Il ciclo vitale del blog.(teoria della casta e teoria della crema)

Questo blog ha sempre avuto un andamento sinusoidale. Vorrei parlarne prima di tornare a postare sui soliti argomenti di sempre. Piu’ che altro perche’ mi piacerebbe che fosse chiaro quanto poco me ne frega di un certo tipo di pubblico.
Dunque, questo blog spesso fa critiche a diversi metodi economici, sociali o semplicemente culturali. Queste critiche vengono scambiate per il tentativo di costruire una qualche ideologia, o perlomeno vengono scambiate per militanza. La cultura mainstream, infatti, si basa sull’idea che dato un qualsiasi ente , la massa si dividera’ in un partito avverso e uno favorevole, partiti che saranno entrambi molto militanti e pretenderanno di identificare la cosa come il bene assoluto o il male assoluto. In pratica, due tifoserie.
Dal momento che il mainstream permette solo il militante e l’antagonista, va da se’ che non essendo un militante sei un antagonista, e se critichi, allora finirai con il venire classificato tra gli antagonisti. Al contrario, quando io dico che si potrebbero fare delle grosse modifiche al sistema per farlo migliorare non intendo pormi come nemico del sistema, per la semplice ragione che non esiste nient’altro.

Ma tant’e’, non appena dici che qualcosa non va bene in un sistema allora sei un antagonista, e di conseguenza iniziano ad arrivare qui personaggi che vengono da quel mondo. Gli antagonisti di solito sono personaggi che hanno scelto uno stile di vita per nulla gratificante, e per via di questa scelta esistenziale si ritrovano ad essere ai margini della vita sociale ed economica.
Per rimediare, il loro orgoglio inizia a gridare “la mamma e’ cattiva!” , intendendo dire che la colpa delle loro sfortune e’ tutta del sistema.  Ma le cose non stanno cosi’: la colpa puo’ essere ANCHE del sistema, ma non del tutto.
Quindi cambiando il sistema potremo cambiare il destino di chi ha il bicchiere mezzo vuoto: chi lo meritava pieno lo avra’ pieno, non non meritava neanche il mezzo di prima avra’ il nulla.
Con questo voglio dire che se la congiuntura finanziaria costringera’ le banche a chiedere politiche del lavoro migliori per preservare i mutui casa, ed ipoteticamente dovesse venir meno il lavoro precario, alcuni precari non troveranno piu’ lavoro,perche’ sino ad ora riuscivano solo perche’ lavoravano a tempo.
Cioe’, se a scuola non ti e’ mai piaciuto andare, e hai giusto “preso il pezzo di carta”, oggi probabilmente sei in un call center. Finiti i call center perche’ vengono tagliate le spese di marketing, non e’ che adesso qualcuno ti assume per fare il direttore di banca: rimani disoccupato.
E la differenza tra me e l’antagonista e’ proprio questa: io penso che il sistema si potrebbe migliorare molto e che lo si potrebbe rendere molto piu’ efficace. Questo andrebbe sicuramente a favore di tutti coloro che meriterebbero di piu’ e non ce l’hanno. Ma occorre fare attenzione, perche’ non sto parlando di “tutti”. Ed e’ qui la differenza tra me e l’antagonista: l’antagonista sostiene che rifondando la societa’ essa diverra’ un paradiso per TUTTI. Cosa che e’ falsa: la societa’ italiana di oggi, con tutte le sue schizofrenie, un tozzo di pane non lo sta negando a nessuno, o quasi.
Ma il 50% dei lavoratori italiani merita MENO di quello che ha, non piu’ di quel che ha. Una societa’ sin troppo buona e sin troppo restia a PUNIRE sta dando a milioni di persone molto piu’ di quel che meritano. Io sono uno che ti impedisce di aprire un negozio in una localita’ turistica se non conosci almeno due lingue, e che ti impedisce di farci anche il cassiere dentro, se necessario.
Questa sembra una manovra sensata, ma sapete qual’e’ il problema? Che se in Germania trovo le cassiere di Schechner che parlano inglese, qui nella zona “turistica” ove abito non c’e’ UN negoziante che lo parli. A Porretta fanno il Soul Festival, lamentandosi che porti poco turismo americano, ma se entri dal fornaio e chiedi il pane in inglese ti guardano straniti. Allora, vogliamo rilanciare il turismo americano con un importante appuntamento del Soul? Bene: o sai l’inglese o non apri un negozio. Punto.
Detta cosi’ l’antagonista inizia a porre dei distinguo: perche’ il turismo va riformato, ma non potete certo chiedere qualche sforzo A LUI.
E lo stesso vale in qualsiasi altro campo: se parliamo di meritocrazia, con l’ italiano che Di Pietro parla non solo non avremmo un magistrato,ma non avremmo nemmeno un dottore in giurisprudenza. Neanche un diplomato, a dire il vero. Dov’e’ la meritocrazia di un personaggio che evidentemente non ama i libri ma ottiene titoli e posizioni lavorative?
Ed e’ questa la differenza tra me e l’antagonista: io sostengo che il sistema abbia delle pecche, le quali pecche impediscono AI MIGLIORI di realizzarsi, ma SO che queste pecche “perdonano” i peggiori e  impediscono loro di affondare. Un sistema dove non si notano le persone competenti e non le si promuove e’ ipso facto un sistema ove non si notano le persone incompetenti e non le si licenzia.
Nel momento in cui riformassimo il sistema e lo rendessimo meritocratico, io sono certissimo del fatto che promuoveremmo un meritevole, ma so anche dove troveremmo le risorse con cui lo paghiamo di piu’: dal licenziamento di 10 non meritevoli.
L’antagonista, invece, sostiene che il sistema sia a tutto e solo vantaggio dei vertici, e che saranno SOLO i vertici a pagare il cambio di regole: TUTTI gli altri ci guadagnerebbero. Io non credo proprio, anzi. Io credo che introducendo un sistema meritocratico nel paese si creerebbe immediatamente un’elite fatta dai pochi che si sono sbattuti, e immense favelas di disoccupati e sub-proletari.
Delle persone che ho conosciuto lavorativamente sinora, per dire, sono pochissimi quelli che terrei: quando mi chiesero di indicare dei nomi per una squadra di sistemisti, tempo fa, glissai gentilmente dicendo che non mi volevo occupare di risorse umane. Non avrei saputo chi proporre.
Il 95% dei programmatori che vedo in giro mostra lacune scolastiche pazzesche. Non mi sentirei di affidare un progetto serio a nessuno di loro, se non in rarissimi casi. Vedo proprio delle mancanze logiche, un’incapacita’ di analisi enorme. Se domani creassimo una societa’ meritocratica, questi finiscono in un cubicolo a pisciare codice per dieci dollari al giorno, come a Bombay.
Non voglio nominare i manager che ho conosciuto, perche’ ne salvo si e no 4 su un centinaio: introducessi un sistema di rating del management serio, tutti gli altri “manager” (che sono in media tecnici falliti: fanno ingegneria, non ci capiscono un cazzo lo stesso, si riciclano facendo il manager) andrebbero a fare quello che sono, cioe’ dei tecnici poco bravi.
Al contrario, l’antagonista predica che riformando il sistema vivremo tutti in un paradiso, perche’ oggi “la casta” e solo la casta vive i benefici  di questo sistema. Al contrario, io sostengo che “la crema” e SOLO “la crema” ci stia rimettendo,  e che ottenendo un sistema giusto e meritocratico il 5% della popolazione ci guadagnerebbe, il resto finirebbe peggio di prima.
Qui vorrei focalizzarmi su due teorie: quella della “casta” e quella della “crema”.
I teorici della “casta” dicono, essenzialmente, che una casta prende tutto e il resto della popolazione sta male, e che un sistema giusto darebbe felicita’ a tutti tranne ovviamente alla casta, quel 5% della popolazione.
Io sono un teorico della “crema” . Penso cioe’ che della “casta” e della disorganizzazione che essa comporta benefici il 95% della popolazione, a spese di un 5% che si sbatte davvero, e che chiamero’ “la crema”. Una volta creato un sistema meritocratico, quello che succedera’ sara’ che “la crema” immediatamente arricchira’ e prendera’ ilpotere, mentre tutto il resto finira’ a marcire nella miseria che merita, da cui “meritocrazia”.
Cosi’, e’ l’esempio del turismo: a Porretta Terme c’e’ UN negoziante che parla inglese ogni 20.   Se io creo un sistema meritocratico che abbatte il sistema delle licenze e rivoluziona il settore turistico, 19 negozi chiudono e uno prende tutto. Semplice. Banale.
Quindi, la mia idea e’ che la malversazione e la merda che tutti lamentiamo non stia privilegiando una casta a discapito delle masse, ma stia beneficiando le masse di parassiti e di non meritevoli   a spese della crema. Io vedo l’italia come una classe scolastica nella quale tutti copiano dal secchione, e non appena mettessimo delle regole giuste, SOLO il secchione passerebbe l’esame.
Perche’ se io rendo meritocratico l’esame di stato, 9 su 10 non lo passano piu’. Se io rendo davvero meritocratici gli esami di ammissione per i corsi universitari a numero chiuso, 99 su cento non li passano piu’. Se io rendo il mercato davvero competitivo, mi chiudono il 95% delle attivita’ e rimane il 5% che possiede ogni cosa.
Quindi, tornando alle dinamiche del blog, questo blog accumula farlocchi antagonisti e loggionisti fino al punto in cui, sui commenti, non ci si rende conto del fatto che la mia idea di “casta” comprende il 95% della popolazione, e non il 5% che vogliono gli antagonisti. Perche’ la mia idea e’ , semmai , che la casta sia un mare sterminato che spezza le gambe ai pochi della “crema”.
La mia idea di classe scolastica e’ che ogni anno dovrebbero venir promossi soltanto il 20% di studenti piu’ bravi, tanto per essere chiari. La casta siete voi: il rimanente 80%, che per non far notare ladifferenza coi primi della classe fate casino in classe, portate disorganizzazione, fate funzionare male le lezioni. Vi serve a nascondervi.
Dunque, questo blog attraversa periodicamente periodi come questo, nei quali si libera di antagonisti e loggionisti che avevano seguito credendo che la distruzione della casta avesse nel mirino le medesime persone. O meglio, le medesime quantita’ di persone.
Il 95% degli italiani e’ “casta”. Il sistema diventera’ migliore per via di questa crisi, e la prova e’ che “la crema” migliorera’ ancora le proprie condizioni, mentre “la casta”, cioe’ il 95% della popolazione circa, le peggiorera’.
Hai avuto raccomandazioni? Non hai studiato quanto avresti dovuto , anni fa? Sai di non essere preparato quanto dovresti al lavoro che tuttavia svolgi? Bene. Fai parte di quel 95%.
Il mondo sta cambiando, e sta venendo a fotterti. Ancora di piu’. Ma a me fotte zero, perche’ io credo nella crescita della “crema”, non nella disfatta della “casta”. I primi della classe sono pochi, figlioli. Eppure, in un mondo meritocratico, c’e’ spazio solo per loro.
Meritocrazia significa che sotto il dieci e lode  c’e’ la pena di morte.

Uriel