L’erba del vicino e’ sempre piu’ mio , e me lo gestisco io.

Non so per quale stravagante motivo , mi stanno scrivendo chiedendomi del perche’ un certo “Paul the wine guy” abbia chiuso il suo blog dopo essere stato premiato con sarcazzo che premio “molto importante per i blogger”. Onestamente, non conosco “Paul the Wine Guy” personalmente, e quindi non ho la piu’ pallida idea del perche’ abbia chiuso il blog dopo aver vinto questo premio. Posso dire cosa penso di questi premi, al massimo.

Non so, onestamente, in che modo la gente  si iscriva a questo premio per il blogger con la minchia piu’ lunga. Magari la gente viene scelta da una giuria, come a Sanremo. O forse bisogna iscriversi, o fare qualche altra cosa che non so.

Qualcuno sembra sostenere che vincere questo premio ti dia una tale popolarita’, che una persona schiva ed austera come lui (che non conosco, magari e’ austero e schivo quanto Platinette dopo aver sniffato del popper) sia stato intimidito. Mi chiedete: potrebbe succedere anche a wolfstep? Ovviamente no. Se anche succedesse qualcosa del genere contro la mia volonta’, scriverei cose come

RewriteCond %{HTTP:Referer}  !^$
RewriteCond %{HTTP:Referer}  !.*wolfstep.*
RewriteRule .*  http://www.violett.com [R,L]

in qualche .htaccess e nessuno potrebbe piu’ linkarmi senza finire sul sito di Violett. Faccio gia’ qualcosa di simile con una rewritemap, estraendo a sorte di mandarvi su siti porno interracial, zoofili o coprofili, se non gradisco di essere linkato da qualcuno di  voi. Non mi preoccupa, quindi, di venire iscritto a qualche concorso piu’ o meno notorio, tanto la pagina che espone il premio non potrebbe linkarmi, dunque non potrebbe inviare alcuno qui.

Il web e’ un ipertesto, e fonda la sua forza sul concetto di link, cioe’ la feature che trasforma il testo in ipertesto: se prendi il controllo del link, prendi il controllo del “tuo” web. E il campo “referer” dell’http si presta magnificamente. Nessuno puo’ linkare questo blog se io non voglio: spedirebbe il lettore su un altro sito a MIA scelta.

Detto questo, quindi, credo che non mi capitera’ mai(1) di essere intimidito da una di queste cose.

Come giudico queste cose, tipo le premiazioni? Per quanto mi riguarda, si tratta della dimostrazione di un principio che ho sempre affermato, e cioe’:

La gente che sta su internet e’ la stessa che sta fuori. Di conseguenza, internet sara’ esattamente uguale al mondo che sta fuori.

Molti hanno millantato il fatto che il mondo dei blog avrebbe dovuto costituire un “nuovo giornalismo”. Si sono creati , a centinaia, i blog giornalistici, e che cosa ne e’ emerso? Un insieme di blogger iscritti all’ordine, che fanno i giornalisti con lo stesso stile e gli stessi fini dei giornalisti di prima. Anziche’ creare giornalisti nuovi, si sono creati nuovi giornalisti.

La blogsfera doveva essere la fine della moda italiana delle raccomandazioni, tantevvero che c’e’ gente che si tuffa in qualsiasi letto pur di avere il proprio blog linkato dal sito di un famoso giornale. Doveva essere la fine del gregarismo, e invece si sono creati i gruppetti di celebrita’ che escludono con aria schifata tutti gli altri. La blogsfera doveva essere  la fine dello “star system de noantri”, e ha prodotto soltanto “blogstar de noantri”.

Beh: questo blog dice le parolacce. Scrivo in fretta, con uno stile deprecabile e errori come se piovessero. Non e’ possibile che partecipi ad uno di questi premi per il linguaggio che uso. Non e’ possibile che io vi venga iscritto per gli eccessivi riferimenti alla pornografia e per le foto di poppe. Nel fare questo, sono perfettamente cosciente di essere impresentabile. Nel fare questo, sono fottutamente orgoglioso di esserlo.

Nel fare questo, ho piu’ accessi del vincitore di quel premio. MA a differenza di voi farlocchi, non me lo faccio dire da un concorso che mi da’ “visibilita”: me ne fotto, della visibilita’, e’ una merda da farlocchi milanesi che si spacciano per  “piemme”. Me lo dice google ads,  quanti accesso ho, quel google che mi paga dei soldi. Pochi, maledetti, subito. Ma state tranquilli che , trattandosi di soldi, google le impression, gli IP unici e gli utenti me li calcola bene. Non ho bisogno di classifiche e di ranking: non portano soldi.

Perche’ dico tutto questo? Lo dico perche’ in ultima analisi io tengo un blog per scriverci delle cazzate. Ci metto le cose che mi saltano in mente, al posto della mia vecchia abitudine di scrivere queste cose su un diario. Se per caso dovessi comprare il lettore di E-Book che sogno, e trovassi molto comoda la scrittura, potrei anche chiudere il blog e scrivere li’: a parte il fatto che mi piace parlare coi commentatori, (per questo censuro quelli che non mi piacciono: se non e’ un piacere, perche’ dovrei smazzarmeli?) non ci rimetterei molto. E poi, le tettone.

Quelle che scrivo sono, in ultima analisi , cazzate. Se un giorno mi incazzo perche’ litigo con degli inglesi, scrivo un post ove propongo di nuclearizzare l’ Inghilterra, cosa che non farei mai nella vita reale perche’ c’e’ Rachel Aldana, e non so di preciso quando lei lasci il paese per andare in ferie.Un certo numero di persone arriva qui e mi dice “ma che cazzo dici, sei pazzo? Ci sono milioni di persone!”. Ovvio che ci siano milioni di persone in UK. E’ per questo che e’ nata Rachel Aldana: se ci fossero meno inglesi, le probabilita’ di averla sarebbero state inferiori. Ma non c’entra: dai barbieri e sui taxi si fanno esattamente gli stessi discorsi, se ogni persona che ha predicato lo sterminio degli inglesi avesse avuto una chance , ai Vogon cosa sarebbe rimasto da demolire per la loro autostrada?

Ma voi mi direte : ma tu discuti DAVVERO delle tue idee. Ovvio. Anche nei bar si discuteva cosi’. E c’erano degli scazzi della madonna, per cose anche futili. Ho frequentato un ARCI SPIM della bassa ferrarese per tutta la mia infanzia, e ho sentito offese in dialetto capaci di mettere incinta una donna a cinque kilometri di distanza. E parlo di quelle sepolte nel cimitero locale.

Le contese erano su futili motivi, che andavano dal derby locale (tipo massafiscaglia-migliaro, o roba del genere) fino alla politica di Natta: poco importava. Dopo essersi insultati con tecniche degne della scuola di Hokuto, capaci di far esplodere l’avversario soltanto sfiorando uno tsubo (della buonanima della mamma), un giro di alcoolici rimetteva a posto tutto. E poi, c’erano le carte, e un tresette puo’ far finire la guerra fredda. Una partita a tarocchi, poi, figurarsi.(2)

Cosi’, io non ho problemi a dire “bisognerebbe ammazzarli tutti e incularsi le madri”: quelli che si fanno sui blog sono discorsi da bar, dopotutto. (3) E hanno lo stesso peso dei discorsi da bar, con l’eccezione delle malvestite, che ha lo stesso peso dei discorsi da parrucchiera. Quindi no, non mi preoccupo troppo di quel che dico. E non me ne fotte niente, proprio perche’ SO di non avere il potere di dire “ammazza Pippo” ottenendo che Pippo venga ammazzato.

Ecco, un motivo per il quale potrei chiudere il blog e’ questo. Cioe’, se un simile concorso per il blogger con il pisello dorato dovesse eleggermi, correrei il rischio di venir preso sul serio. Chi mi conosce di persona sa che con la mia faccia e il mio accento NON corro alcun rischio di venire preso sul serio nella vita reale. Sul blog, invece, e’ sufficiente che manchi l’accento e la mia faccia da rendere possibile prendermi sul serio.

Se pero’ qualcuno dovesse prendermi DAVVERO sul serio, tipo andare davvero a sputare in faccia a qualcuno che ha un iPhone, allora potrei avere dei problemi. Voglio dire, io sono cresciuto in un bar dove avvenivano cose come:

  • Si’, perche’ dici di essere comunista come noi e poi lo sappiamo che voti per i democristiani! (lo lascio in italiano per chiarire la ragione iniziale del contendere)
  • E ‘l mié cán k’lé stúf ágár ad tó mámá, invénzi? (trad: il canide in mio possesso lamenta l’eccessivo ardore sessuale della tua augusta genitrice, vogliamo parlarne?)
  • Mó séntat súl badíl, ka´t fa bén al cúl (trad: sostengo una teoria medica secondo la quale il manico del badile e’ propedeutico alla guarigione delle emorroidi, ed altri malesseri del retto, e ti consiglio di praticarla)
  • … (i due si dividono e vanno a fare altro, tipo leggere il giornale o acquistare vino)
  • …(i due si dividono e vanno a fare altro, tipo leggere il giornale o acquistare vino)
  • CiÖ, véh, democristián da´ll cáz,  zógat? (trad: oh , ti unisci a noi per la consueta partita, o gonadico elettore di Andreotti?)
  • A ‘fnis a´ll vín e a riv’, ka’t gníés ‘na mádóna (trad: cessata la degustazione del presente vinello vi raggiungero’, che tu possa avere una non specificata disgrazia genericamente indicata con la vergine, e pertanto di gravita’ ed intensita’ teologicamente  adeguate)

Non considero, cioe’, uno scontro verbale come qualcosa che possa compromettere i rapporti tra le persone, come invece fanno i cittadini e i farlocchi: lo scontro verbare e’ uno dei tanti modi, anzi, per consolidare amicizie decennali e formare la comunita’ locale. Il ruolo di ogni buona madre e’ di sapere che le vengono attribuite, nel bar vicino, alcune perversioni che non immaginava si potessero fare, e sapere che e’ giusto cosi’ perche’ la cosa cementera’ il senso comunitario. Solo i  possessori di iPhone e i cremini si offendono quando insulti le loro madri; nel mio mondo di riferimento si tratta di una conversazione tutto sommato amabile.

Cosi’, mi spaventerei davvero se qualcuno mettesse in pratica quello che dico perche’ un giornale di farlocchi ha deciso che il mio blog e’ qualcosa di autorevole.

Anche in questo caso, pero’, non credo chiuderei: probabilmente mi metterei a sostenere la bellezza del badile nel culo, o quanto sia bello l’incesto , o peggio insulterei il vostro iPhone, o la vostra automobile, o qualcosa d’altro a cui tenete davvero. Anche in questo caso, io non mi sentirei tanto in colpa per aver sostenuto che il badile nel culo faccia passare la psoriasi (4): io sono responsabile di quel che scrivo, non di quello che ci leggete. Io scrivo una cazzata , se voi ci lggete una ricetta medica non e’ colpa mia.

E cosi’, torniamo al punto di prima: non ho la piu’ pallida idea del perche’ Paul the Wine Guy abbia smesso di scrivere. Qualsiasi cosa voi abbiate ipotizzato, onestamente, non sarebbe un buon motivo per il quale IO chiuderei.

Cosi’, un un bel suggerimento per voi:

Perche’, invece di chiedere A ME un motivo, tra un badile nel culo e l’altro, NON LO CHIEDETE A LUI, DIO KLINGON?

k’áv gnés al zámór a túti.

Uriel

(1) Non sono ne’ schivo ne’ austero: ho un carattere di merda, tutto qui.

(2) Si , esistono diversi giochi basati sui tarocchi, sia nel ferrarese che nel mantovano. Pensate ad una forma sofisticata di tresette, per farvi un’idea.

(3) No, nel mio bar non c’era la Luisona come al bar dello sport di Bologna. Scavando in fondo al frigo dei gelati, pero’, ho trovato un pezzo di Atlantide. L’ho venduto per duecento lire, onde farmi una partita a “Jackson”, la versione da bar di Zaxxon.

(4) Beh, dopo il mezzo metro credo che della psoriasi non ve ne freghi piu’ una cippa.

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