Teoria della crema.

Ho menzionato (a dire il vero inventato) una teoria diversa da quella della “casta” e subito la “crosta” e’ arrivata qui a “precisare che”. La cosa non mi stupisce, perche’  so benissimo che la teoria della “casta” e’ stata coltivata proprio per lavare la coscienza alla “crosta”. Vorrei quindi chiarire cosa intendo io per “crema”.

Innanzitutto, confrontiamo le due teorie. La teoria della “casta” divide il mondo in due: una “casta” che ha benefici immeritati a iosa e li mantiene come se fossero un diritto ereditario,  e costituisce una piccola minoranza, e un “popolo” buono per definizione che subisce questa casta e ne viene impoverito, detto anche “la gente”. La teoria rivoluzionaria di questa gente e’ che se instauriamo un sistema meritocratico, la “casta” verra’ scalzata e il rimanente 95% della popolazione vivra’ nel meritato agio che desidera, poiche’ la condizione della “gente” e’ piu’ bassa del dovuto per colpa della “casta”.

La teoria della crema e’ simile, ma variano le proporzioni. La teoria della crema dice che c’e’ un 5% di persone che di fatto manda avanti il paese. Tutto il resto, la “crosta”,  non fa altro che creare un’idea di “normale”, di “medio” cosi’ bassa da comprendere se’ medesimi, da perdonare i loro peccati, da tralasciare le loro manchevolezze, e la fa passare per “normalita”‘, cosiche’ coloro che vogliono fare di piu’ sono emarginati ,schiavizzati e derisi.

La teoria della crema prevede che il 95% della popolazione abbia gia’ oggi  MOLTO PIU’ di quanto non abbia meritato per impegno, e che tutto  il resto venga fornito dall’eccezionale lavoro della crema.  Di conseguenza, se il sistema diventasse meritocratico, il reddito del 95% della popolazione crollerebbe (giustamente) e il reddito della “crema” schizzerebbe alle stelle.

Ora, mi direte voi, sappiamo bene cosa sia la “casta” , ma non ci hai detto cosa sia la “crema”. Da cosa si distingue la crema dal resto?

Si distingue per diverse cose. A grandi linee, la differenza e’ quella che c’e’ tra la cucina e la chimica, tra l’arte e la manufattura, ed e’ la differenza che c’e’ tra lavorare e seguire delle procedure.

Il concetto di base e’ che ogni lavoro potra’ essere descritto come una serie di procedure, piu’ un fattore che viene fornito dalla persona che le esegue. Per aggiungere questo fattore, va da se’ che la preparazione di queste persone ha seguito un criterio particolare: fare il 101% .

Se io penso ad un compito qualsiasi come ad un insieme di procedure, se queste procedure riempiono 100 pagine di un libro , posso pensare che le 100 pagine di quel libro vengano considerate sufficienti a formare per quel lavoro. No.

La procedura puo’ essere eseguita da qualsiasi macchina. Se vuoi che io ti paghi, devi poter aggiungere qualcosa in piu’. E quindi, se il libro ha 100 pagine, il tuo problema di studente non e’ se devi studiarle tutte: e’ quante ne devi studiare ancora quando hai finito quelle 100.

Soltanto chi ha un libro di testo da 100 pagine e ne aggiunge altre 100 e’ “crema”. E lo e’ perche’ alla fine sul lavoro , nella vita, ovunque, avra’ quel bagaglio di 100 pagine in piu’, che gli permettera’ di aggiungere qualcosa alle procedure.

La cucina in ultima analisi e’ un’applicazione della chimica, e le ricette in ultima analisi non sono che descrizioni di processi chimici. Il cuoco ci aggiunge qualcosa d’altro, ovvero svolge un processo che definirei “thinking out of the box”.

Questo significa che se il tuo lavoro comprende A, B, C, tu devi aggiungere D. Di tasca tua. Se lo fai, appartieni ad una classe di persone speciali. Tutti gli altri sono utili, ma non indispensabili. E lo sono perche’ conoscono le stesse 100 pagine che conoscono tutti. Quindi, chiunque potra’ sostituirli. Se a studiare quelle pagine hai aggiunto altre 100 pagine,  quando ti dicono “tutti siamo utili ma nessuno e’ indispensabile” puoi tranquillamente rispondere “certo, certo.”. Ma sai benissimo che tra un mese quando dirai che ti prendi delle ferie, avrai addosso uno sguardo preoccupato. Perche’ tutti gli altri sanno fare “A”, “B”, “C”, ma solo tu ci hai aggiunto “D”.

Mi viene sempre da ridere quando, durante discussioni di architettura, tiro fuori il ROI. Perche’ il tecnico non calcola mai il ROI. Era nelle ultime pagine del programma, chisiricorda piu’? Eh, bello, ma io comando il meeting perche’ tiro fuori il ROI. E sono l’unico ad averlo calcolato. Un fottuto primo della classe: ma sfortunatamente, non hai argomenti.

In Italia, quello che succede immediatamente e’ che ti escludono da queste riunioni: essi SANNO che hanno studiato solo 90 pagine su 100 del programma scolastico, e quindi oggi fanno gli architetti senza saper calcolare un ROI. E quindi sanno che appena apri bocca , sono fottuti. Perche’ tu hai studiato tutte e 100 le pagine, piu’ un altro libro di un fottuto scrittore. Che non parla di informatica,ma ti da’ quelle quattro parole in piu’ che loro non conoscono.

Quindi, la reazione della “crosta” e’ di escluderti dalla riunione. Semplice. La mia reazione, di solito, e’ di ascoltare quanto hanno deciso senza di me, prevedere i problemi, comunicarli a qualcuno, e trovarmi in ferie o altrove esattamente quando i problemi spuntano fuori. Mi e’ sempre divertito venir coinvolto in riunioni di livello ancora piu’ elevato dopo essere stato escluso da quelle di un certo livello per paura che parlassi e mostrassi la loro incompetenza.

Quali sono le caratteristiche della “crema”? Semplice: aggiungere qualcosa che fa parte del proprio bagaglio personale, alle procedure. Il che significa: avere un bagaglio personale.

Diversi miei colleghi si sono laureati in informatica studiando SOLO quello che si leggeva a scuola. Usciti da li’, non toccavano un computer. Io scelsi un indirizzo (1) che in teoria mi dava meno conoscenze di un ingegnere. Mi ritrovai anni dopo a spiegare ad un “ingegnere” specializzato in SMNP che differenza vi fosse tra bus  cycle stealing e crossbar switch.

Cio’ che fa di te la “crema” e’ il bagaglio personale che hai accumulato studiando, leggendo, interessandoti, il quale puoi aggiungere alle procedure che tutti conoscono. E spesso, neanche tutti.

In Italia, oggi, le persone come me vengono escluse dai momenti collegiali. So perche’. Perche’ ogni volta che ho aperto bocca in una riunione qualcuno ci ha fatto una figura di merda. E non perche’ io me la sia presa con lui, ma semplicemente perche’ e’ stato surclassato. Il risultato e’ sempre stato “lui non viene alla prossima riunione”.

Ai problemi, il risultato e’ stato “scusa se ti disturbiamo mentre sei in ferie, potresti sentire un attimo”?

In definitiva, quindi, la “crema” e’ quella che considera il 100% del lavoro come dovuto, e poi ci aggiunge qualcosa di proprio. La crema e’ quella che considera OBBLIGATORIA la “Best Practice”

La crema pensa che la torta, quando e’ senza ciliegina, non vada neanche data al cane.

Ed ecco il modo di distinguere la “crema”, in qualsiasi settore, da tutti gli altri: hai a che fare con qualcosa fatto dalla “crema” quando riesci a guardarlo e dire “questo lo ha fatto LUI, vero?”.

Perche’ ci lascia l’impronta.

Dolce e Gabbana mi fanno ridere: se fossero non dico degli stilisti ma almeno dei sarti decenti, dovrebbe bastare uno sguardo per riconoscere un abito fatto da loro, senza bisogno di metterci D&G a lettere cubitali.

Non crediate che siano la crema. La crema non ha bisogno di mezzucci come “firmare l’opera”. L’opera della crema e’ firmata solo perche’ ci hanno messo le sopra. Se qualcuno lamenta che il proprio lavoro viene imitato, non e’ la crema.

Imitare la crema e’ impossibile, per definizione. Se non da altra crema.(2)

Tutto qui. “Crema” e’ colui che AGGIUNGE qualcosa di proprio all’insieme di procedure dalle quali la “crosta” non riesce a sollevare lo sguardo. In qualsiasi lavoro. In qualsiasi campo.

Lo si riconosce durante il periodo scolastico perche’ studia tutto il programma, e in piu’ ci aggiunge un libro scelto da lui medesimo.

Lo si riconosce sul lavoro perche’ conosce tutte le tecniche, e in piu’ ha la “manovra che ho inventato io”.

Lo si riconosce durante un dibattito perche’ introduce un concetto mai sentito prima, preso da un libro che nessuno degli altri ha letto.

Lo si riconosce perche’ vede le nuvole all’orizzonte quando gli altri dicono “non spetta a me guardare l’orizzonte”.

Queste persone, e sono pochissime, mandano avanti l’economia. Tutti gli altri eseguono procedure, avendo cura che la loro incompetenza non si noti, ovvero tenendo lontana la crema dalle occasioni nelle quali potrebbe brillare.

Ma la crema si riconosce anche per l’ultima cosa: di aver raggiunto i propri obiettivi esistenziali nello stesso mondo in cui, a detta di chiunque appartenga alla “crosta”, ci sarebbe “una casta” che lo impedisce.

Non basta “think different”. “Think out of the box”, pensa qualcosa che esula da quanto ti e’ richiesto di pensare.

Ma non solo: “crema” significa che se per fare un certo lavoro “basta sapere X”, la crema si prendera’ la briga di arrivarci sapendo X+Y.

Questa e’ crema. Il resto e’ crosta.

Per come la vedo io, i teorici della “casta” non sono “utili idioti”. Perche? Perche’ io so che per portare meritocrazia occorrono anni. Ma non appena andassimo a introdurre i primi provvedimenti, si accorgerebbero subito che non potrebbero superare le prove richieste. E fermerebbero tutto.

La mia opinione, quindi, e’ che l’unico modo  con il quale la “crema” puo’ prendere il potere e’ lo “sciopero”, ovvero il far si’ che ogni possibile vantaggio della propria superiorita’ formativa sia a proprio esclusivo vantaggio, oppure una mera esibizione.

Come quando, alla fine del progetto, mi diverto a dire che “certo, si poteva fare cosi’ e cosi’, avremmo risparmiato un sacco di grane”. O come quando ho messo su un serverino opensource che faceva le stesse cose di un progetto da 4 milioni di euro, solo che funzionava. O come quando scrivo le cose sul blog ma non mi azzardo a portare migliorie. Per distruggere la crosta basta semplicemente togliere loro i benefici del NOSTRO lavoro. E non c’e’ nulla di piu’ facile,  perche’ noi viviamo di cio’ che aggiungiamo.

Smettiamo di aggiungere, e la crosta crolla.Smettiamo di aiutare i colleghi rispondendo “non lo so” , smettiamo di passare compiti sotto il tavolo per far copiare altri, smettiamo di menzionare le nostre perplessita’ se non siamo presenti alle riunioni, smettiamo di dare idee a chi non ha di sue.

Il vero errore della “crema” e’ quello di lasciarsi sfruttare, di non limitarsi a seguire le procedure. E la rivoluzione consiste semplicemente nel lasciar capire che sapreste fare di meglio, ma fate solo quanto richiesto.

Adesso vi racconto una storia. Anni fa, notai che ogni volta che io scrivevo un articolo sul blog, (wolfstep ormai ha qualcosa come 5 anni) i giornali mi copiavano. Ma senza ritegno, sfacciatamente. (fottendosene della licenza CC, BTW) Finche’ non mi incazzai, e feci quello che Wu Ming e i Blisset, nella loro cialtroneria , avevano sempre detto di fare ma non erano mai riusciti a fare.

Mi inventai una palla catastrofica, cioe’ che potevate andare alla Lidl, comprare l’olio di colza ed infilarlo nel motore cosi com’e’. All’epoca, andavo alla Lidl vicino casa per fare la spesa. Il che e’ vero, ma dopo un mese fotte il motore, a meno che non sia antidiluviano. Cosa che dissi nel post, nel quale consigliavo di usare solo motori a candelette e poco olio. (io non sono fesso, e sapevo che i giornali che vogliono fare sensazionalismo rimuovono ogni parte dell’articolo copiato che limita l’impatto della notizia).

Contaminai TUTTI i giornali del paese, tutte le radio e tutte le tv ne parlarono. Si, sono proprio io, quello. Sono io. Occorsero sei mesi di precisazioni da parte di tutti i giornali di automobili del paese per spiegare che solo un motore degli anni ’70 puo’ usare la colza come carburante diretto. I giornali che riportavano questa notizia (presa dal MIO blog) sapevano di poter venire querelati per danni.(3)

Ecco, la differenza tra me e la crosta come i Wu Ming e’ che loro da dieci anni fanno guerriglia mediatica e al massimo hanno creato notizie false su qualche giornale di provincia.

Io, la prima ed unica volta che ho voluto dare una lezione alla stampa,  se la ricordano ancora. Era il 14 marzo del 2005.  Ecco, la crosta puo’ fare quel che vuole e andare a qualsiasi manifestazione sul “sabotaggio dei media”, ma l’unico blogger che ha causato davvero un worm di dimensioni sociali  capace di portare i giornalisti a scrivere sonore cazzate che hanno avuto bisogno di mesi di rettifiche , sinora, in Italia, e’ il sottoscritto.

Ecco, questo non c’entrava un cazzo con l’articolo, ma e’ un avvertimento a quelli che stanno ricominciando a copiarmi: o la smettete, o vi invento un altro olio di colza. E voi, essendo solo crosta, essendo incompetenti, essendo stupidi , non sapreste distinguere un hoax del genere da una cosa intelligente.

Noblesse Oblige.

Uriel
(1) All’epoca, solo per toccare i calcolatori, oltre ai soliti esami di teoria dei numeri, ti dovevi sciroppare tutta Logica. TUTTA. Era il PRIMO Ordinamento, quello che divenne “nuovo”, e poi “nuovissimo” e poi … “riforma ” e poi ancora “riforma moratti”. All’epoca potevo scegliere tra nuovo e vecchio, e scelsi il vecchio. Poi vennero il “nuovissimo”, e altri due che non ricordo che nomi abbiano. Bene: IN PIU’, io mi comprai una macchina posix e mi misi a studiare Unix.

(2) E’ vero. Esistono dei falsari capaci di riprodurre la Gioconda usando pennelli simili e colori simili. Perche’ non sono grandi pittori a loro volta? Perche’ chi fruisce l’arte legge l’etichetta che il museo mette sotto il quadro, e se ci scrivi che e’ bello, per loro e’ bello. Che senso ha cucinare per uno che sceglie i ristoranti leggendo una guida michelin, invece che capire qualcosa di cucina?

(3) A me non poteva succedere. L’articolo era scritto in maniera molto furba, e speficava che i motori turbo , i motori con compressore volumetrico e quelli common rail e quelli con controllo elettronico di iniezione non potessero usare la colza. Nel 2005, in pratica ho escluso il 99% dei motori, tranne quelli di quindici anni prima. I giornali, ovviamente, alla ricerca di titoli sensazionali NON copiarono questa parte limitativa , e si trovarono esposti. Peraltro, l’articolo diceva di aggiungere al diesel ” a candelette” dal 5% al 20% di olio di colza, il che avrebbe ,di fatto, reso quasi innocua la miscela. Anche questa limitazione NON fu copiata dai giornali e dai mass media. Ovviamente. Cosi’, io ero l’unico ad aver detto il vero: su un vecchio motore a candelette di preriscaldamento ,senza alcun genere di controllo elettronico (roba degli anni ’70) potete aggiungere dal 5% al 10% di olio di colza, e funzionera’. Se ne trovate ancora, di motori cosi’ vecchi. I giornali, da bravi fessi, erano alla ricerca di sensazione e tolsero (come prevedevo) tutte le parti limitative, dicendo “prendete la colza e infilatela nel serbatoio di una macchina diesel”. Ma non solo: la “tendenza a svuotare gli scaffali della Lidl” che mi ero inventato , e che stava allarmando il ministero, non e’ mai esistita, e i giornali la inventarono (con tanto di interviste a responsabili della Lidl aggiunte da loro)  leggendola dal mio blog.

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