dal terzo mondo, il quadro e’ chiaro.
  • Il mercato finanziario europeo sara’ libero dai raiders inglesi e dalle loro assicurazioni, con grandissima gioia di spagnoli, tedeschi, francesi ed italiani. Sara’ inoltre sotto controllo l’operato degli hedge di Londra perche’ risulteranno stranieri ai sensi dell’ AIFM. Gli indici piu’ famosi della City, i vari *bor, saranno definitivamente fuori causa.
  • A livello interno, le cordate di paesi dell’est prenderanno il posto delle cordate con gli inglesi, per cui i paesi dell’ Est prenderanno peso politico.
  • La politica energetica e petrolifera europea si potra’ svincolare dai continui ricorsi dei petrolieri inglesi, vedi alla voce BP, e non sara’ piu’ impossibile pensare ad un sistema di distribuzione europeo del gas, cui sinora si sono sempre opposti principalmente i signori di BP.
  • Una volta che gli inglesi siano fuori dalla PAC e dagli altri trattati, non ci sara’ piu’ alcuna giustificazione per gli status privilegiati di Norvegia e Danimarca, che dovranno prendere una decisione chiara, o dentro o fuori.
Con forze simili convergenti e’ chiaro a tutti che l’ uscita degli inglesi non fara’ altro che spalancare le porte al completamento del progetto europeo.
In realta’ in iinghilterra qualcuno che ragiona c’e’: le associazioni di industriali e di banchieri inglesi hanno gia’ inviato suppliche al governo pregando Cameron di rimanere nella UE, temendo gli inevitabili disastri che questo comporterebbe, ma Cameron non e’ il tipo di leader che usa il cervello,ha  la cultura di un blocco di legno e come se non bastasse e’ consigliato anche peggio.
Anche gli USA, che hanno capito il gioco europeo di promettere l’ostracismo degli inglesi al prezzo del progetto europeo , hanno gia’ consigliato Cameron di stare dentro l’Unione.
Che cosa fara’ Cameron lo sapremo solo domani, e bisognera’ leggere bene tra le righe del suo discorso, ma il punto e’ che qualsiasi cosa faccia finira’ con il mettere l’Inghilterra un pochino piu’ fuori dall’unione europea.
MA la cosa certa e’ che Cameron non ha ancora realizzato quanto piacere faccia che gli inglesi se ne vadano , uscendo ANCHE dal PAC e da altri trattati, e come la sua uscita non indebolisca affatto l’unione, ma sia stata il principale fattore che ha portato alla sopravvivenza della UE negli ultimi due anni: se gli inglesi fossero stati attivi come sempre, oggi l’Euro sarebbe un ricordo.Solo grazie all’uscita progressiva di Cameron dalle stanze dei poteri (che prima gli inglesi paralizzavano)  i poteri finanziari, industriali e le lobby agricole si sono unite allo scopo di avere fette di torta ancora piu’ grandi.
Cameron pensa che l’Unione abbia bisogno degli inglesi per vivere, quando ha invece bisogno del sogno di buttarli oltremanica per sopravvivere.
Cosi’ domani vedremo in che modo Cameron cerchera’ di convincere gli inglesi ad uscire dalla UE, e come zittira’ imprenditori, industriali e finanzieri che invece gli chiedono di rimanerci.
Peraltro Cameron non considera una cosa, e cioe’ che gli scozzesi hanno chiesto un referendum per staccarsi dal Regno Unito, e se il referendum vincera’ hanno gia’ annunciato la loro adesione all’ Euro. L’argomento “una zona che perde pezzi non e’ credibile” sara’ inutilizzabile quasi un anno PRIMA che il suo referendum anti UE, del 2015, possa finire il lavoro.
Sul piano strategico Cameron si e’ mostrato uno dei peggiori capi di governo che gli inglesi abbiano mai avuto, e sebbene gli alleati americani cerchino di dissuaderlo, e anche gli stessi industriali e finanzieri inglesi si sforzino di farlo ragionare, sinora si e’ mostrato impermeabile ai consigli, specialmente quelli buoni.
Cosi’ vedremo domani cosa succedera’…
Uriel