La fine del cocainismo? Non credo.

Quando si parla di “Berlusconismo”, qualsiasi cosa si voglia intendere, si finisce con l’indicare una cultura diffusa tra i “rampanti”, i “vincenti”, quelli che si identificarono col boom degli anni ’80, e che poi finirono col costituire l’armatura portante di quello che viene definito “Berlusconismo”, il cui media si ritiene essere stato la TV commerciale. E si ritiene oggi, a quanto pare, che il “Berlusconismo” essendo un fenomeno culturale sia destinato a sparire, insieme alla demolizione del media. L’analisi e’ sbagliata nella misura in cui ritiene che il “Berlusconismo” abbia avuto laTV come media. Il che non e’ stato. Il che ne spiega la prevedibile persistenza.

E’ strano che degli ex sessantottini, che hanno visto arrivare la marijuana prima e l’eroina dopo, non si siano accorti di come le droghe stesse, agendo sulla cultura giovanile -in associazione a musica e sottoculture identitarie- influenzino la cultura di un periodo.
Quando si parla di psichedelico, di rock ed eroina, di tutto quello che ha iniettato nella cultura occidentale dei periodi di moda associati ad una cultura dominante -anche esteticamente- , si associa sempre ad un periodo culturale , ad una moda culturale, un preciso consumo di droga.
E’ fuori di dubbio che il 68 abbia avuto come media la marijuana, cosi’ come gli anni ’70 hanno avuto come media l’eroina. Ed e’ incredibile come nessuno si sia accorto -o voluto accorgere- dell’era della cocaina.
Ebbene, il berlusconismo, qualsiasi cosa si indichi con questo termine, non ha avuto come mass media le TV. Ha avuto come mass media la cocaina.
Ero ancora universitario quando ho visto arrivare l’ondata di cocaina nelle discoteche, nel fenomeno che io amo chiamare “la morte del divertimento”.
“Prima”, almeno nei pochi anni che precedettero lo tsunami di coca, il vero protagonista era (insieme ai classici della canna , dell’alcool e dell’acido) era l’ MDMA. Noto anche come Extasy in Italia.
Si tratta di una droga essenzialmente empatica, e -sebbene cuocia il cervello come un microonde-(1) dove per empatica intendo dire che e’ qualcosa che avvicina. Sebbene io non capisca la necessita’ di spinte ulteriori a socializzare con una bella ragazza che alla fine non desidera altro, sul piano della gestione dell’ordine -che era il mio problema come security- non era troppo pericolosa.
Si, c’erano le crisi di panico. Ma una persona in crisi di panico e’ piu’ pericolosa per se’ stessa che per altri. C’erano questi ragazzini tremanti cui bisognava dare urgentemente del gatorade o del supradyn per fargli recuperare sali minerali. Bisognava evitare la gente che scopava sui divanetti , e relegarli nelle zone buie.  Si, il periodo di “down” era triste, ma era anche il momento in cui uscivano per tornare a casa.
Ma in definitiva si tratta di una droga socializzante il cui scopo e’ di vincere la timidezza ed empatizzare. Non la consiglierei a mia figlia perche’ cuoce il cervello meglio di un microonde, ma non era un grosso problema.  E la cultura che ne seguiva non era poi cosi’ socialmente aggressiva, era al massimo la cultura della LoveParade.
Ad un certo punto arrivo’ l’onda di coca.
Arrivo’ mediante diversi canali, e diciamo che arrivo’ per decisione politica.
Quando dico politica intendo dire che la cocaina non veniva considerata’ NE’ un problema sociale NE’ un problema di ordine pubblico. La polizia e i carabinieri vi dedicavano pochissima attenzione, perche’ era sempre una droga da benestanti, non crepavano tossici nei cessi delle stazioni, non c’erano tossici sfatti nei portici e non produceva degrado, e chi la gestiva non era lo spaccino con il berretto di lana e la barba lunga, ma un tizio che scendeva dalla mercedes e si infilava dritto nel prive’.
Almeno, ai primi tempi era cosi’.
Il secondo motivo per cui non si fece MAI niente per fermare la sua diffusione era, appunto, che era diffusa in ambienti “bene”. Molti politici hanno reinvestito in locali e discoteche i magri(2) proventi dell’attivita’ politica  e molte delle discoteche piu’ famose sono di proprieta’ di alcuni parlamentari, alcuni dei quali dicono (3)di essere contro “la droga”, a patto che fosse eroina o marijuana, ma mai ovviamente contro la cocaina.
In queste discoteche la coca entro’ d’autorita’, senza che fossero possibili retate o indagini della polizia, e divenne immediatamente la droga dei ricchi.
Un altro canale fu il fatto che moltissime discoteche erano di proprieta’ di mafie varie, e improvvisamente si decise che avrebbero agito come mercato di coca: gli spaccini di pastiglie furono “avvisati” con le buone di andarsene, a volte con le cattive, e la cocaina regno’ su tutto.
E fu il periodo in cui smisi di fare questo lavoro. Se l’utente di MDMA era “facile” da gestire , e facevamo security con la cravatta, il fatto da cocaina era impossibile. Al primo avvertimento, anziche’ calmarsi, davano in escandescenze e iniziavano a gridare roba come “tu non sei nessuno”, “tu non sei un cazzo”, “io t’ammazzo”, e cose cosi’. Anche quando venivano pestati , lanciati dalle scale , mazzolati con mazze da baseball, continuavano a rompere i coglioni.  Alcuni erano pure figli di papa’, tipo rappresentanti e gioiellieri, e te li trovavi col “ferro” di papa’ in tasca.
Tanto per condurre la cosa, e’ la droga piu’ amata dagli agenti di polizia e CC, per cui spesso i “cavallini” erano gli stessi agenti, o tassisti con amicizie tra le divise.
La mia personale opinione fu che sia la politica che la mafia spinsero coscientemente nella direzione della cocaina , la politica perche’ pensava che la coca fosse un problema socialmente piu’ semplice da gestire (e meno visibile ) e la mafia perche’ aveva gia’ i centri di vendita, cioe’ le discoteche “IN”, che condivideva con i politici.
In generale , fu la morte del divertimento.
Se le droghe usate fino a quel momento erano assunte per socializzare, non e’ il caso della cocaina. la cocaina non serve a socializzare e non aiuta a socializzare, bensi’ a competere.
La ragazza che si sentiva impacciata prendeva MDMA per sentirsi a proprio agio e stare insieme agli altri. Il ragazzino imbranato prendeva MDMA per rilassarsi ed essere spontaneo. Con la coca, la ragazzina impacciata la prende per sentirsi migliore delle altre, e il ragazzino per sentirsi piu’ forte degli amici. Nessun desiderio di socializzare, SOLO DI VINCERE UNA COMPETIZIONE CHE STAVA SOLO NELLA LORO MENTE.
Cosi’, la trasgressione divenne eccesso. E se la trasgressione divenne eccesso, il divertimento divenne show. E la socializzazione divenne competizione. La morte del divertimento.
Ora, questa era la cultura che ha permeato -e nel caso di droghe va letto nel senso chimico del termine- una generazione di giovani. Quello che chiamate “Berlusconismo” non si e’ diffuso avendo come media la TV: si e’ diffuso avendo come media la cocaina.
Sono pronto a scommettere quanto volete in una misura di correlazione tra l’uso di cocaina e la presenza elettorale del “berlusconismo”, e sono pronto a scommettere che l’aumento dell’uso di cocaina arrivi subito prima della trasformazione politica.
Cosi’ come l’ LSD creo’ tutti i movimenti -estetici o culturali- detti lisergici, la marijuana creo’ tutta la cultura hippy, e l’eroina fu la protagonista della cultura violenta degli anni ’70, sono convinto che la cultura che segui’ fu la cultura della cocaina.
Chiamare “berlusconismo” una vera e propria marea di cocaina che ha sommerso l’Italia e’ ridicolo. La cultura del berlusconismo non e’ altro che la cultura che si accompagna e permea gli ambienti di drogati da cocaina. Niente di piu’. Non c’e’ altro media: essa e’ arrivata con la coca, e se ne andra’ solo quando si decidera’ di combattere davvero il fiume di droga che scorre in Italia.
Chi si illude che il “berlusconismo” possa finire e’ l’analogo di qualcuno che permetta la libera vendita di marijuana e poi si meravigli se la cultura hippy prospera, o qualcuno che liberalizzi l’ LSD e poi si chieda come mai tutte le opere d’arte e i libri siano cosi’ lisergici. Wow.
In Italia non c’e’ un allarme cocaina. Quando si parla di combattere la droga ci si illude e ci si riferisce ancora ai drogati da eroina (ne esistono ancora?), all’ hashish, alla marijuana, e si va subito all’ MDMA, ma si fatica molto ad ottenere da un politico una sola frase che parli di “emergenza cocaina”.
Questo nonostante la cocaina renda violenti ed aggressivi in maniera immotivata, nonostante il fatto che i sintomi di tossicodipendenza producano paranoia, fissazioni violente, sindrome di persecuzione, sindromi maniacali, manie suicide.
Nonostante il fatto che nei fiumi si misurino tassi di residui organici di cocaina che parlano di tonnellate di cocaina consumate, nonostante sia diffusa nelle scuole anche superiori, quando si parla di “droga” e di “allarme droga” non si parla MAI di cocaina.
Ma adesso chiediamoci: quando parlate di “Berlusconismo” non vi riferite forse a qualcosa di simile?

 

 

Modelle, party, gente ricca, gente di successo?
Non e’ questo l’ ideale del Berlusconismo, non e’ questa la sua estetica? Non potremmo riassumere cosi’ la cultura che dite di voler combattere?

 

Allora?
Il motivo per cui non sconfiggerete il “Berlusconismo” e’ semplicemente che e’ legato ad un uso su scala industriale di cocaina. Come la cultura hippie era la cultura della marijuana e dell’ LSD, il berlusconismo e’ la cultura della cocaina.
Senza combattere SERIAMENTE il fenomeno dello smercio su scala industriale di cocaina, le vostre probabilita’ di estirpare il “berlusconismo” sono le stesse che avete di estirpare la cultura hippie da Christiania. Nessuna.

 

Finche’ continuerete ad illudervi che il media del berlusconismo sia stata la TV commerciale, e non la cocaina, non avrete capito come estirparlo.
Ma la classe politica che dice di voler estirparlo fa uso di cocaina quanto l’altra -e non e’ un caso se in fondo si assomigliano- , ne permette e ne spinge l’uso nelle feste e nei locali che frequenta, e spesso e’ eletta proprio dai mafiosi che ne gestiscono il commercio.
Per cui non illudetevi: il berlusconismo non scomparira’. Potete anche chiudere Mediaset, e vi troverete con un driver misterioso del fenomeno, che continuera’ a persistere intoccato.
E la cultura che chiamate berlusconismo andrebbe chiamata, cosi’ come fu per il periodo lisergico o per il reggae, “cocainismo”.

Uriel
(1) Mi spiace, ma una latenza di 6-7 secondi non permette una vera e propria discussione con voi. Parlare con una persona che sembra trovarsi sulla cintura asteroidale non e’ esattamente il massimo.
(2) Mi piace far rosicare i grillini come castori.
(3) Chiedetevi di chi sia l’ ALCATRAZ di Milano.