Ancora sul Flashmob di Roma. (Gangnam style).

Ieri mi ha scritto un’altra ragazza  per parlare del flashmob di Roma, cosi’ prima che mi accusino di adescare minorenni sul web chiarisco il punto che nella media – ma non ne faccio una colpa a nessuno- loro perdono di vista. E lo perdono perche’ sono giovani , ovvero non sanno quanto strutturato sia il mondo (di merda) della politica. Vedo di spiegare meglio.

Mi propongo di spiegare, cioe’, per quale motivo il Flashmob abbia avuto connotati di rivoluzione , e per quale motivo questi connotati siano piu’ potenti e di gran lunga piu’ efficaci e significativi di qualsiasi atto “politico”.
Innanzitutto, occorre disaccoppiare due concetti:gli obiettivi e le azioni da intraprendere.
Citero’ Henry David Thoreau, nel suo “Disobbedienza Civile”:

Non sono venuto a questo mondo innanzitutto per farne un buon posto nel quale vivere, ma per viverci, buono o cattivo che esso sia. 

Come leggete Thoreau distingue le due cose: a voler essere sinceri, il punto e’ che in realta’ NON le distingue.
Lo schema politico usuale delle lotte per la rivendicazione e’ questo:
PERSONA ==> LOTTA POLITICA ==> OBIETTIVI
Questo schema pone un intermediario tra la persona e i suoi obiettivi. Il fatto di avere un intermediario pero’ ha un piccolo problema. Una castaparassitale puo’ prendere il controllo dell’intermediario, in modo da avere potere sulla persona.
Se supponiamo che voi vogliate il diritto di ballare ed essere felici, avete due modi di farlo. Poteste fare una lotta politica per avere tale diritto, ovvero il diritto di fare un rave ovunque vogliate. Oppure, potete semplicemente fare il rave.
Nel primo caso, pero’, succedera’ una cosa. Quando vi riunirete per fare la “lotta politica”, avrete bisogno di qualcuno che la guidi. Di qualcuno che abbia esperienza e che possa poi parlare con qualche interlocutore. Cosi’, se usate mezzi INDIRETTI, su questi mezzi saliranno delle persone che faranno una vera e propria CARRIERA POLITICA sul fatto che la persona lotti per i suoi obiettivi.
Allora, torniamo a henry David Thoreau: egli scrisse

Non sono venuto a questo mondo innanzitutto per farne un buon posto nel quale vivere, ma per viverci, buono o cattivo che esso sia.

Questo significa una semplice cosa: se volete il diritto a ballare, non dovete lottare per quel diritto e poi eventualmente ballare. Dovete semplicemente ballare. Senza nessuna fase intermedia.
E qui e’ il punto per il quale chi ha preferito il flashmob alla manifestazione degli studenti medi ha colpito nel segno la prima volta. Si e’ trattato di un atto di disobbedienza IMMEDIATA.
Chiarita l’importanza dell’immediatezza, andiamo a spiegare bene “disobbedienza”.
La disobbedienza non e’ l’atto con cui NON FATE cio’ che qualcun altro vi dice. I soliti idioti dei centri sociali e dei movimenti di piazza vi dicono che “disobbedire” sia NON fare quel che il governo, o quel che la polizia, o la legge, vi dicono di fare.
Questa disobbedienza e’ irrilevante, per una semplice ragione: il governo puo’ manipolare la legge onde renderla “grigia”, e quando e’ resa grigia, la disobbedienza e’ inutile.
Se il governo vi dice “non puoi ballare”, allora potete ballare per disobbedire , e allora la disobbedienza e’ sovversiva. Ma se il governo ti dice “puoi ballare a patto che il posto ove lo fai sia sicuro” -e poi dimostra che quasi nessun posto gratuito e’ adatto- , la disobbedienza diventa molto grigia. Dopotutto la legge non vieta di ballare, e semmai dice che devi farlo in un posto sicuro. Ballare a quel punto ha poco di sovversivo.
Cosi’ si e’ comletamente disinnescata la disobbedienza “rivoluzionaria”. E l’operazione e’ perfettamente riuscita perche’ non si trattava di vera disobbedienza, ma di un atto politico.
Ma adesso proviamo a dire una cosa diversa: disobbedire NON e’ fare quel che gli altri vietano. E’ semplicemente fare QUEL CHE TI VA. Senza lotte, senza contrasti, semplicemente facendolo.
Ecco il secondo punto che ha reso rivoluzionario fare il flashmob in quel giorno, quando c’erano gli studenti medi in piazza. Se andate in piazza contro la riforma della scuola, ci andate in catene. Queste catene sono “contro il governo”, “organizzato dagli studenti medi”, “per il futuro”, “e’ una cosa seria”, “e’ una cosa importante”. Andrete in piazza SOLO quando i pastori decideranno di portarci il gregge.
Andrete in piazza solo quando qualcuno decidera’ che sia una cosa importante, per il futuro, contro il governo, quando gli studenti medi lo vorranno. Catene. Catene. Ancora catene.
Adesso cambiamo le regole: in piazza ci andate, a migliaia, PERCHE’ VI VA DI FARLO. Senza “cose serie”. Senza “per il futuro”. Senza “contro il governo”. Ci andate perche’ vi va.
Questo e’ piu’ difficile da controllare. Se vai in piazza “contro il governo” lo fai per un movimento di opposizione, e quindi il tuo gregge ha gia’ un buon pastore. Se vai in piazza “per il futuro” lo fai per chi decide cosa sia per il futuro e cosa no. Se ci vai perche’ e’ una cosa seria, ci vai per ogni pastore che ti spieghi cosa sia serio e cosa no.
Se ci vai perche’ ti va, in piazza ci vai SENZA il pastore. Non sei piu’ un gregge.
Il secondo punto per il quale quel flashmob era di gran lunga piu’ rivoluzionario di una manifestazione di studenti medi e’ che improvvisamente, da gregge, siete diventati una massa che sceglie. Eravate li’ perche’ avevate scelto di esserci, e non perche’ foste trascinati da CATENE , o da parole che sono catene, come “e’ serio”, “e per il vostro futuro”(1), “e’ importante”.

Infine c’e’ l’ultimo punto, che forse non potrete capire ora. Ma capirete in fondo.

Partiamo dall’inizio: il progresso umano ha moltiplicato le risorse. Cinque anni fa il petrolio stava per finire, ed era vero, perche’ molto petrolio non veniva inserito nel computo: non era utilizzabile. Ma oggi ci sono nuove tecniche estrattive, e puf, adesso il petrolo si e’ moltiplicato e durera’ sino al 2070.

L’industria produce cose a ritmi prima impensabili, l’informazione fluisce in quantita’ prima inimmaginabili, ogni cosa e’ abbondante.  Ma c’e’ una cosa di cui avete sempre la stessa disponibilita’: il TEMPO.

Ognuno di voi ha a disposizione 24 ore al giorno. Tutti. Ed e’ uguale per ricchi e poveri. Al giorno d’oggi il potere non e’ piu’ quante cose possiedi o quanti soldi hai. No. I ricchi di distinguono dai poveri, oggi, perche’ i ricchi hanno TEMPO LIBERO.
Non c’e’ tecnologia o ricchezza che possa dare ad un essere umano piu’ di 24 ore al giorno. Quello che puo’ cambiare con tecnologia e ricchezza e’ QUANTO TEMPO LIBERO VI RESTA di quelle 24 ore al giorno.
Il vero potere, oggi, sta nello scegliere COSA FARE DEL VOSTRO TEMPO.
Ci sono molte catene, a riguardo. Catene che sono parole e parole che sono catene. Adesso c’e’ una “crisi” e quindi molti lavorano gratis, togliendo tempo alla famiglia , agli affetti, ma prima di tutto A SE’ STESSI. C’e’ lo spread, e quindi bisogna dare altro tempo alla causa.
Un tempo la propaganda fascista chiedeva di dare ORO alla patria. Oggi vi chiedono di dare TEMPO alla patria. C’e’ crisi? Passate piu’ TEMPO al lavoro. Date TEMPO alla patria. C’e’ lo spread? Date altro TEMPO alla patria. C’e’ il declino? Altro tempo alla patria. C’e’ crisi del credito? Altro del VOSTRO tempo.

E NON VI ILLUDETE: CI SARA’ SEMPRE UN’ ALTRA CRISI, CI SARA’ SEMPRE UN’ALTRA GUERRA, CI SARA’ SEMPRE UN’ ALTRA CAUSA PER CUI LOTTARE. SCUSE E GUAI NON MANCANO MAI. NON FINIRANNO MAI DI CHIEDERVI TUTTO IL TEMPO CHE AVETE.

Cosi’ diventerete POVERI, poveri dell’unica risorsa DAVVERO preziosa , DAVVERO limitata, che esista: il TEMPO.
Per TOGLIERVI il tempo, molte parole sono state inventate, e molte ancora saranno inventate. Parole come catene: crisi, spread, debito, costo del lavoro, PIL, ma anche per voi studenti “contro il governo”, “organizzato dagli studenti medi”, “per il futuro”, “e’ una cosa seria”, “e’ una cosa importante”. Tutte queste parole servivano a dirvi “prendete due o tre ore della VOSTRA VITA, del VOSTRO TEMPO, e datele alla NOSTRA CAUSA.
Ma voi avete compiuto un atto rivoluzionario, devastante, un atto terrificante: avete SCELTO come passare quel tempo -a ballare, ma non e’ questo il punto- , incuranti delle PAROLE-COME-CATENE. Ve ne siete fottuti di quelle parole, e avete DECISO VOI cosa fare del vostro tempo.
Questo, unitamente al fatto che avede destinato quel tempo A VOI STESSI, che lo abbiate TOLTO ai buoni pastori che gestiscono “LA VOSTRA CAUSA”, ha reso quel flashmob un atto rivoluzionario devastante. I pastori oggi hanno paura, hanno paura che le pecore, anziche’ andare dove le guidano loro, vadano dove gli va di andare. Hanno paura che le loro greggi  DECIDANO se e quando muoversi, e che DECIDANO dove andare.
Con quel flashmob voi avete detto una cosa come:
DECIDO IO COME PASSARE  QUESTE DUE ORE DI TEMPO. DECIDO LIBERAMENTE, SENZA LE CATENE DELLA “NOSTRA CAUSA”.  LIBERO DALLE CATENE DELLE “COSE PIU’ SERIE”, DELLE “COSE PIU’ IMPORTANTI”.
E specialmente, avete detto questo:

ABBIAMO DECISO DI DEDICARE QUESTO TEMPO A NOI STESSI. E A NIENT’ ALTRO.

Il vostro e’ stato un atto rivoluzionario, terrificante, perche’ per la prima volta avete mostrato una generazione che se ne fotte delle parole-catene. Che se ne fotte della parola-catena “crisi” che sta chiudendo le persone in casa -eppure uscire a passeggiare e’ gratis-, che se ne fotte della parola “cose piu’ serie cui pensare”, che se ne fotte di tutte quelle parole-come-catene che stanno venendo usate per RUBARE TEMPO LIBERO ALLE PERSONE.

In questo momento in Italia sta avvenendo un furto collettivo mostruoso. Milioni e milioni di ore, che potrebbero essere dedicate al tempo libero, allo svago, alla semplice serenita’ familiare, ad una semplice passeggiata o ad una semplice ora passata al parco con i bambini, stanno venendo RUBATE alle persone , con la scusa di parole-catena come “crisi”, come “spread”.
Voi avete spezzato quelle catene. Ve ne siete andati a ballare e divertirvi in piazza , fregandovene della crisi -dopotutto era gratis- , fregandovene dell’ ‘andate a lavorare per il PIL’, fregandovene delle “cose piu’ serie”: e’ stata una prova di LIBERTA’, come non si era MAI vista prima.
Sinora si e’ sempre lottato per la liberta’, senza goderne perche’ la lotta , LA CAUSA, richiedevano disciplina e sacrifici. Voi ne avete semplicemente goduto, qui ed ora.
QUANDO SI DECIDE DI LOTTARE PER LA LIBERTA’ SI VA INCONTRO AD UNA TRAPPOLA. QUELLA DI UNA CLASSE POLITICA DI OPPORTUNISTI CHE TRASFORMI LA LOTTA IN UN PROCEDIMENTO INFINITO. PROCEDIMENTO INFINITO CHE DIVENTERA’ IL PRINCIPALE OSTACOLO TRA VOI E LA LIBERTA’.
Cosi’, se volete cambiare il mondo per godere dei vostri diritti, qualcuno rendera’ questo cambiamento impossibile. Ma potete fare un’altra cosa: godere direttamente di questi diritti.
Questa e’ una trappola mortale in cui si sono infilati tutti. I gay che pensano di ottenere un cambiamento delle leggi allo scopo di avere gli stessi diritti e doveri di una coppia sposata. Che hanno lottato inutilmente 20 anni per averli, quando sarebbe bastato un buon avvocato, un buon notaio, e un contratto tra privati che ottenesse le stesse cose.
Perche’ ancora non possono godere di quelle cose? Non ne possono godere perche’ tra loro e le cose hanno messo una lotta, e un partito molto furbo ha gestito la lotta in modo che durasse decenni. Potevano semplicemente godere dei diritti che chiedevano se le loro organizzazioni avessero pagato un giurista ed un notaio per un contratto che facesse le stesse cose. Bastava una colletta.
Non c’e’ alcun bisogno dell’istituzione del matrimonio – e del relativo massacro del divorzio- non c’era bisogno del referendum ne’ c’e’ bisogno di una legge sulle coppie di fatto. Bastano ancora un notaio ed un buon giurista, che concepiscano un contratto tra persone -o una forma societaria- che diano gli obblighi e i doveri del matrimonio, senza poi usare il matrimonio “di stato”. Potevate godere di quei diritti senza bisogno di lotta, immediatamente, semplicemente FACENDO le cose anziche’ lottare per il diritto di farle.
Partiti e movimenti, carriere politiche di persone altrimenti inutili e sciocche, hanno potuto esistere solo perche’ avete accettato di mettere qualcosa tra voi e le cose che volevate fare, e di dare il VOSTRO tempo a queste cause.
Quando avete spezzato le catene, e siete andati a ballare anziche’ andare alla manifestazione degli studenti medi, qualcuno ha tremato. Credetemi.
E credetemi, qualcuno nelle aziende trema oggi, pensando che dei giovani, la prossima generazione di giovani, se ne impippa di “cose piu’ serie”, e DECIDE COME PASSARE IL TEMPO, e specialmente DECIDE DI DEDICARLO A SE’ STESSA.
Avete fatto paura.
Sapete come lo so?
Perche’ QUALSIASI ALTRO evento del genere suscita polemiche -altro ostacolo tra le persone e  le cose-, mentre su questa cosa i politici, che PARLANO SU OGNI EVENTO PUBBLICO, hanno taciuto.

I politici parlano SEMPRE. Parlano DI QUALSIASI COSA arrivi alle cronache. Fanno polemiche su minchiate irrilevanti come le dichiarazioni di un cantante o una particolare espressione di un qualche politico. PARLANO SEMPRE.

Cosi’, vi insegno un trucco per capire quando hanno paura di qualcosa: quando hanno paura di qualcosa, i politici TACCIONO. Tacciono per non rendere ancora piu’ famosa la cosa, perche’ hanno paura che l’idea riceva importanza.

IL SILENZIO DEI POLITICI e’ la prova della loro PAURA. Quando fate un evento pubblico e anziche’ scatenare polemiche del giorno dopo , come succede PER OGNI ALTRA COSA, c’e’ silenzio totale, questo significa una cosa:
HANNO PAURA.
Rifatelo. Fate altri flash mob, e fateli quando vi pare. Mandate il messaggio “del mio tempo faccio quel che voglio”, crisi o no, cose piu’ serie o no, politica o no.
E’ rivoluzionario. Devastante.
E specialmente: e’ il VOSTRO tempo. Fateci quel che piu’ vi PIACE. PIACE. PIACE.
Niente piu’ sacrifici per la causa. Niente lottare per la cosa: prendetevi la cosa e basta. Qui e subito.
Se solo sapeste che arma avete in mano… e se solo sapeste che tutta la manfrina caschera’ a terra il primo giorno che avverra’ uno sciopero. Ma uno sciopero particolare. Uno sciopero per il tempo libero. MA non uno sciopero per avere il tempo libero sul contratto. Uno sciopero per prenderselo.

Ma quel giorno e’ ancora lontano. O forse adesso lo e’  di meno.

Uriel
(1) Non credete a chi vi vende futuro. Se il vostro pastore fosse capace di fare previsioni e sapere cosa vi servira’ sapere tra 5 anni, giocherebbe in borsa nel mercato dei futures, e sarebbe molto ricco. Diciamo che non sarebbe li’ ad organizzare manifestazioni per gli studenti medi. Quando iniziai le scuole il must era l’elettronica. Quando iniziai a lavorare, gli elettronici facevano corsi di Pascal e il must era il software. Morale: chi vende futuro non va ascoltato.

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