Bambini, pedofili e genitori.

Mi e’ stato chiesto (questa volta sul forum) da due mamme allarmate di scrivere qualcosa riguardo ad un allarme pedofili che e’ apparso sui giornali italiani, riguardo al fatto che ci siano milioni di foto di bambini in circolazione. Mi occupai (e ne scrissi) della cosa anni fa, dal lato telco,  e tra parentesi sono stato relatore di una specie di conferenza sul tema, con l’aiuto di una ONLUS , di una radio locale e di una giunta comunale locale. Sebbene sia acqua passata, volevo riassumere un attimo la mia sensazione specifica, ovvero che il fenomeno si diffonde PERCHE’ ALLE FAMIGLIE NON FREGA UN CAZZO DEI LORO FIGLI.

Andiamo per ordine. Lavoravo ancora in Italia, dentro una grande telco, in un gruppo detto “Ingegneria Reti”. Era un gruppo che si occupava di gestire direttamente il traffico e le relative rotte, cosi’ avevamo i sistemi di provisioning ed eravamo in grado di fare statistiche.
Ci arrivo’ una richiesta da parte da un paese straniero, per conto di una telco consociata,  a sua volta in contatto con un ministero degli interni straniero. Non era intenzione loro tracciare lo specifico caso – le questioni forensi arrivavano ad altri uffici – ma di avere dei numeri di massima per capire l’estensione di un fenomeno.
Il punto era questo: giravano per le scuole e nei gruppi di adolescenti e pre-adolescenti, e anche in alcune scuole ELEMENTARI, dei cosiddetti “magic numbers”. Si trattava di numeri di telefono ai quali bastava inviare una fotografia di se’ , presa allo specchio, da nudi, e inviando tale immagine in cambio il minore -spesso un bambino- riceveva una ricarica telefonica.
Il fenomeno si snodava su due media. Quello puramente telefonico, in genere in mano a ragazzini che non avevano -parliamo di diversi anni fa- un PC con una webcam. All’epoca non era comune che i PC l’avessero. Parliamo di piu’ di 5 anni fa.
C’era poi un fenomeno che avveniva via internet, usando sempre come media finanziario la SIM del telefono. Significava che , inviando per email o per chat una foto di se’ in posizioni piu’ o meno erotiche, si poteva ottenere una ricarica alla propria SIM.
Le cifre andavano dai 10 ai 50 euro, fino a 100 se si trattava di coppie di amiche-ici disposte a prodursi in atti piu’ o meno sessuali.
C’era poi un fenomeno piu’ rilevante di adolescenti minorenni che si esibivano su vari siti di peep-show, di fronte alla webcam, di fronte ad adulti che pagavano per far fare loro, coppie o singoli adolescenti, delle cose piu’ o meno porno.
Siamo quindi all’origine del traffico, ovvero all’origine delle fotografie. Molti in Italia si illudono che la stragrande maggioranza di queste immagini sia straniera. Pensano che siamo ancora al livello per il quale si’, e’ una cosa orribile di tutti questi bambini RUMENI o THAILANDESI che vengono abusati e fotografati in pose porno.
No, le cose non stanno piu’ esattamente cosi’.
All’epoca, come consulente, molte cose mi erano proibite, cosi’ il mio lavoro era di trovare correlazioni e di fare cercare dei pattern, allo scopo di avere dei numeri. Poi i pattern venivano analizzati da altri -di solito dipendenti autorizzati. Ma non e’ questo il punto.
Il punto e’ che per le tipologie -scuola elementare , media e superiori- , eravamo su numeri che andavano dai 15.000 ai 20.000 MMS/mese. Significa che in Italia, e non altrove, bambini  dagli 8 ai 15 anni si facevano e si fanno fotografare di fronte allo specchio, nudi, e poi spediscono le fotografie a questi “numeri magici”, che in cambio spediscono la ricarica telefonica.
La cosa esiste in due versioni, gay ed etero,
Questo fenomeno scende sino ai ragazzini di medie ed elementari, almeno agli ultimi anni: basta che abbiano un cellulare.
Il punto e’ che oggi gli stessi ragazzini hanno webcam e computer, ma il punto non e’ questo: il punto e’ che serve un gateway, un modo veloce e poco controllato per far girare dei soldi, ovvero la SIM.
La SIM e’ il gateway che permette la diffusione di questi “numeri magici” tra i minorenni.
Questa e’ la fascia piu’ ampia, nel senso che si tratta di una “zona” culturale nella quale l’offerta e la domanda si incontrano. Da un lato ci sono i minori che vogliono la ricarica del telefono, dall’altro ci sono i pedofili che pagano.
C’e’ poi una fascia ancora piu’ pericolosa, che definirei “scuola di calcio/palestra/campo solare, colf, baby sitter”. Anche se non ci fate caso, siete usi lasciare i piccoli in moltissimi posti. In molti di questi posti li lasciate nelle mani di persone che possono avere voglia di fotografarli e vendere fotografie a qualcuno. Sempre in cambio di ricariche : esistono diversi siti specialzizati nello “scaricarvi” la SIM e darvi poi una parte del credito su una carta di credito, o sotto forma di whishlist su Ebay o Amazon.
Il meccanismo in questo caso funziona cosi’: io faccio una shishlist su Amazon o su Ebay, scrivendo cioe’ cosa vorrei. Diciamo telefonini, magliette, capi di abbigliamento o altri gadget costosi. (che poi magari rivendero’ per soldi veri) . Il metodo di pagamento consiste nel comprare questa merce al ragazzino dopo che il ragazzino stesso ha inviato foto o filmati. O nel caso di colf o Baby Sitter, sempre dopo che con qualche scusa hanno fatto spogliare i bambini e li hanno fatti lavare. Non ci vuole molto, basta rovesciarsi addosso qualche cosa, e farsi quindi una doccia: ed ecco adulto e bambino insieme.
Questo lo fanno operatori dell’infanzia , colf e baby sitter.
Siamo quindi all’origine delle immagini e dei filmati. Siamo nel momento in cui esse si originano. Nel momento iniziale in cui vengono acquistate alla sorgente.
Possono fare qualcosa i genitori? Diciamo che sino a quando si usa una SIM per il traffico, il consiglio sarebbe di dare una POST pagata ai figli, in modo che , dalle fatture, si possa controllare il traffico ed eventuali ricariche periodiche e sospette.
Se si parla invece di meccanismi piu’ sofisticati, come le wishlist , diventa tutto piu’ complesso. Tutte queste immagini vengono raccolte e finiscono in apposite raccolte che vanno dentro “darknet”. In realta’ “Darknet” e’ semplicemente la stessa internet di tutti quanti , semplicemente la mappa e’ diversa.
Mettiamola cosi’: supponiamo che io vi dia una mappa in italiano della Germania. Poi vi chiedo di trovare Aachen. Ovviamente, per quanto vi sforziate, non ce la farete: nella vostra mappa essa e’ indicata come Aquisgrana. Cosi’, il problema e’ che di Internet non ve ne fareste niente se non ci fossero delle “mappe”, cioe’ dei DNS, e se non ci fosse un modo -che si presume univoco ma puo’ non esserlo- di trovare le informazioni
Una darknet non e’ altro che una diversa rappresentazione di IP e nomi di dominio. Gli IP possono essere fasulli usando tecniche di VPN e tunneling  , e i nomi a dominio possono essere manipolati usando DNS privati.
Ora, mi si dice: ma non potreste bloccare le darnket?
La mia risposta, dopo l’esperienza di conferenziere , e’ semplice: non potreste controllare che le vostre figlie non fossero delle piccole bagasce, e che i vostri figli non fossero dei marchettari a caccia di vecchi bavosi?
Perche’ in realta’, con la sola esclusione del caso colf-baby sitter-operatori scolastici\dell’infanzia – che riguardano bambini molto giovani da ascoltare con molta attenzione- si tratta di fenomeni ove l’offerta incontra VOLONTARIAMENTE la domanda.
Se vostra figlia a 14 anni e’ disposta di vendere fotografie mentre lecca la patata ad una sua amica, il problema non e’ che le fotografie finiranno ad alimentare  un commercio sporco. Quelle sono le conseguenze del problema. Il problema e’ che vostra figlia e’ una bagascia e voi non state facendo niente per evitarlo, anzi: non ve ne siete neanche accorti.
O meglio: non ve ne VOLETE accorgere.
Come scrissi, una ONLUS di genitori mi chiese di fare una specie di conferenza. Un comune molto sensibile ci presto’ la sala, una radio sensibile all’argomento ci presto’ del tempo per annunciare l’iniziativa, e io ci misi il mio per spiegare questa cosa.
Erano presenti… ecco. Gli unici genitori presenti erano genitori che SI ERANO ACCORTI del problema, perche’  per caso avevano messo gli occhi su un cellulare dei loro figli. Poi c’erano gli operatori interessati (tipicamente della scuola. Ma era dovuto all’ufficialita’ della cosa: fa sempre bene farsi vedere se il provveditore sponsorizza qualcosa)  e poco piu’.
Sebbene io non possa lamentarmi del pubblico, il punto che fu chiaro e’ che AI GENITORI NON FREGA UN CAZZO DI NIENTE.
No, non sto scherzando.
La pura e semplice verita’, emersa nei giorni successivi , quando ci fu il giro di “e’ stato interessante, avresti dovuto venire”, e’ che QUALSIASI COSA era stata piu’ importante di sapere che genere di pericoli corressero i PROPRI figli. Dovevo fare la spesa, dovevo andare dal parrucchiere, dovevo fare questo e quello, sembra che tra gli impegni di una famiglia NON ci stia , o non sia urgente, sapere che diavolo di pericolo corra il pargolo. Sapete perche’? Perche’ la media pensa che si tratti di pericoli che corrono I FIGLI DEGLI ALTRI.
Non e’ possibile, dal lato telco, bloccare questo fenomeno.
Per diverse ragioni:
  • Gli adolescenti ed i ragazzini sono usi inviarsi foto pornografiche o semipornografiche. Ormai fa parte delle “peove d’amore” dei giovani fidanzatini. Mi ami? Mandami una foto delle tue tette. Esiste un traffico enorme di queste foto, per cui un sistema automatico che riconoscesse il pattern all’interno degli SMIL (parliamo di MMS) genererebbe una quantita’ enorme di falsi allarmi e di inchieste su minori innocenti. Il che scatenerebbe le ire dei genitori.
  • Il secondo punto e’ che gli adulti sono usi mandarsi foto di minori nudi. Il problema e’ che un sistema automatico che li intercetti produce errori catastrofici, come il professionista fermato qualche anno fa perche’ aveva portato con se delle foto di sua figlia -di pochi anni- nuda in spiaggia al ritorno dalle vacanze, e un fotografo zelante le aveva viste e denunciate. Produrre migliaia di casi del genere non ha senso.
  • In ultimo, con gli smartphone ormai le fotografie non viaggiano piu’ attraverso MMS che sono costosi, ma attraverso una miriade di applicazioni smart, le quali criptano il traffico. Spacchettare il traffico e’ possibile, e a volte relativamente semplice, ma le applicazioni sono troppe e come se non bastasse si aggiornano di continuo.
  • Ultimo, oggi la modalita’ di accesso ad internet dei minori e’ cambiata, e il computer con la webcam si trova nella stanza dei ragazzi. Il risultato e’ che a stanza chiusa gli stessi genitori non sanno piu’ cosa facciano i figli al computer, AMMESSO CHE LO SAPESSERO PRIMA.
  • Si potrebbe tracciare il sistema delle ricariche sulle SIM, ma con l’arrivo delle wishlist dei vari siti di e-commerce il pagamento avviene ormai mediante wishlist di vestiti, gadget, eccetera.

 

In definitiva, cioe’, oggi i minori si vendono.
Ci sono migliaia e migliaia, se non milioni , di giovani mignotte e piccoli marchettari che non solo acconsentono a vendersi, ma si PROPONGONO ai raccoglitori di foto e filmati.
Ora, capite bene che se anche si bloccasse la “darknet”, le foto finirebbero su CD e altri supporti. Non c’e’ modo di fermare un fenomeno SE LA DOMANDA INCONTRA L’OFFERTA.
Se i genitori fossero, ripeto FOSSERO interessati al fenomeno , probabilmente il problema sarebbe risolvibile. Ma, come dico, avendone parlato in giro un bel pochino, l’opinione media dei genitori e’:
  • Io il figlio l’ ho fatto e le mie responsabilita’ finiscono li’. Adesso tocca allo stato , alla scuola, alla polizia e alle aziende telefoniche ed agli ISP fare il resto. LA mia parte era di metterci una fica ed un cazzo per mettere al mondo il pargolo. Sgravatolo, sono tutti cazzi di altri.
  • Mi sento responsabile del figlio, ma non posso sorvegliarlo di continuo. Quindi, deve sorvegliarlo di continuo qualcun altro. Che non sono io. (E se la porcheria avviene a casa, sia chiaro che non dovete neanche permettervi di occhieggiare casa mia, seno’ scoprite che io ho l’amante.)
  • Io non ne capisco un cazzo di informatica, il che mi ASSOLVE da qualsiasi cosa avvenga in quel satanico media che e’ Internet, il computer e il cellulare. Si stava tato bene quando non c’erano, e la soluzione e’ vietare internet, il cellulare e il computer. Siccome non li capisco io e mi fanno sentire ignorante, la soluzione mi piace e la scusa e’ buona.
  • Sono solo immagini, in fondo male non fanno. Se ci cava dei soldi, beh, tanto sono solo foto.  I problemi sono altri.Non voglio sapere che si alimenta un giro di criminalita’ che potrebbe anche cercare di non limitarsi alle foto, tanto se succedra’ succedera’ ai bambini dell’africania citeriore. Da noi queste cose non succedono, e se succedono succedono in Citta’, quel luogo malvagio e depravato. Mica qui a Sbrembate sul Catragno di Sotto.
  • Mia figlia/mio figlio non sono cosi’. Sono cose che succedono solo in famiglie disastrate, di terroni/di polentoni/di immigrati in famiglie dove c’e’ una certa cultura, e comunque in certe classi sociali di disperati. Mia figlia/o non c’entra. Siamo brave persone e rifiuto di pensare che possa succedere a me.

 

Cosi’, tutti i giornali mettono sempre in risalto il posto dove SI SONO TROVATE le foto, cioe’ le darknet, ma non i luoghi da cui esse originano ne’ i meccanismi con cui originano.
Ripeto: ANNI FA giravano migliaia e migliaia di “magic numbers” spedendo una fotografia ai quali si veniva poi ricompensati, sotto forma di ricarica o di acquisto online. Non so, perche’ sono passati molti anni, se oggi esistano sistemi piu’ diffusi a riguardo, ma il problema e’ che le foto ORIGINANO dai VOSTRI figli.
Solo che voi non ci volete credere. Non chiederete mai al pargolo di farsi una postpagata per controllare se riceve ricariche. Non comprerete mai voi la SIM per poi farvi l’account sul customer care del sito e controllare se arrivano ricariche. Spesso credete alla storia dei regali di compleanno, per cui ad un certo punto il bimbo arriva a casa con un oggetto nuovo , dice che glielo ha regalato un amico, e voi non controllate.
In generale, l’interesse dei genitori a questi temi c’e’ davanti al TG, quando arriva la notizia e ci si sdegna tra la pasta ed il secondo. Ma se viene chiesto di fare qualcosa, di spendere tempo per controlli e verifiche, magari eseguiti con discrezione, e per AGGIORNARSI ed INFORMARSI a dovere, beh: la radio ha diffuso la notizia della conferenza che tenni a circa ad un bacino di 200.000 case.
Se vi dicessi quanti genitori sono venuti, non ci credereste. E rimarreste molto delusi.
Se vi dicessi quante persone accorrono in altri paesi, alle stesse conferenze organizzate dalle scuole, vi chiedereste se in Italia davvero le famiglie siano questa bonta’ “Mulino Bianco” che vi immaginate.

Vennero un pugno di famiglie, che avevano scoperto o sospettato qualcosa -e  di fronte ai fatti devi aprire gli occhi- e tutta una serie di operatori del settore, che di fatto erano tutti gli spettatori. le famiglie, che erano di fatto le destinatarie della conferenza, semplicemente non vennero -a parte le socie della ONLUS in questione.

La mia personale opinione e’ che non freghi un cazzo a nessuno.

E che questo succeda IN MASSIMA PARTE perche’ non frega un cazzo a nessuno. Dietro tutta l’immagine della famiglia italiana mulinobianco, c’e’ il disinteresse piu’ assoluto, e il “non ho tempo per”. Rifarsi le unghie e’ piu’ importante.

Uriel