Calogero va a Londra.

Mi hanno chiesto di commentare http://vimeo.com/45967618 , che e’ esattamente il tipo di dialettica che mi spinge a stare al largo dagli expat italiani. Ho sempre fatto fatica a spiegare per quale motivo sto alla larga da quel genere di “italiani all’estero”, e mi compiaccio del fatto che il tizio sia a Londra, citta’ che notoriamente e’ una calamita per ignoranti e provinciali: la loro ignoranza e il loro provincialismo si perdono in un rumore di fondo.
Non dico che tutti quelli immigrati dall’Italia a Londra siano ignoranti e provinciali: dico che la stragrande maggioranza di ignoranti e provinciali sceglie proprio Londra per andar via. Non mi stupisce che l’inno al provincialismo venga proprio da li’.Quel video sembra quasi l’inno del provinciale principino di casa che esce di casa (ma senza sposarsi).

Vedete, il provinciale lo misurate anche da come reagisce quando arriva all’estero. Prendiamo il fatto piu’ eclatante: il cibo. Tutti si lamentano del cibo scadente, del cibo che non e’ come a casa.
Sembra sensato, ma dovete osservarli BENE per capire il problema. Innanzitutto, si lamentano MOLTO piu’ gli uomini che le donne. Secondo voi come mai? Forse le donne conoscono nascondigli segreti di cibo italiano, lasciati li’ dai romani che costruirono il Vallo, la cui posizione e’ tramandata in linea matriarcale, come segreto femminile?
Facciamo un’ipotesi veramente azzardata: ipotizziamo che esista un misterioso legame tra il cibo buono ed una pratica stregonesca, occulta, misterica,  detta “cucina”.   Anziche’ sostenere che, come sanno tutti, il cibo buono in Italia cresca sugli alberi e che sono gli alberi inglesi/stranieri a non dare buoni frutti, avanzo la stravagante ipotesi che nelle case degli italiani qualcuno CUCINI quel cibo.
E non pago di questa incredibile , se non eretica, affermazione, arrivo a sostenere la tesi BLASFEMA che a cucinare siano quasi sempre le donne. Al rogo! Al rogo la strega! E adesso voglio far tremare le vene ad ogni buon credente: i maschi italiani in cucina sono delle seghe.
E questo vi spiega come mai per gli studenti fuori sede a Bologna la cucina emiliana faceva schifo e tutto sapeva di plastica. E come mai i miei colleghi trasfertisti mangiavano sempre di merda. E anche per quale motivo le studenteSSE fuori sede trovavano sempre abbastanza buono il cibo, e come mai le mie colleGHE in trasferta si lamentassero del cibo MENO dei colleghi. E anche come mai io, che so cucinare le lasagne, trovo quasi sempre delle buone lasagne anche in Germania.
Sapete come nasce il cibo? Da una cucina. E come ci arriva in cucina? Facendo la spesa. Passiamo all’italiano che fa la spesa all’estero? Allora. Del reparto verdure fresche conosce solo l’insalata ed il pomodoro. Il reparto carni fresche si limita a carne di qualche giorno prima, perche’ la macelleria e’ IL MALE, e bisogna comprare SOLO carne in atmosfera d’azoto. Il resto e’ roba gia’ pronta.

No, Calogero, non e’ che all’estero il cibo faccia schifo. E’ che fai la spesa come entri in ferramenta, compri solo porcherie, NON SAI CUCINARE, e quindi mangi MERDA. Ma per questo sarebbe bastato USCIRE DI CASA senza SPOSARTI. Il TUO problema e’ che NON SAI fare la spesa, e NON SAI cucinare. Per questo il cibo fa tutto schifo: non ci sono delle poverette che cucinano per te.

Lamentandosi del cibo, il Calogero mi dice esattamente quello che voglio sapere: che a casa sua era un principino servito dalle donne. Uno splendido spaccato di famigghia. E lo so che , in fondo, pensa anche che i vestiti non si stirano bene come quelli italiani, e che le case all’estero sono piu’ difficili da tenere pulite. E che i bagni all’estero puzzano di piu’. Aha. Forse manca lo stuolo di schiave di famiglia che lavano, stirano, puliscono. Magguarda.
Ma andiamo avanti. A Calogero manca il mare. In inghilterra. Ora, saro’ io che ho studiato troppa storia e troppa geografia, ma a volte sospetto che l’ Inghilterra sia un’isola. E mi sa che l’impero inglese non sia stato un impero stile Gengis Khan, tutto fatto a cavallo. C’entravano qualcosa le navi. Che, se le mie poche nozioni di ingegneria non mi ingannano, navigano sul mare. Si, proprio cosi’. Il Mare non e’ una cosa tipicamente italiana: ci sono nazioni che sono ISOLE, e che hanno dominato i mari per trecento anni.
E se non ricordo male Topografia, mi sa che in Inghilterra, se andate sempre dritti, prima o poi finite in mare. Ora, sapete perche’ a Calogero manca il mare? Perche’ gli manca proprio QUEL mare? Per una ragione: per TUTTI gli anni della SUA vita e’ andato SEMPRE nella stessa spiagga. Quello per lui e’ il solo mare che c’e’, per una semplice ragione: CONOSCE SOLO QUELLO.
Lamentandosi per la mancanza di mare su un’isola che e’ stata la piu’ grande superpotenza marittima degli ultimi tre secoli, Calorero mi conferma cio’ che sospettavo: che per TUTTA la sua vita precedente, ha visto UN SOLO mare da UNA SOLA spiaggia. Se avesse girato anche solo il mediterraneo, del resto, saprebbe che il mare non e’ esclusiva italiana. E neanche le spiagge. Non saro’ un poeta, “ma le bianche scogliere di Dover” non sono proprio a Bitonto.
Poi passiamo alla questione puntualita’. Qui mi sento offeso, visto che i tedeschi mi considerano puntuale sino ad essere uno spaccacoglioni. A parte il fatto che non tutti gli italiani sono poco puntuali, (i compaesani di Calogero probabilmente si’?), ma vorrei spiegare al Calogero che “essere puntuali” non lo fai perche’ e’ comodo, efficiente o altro. Lo fai perche’ e’ una forma di rispetto per gli altri. Gli altri, Calogero, non sono come tua madre e le tue sorelle, che passano il giorno a servire il principino. Hanno 24 ore,  e ci vogliono fare delle cose , che non sono aspettare il Principino Calogero. Non sono tuoi servi, come tua madre e le tue sorelle.
Quindi no, non ti stanno “insegnando ad essere puntuale”: ti stanno insegnando le basi del rispetto per gli altri. Se gli altri sono degni di rispetto, anche il loro tempo non va gettato via.
Quando Calogero mi dice che “sta imparando ad essere puntuale perche’ e’ li’”, mi dice che viene da una subcivilta’ ove il rispetto per gli altri e’ assente. E mi dice che non ha capito la lezione: non ti viene insegnato ad essere puntuale, ti viene insegnato ad avere un minimo di rispetto per gli altri. Che non sono tuoi servi.
Anche la stronzata del “vino dei contadini” mi fa ridere. I contadini sono ovunque. Basta fare una cosa: uscire dalla citta’. Certo, non ci sono molti contadini in Trafalgar Square. La polizia inglese ha dei pregiudizi verso la gente che ara le piazze col trattore. E anche se lo fai coi buoi, non cambia molto. Cosi, per trovare i contadini, devi per forza uscire dalla citta’ ove vivi.
Se esci dalla citta’ ove vivi, in genere prima o poi incontri la campagna. E ci trovi i contadini. (e magari mangiano anche bene: se Calogero sapesse come va il mondo, saprebbe che se vuoi mangiare bene devi cercare i contadini). Ma Calogero non lo fa. Lui non si e’ mai allontanato troppo dal campanile del suo paese, e semmai erano i contadini ad essere suoi vicini di casa.  Siccome non si e’ mai mosso dal suo paesello, ha fatto lo stesso a Londra/Düsseldorf/Köln/New York/qualsiasi posto. Semplicemente, Calogero arriva, scava la sua tana in qualche appartamento , e poi si comporta come un tasso: guai a toglierlo dalla sua buca, se non di notte, e mai per piu’ di una notte.
Quando Calogero mi dice che gli manca il vino del contadino, mi dice semplicemente che non e’ mai uscito dalla citta’ ove e’ andato a vivre, e questo significa una cosa sola: che non e’ MAI uscito dal paesello ove e’ nato. Caro Calogero, in Inghilterra i contadini esistono, come in quasi tutto il mondo. Solo che non vivono in citta’. I contadini sono gente strana, lo so. Ma bisogna proprio muoversi, uscire dalle citta’ andare in campagna, e zac: miracolo. Escono dai fottuti muri, quei bastardi.
Tralascio la solita stronzata di non trovare l’espresso a Londra: se non trovi un buon espresso a londra e’ perche’ entri ancora nei posti come facevi al paesello “un cafe’!”. Eh, sfortunatamente li’ devi dire “un espresso”. E lo stesso per i vino. Nel tuo paese chiedevi il vino, e ti davano la stessa ripugnante brodaglia acidotanninica che tutti chiamano “vino”. Fuori, non hai mai chiesto il vino, e sai benissimo il perche’: appena ti chiedono QUALE VINO VUOI, tutto quello che fai e’ nominare la marca che conosci di piu’ al supermercato, per poi passare al vino del tuo paesello, e infine , non sai che cazzo ordinare: “ehm…. tavernell… sancrespin… acinell… uhm, ma u vinu! u vinu! Ll’avete, u vinu?“La verita’ e’ , molto semplicemente, che trovi vini di merda perche’ non sai che cazzo di vino chiedere, caro Calogero. Londra e’ il centro di un cazzo di impero commerciale: non esiste il vino che non trovi , li’. Potresti persino trovare l’acidame tanninico troppo alcoolico che nel tuo paese chiami vino(1), se solo sapessi come cazzo si chiama e da che vitigno viene: sfortunatamente, ” ‘u vinu” non dice molto a chi vorrebbe venderti del vino che incontri i tuoi gusti.
Tutto, tutto in quel video mi parla del solito Calogero, principino di casa, ignorante come una capra, abituato a stare dentro il suo paesello del cazzo, ad essere servito da donne-schiave, provinciale, mai uscito prima da casa, che se ne va all’estero e scopre la vita quando non sei il principino di casa dentro il tuo paesello.
Ma c’e’ una cosa che mi fa RIDERE in quel filmato. La CAZZATA assurda del “sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci”.
AH, AH, AH!
(mi bullo di voi coglioni)
Lo so, lo so. Mamma e’ il nome di Dio che esce dalle labbra di ogni bambino. Cosi’, se la mamma non ne vuole sapere di te, il dolore e’ grande. Adesso smetto di citare film ultraviolenti, e ti spiego una cosa, cocco. Una cosa che ho provato sulla MIA pelle PRIMA di andare via : la “madre” patria e’ stata per me la SECONDA madre che non mi ha voluto, per cui io conosco la musica molto bene. Io la so accettare, io la so affrontare.
Beh, ho brutte notizie per te: nessuno sentira’ MAI la tua mancanza. La mamma non-ti-voleva . No ti ha mai amato, non ti ha mai VOLUTO, NON VEDEVA L’ORA CHE TU TI LEVASSI DAI COGLIONI.  No, non ti amava.
I vostri destini si sono incrociati all’altezza dell’utero, o se era la tua madre patria si sono incrociati dalle parti dell’anagrafe, ma quella li’, a noi, non ci ha MAI voluti.
Non siamo MAI stati i benvenuti. Lo so, Calogero. Tu sei cresciuto da principino in una casa ove ogni donna, madre o sorella, erano al tuo servizio, con infinito amore, adorazione e pazienza. Forse era anche un atto di amore. Sicuramente a casa tua eri il benvenuto. E questo ti ha illuso. Non hai avuto i miei maestri, io a casa mia non sono mai stato il benvenuto.
Cosi’ non sei preparato, Calogero. Non sei preparato alla verita’: la nostra madre patria non ci voleva. Non ci ha mai voluti. Non siamo mai stati i benvenuti.  Come giovani ci guardava con diffidenza come pericolosi germi di idee nuove, come adulti come rompicoglioni che osavano criticare le sue abitudini da vecchi bagascia.
Rispetto alla madre patria noi eravamo come figli virtuosi di una madre puttana drogata. I nostri consigli di smettere di drogarsi e di fare pompini non erano graditi: forse erano buoni, ma per lei eravamo solo dei noiosi rompipalle, dei pesanti grumi che ha perso dall’utero , pesanti quanto una coscienza. Quando si e’ liberata di noi , si e’ sentita sollevata: dei gran rompicoglioni in meno. E poi e’ tornata a fare i soliti pompini per comprarsi la sua solita spada di eroina.
Non sei culturalmente preparato, Calogero, ad una madre che NON ti vuole? Oh, ti capisco. Per te e’ la prima volta. Ma per me no. Io ci sono arrivato abbastanza in fretta. E io so  la verita’:

Quella puttana drogata che chiami “madre patria” NON sentira’ MAI la mancanza dei suoi figli. Non ci ha mai voluti. Non siamo mai stati i benvenuti. Non siamo MAI stati amati. Non siamo MAI stati accolti bene. LIBERARSI DI NOI E’ STATO UN PIACERE.

E se avessi qualche cazzo di dignita’, caro Calogero, anziche’ piagnucolare per una madre che sta succhiando il cazzo ai camionisti per crepare di overdose nei cessi di un autogrill, anziche’ sentire la mancanza di quella troia che ha solo tirato un sospiro di sollievo quando ci siamo levati dal cazzo, faresti bene a girarti indietro, guardare la troia, e capire che non c’e’ mai stato nulla tra te e lei. Tu da bambino pronunciavi la parola madre come si pronuncia il nome di Dio. Esattamente come me.
Ma Dio era nei nostri occhi. Lei si stava chiedendo se venderci per un’altra dose di eroina, era solo una puttana drogata rimasta incinta per sbaglio.
Fatti una ragione di questo: non sentira’ MAI la nostra mancanza. Al limite si presentera’ a chiedere soldi per un’altra dose. Al limite si prendera’ i nostri meriti se facciamo qualcosa di buono all’estero: e poi vorra’ i soldi per un’altra dose.
Ma non ti illudere che gliene freghi un cazzo di noi: non gliene fregava un cazzo PRIMA, non gliene frega un cazzo OGGI, e domani ANCORA DI MENO.
Forse un giorno, quando sara’ vecchia, quando neanche il piu’ sudicio camionista in calore vorra’ scoparsela, quando non avra’ piu’ credito neanche dal kebabbaro, allora si ricordera’ di avere figli.
Ma saro’ molto, molto , molto sincero, caro Calogero: se andrai ad aiutare la vecchia troia, non mi sembrerai un buono, e neanche un sentimentale. Mi sembrerai solo uno dei tanti bambini italiani cresciuti tra le braccia amorevoli di una mamma, che ha insegnato loro che la mamma e’ SEMPRE la mamma, e non riescono a capacitarsi di una cosa molto semplice: una mamma, la madre patria, non li ha MAI VOLUTI, li ha mandati affanculo con PIACERE, ha tirato un sospiro di sollievo quando i figli se ne sono andati, ed e’ tornata ai pompini di sempre.Questo non te lo aspettavi, e impiegherai ANNI a capirlo. Se ci riuscirai.Io ho avuto una madre diversa, e certe “madri” ho imparato a conoscerle(2). Smetti di piagnucolare, coglione: non sente la tua mancanza e non la sentira’ MAI.

Ah, si:  ti svelo un ultimo segreto. Se non ti dicono buonasera e’ perche’ cammini senza sorridere col grugno da guerriero del bronx della bassa, diffidente come un istrice e sociale quanto un tasso rabbioso.Hai mai provato a dire “buonasera” per primo, magari sorridendo?

Ti giuro che funziona.

Uriel
(1) Ovviamente non dico che tutti i vini italiani siano troppo acidi e troppo tanninici. Dico che lo sono le merde anonime che Calogero e’ abituato a bere, convinto che siano nettare degli dei solo perche’ “li fa il contadino”.  Non commento mai quelli che misurano la bonta’ del vino col tasso alcoolico, per pura pieta’.(2) No, non chiedetemi indirizzi. Era (ed e’ ) una finta bigotta di paese, bigotta  come quelle che scoprono la religione quando realizzano che questa vita e’ stata una merda e sperano nei tempi supplementari infiniti. Le bigotte peggiori, le piu’ feroci, quelle che giudicano sempre, ma solo con l’imputato alle spalle.