Parole zero.

Durante la scorsa crisi del debito, la propaganda politica ha iniziato ad usare parole prive di significato, in particolare DUE parole che sono totalmente prive di significato. La prima e’ “austerita’”, la seconda e’ “troppe tasse”. Il punto e’ che sebbene tutti sappiano cosa significhino quelle due parole, nessuna delle due ha qualche relazione con la realta’ cosi’ come i politici la leggono.

Prendiamo “Babbo Natale”. Tutti sanno cosa sia. Tutti sanno che indica una persona vestita di rosso che vive al polonord e blablabla. Il fatto che si conosca con estrema precisione la vita di Babbo Natale, pero’, non significa che Babbo Natale esista. Significa solo che e’ un mito molto ben elaborato.
Lo stesso dicasi per la parola “austerita’”. Secondo la visione della crisi che e’ stata data dai politici e dai finanzieri, l’austerita’ sarebbe stata una una scelta politica compiuta (ed imposta (1)) da qualcuno, scelta che poteva essere presa o meno.
Ma le cose non stanno proprio cosi’: la domanda che faccio e’ “sapendo che ci sono persone che muoiono di fame, possiamo dire che siano a dieta?”.
La risposta e’ che sia la dieta che la fame sono operazioni con le quali non si mangia e si dimagrisce, ma tra le due cose c’e’ una differenza. Nel caso della fame, non si mangia perche’ non c’e’ cibo, mentre nel caso della dieta il cibo ci sarebbe, ma si sceglie di non mangiarlo.
La domanda e’ : quello che chiamate austerity e’ piu’ una fame che una dieta’?
Cosi’ come viene dipinta, l’austerity si direbbe una dieta, cioe’ la scelta di non usare risorse comunque disponibili. Cosi’ occorre chiarire una cosa:

il debito pubblico esiste perche’ lo stato HA FINITO i soldi e ne spende ugualmente.

Le risorse, dunque, non c’erano. Ovviamente c’e’ chi dice che se finiscono i soldi se ne possono stampare altri, ma questa cosa e’ del tutto ridicola e nella storia ha solo causato fiammate inflazionistiche. Solo un paese come gli USA puo’ ancora stampare dollari, e puo’ farlo solo perche’ il dollaro e’ assorbito dai paesi che usano i dollari per scambiarsi praticamente ogni cosa. Ma non puo’ farlo la UE.

La vostra austerita’, quindi non esiste. Non e’ mai esistita una scelta di fare austerita’:

la parola “austerita’” e’ solo una foglia di fico per nascondere il fatto che SONO FINITI I SOLDI.

Certo, se non arrivate a fine mese, e i soldi vi finiscono il 21, potete sempre dire che dal 21 al 31 “scegliete l’austerita’” , ma la pura verita’ e’ che non avete i soldi per fare altrimenti.
La differenza tra una dieta durissima e la denutrizione non sta nell’atto in se’: nel caso di dieta avete il frigo pieno ma non mangiate, nel caso di fame non mangiate PERCHE’ IL FRIGO E’ VUOTO.
La vostra “austerita’” non e’ mai esistita, e’ esistita solo LA FINE DEI SOLDI A DISPOSIZIONE. Non state facendo austerita’: avete finito i soldi. 
La prima cosa che non e’ stata mai detta e’ molto semplice: nessuno ha scelto l’austerita’, essa era dovuta al fatto che gli stati non avevano abbastanza soldi in cassa da poter compensare un’asta fallita. Se io metto all’asta diciamo 10 miliardi di euro di BTP, e l’asta fallisce (o mi vengono chiesti interessi eccessivi) , se al momento ho in cassa dieci miliardi di liquidi, non faro’ altro che comprarmi il debito, e che si fottano i vampiri.
Se invece HO FINITO I SOLDI e devo mettere all’asta piu’ titoli dei soldi che ho in cassa, allora non posso piu’ ricattare il mercato, e il mercato ricatta me. Morale: nell’anno in cui l’Italia doveva rinnovare 300 miliardi di titoli, cercava di farlo SENZA avere in cassa i soldi che servivano.
Quella che chiamate “austerita’” e’ stata semplicemente una sequenza di misure volta a tenere in cassa i soldi che servivano a non doversi preoccupare se qualche asta fosse fallita. Per questo l’avanzo di cassa e’ uno dei punti salienti del patto di stabilita’.
Ovviamente, a nessuno piace pensare di essere alla fame, e tutti vogliono pensare di essere a dieta, anche perche’ questo serve ad accusare qualcun altro di aver voluto la dieta. Beh, se non volete stare a dieta , mangiate pure: aprite il vostro frigo , allungate la mano e…. oops. E’ vuoto.(2)

Uno dei grandi imbrogli che i banchieri (proprietari di molti giornali italiani) e i politicanti hanno fatto e’ stato di attribuire i tagli ad una presunta “scelta”, quando essi erano dovuti al fatto che avevano FINITO I SOLDI. Non era una dieta, era semplice fame.

Il secondo grande imbroglio e’ che “in Italia si pagano troppe tasse”.
Il problema non e’ quale sia la percentuale di reddito che va allo stato, il problema e’ che cosa lo stato ci faccia.
Dire che le tasse sono troppo alte e’ come dire “pagare mille euro al mese e’ troppo”. Ok, ok, ma: per che cosa?
Pagare mille euro al mese se vi danno una casa da 200mq , con energia , riscaldamento e ogni bolletta pagata, piu’ donna delle pulizie, non e’ tanto.
Pagare mille euro al mese per il parcheggio di una bicicletta invece e’ tanto.
La dialettica “si pagano troppe tasse ” e’ una dialettica miope ed inesistente, per la semplice ragione che nasconde il VERO problema: non si riceve niente in cambio.
Supponiamo che da domani lo stato italiano:
  • Garantisse ad ogni cittadino una sanita’ davvero gratuita.
  • Pagasse pensioni decenti a tutti gli anziani.
  • Mantenesse uno strato di infrastrutture (trasporti, comunicazioni, sicurezza) allo stato dell’arte.
  • Mettesse in piedi un welfare davvero comprensivo , che sollevi anziani e handicappati dalle spalle delle famiglie.
  • Garantisse una giustizia veloce e un diritto di buona qualita’.
  • Creasse un sistema scolastico efficace
beh, in questo caso IN ITALIA SI PAGHEREBBE TROPPO POCO DI TASSE, perche’ il VALORE dei servizi erogati dallo stato supererebbe i costi di mercato degli stessi servizi se comprati sul mercato.
In generale, lo stato lavora con 60 milioni di “clienti”. Di conseguenza, puo’ fare economia di scala e raggiungere prestazioni impensabili per il privato. Cosi’, la privatizzazione puo’ solo AGGIUNGERE costi, e se lo stato crede di far risparmiare i cittadini privatizzando , significa semplicemente che funziona MALE.
Una sanita’ che compra farmaci in quantita’ ENORMI dovrebbe spuntare prezzi molto migliori di un singolo ospedale locale. Un sistema di trasporti nazionale puo’ avere treni a costi inferiori sia rispetto a NTV che a Trenitalia. SI chiama “economia di scala”.
Quello che va paragonato e’ il costo pagato in tasse ( ~700 miliardi di euro ) dai cittadini, ed il valore dei servizi forniti sul mercato.
  • Se lo stato eroga servizi per un valore SUPERIORE a ~700 miliardi di euro, si pagano POCHE tasse.
  • Se lo stato eroga servizi per un valore UGUALE a ~700 miliardi di euro, allora si pagano le tasse GIUSTE
  • Se lo stato eroga servizi per un valore MINORE a ~700 miliardi di euro, allora si pagano TROPPE tasse.
L’affermazione per la quale “la pressione fiscale e’ troppo alta” scritta cosi’ e’ una fesseria pura, e’ come dire “trentamila euro per un’automobile sono troppi”. Non ha senso finche’ non chiariamo QUALE automobile, ovvero quale sia il VALORE di quello che otteniamo per quel prezzo.
La pressione fiscale NON PUO’ essere valutata semplicemente in termini percentuali: uno stato con un welfare (che funzioni) “dalla culla alla tomba”, che eroghi servizi per un VALORE superiore al 90%, puo’ anche chiedere il 90% di pressione fiscale, e LA NAZIONE SI ARRICCHIRA’.
 Se io togliessi dalle spalle di ogni famiglia che ha figli a scuola , diciamo, 500 euro/anno di libri (3), potrei per questo alzare le tasse di iscrizione di 250 euro? OVVIO, dal momento che le famiglie riceverebbero un valore di 500: nessuno potrebbe dire che le tasse sono troppo alte di 250, visto che comprenderebbero libri per 500!
Cosi’, la seconda frase SENZA ALCUN SENSO ECONOMICO che tutti blaterano come idioti e’ che “in Italia si pagano troppe tasse”. Detta cosi’ la frase NON HA ALCUN SENSO ECONOMICO e non dovrebbe stare sulla bocca di economisti: al massimo dovrebbe essere
“IN ITALIA SI PAGANO TROPPE TASSE RISPETTO AL VALORE DEI SERVIZI CHE LO STATO EROGA”.

Ora, e’ chiaro che esiste una grossa leva per cambiare questa situazione: se proprio non si riesce ad abbassare le tasse, e’ ancora possibile aumentare il valore dei servizi. 

E’ vero che non si possono abbassare le tasse del 7%? Ok. Ma non e’ difficile AUMENTARE IL VALORE DEI SERVIZI del 7%, visto che la macchina statale lavora con rendimento notoriamente BASSO.
Non c’e’ ALCUNA differenza tra un aumento di valore dei servizi erogati dallo stato e una riduzione del carico fiscale.
Non e’ complicato, nel mondo dell’industria e dei servizi esistono gia’ gli SLA. E’ assolutamente possibile iniziare a dare degli SLA che alzino di un paio di punti il valore dei servizi pubblici, basta velocizzarne alcuni imponendo punizioni a chi non rispetti alcuni SLA, e si puo’ gia’ abbassare la pressione fiscale AUMENTANDO il valore dei servizi forniti.
Sarebbe sufficiente rendere leggermente piu’ puntuali i trasporti pubblici e leggermente piu’ veloce la pubblica amministrazione – niente di impossibile , si tratta di stimolarli adeguatamente con un sistema di punizioni adeguato – e si rientrerebbe di qualche punto di pressione fiscale.
In ultima analisi il 3% di 700 miliardi sono 21 miliardi. Ma 21 miliardi di VALORE si producono, con una infrastruttura come quella statale, semplicemente velocizzando del 10% le cause civili nei tribunali, tipo estendendo l’uso degli arbitrati nei processi civili, e fornendo piu’ servizi a domicilio per i non autosufficienti.
In generale, la macchina dei tagli non e’ la scelta migliore: e’ solo la scelta inevitabile in caso di fallimento. Il fatto che si paghino troppe tasse in Italia non lo potete misurase semplicemente misurando la percentuale di PIL spesa in tasse: la potete misurare SOLO paragonando il VALORE dei servizi forniti e il costo.
Se chiudete le province non e’ perche’ costano troppo: e’ perche’ non producono abbastanza rispetto ai costi.
Rimettere al lavoro una macchina statale in generale non e’ complicatissimo: gli uffici pubblici di solito sono aperti solo al mattino, e qui si  guadagnerebbe in valore un 100% semplicemente aumentando gli orari di lavoro. Certo, si tratta di convincere gente a lavorare, ma l’alternativa sono i tagli alla spesa pubblica, ovvero il loro licenziamento.
Tuttavia il punto non e’ il “COME”, il punto e’ il “COSA”:
il dibattito politico e’ intossicato da una affermazione del tutto PRIVA DI SENSO che recita “in Italia si pagano troppe tasse”, affermazione che NON HA ALCUN SENSO ECONOMICO perche’ NON TIENE CONTO del valore dei servizi che si ottengono in cambio.
Qui finisco rispondendo alle domande circa la “Abenomics” giapponese: il ministro giapponese puo’ ipotizzare un aumento di spesa -e relativa tassazione- per la ragione che ha la certezza che il valore restituito al cittadino sara’ ALTO.
Anche in Italia si potrebbe fare una Abenomics, e anche in Europa, al solo patto di pensare che il valore restituito al cittadino sia MAGGIORE degli investimenti. Se io penso di aumentare del 3% il valore dei servizi forniti e’ che posso spenderci un 3% del PIL, dal momento che dall’anno prossimo sara’ tutto di guadagnato.
Il guaio nel proporre una “Abenomics” in UE e’ che essa verrebbe messa in atto con spese uniformi e proporzionali alla dimensione delle nazioni, ma nelle nazioni ove lo stato produce valore esso fornirebbe spinta al paese, mentre nelle nazioni dalla macchina pubblica inefficiente sarebbe solo una spinta al malcostume e alle tangenti.
Lo stesso se si facesse in Italia: nelle regioni ove la macchina pubblica trasforma meglio ( o meno peggio) i soldi in valore, il provvedimento diventerebbe utile. Nelle regioni ove la macchina pubblica trasforma i soldi in malaffare, non succederebbe niente. E questo aumenterebbe il divario tra regioni.
E se per disgrazia in nessuna regione il valore fosse decente, otterreste solo che Er Batman potra’ invitare piu’ porcelline alle sue feste.
Uriel

 

(1) Sarebbe stato curioso sapere da chi parla cosi’ che cosa avrebbe potuto fare la Merkel se qualcuno avesse detto “no, non lo faccio”. In realta’ il problema era diverso.
(2) Da non confodersi con lo stato di qualsiasi frigorifero da mezzanotte alle due di notte. Per quanto pieno durante il giorno, da mezzanotte alle due e mezza di notte QUALSIASI frigo contiene solo una carota appassita dentro un blister di plastica, un tubetto di maionese con solo gli ultimi resti, e mezzo pomodoro. Se avete molta fame, apparira’ anche del vecchio formaggio di cui resta solo la crosta.
(3) Basterebbe dare in appalto a qualche universita’ il compito di scrivere libri di testo per le superiori, e poi distribuirli per via digitale. Niente di infattibile.