Alla voce “provocazioni”.

Alla voce provocazioni.

Alla voce "provocazioni".

Allora, uno scrive un articolo sulle morti sul lavoro, ed ecco che ti dicono “questo non e’ odio, non c’e’ nulla di sistematico, e non sono due pesi e due misure”. Poi giri sui giornali e vedi questo.

Stefania: “Ho tradito mio marito per dare sfogo alle mie fantasie sessuali e così ho salvato il mio matrimonio”
“Quel fine settimana a Parigi era stato una vera evasione”. Dopo un incontro clandestino durante una trasferta lavorativa, Stefania ricorre a Saverio…

Alla voce "provocazioni".

 

Gli faccio anche uno screenshot, non si sa mai lo tolgano:

Alla voce "provocazioni".

Ora, sono d’accordo sul fatto che siamo ad un argomento piu’ leggero rispetto a 1100 morti sul lavoro per ogni anno. Vero. E forse e’ anche per questo che ne parlero’ divertendomi.

Ma proviamo ad immaginare se fosse “Antonio: ho tradito mia moglie per dare sfogo alle mie fantasie sessuali e cosi’ ho salvato il matrimonio”.

Non ho bisogno di molta immaginazione per capire come risponderebbero le gentili signore femministe: le risposte andrebbero da “lascialo” a “castralo”, sino ad “ammazzalo”.

E non voglio nemmeno immaginare i nomi che si prenderebbe, Antonio. Diciamo che rasenterebbero gli “insulti sessisti”.

Ma poi arriva il secondo metro di giudizio: andate su qualsiasi giornale abbia una rubrica femminile e scoprite due cose:

  1. Se e’ l’uomo a tradire la moglie, occorre immediatamente fare chiarezza col fedifrago, e comunque e’ un bastardo che ha bestemmiato Dio e qualsiasi cosa sia buona , dal tiramisu’ all’ Imperativo Categorico di Kant.
  2. Se e’ la moglie a tradire il marito, innanzitutto deve essere in qualche modo colpa del marito. Lei non ha colpa, e se anche ce l’ha devi dirle grazie: ha salvato il tuo matrimonio.
Nella foto, un’eroica signora Stefania che salva il suo matrimonio. Wonder Woman non avrebbe potuto fare di meglio. Notate lo sforzo eroico sulla sua faccia.

Ora, io non sono un moralista. Col mio passato e col mio presente non posso esserlo. Quello che mi sta sui coglioni e’ che mi si venga a dire che non ci sono doppi standard e che la “liberazione della donna” sia una forma di uguaglianza.

Perche’ stiamo dicendo che se lui ha l’amante perche’ lei e’ noiosa a letto (e di donne noiose a letto ce ne sono) , allora e’ un – cominciamo qui tutto quello che gli tirano addosso.

Ma secondo gli stessi giornali, se lo fa lei “ha salvato il matrimonio”. Minchia. Digli grazie, eh. Cioe’ questa torna a casa da Parigi un po’ malferma, ti bacia con un vago sapore salaticcio in bocca, e se chiedi cos’abbia mangiato ti risponde “salvezza. Ventisei centrimetri di salvezza”.

So benissimo che ci sono coppie ove questo avviene, e consapevolmente. Ci sono sempre state anche senza tirare fuori parole moderne come “cuckold”, “bull” e le coppie scambiste “a casa”. (quelli che si scambiano mandando le consorti a dormire a casa dell’altro per qualche giorno, insomma, invece di farlo tutti insieme o in un club privee). Anche il “poliamory” non e’ nato  quando lohanno scoperto gli americani.

Ma il problema e’che in questo caso tutti sono d’accordo, e non e’ il giudizio.

Qui parliamo invece di una situazione nella quale non c’e’ solo il giudizio, ma se Stefania viene beccata si becca il divorzio a torto, ovvero senza alimenti e tutti i benefici. Se valgono le stesse regole che valgono per gli uomini.

Ma il punto e’ il doppio standard: per quale motivo e’ diverso se lo fa un uomo?

Immaginate che esista la rubrica “uomo” di Repubblica, e che Stefano scriva di quando era in trasferta per lavoro a Parigi e ha salvato il suo matrimonio conoscendo Celine, che gli ha risollevato l’erotismo e tutto quanto.

Che cosa si prenderebbe addosso?

Potrebbe farlo, Repubblica? Il suo pubblico lo tollererebbe? Il pubblico femminile lo tollererebbe?

A volte ho la tentazione di prendere una di queste lettere, inviarle ad un giornale femminile pero’ cambiando Stefania con Stefano, e vedere che succede.

L’ho fatto. Ecco il risultato.

Alla voce "provocazioni".
Alla voce "provocazioni".
Alla voce "provocazioni".
Alla voce "provocazioni".
Alla voce "provocazioni".
Alla voce "provocazioni".
Questa salvera’ il matrimonio in futuro.
Alla voce "provocazioni".

La storia, l’avrete capito dalle risposte, e’ di uno Stefano che ha scritto la stessa cosa (anche se non pretende di aver “salvato il matrimonio”) di quando ha tradito sua moglie. Solo che lei lo ha scoperto e lui e’ pentito.

Curioso esempio di doppio standard: a quanto pare, sul giornale del benpensantismo femminista (Repubblica) si direbbe che il doppio standard esista.

Ovviamente non e’ cosi’ grave come nel caso dei morti sul lavoro, nel senso che qui non parliamo piu’ di odio, parliamo semplicemente di disprezzo.

E cosi’, quello che per gli uomini e’ “fare schifo”, per le donne e’ “salvare il matrimonio”.

E’ abbastanza chiaro che l’agenda femminista , oltre che l’odio, preveda anche il disprezzo, e il desiderio di umiliare gli uomini: come dice l’ultima sdegnata di turno, si tratta di togliere loro la dignita’.

Non mi raccontate che e’ una questione di dignita’ o parita’, perche’ questa agenda parla solo di umiliare uomini,  in questo caso i mariti.

Oh, lungi da me dal chiamare “Stefania” con nomi tipo “puttana”. Ho vissuto 6 anni in trasferta, continua. Andavo via la domenica notte e tornavo venerdi’ notte. Gli hotel sono pieni di “stefanie” che “salvano il matrimonio”. Ma sono anche pieni di Antonio che “salvano il matrimonio”.

Il vero problema e’ il doppio standard: lo standard per cui se lui “salva il matrimonio” e’ tutto quello che leggete sopra, mentre se lo fa lei bisogna dirle grazie.

Allora, signore femministe, ho una proposta: pubblicita’ progresso.

In germania e’ legale un tipo di locale speciale, dove si salvano matrimoni per una cifra abbastanza contenuta. Un uomo puo’ entrare e salvare il suo matrimonio a piacimento, con tariffe che vanno dai 130 euro/Ora in poi.

Un affarone, eh?

Ma per salvare un matrimonio, questo ed altro.

Sacrificatevi, CODARDI!

Oppure, ridete in faccia al benpensantismo femminista.

Costa meno, e magari salva il matrimonio uguale. Nel senso che rimanete single.

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