Rimpiangerete i tecnici.

Rimpiangerete i tecnici.

Nella saga del catastrofico fallimento della sanita’ italiana, e specialmente lombarda, si era inserita una nota di disappunto, da parte di alcuni “intellettuali”, una nota che riguardava il fatto che il governo avesse “abdicato ai medici”, come se seguire i consigli dei medici in caso di pandemia fosse un’azione insensata.

Evidentemente chi scrive questo ha una concezione di politica come dimensione “magica”, che trascende dalla realta’: e quindi chi se ne frega se c’e’ un’epidemia in corso e occorre prendere delle decisioni che siano efficaci . Dettagli come la realta’ evidentemente devono essere troppo insignificanti per i sacerdoti di tale magico sapere (peraltro, un sapere occulto visto che non e’ immediato scorgere sapienza nella classe politica italiana. Diciamo che sono degli assi quando si tratta di tenerla nascosta , ecco.)

E cosi’ ora siete accontentati. Ecco che arriva la fase due, gestita in maniera politica

Ora, prendiamo per esempio la Germania. Ci hanno detto di non formare assembramenti piu’ grandi di due persone, a meno che di essere una famiglia che convive gia’ nella stessa casa. Ha senso, perche’ alla fine il virus si propaga coi contatti.

Ma adesso prendiamo come confronto il concetto di congiunto. Ora, c’e’ un piccolo problema: il virus si propaga indifferentemente dal fatto che una persona sia un congiunto o meno. Il virus distingue tra homo sapiens e non homo sapiens, che so una gardenia.

La distinzione “puoi uscire ma SOLO per andare dai congiunti” non ha senso, a meno che i congiunti non siano, che so io, cani, cavalli, mucche, eccetera. Non corrisponde alla realta’, in nessun modo, che il contatto con un congiunto sia meno rischioso del contatto con chiunque altro.

A prescindere dalla definizione di “congiunto”, la restrizione non ha semplicemente senso. E’ chiaramente un’opera politica, cioe’ estetica, e quindi siamo nel pieno regno di quel sapere ineffabile, umanistico (dunque, in Italia, antiscientifico) che tanti auspicavano.

Ed e’ proprio nel disastro illogico della sua manifestazione che si manifesta il suo plateale fallimento. Perche’ se la motivazione di una fame di politica era giustificata dall’idea che la politica possa gestire la complessita’ umana della popolazione, beh, e’ proprio qui che ha fallito.

Prendiamo per esempio il caso del congiunto. Si tratta di un concetto che viene dritto dalla “complessita’ umana”. Quindi si presume che la politica sia capace di definirlo e gestirlo molto bene, al contrario dei freddi numeri dei tecnici senza cuore. Bene.

Come lo hanno definito? Hanno definito una lista di parentele, ma sono entrati in crisi con il concetto di fidanzamento. Sia chiaro, un tempo esisteva un vero e proprio “contratto di fidanzamento” (che e’ ancora previsto dall’ordinamento italiano), per cui sarebbe possibile far vedere che due persone sono fidanzate. Basterebbe mostrare il contratto.

Ma oggi non e’ piu’ possibile, perche’ il contratto non lo fa piu’ nessuno. Allora, come sappiamo se A e B sono fidanzati? E come distinguiamo un fidanzato/a da un trombamico/a? Se qualcuno va a trovare un trombamico, e qualcun altro va a trovare un fidanzato, con quale prova si decide di essere in presenza di congiunto o meno?

Esistono poi gli insiemi frontiera: se sto andando da un fidanzato per mollarlo, che succede? Ah, giusto, l’insieme frontiera e’ un concetto matematico. Ma allora possiamo continuare chiedendoci quanti fidanzati/e consenta la legge. Se la legge consente un solo coniuge, non ha teoricamente (a meno che non ci sia un contratto di fidanzamento) alcun limite riguardo al numero di fidanzati. Quindi una prostituta potrebbe lavorare, semplicemente decidendo che tutti i clienti sono “fidanzati”. E tutti i clienti potrebbero chiamarla fidanzata, cosa che lei confermerebbe, dal momento che la GFE (Girlfriend experience) e’ ormai un obbligo per qualsiasi prostituta da appartamento.

Potrei tirar fuori tantissime ragioni, ma il problema e’ semplice: la politica italiana si e’ mostrata cosi’ obsoleta da non riuscire nemmeno a definire gli stessi termini che usa. E quando non riesci a definire il dizionario dei simboli che usi, di fatto NON HAI CONTENUTI.

Personalmente, questo non mi stupisce: vado dicendo da anni che il pensiero politico e’ solo una categoria del pensiero estetico, e quindi non ha contenuti e non puo’ averli.

Ma questa prova sperimentale dovrebbe far pensare chi nella politica ci crede. Rileggete bene le vostre ideologie.Il dizionario ha ancora senso? Tutte le parole hanno senso? “Proletario”, “Compatriota”, “Ariano”, “Rivoluzionario”, hanno ancora un significato? Potete ancora distinguere un proletario da chiunque altro,a prima vista? E sono davvero i piu’ poveri, anche se oggi chi puo’ avere figli e’ tra i fortunati, e gli sfortunati non si arrischiano ad avere prole?

La verita’ e’ che il pensiero politico e’ solo un pensiero estetico, e ogni volta che gli si chiede di occuparsi della realta’ materiale fallisce, proprio perche’ la realta’, di per se’, e’ il solo contenuto possibile.

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