Vent’anni di Blogging

Vent'anni di Blogging

Vent'anni di Blogging

Lo so che probabilmente voi non avete tenuto il conto, ma aprii il mio primo blog, circa 20 anni fa. Dico circa perche’ ricordo che erano i primi mesi dell’anno, e ricordo che diversi siti, giornali , e siti di vario genere (se non ricordo male cominciai su LiveJournal), ma non ho tenuto conto della data esatta, intendo dire il giorno.

Forse non pensavo che avrei tenuto botta cosi’ tanto, e in effetti un paio di volte ero cosi’ esasperato che ho chiuso il blog completamente. Ma poi sono tornato, perche’ ho imparato che spesso la resilienza supera la potenza in se’.

Forse dovrei fare un discorso, o qualche tipo di discorso, ma la verita’ che che in venti anni ho imparato moltissimo sul funzionamento di internet, e proprio da alcuni eventi di questo blog.


Forse ricorderete l’ HOAX (a quei tempi si chiamava cosi’ una fake news) dell’olio di colza che potete mettere nel motore diesel. La inventai io. Il problema era che in quel periodo mi sembrava che alcuni giornali copiassero gli editoriali pari pari dal mio blog. Dentro di me c’era una vocina che mi diceva “ma dai, davvero copiano da te?”. Cosi’ feci un esperimento.

Inventai la notizia dell’olio di colza. Secondo la notizia la Lidl faticava a rifornirsi di olio di colza, dal momento che tutti lo stavano comprando per usarlo come carburante. Il giorno dopo, la notizia era (oltre che su tutti i blog di “contrinformazione”) sul blog di Grillo, che era appena aperto e accettava di tutto. Dal blog di grillo salto’ sul Resto del Carlino, e poi dilago’ su quasi tutti i giornali nazionali, fino a quando i soliti debunker non si decisero a smentirla.

Questo mi insegno’ che si, in quel periodo i giornali copiavano pari pari le notizie dai blog. Non ero io ad avere le traveggole. E non solo copiavano pari pari:  lo facevano male, perche’ mentre IO avevo specificato che non andava fatto sui motori diesel common-rail, i giornalai non lo scrissero. Risultato: un tot di veicoli common-rail rovinati.

Ma la cosa mi insegno’ molto. Mi insegno’ quanti rabbiosi ci fossero, che pur di abbattere un sistema ove stavano male, erano disposti a credere a tutto e a fare tutto. Se lo avessero capito tanti cazzolologi, non avreste oggi il problema delle Fake News. Avreste potuto agire prima.

Non per nulla non feci molta fatica, quando in seguito Grillo scese in piazza col V-Day, a capire che avrebbe raccolto una quantita’ enorme di voti. Di gente che in questo sistema sta male ce n’e’ a bizzeffe. Che siano frustrati e rabbiosi mi era chiaro. Che siano alla ricerca di un leader, ancora di piu’. Che non abbiano alcuna chance di farcela, ancora piu’ chiaro.

Ma la lezione piu’ importante che imparai e’ che solo grazie alla legittimazione (piu’ o meno velata) della stampa tradizionale una fake news diventa realta’. I social non bastano. I giornalisti sono dei bastardi, e hanno molte tecniche, dal framing al sandwitch e altro, per darvi ragione senza prendersi la responsabilita’ di farlo. Lo fecero con grillo, e lo fecero con Salvini. Se lo fanno, la fake news diventa realta’. Se ci sono i novax e’ perche’ ci hanno lavorato i giornali, con tecniche anche subdole, ma e’ anche colpa loro.

In compenso, questa cosa mi insegno’ bene come fare a “seminare” le idee.


E la community. Molti hanno notato che non ci sono commenti in questo blog. Ed e’ giusto cosi’. I cazzologi che si autodichiarano esperti di social network continuano a dire che un blog deve avere una community, ma non hanno ancora capito che le community possono essere piu’ di una, possono essere altrove e che non deve per forza scriverci l’autore del blog. Tantevvero moderarle.

Moderare le community diventa un dovere quando e se la community si trova sul tuo blog. Ma non deve essere cosi’. Se prendete siti come Reddit o Ycombinator, scoprite che andate li’, postate il link ad una pagina o ad un articolo, e poi la discussione avviene sotto.

Ho quindi tolto qualsiasi possibilita’ di commentare al blog, e osservando i referer ho notato subito che si sono creati gruppi su facebook (alcuni a favore, altri contro), e sono nate discussioni in molti luoghi.

Non spendo un minuto per moderarli, il che lascia anche a loro maggiore liberta’. Non mi costa alcuna fatica la loro esistenza. Non devo entrare a contatto con personalita’ tossiche , come i narcisisti, i depressi, i paranoici, i fissati, i demotivatori e compagnia bella.

Probabilmente i social media manager hanno ragione: ci vuole una community. Ma io andrei oltre, e ne lascierei formare molte. Anche di opinione avversa. Come disse qualcuno: se ne parli bene o male, l’importante e’ che se ne parli.

Hanno ragione quando dicono che occorre una community, hanno torto quando danno per scontato che debba essere solo una , che l’autore se ne debba curare personalmente, che debba trovarsi sul blog.


Le previsioni. Mi diverto a notare che tante cose che sono accadute, sono accadute esattamente come avevo previsto. Alcuni pensano che questo derivi dalla possibilita’ di prevedere i fatti che stanno per accadere, ma non e’ cosi’.

Nessuno, ovviamente, sa prevedere gli avvenimenti futuri.

Quello che sono bravo a prevedere e’ lo svolgimento di una narrativa. Che non sono “i fatti”, ma “il racconto dei fatti”.

Avete presente quei film distopici di serie Z dove c’e’ un eroe buono che lotta contro i cattivi che hanno preso il potere, incontra o salva dal cattivo una passerona, e poi uccide il cattivo? Ovviamente, quando avete individuato il genere, capire come finira’ la trama e’ quasi banale, giusto?

Ed e’ giusto, perche’ quando non succede avete di fronte un capolavoro, qualcosa che vi stupisce, e quindi non e’ la serie Z. Ecco.

Il problema e’ che nessuno di noi conosce la realta’ che legge sui giornali. Non la conosciamo direttamente. La conosciamo tramite i mass media, i quali la trasformano in narrazione. Questo non esclude che siano anche fatti veri, diciamo selezionati per essere coerenti con la narrazione. Ecco, questo e’ il punto: si costruisce una narrazione, POI si cercano i punti di contatto con la realta’, e solo a quel punto la si divulga.

Il fatto e’che giornalisti e politici non sono molto bravi e non hanno molta inventiva. Quindi la stragrande maggioranza della loro narrativa e’ banale e prevedibile.

Quando vedo che i giornali sono pieni di novax che muoiono di covid, per esempio, so di trovarmi di fronte ad una narrativa. In realta’ il virus non ha una mortalita’ altissima, quindi si trattera’ comunque di una minoranza. Quindi e’ una narrativa.

La verita’ e’ che , specialmente quando si entra in politica, tante cose sono prevedibilissime. Perche’ i partiti sono fatti da idioti , perche’ scelgono narrative pessime, perche’ scelgono sempre le stesse.

Non ho mai avuto l’abilita’ di prevedere il futuro.

Ma avendo anche scritto dei libri di narrativa, so prevedere i libri pessimi. Normalmente, quelli scritti dai giornalisti.


Blogging sul piano storico.

Il blogging, in termini storici, segue la storia della diffusione di internet. Prima del 2007, internet si faceva con un computer. Era quindi appannaggio quasi esclusivo di chi ne possedeva uno a casa (insieme ad una connessione) o lo usava dal lavoro. Sebbene sembrino tante persone, in realta’ stiamo parlando di un’ elite. Non era di certo l’aristocrazia della societa’, ma possiamo comunque definirla un’elite.

In questa fase, essere un blogger e’ divertente per chi scrive, anche con un certo autocompiacimento quando scrive in maniera provocatoria o idiosincratica, e la lettura e’ un esercizio di apertura mentale vastamente tollerato.

Dal 2007 al 2010 succedono due cose: la prima e’ che arriva internet sui cellulari. Dai primi smartphone, che erano appannaggio di pochi ed erano scomodissimi  si arriva ad una diffusione capillare, che pero’ ancora non impatta i giovanissimi e gli adolescenti.

Ma dal 2007 al 2010 arriva il credit crunch, l’economia diventa artificiale (una succursale delle banche centrali) e la societa’ italiana collassa completamente. E quando dico completamente, intendo dire completamente. Un comulo di macerie, fatto da errori passati e da ulteriori disastri.

Alla fine della crisi, la situazione e’ questa:

  • le scuole primarie, cosi’ come le scuole superiori,  sono inutili e controproducenti. Non insegnano piu’ a socializzare ma si limitano a chiudere gli studenti in una stanza, delegano al bullismo la funzione disciplinare, la qualita’ dell’apprendimento e’ semplicemente patetica, al punto che un semplice test invalsi terrorizza i docenti.
  • la famiglia incontra una veloce eutanasia. Il giorno del matrimonio oggi segna la fine dell’amore, la morte della libido, l’estinzione della felicita’, e tutto si riduce ad una societa’ di tipo economico, fatta per ottimizzare affitti e spese correnti. I genitori entrano nel panico gridando “e cosa diciamo ai bambini” solo per un semplice topless in spiaggia, tanto hanno paura di doverli educare. “Educare” diventa sinonimo di “vietare qualcosa ai figli”.
  • la televisione implode. Lo scopo della TV nazionalpopolare e’ di svuotare qualsiasi identita’ di gruppo. “Piemontese” diventa un contenitore vuoto con sopra un’etichetta che contiene squadre di calcio, bagna cauda, bollito di carne , pseudonostalgia sabauda. Lo stesso per “italiano”, “imprenditore”, “sinistra”, “destra”. Il guaio e’ che tutto serviva per costringere l’italiano ad identificarsi nella famiglia, nel lavoro e in qualche rituale.
  • la religione , per carenza di fondi,  diventa una barzelletta. l’agenda politica della destra prende il posto della spiritualita’. I cristiani sono semplicemente i fascisti. Questi cattolici atei non conoscono nemmeno il messaggio scritto, e lo stesso vale per i musulmani atei , che sono anche loro politici, e tutti gli altri culti spariscono per la vergogna. Ormai i satanisti sembrano i nuovi buddha, e almeno credono ancora nei libri che leggono.
  • il lavoro collassa. Le paghe diventano ridicole, la schiavitu’ e’ la norma, l’umiliazione del lavoratore e’ scontata, e la nuova punizione biblica e’ amministrata da finti imprenditori che sono in realta’ coperti di debiti e vivono di qualche indulgenza bancaria. Il collega e’ un nemico, o un altro schiavo nichilista e/o narcisista. Non puoi piu’ avere un lavoro ed essere felice quando lo fai. La sofferenza e la fatica sono lo strumento con cui l’imprenditore misura la produttivita’.
  • il tessuto sociale e’ un semplice centro commerciale. Non esistono piu’ luoghi di socialita’ gratuiti, e l’unico modo per trovare nuovi amici e’ spendere: pagare una palestra, pagare per uscire a cena, pagare per fare shopping, con la scusa di combattere i barboni si sono tolte persino le panchine agli anziani, con la scusa di combattere la droga si sono cancellati i luoghi ove i ragazzini e i bambini possono giocare. Occorre pagare per giocare a calcio, pagare le lezioni di karate, pagare, pagare, pagare, altrimenti non si esce di casa perche’ non c’e’ nulla da fare. Chi non puo’ pagare finisce “in periferia”, ovvero in una specie di girone di dannati , che non ne usciranno mai, e condanneranno i propri figli ad un destino di droga, disoccupazione e crimine.
  • la politica e’ rimasta l’unico ascensore sociale. Sfortunatamente, non richiedendo alcuna abilita’ pratica se non una discreta abilita’ nell’advertising, ed essendo il resto del paese una carcassa morta, i partiti si ristrutturano come i vermi dominanti che divorano le parti migliori del cadavere.
  • essendo scomparso il miraggio della felicita’, il successo viene proposto come alternativa, ma essendo scomparso il lavoro, il successo viene trasformato in un contenitore vuoto, con sopra l’etichetta di un bel corpo, un bel vestito, fotografie cool. “Cool” is the new “important”.
  • la mascolinita’ e’ una posa scimmiesca, violenta e insensata oppure una resa completa della dignita’ . La femminilita’ si divide tra una malcelata ambizione alla prostituzione (la vendita del corpo, anche sotto forma di immagini: Instagram is the new peep-show) e una feroce polemica spinta dal fallimento esistenziale, che e’ il femminismo moderno.
  • Il mondo della cultura, che era gia’ il sarcofago della cultura, rimane com’e’, cioe’ una mummia senza senso. Tace. Non ha nulla da dire come non ce l’ha una mummia in un museo. La destra mira a controllare, con Berlusconi, i mezzi di comunicazione. La sinistra, seguendo la tradizione stalinista, cerca di tenere il controllo dell’arte. Ancora di piu’, “cultura” e “noia” sono la stessa parola, al punto che Harry Potter diventera’ il capolavoro assoluto del periodo.

In questo moderno inferno , in questo orrore distopico (ma esteticamente valido), la societa’ italiana evita la guerra civile in questo modo:

Vent'anni di Blogging

In questa situazione, il “blogger” diventa un individuo problematico, perche’ potrebbe dire  “no, is not fine. Is not fine AT ALL!”. Ed e’ quello che faccio.

Dopo il duemiladieci, il mio blog inizia a crescere in lettori, sino a raggiungere la pazzesca cifra di ~300.000 al giorno nel 2012. Devo spostarmi su blogger perche’ il selfhosting e’ da escludersi.

Vent'anni di Blogging
Se pensate che questo non possa essere un problema, chiedetevi perche’ twitter ha introdotto questo.

Beppe Grillo fa numeri ancora piu’ alti. Chiunque apra un blog dicendo “is not fine!” fa numeri pazzeschi. I politici temono che dal vaffanculo day si passi alla rivolta, come capita coi “forconi”. Sanno di essere seduti dentro una polveriera, e i blogger sembrano loro come delle scimmie che giocano con una granata.

E per questo si muovono due tipi di organizzazione: i religiosi e i politici.

Cominciano a nascere “le bestie”. Entriamo nell’era delle “bestie”, come quella di Morisi.


Chi pensa che “la bestia” di Morisi sia nata di recente sbaglia. Sono molte, gia’ attorno al 2010 , le entita’ che si occupano di demotivare, minacciare, doxare, stalkerare e provocare i blogger, sino a farli chiudere o a spingerli all’estremismo.

Ma sono entita’ amatoriali, create principalmente da qualche setta interna della chiesa (CL opera da un gruppetto che si trova nel lombardo veneto, dal lazio arriva un gruppo di massoni di Palazzo Vitelleschi,  che ruotano attorno alla procura di Tivoli, e altri sfigati), poi ci sono i sottogruppetti della Digos e della Postale , sindacati di polizia fan di Evola, gruppetti legati ai centri sociali, e i troll grillini esistevano gia’.

Il guaio e’ che dal 2010, di queste persone c’e’ bisogno come il pane. Occorre chiudere quanti piu’ blog possibili, perche’ qualcuno ha la percezione che Grillo sia solo l’inizio.

Iniziano a piovere soldi, aiuto tattico (per scovare i blogger, identificarli, stalkerarli a casa) e minacciarli, provocarli, innervosirli. Una tattica che riconoscero’ piu’ tardi, quando saro’ dalla parte del persecutore.

Io feci l’errore di usare un widget di Blogger allo scopo di mettere il numero di visite. Un blog come il mio, tenuto da un cane sciolto, difficile da raggiungere a casa perche’ vive all’estero, diventa un bersaglio. Il doxing e lo stalking diventano cosi’ pesanti che ad un certo punto, poco prima delle elezioni negli USA, decido di chiudere per evitare il burnout.


Negli anni che vanno dal 2010 al 2016, un blog , qualsiasi blog, e’ idiosincratico SOLO PERCHE’ ESISTE. Perche’ l’italiano e’ un infelice. E diventa sempre piu’ rabbioso. Il sentimento dominante nella societa’ e’ l’odio. Mi basta scrivere che non mi e’ piaciuto un film , e spuntano centinaia di persone che sarebbero pronte a lanciarsi su Hollywood con una cintura esplosiva. Non serve a niente dire che “ehi, ho solo detto che quel film fa schifo, non ho dichiarato una crociata!” : l’odio vuole sangue. L’odio chiede sangue.

Ma si accontenta anche del dolore.

Fortunatamente per me, arrivano ben TRE collettori di odio: Grillo, Salvini , Meloni. Il vecchiaccio incattivito di Genova chiaramente fa da collettore all’odio disordinato , quello dei peones col forcone che fanno la rivoluzione e poi vengono ammazzati da un Robespierre qualsiasi.

Tra i candidati Robespierre troviamo Salvini e la Meloni. La loro alleanza e’ il riassunto della famiglia italiana: amore assente, nessuna libido, dei figli frega qualcosa solo  a lei, mera convenienza economica. Se si sposassero nessuno ci troverebbe nulla di male.

A questi gatekeeper, a questi collettori, si aggiunge la stampa che inizia ad osannare e magnificare blogger innoqui, come Zerocalcare: parla di qualche Sarkazzistan, di Rebibbia, e ha una dialettica che sembra un misto tra la carcassa putrefatta di Sid Vicious, la stessa carcassa dopo che la mamma l’ha messa in lavatrice, un piagnisteo di Kurt Kobain e un adolescente emo giustamente stuprato da un Ballrog mentre Gandalf-Cuckold lo filma. I blog del marito cornuto dialoghi in italiano, ma senza pornhub: tristi, depressivi, amatoriali e noiosi.

Questo apparentemente toglie dal mio blog un pochino di pressione, ma rimane un periodo assurdo, nel quale mi basta dire che non mi piace la pizza romana per avere centinaia di persone che propongono di fondare il Movimento Alarico e dare alle fiamme la capitale. Non esistono argomenti innocui. Puoi parlare di quel che vuoi, e arriva comunque qualcuno che dice “giusto! bruciamo il mondo!”. La rabbia e’ palbabile.

IN questa situazione, con una societa’ devastata , fatta di ruderi che stanno in piedi solo se puntellati, blogger e’ una scimmia che gioca con una granata dentro una polveriera.

L’italia intera del periodo e’ immersa in una gigantesca forma di Psicopatia di massa, nella quale il concetto di realta’ e’ morto e sepolto, e quelli che girano con la maschera di V for Vendetta non si rendono nemmeno conto che i loro sloagan sono l’equivalente di “fuoco norreno”. E che i loro leader sono facilmente inercambiabili con il Cancelliere Satler.

Ammetto che in quel periodo non credevo di avere contro diverse “bestie” di morisiana memoria, piu’ diversi apparati statali, e alcuni anche paralleli allo stato.

E’ in questa situazione che decido che “comunicare e’ inutile” e chiudo il blog: ormai il pubblico e’ fatto di bestie assetate di sangue. Non ha senso scrivere per lettori del genere.


Ma chiudere un blog non e’ sufficiente. Come diceva Olmi, “la societa’ di oggi ha un capitale di odio che aspetta solo di essere investito per dare i suoi frutti”. E qualcuno sta raccogliendo scrittori idiosincratici per polarizzare la societa’ americana in vista delle elezioni. Si chiama Bannon, e uno dei suoi in Italia e’ un mio lettore. E mi contatta.

In quel periodo la Clinton voleva fare quello che Biden sta facendo oggi, cioe’ giocare col fuoco in Ukraina. Solo che se Putin puo’ accettare la Biden come leader suo pari, e cercare un compromesso, non poteva farlo con una donna. Sarebbe stata la fine della sua virilita’ propagandata sui social russi.

Siccome ho dei pregiudizi verso le bombe atomiche che esplodono in Europa, mi arruolo, accettando l’offerta.  Di fatto, ho fatto il blogger, scrivendo per loro. Solo che i miei scritti venivano prima predigeriti da una redazione, corretti, e poi adattati ai personaggi che dicevano le mie parole.

Ma nel farlo frequento le chat di Bannon e dei suoi ufficiali. Sono dentro l’equivalente della Bestia di Morisi, solo che e’ una cosa fatta all’americana. Ben finanziata, e senza limiti autoimposti. Con mia sorpresa scopro che tutta l’operazione di supportare Trump non e’ sostenuta tanto da russi, quanto da israeliani. I russi ci sono, ma onestamente sembrano propagandisti dei tempi di Chernobyl. Sono maestri della character assassination, ma di modernita’ se ne vede poca. Comunque, ho imparato anche molto sulla character assassination. Gli israeliani invece sono cosa diversa, e sono molto piu’ moderni.

E qui imparo cosa hanno fatto, i loro analoghi di provincia italiani,  a me. Imparo come loro portano i blogger e gli influencer di sinistra all’esaurimento. Mi impressiona la fine di Lena Dunham, che viene provocata (triggered) sino a farle pronunciare frasi che poi, estrapolate dal contesto, trasformano un argomento serio della Clinton (l’aborto) in una rissa tra tifosi.La Durham non e’ un personaggio facile, ma venne “triggered” apposta perche’ uscisse con una frase simile: https://time.com/4608364/lena-dunham-wish-abortion-comments/   (peraltro la frase completa fu  ‘I Wish I Had’ An Abortion To Further Understand Women’s Rights, che la stampa poi tronco’ per propaganda.) Io c’ero, e vidi come avevano fatto.

E il risultato e’ che tra le file delle truppe di Bannon imparo tutti i trucchi che sono stati usati contro di me. Imparo come si puo’ portare un blogger o un influencer al burnout a furia di triggering e altri animali fantastici.

Quando finisce la meme war del 2016, decido che ormai so fare “la bestia” meglio di Morisi, e torno ad aprire il blog. Questa volta, pero’, so gia’ cosa mi aspetta.

Vent'anni di Blogging

Quando ho riaperto, dopo due anni, i primi mesi furono divertenti. Quei fessi delle varie “bestie” hanno messo in gioco tutto il repertorio. Ce la stavano mettendo tutta,  ed erano ancora al 5% di quello che avevo visto durante la meme war del 2016. Questa esperienza mi ha aiutato moltissimo. Ma ora affrontarli era facile.

Vent'anni di Blogging

Ad aiutarmi arrivo’ anche la nascita del fediverso, che somiglia moltissimo ad una rete di BBS, con le quali ho una familiarita’ che e’ difficile da battere. L’eta’ media di chi lavora per “le bestie” e’ troppo bassa.

Questo blog non ha una sezione commenti, e le sezioni nascono su altri social, non le frequento, al massimo le osservo da spettatore.

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Ma devo dire, oggi come oggi considero Morisi come l’ultimo arrivato che ha copiato qualcosa dai maestri. Un dilettante con alcune intuizioni interessanti, o se preferite uno junior brillante , ma autodidatta.  E non e’ neppure tanto bravo a copiare. Anche perche’ copia dai maestri sbagliati. I russi sono moooooolto sopravvalutati. Anche Casaleggio Senior non era il guru delle reti, diciamo che era il Mastrota della Rete.

Solo che Mastrota ha senso dell’autoironia. A Casaleggio mancava. E manca anche al figlio, un pubblicitario da due soldi che vive del nome del padre. Come tutti i pubblicitari del web viene da quelli che facevano il sito alle pizzerie, solo che lui lo fa ai locali di Briatore. O gente analoga.


Il tutto ci porta rapidamente al periodo del Covid. E il periodo del Covid ha una peculiarita’.Lasciate perdere il fatto che “ha accelerato crisi esistenti”. La societa’ italiana aveva gia’ attraversato tutte queste crisi. Che cosa volete accelerare?

Il problema della crisi del covid e’ che ha costretto molti italiani ad uscire dall’orbita, rientrare nell’atmosfera e toccare terra. Certo, molti si illudono che ci sara’ un “ritorno alla normalita”‘, ma molti di piu’ hanno capito che la normalita’ faceva cacare.

Che vivevano in un appartamento piccolo e insufficiente. Che la citta’ e’ un posto di merda. Che le periferie sono lammerda. Che l’ufficio e’ l’unghia incarnita dell’esistenza umana. Che la famiglia era una galera dalla quale vogliono uscire il prima possibile. Che sono sottopagati. Che hanno BISOGNO dello stato, e che se fosse stato per i liberisti tutto il paese avrebbe fatto la fine della “sanita’ d’eccellenza lombarda”, col suo bagno di sangue e morti portati via dall’esercito.

Non tutti, sia chiaro. MA… molti sono usciti dalla loro orbita e sono tornati sulla terra. Oggi come oggi, un blog non e’ piu’ idiosincratico. Solo piccole tribu’ legate ai partiti sono rimaste attive, ma non hanno piu’ forza. La bestia di morisi e’ ormai inutile. Personaggi come Renzi sono solo un prurito sul cazzo della politica. Grillo e’ solo un vecchio genovese tirchio, cattivo  e abbruttito.

La pressione sul blog si sta lentamente normalizzando. Puoi dire la tua opinione e non hai piu’ tutta la ferocia che viene dalla polarizzazione estrema che derivava da una psicosi di massa, volutamente iniettata da apparati “paralleli allo stato”, e amplificata da Facebook.


Il paradosso della normalita’.

E’ possibile dire che dopo il covid tornera’ la normalita’. Ma il problema e’ “cos’e’ la normalita’?”.  Gli anni dal 2007 sino a prima del Covid non sono stati “la normalita”‘, sono stati la “psicosi di massa”. La gente viveva in un universo parallelo dove succedevano cose tipo “invasione di immigrati” o “il ministro lavora da una tenda in spiaggia, cosa potrebbe mai andare storto?”, oppure “i cinghiali a Roma vanno bene perche’ spaventano le pantegane”,  altri animali fantastici e dove trovarli.

Siccome per i tempi di Internet si e’trattato di un’era geologica, direi che tutti abbiate preso a chiamare “normalita’ ” una situazione che era di psicosi di massa. Chi vive in altri paesi meno polarizzati la trovera’ stravagante. Chi vive in altri paesi polarizzati, come l’ UK, pensera’ che la sua realta’ virtuale sia diversa dalla realta’ virtuale altrove.

Quindi e’ vero che l’Italia potra’ tornare alla normalita’. Il guaio e’ che la vostra idea di normalita’ si riferisce ad una psicosi di massa. Anche perche’ sono passati anni, e la tecnologia e’ cambiata.

Non convincerete mai quelle aziende che hanno risparmiato soldi in gestione degli uffici ad abbandonare l’Home Office, ma specialmente non convincerete mai le nuove aziende che nascono ad affittare uffici per il 100% del personale, per fare un esempio.

La normalita’ sara’ una nuova normalita’. E la psicosi di massa dovra’ farsene una ragione.


Ovviamente, alla nuova normalita’ non ci si arrivera’ in maniera indolore. Per prima cosa, perche’ non arrivera’ tanto presto. C’e’ chi dice che il covid finira’ quest’anno. Certo. E il 2022 sara’ l’anno del desktop linux. Non lo sapevate?

Questa normalita’ e’ critica, non tanto per i politici o per i sindacalisti. Il problema e’ che i giovani stanno crescendo e crescono con un cellulare in mano. Mentre i vecchi sono ancora bigotti e cattivi , come sempre.

Se ricordate, ho scritto che la famiglia e’ inutile perche’ “e adesso come lo spiego a mio figlio?” e’ un babau. La scuola non educa e non forma. La TV e i media tradizionali sono tarati per un telespettatore vecchio, e come se non bastasse mirano ancora al “nazional popolare”, che oggi e’ applicabile quanto la Lex Cornelia de sicariis et veneficiis.

Il guaio e’ che lo svuotamento identitario di cui si e’ occupato il nazionalpopolare non funziona piu’. I giovani crescono attaccati ad internet, che bypassa tutti i limiti e le censure. Nelle edicole il porno e’ incellofanato. Su internet e’ disponibile a tutti. In TV c’e’ il contraddittorio. Su Discord i gruppi non lo praticano. Giustificare “il contraddittorio” di fronte ad un giovane Gen Z , o successivo, e’ impossibile. State cercando di spiegare ad un serpente l’uso dei calzini. Non lo capisce.

La vecchia societa’ nazionalpopolare, punto di riferimento della provincia italiana, e’ ormai una mummia che si decompone lentamente. Si decompone lentamente, ma si decompone comunque. Casca a pezzi, anno dopo anno.

Internet , grazie ai cellulari, e’ arrivato sulla vecchia societa’ nazionalpopolare come un asteroide. Ma mentre l’asteroide della K-Pg ci ha messo poco, questa societa’ muore alla velocita’ della morte dei vecchi. Lentamente.

La lenta agonia della vecchia societa’ e il suo progredire verso i modelli propagati da internet produrra’ rabbia. Il vecchio mondo che muore e’ prima di tutto rabbioso. Per capirci, ha la faccia di Pillon e il suo modo rabbioso , incattivito e imbruttito di parlare.

Il vecchio mondo puzza di fumo e di dopobarba da due soldi. Puzza di puttane da due soldi e tacchi alti con la zeppa. Puzza di imprenditori pedofili e cocainomani, puzza di Gasparri e di Gregoraci. E sta morendo. Si vede morire. Si vede cadere a pezzi, un pezzo dopo l’altro.

Si illudono di poter creare “la valle dei dinosauri” da qualche parte, ma meglio se nella valle ove vivono, e si lamentano perche’ diventa ogni anno piu’ stretta. E non hanno capito contro cosa stanno combattendo.

La Lega, come FdI, come anche Berlusconi il Mummificato che vuole diventare Presidente credendo di diventare Faraone, sono il vecchio mondo che cade a pezzi ma non si rassegna. Idem per la chiesa cattolica e il suo Frontman Francesco, che credeva bastassero due paroline per far sembrare moderna la chiesa. Ed e’ sembrato moderno solo a quelli che desiderano il vecchio mondo.

La societa’ italiana e’ un cumulo di sarcofaghi sui quali sta crescendo, come erba, una nuova generazione di giovani. I sarcofaghi credono che l’erba sia il problema. Non si rendono conto che il problema e’ che sono morti. Pillon passera’ il resto della sua vita a notare che i giovani ridono di lui. Ok, Boomer.

Per un blogger, ci sono due scelte: quella di appoggiare coloro che vogliono sopravvivere nella valle dei dinosauri, oppure far presente che l’arrivo degli smartphone e’ stato l’asteroide.


Continuero’ a scrivere? Certo.

I blog sono vivi e vegeti, e le piattaforme di blogging continuano a vedere nuovi utenti. E hanno conti abbastanza buoni. La ghost foundation va discretamente bene, anche WordPress non se la passa male, Write.as ha i conti in ordine, medium.com idem, noostante l’olocrazia.

Semplicemente, questi venti anni di blogging sono stati interessanti. Hanno insegnato moltissimo sulla societa’ che abbiamo in Italia, e devo dire che il blog tedesco mi ha aiutato moltissimo a capire il mondo della germania. (Se Pillon sapesse come funziona il divorzio in Germania ci rimarrebbe molto, molto male).

Ma oggi non commettero’ piu’ le ingenuita’ del passato: certo, forse commettero’ ingenuita’ nuove. Ma i guastatori e gli assalitori di un tempo devono capire una cosa.

Vent'anni di Blogging
voi siete questo. Non avete alcun potere sui vivi. Se non marcite non e’ perche’ siete vivi. E’ perche’ siete mummie.

Saluti, e ci vediamo tra 20 anni.

E nel frattempo, i miei saluti alle mummie:

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