Podcasting.

Podcasting.

Podcasting.

Ho deciso di smettere , ormai da mesi, di fare podcast per una ragione semplice: prende troppo tempo rispetto al blog, e quello che e’ peggio, richiede un tempo continuo.

Mi spiego meglio: se scrivere un articolo mi prende 20 minuti, questi venti minuti non devono essere in un blocco continuo. Ho una pausa di 10 minuti alle 10 e scrivo qualcosa. Poi mi chiamano per lavoro. Quindi lavoro, e dopo qualche tempo ho altri cinque minuti. Continuo a scrivere. Poi devo fare qualcosa (che so, un meeting) e via dicendo.

Alla fine dei conti, quindi, trovare 20 minuti in un giorno se parliamo di frammenti e spezzoni di tempo non e’ difficile. E se mi capita di avere un buco piu’ grande, posso scrivere qualcosa, metterlo in “draft” e poi continuare dopo, quando ho tempo.

Il podcast e’ diverso.

Se volete fare un podcast di 40-60 minuti, per prima cosa vi serve un’ora. Vi serve un’ora di silenzio attorno a voi. E non potete “accorciare”. Poi volete togliere alcuni effetti dalla voce, tipo che so io le parti dove vi schiarite la gola, eccetera. Quindi ascoltate almeno una volta.

Fanno due ore, almeno, continue.

Non ho, onestamente, questo tempo ogni giorno, e anche togliere due ore cosi’ al mio week-end mi pesa.

Quindi ho smesso. Esperienza interessante, perche’ fa capire che non e’ facile quanto si crede, ma dall’altro lato prende troppo tempo. Scrivere un articolo mi prende una ventina, massimo venticinque minuti. Lo spezzo in 2-3 parti durante il giorno, quindi mi riempie dei buchi veramente piccoli di tempo: quello che i colleghi spendono per andare nella gabbia dei fumatori a fumarsi la sigaretta.

Cosi’, esperimento interessante. Fa capire che il podcasting non e’ semplice come sembra, e quindi immagino anche cosa succederebbe a voler fare video per youtube. Deve essere un lavoro.

Quindi, direi che ho imparato qualcosa, ma l’esperienza finisce qui. Prende davvero troppo tempo rispetto al blogging.

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