L’abito mentale.

Dopo lo scorso post sul fatto di essersi liberati da quella nube di stronzi che passano la giornata a cercare un modo per renderti meno felice, ovviamente sono piombati ovunque tutti i sofismi che servono, proprio a queste persone che sono malvage, per giustificare se’ stessi. Come ho gia’ scritto , non mi occupo di debunkare ogni cazzata che mi viene detta. Per una ragione: la chiamo “abito mentale”. Ed e’ una cosa che non viene molto capita.

Facciamo un passo indietro: come mai sono venuto via dopo 40 anni, mi ha chiesto qualcuno? E’ semplice: perche’ dopo 40 anni passati a sentirsi dire , insegnare, argomentare in tutti i modi che il sistema italiano e’ il migliore in assoluto, finisci con il crederci.
E siccome gli stranieri non esistono per risolvere i problemi italiani o spiegarti dove sbagli, tutto quello che puoi fare se hai a che fare con un modo di fare diverso e’ analizzare, analizzare, analizzare, sino a quando non capisci cosa ti sta succedendo e perche’.
Faccio un esempio che ho sentito proprio ieri sera in campo economico, e poi lo trasferisco a livello sociale.
Tizio italiano era disoccupato, precario, aveva una vita senza prospettive. E’ venuto qui grazie ad un amico, che gli ha trovato un minijob presso un ristoratore italiano. Il quale lo pagava parte in nero e parte regolarmente.
A quel punto, il nostro eroe si era fatto un appartamento -pagato in nero, of course (perche’ lui e’ furbo)- e quando e’ riuscito ad ottenere la registrazione, si e’ fatto assumere per poi farsi licenziare dopo i mesi che ci vogliono(perche’ lui e’ furbo), e si e’ messo a lavorare interamente in nero (perche’ lui e’ furbo) e  ha immediatamente chiesto un sussidio per il basso reddito(perche’ lui e’ furbo), entrando nel meraviglioso mondo dei sussidiati.
Dopo un annetto pero’ ha scoperto di vivere peggio dello studente squattrinato locale, che riceve un appartamento -in mezzo ad altri studenti- ed un reddito, ma almeno vive con altri studenti e non con un turco dal rasoio facile e un marocchino che scappa quando vede la polizia.
Cosi’, siccome dopotutto aveva un diploma, ha cercato lavoro. E ha scoperto che non poteva. Quando entri nel meraviglioso universo dell’ Hartz IV, ti sei infilato in una tomba dalla quale non uscirai mai piu’. Se sei  (stato) un sussidiato, cioe’, le aziende non ti prendono, o ti prendono con molta difficolta’.
Risultato: ha resistito qualche mese. Senza un lavoro non hai conto in banca, non puoi quindi avere un appartamento in regola, quindi non puoi avere allacciamenti di nessun tipo, nessuna carta di credito, non puoi pagare la krankenkasse, non fai , insomma, niente di niente.
E’ successa un’ingiustizia? No. Il sussidio e’ concepito per genete che non puo’ veramente lavorare, cioe’ gente senza qualifiche, solo con l’hauptschule, troppo vecchia o alcoolizzata o handicappata, o insomma, gente a fine percorso.
Se tu ti ci infili perche’ ti credi furbo, sono tutti problemi tuoi. (1)
Cosa intendo dire? Intendo dire una cosa naturalissima: hai fatto esattamente le stesse cose che facevi in Italia, e ti sei beccato esattamente la stessa vita. Precariato, lavori neri, affitto in nero, eccetera.
E’ ovvio che se col vostro bel diploma o laurea vi presentate per lavori in regola, affittate in regola, vivete in regola, la vostra esperienza sara’ diversa.
Che cosa ha distrutto il coglione di cui sopra? Il suo abito mentale. Un insieme di comportamenti e modelli di relazione che NON POSSONO creare altro che la stessa, medesima situazione. OVUNQUE E COMUNQUE.

 

Adesso usciamo dall’esempio economico e andiamo all’esempio sociale. Nel campo economico, abbiamo detto che riproducendo alla perfezione le relazioni ECONOMICHE del paese natio, si ottengano gli stessi risultati ECONOMICI.
Bene. Adesso facciamo l’analogia:
Nel campo sociale, se riproduciamo alla perfezione le relazioni SOCIALI che avevamo in Italia, otterremo esattamente gli stessi risultati SOCIALI.
Se io interagisco con gli altri NELLO STESSO IDENTICO MODO che avevo in Italia, inevitabilmente mi trovero’ in un sub-mondo che e’ identico all’italia.

 

OVUNQUE-IO-VADA.
Detto questo, possiamo andare a bomba: l’ Italia ha una cultura MOLTO abile nel convincere le persone che il proprio modello di interazione sia l’unico , il migliore, e il solo possibile. E che tutti gli altri siano miserabili e inumani.
Qui va al punto: dopo 40 anni di vita credendo che il modo di relazionarsi italiano sia comunque il migliore se non l’unico possibile -se non a prezzo di rinunce superiori al guadagno-, ad un certo punto si realizza, con un certo shock, che non e’ esattamente cosi’.
Ma per realizzarlo occorre innanzitutto essere disponibili a mettere in dubbio la preziosissima “italianita’”, mito coltivato come se il solo modo di essere italiani ed avere il modo di fare italiano fosse oro colato, e poi occorre verificare coi propri occhi cosa succede se si cambia modo di comportarsi.
immagino che se tornassi ora in Italia sarei definito freddo, rigido,  e tutte le cose che si dicono dei tedeschi.  Tuttavia, solo adottando la differenza tra bekannte e freund che usano loro, ho scremato via la nube di zanzare, cioe’ il 90% dei rompicoglioni che si alzano la mattina chiedendosi “a chi do’ fastidio oggi?”.
Il tedesco non ha questi problemi non perche’ qui non esistano i rompicoglioni. E’ perche’  loro, come fece Jan, un mio collega che stava di fronte a me nella scrivania, non ti dicono che hanno tre figli dopo aver lavorato di fronte a te, sullo stesso progetto, per 2 anni. Non sto scherzando: ho imparato quando ha chiesto il congedo di paternita’ che era al terzo figlio. Degli altri due non mi aveva mai parlato.
Ora, io sono del tutto certo che il 100% dei vicini di casa di Jan non abbia la piu’ pallida idea di che lavoro faccia Jan. E sono assolutamente convinto che il suo macellaio, il suo parrucchiere, chiunque, non abbiano la piu’ pallida idea di chi lui sia, di quanto figli abbia, di che opinioni politiche abbia.
Ora, la domanda e’: in che diavolo di modo pensate che sia possibile rompergli i coglioni con qualcuna delle perle di delicatezza verbale che vanno tanto in Italia, senza sapere NIENTE di lui?
Ho provato ad adottare lo stesso metodo: siete miei amici quando abbiamo conquistato almeno 24 nazioni insieme con un’ascia, quando siamo andati a caccia di draghi insieme, abbiamo bevuto birra scambiandoci i bicchieri e ci siamo mostrati i tarzanelli a vicenda. Nella media, occorrono circa 30 anni per diventare amici. Tutto il resto e’ “bekannte”: lo saluti, sei cortese, ci lavori, ma non deve succedere che un filo di cavoli tuoi lo raggiunga. Ci mancherebbe solo che il mio padrone di casa sappia che lavoro faccio!
Funziona. Mi sono levato dal cazzo il 100% dei rompicoglioni, e mi rimangono due o tre persone di cui mi fido veramente. il 100% dei rompicoglioni semplicemente non sa nulla di me.
Un altro punto e’ quello delle classi sociali. In Italia non ci sono.Nel senso che quando voi pensate ad una classe sociale, pensate al censo, alla ricchezza. Questo e’ in un certo senso vero, ma non necessariamente.
E’ chiaro che raggiungendo i livelli piu’ alti di cultura ed educazione tendenzialmente avrete scremato le persone puo’ sgradevoli, visto che un alto livello di socialita’ implica e richiede un certo “rendersi amabili”. Ma rendersi amabili non sta solo nel comportarsi bene con gli altri.
Un tempo ero alla stazione di Bologna e aspettavo il treno. Un tizio mi si avvicino’ e mi chiese “scusi, ma stu bigliettu, lo devo accustumare?”. Il tipo aveva circa la mia eta’. Quindi, tendenzialmente, in Italia, aveva potuto fare le stesse scuole dell’obbligo. Ma parlava solo un miserabile dialetto.
Sapete perche’ questa persona ha il coraggio di uscire di casa? Perche’ nessuno si chiede “le persone come lui dovrebbero parlare con le persone come me?”.
Si, lo so. Vi sto sembrando uno stronzo snob, spocchioso, classista, e tutto quanto vi viene insegnato per giustificare il fatto che tutti, secondo voi, hanno diritto allo stesso rispetto perche’ , se qualcuno e’ piu’ ignorante di voi, dovete essere voi a scendere al suo livello.
No.
Figlio del sogno americano, per cui il barbiere negro del bronx poteva diventare presidente, questo equalitarismo e’ solo un comodo alibi per coprire la mancanza di merito.
Non potrete MAI ottenere una societa’ meritocratica, un’economia meritocratica, una politica meritocratica, fino a quando affermerete che chiunque, a prescindere dal meritoabbia diritto allo stesso rispetto.
Una cosa fondamentale che ho imparato e’ che il disprezzo per certe persone e’ non solo una cosa buona, ma salutare e socialmente positiva.
Troverete anche qui il cafone, il burino arricchito coi soldi. Eccome. Ma non li troverete in alcuni posti. Per quanto si sforzino, ci saranno sempre persone che li tengono lontani.
La promiscuita’ sociale che permette in Italia ad una certa classe di persone di arrivare vicino a voi quel tanto che basta per rovinarvi l’esistenza CON LA LORO STESSA ESISTENZA, NELLA FORMA IN CUI SI ESPRIME,e’la differenza. E’ la cosa che manca: non allontanate da voi il peggio. Manca il disprezzo, il SANO disprezzo verso il peggio.
La cosa che in Italia non si capisce e’ che dovete mandare a fare in culo chiunque vi dia fastidio. Non siete tenuti a sopportare lo stronzo rumoroso al ristorante, non siete tenuti ad entrare ugualmente in un ristorante se c’e’ troppo rumore o troppo fumo, non siete tenuti a subire nulla.

E questo e’ il punto: per 40 ti viene insegnato che alcune cose le devi subire. Che alcune cose sono parte dell’esistenza e devi accettarle. Per esempio, le porcherie che ti fanno gli altri.

No.

NON-SIETE-TENUTI-A-SOPPORTARE-NULLA.
E qui andiamo al punto: che fare? Vi faccio un esempio.
Un mio collega (a dire il vero il mio collega preferito) e io abbiamo fatto una conversazione in conference call con alcuni personaggi latini.I quali, specialmente in Spagna, hanno il brutto vizio di interromperti mentre parli. Anche in Italia c’e’, ma gli spagnoli lo fanno piu’ spesso.
Ora, il tedesco e’ una lingua strana. Mette il verbo piu’ importante, spesso, a fine della frase. Immaginate che qualcuno dica “Io, ieri mattina, in piazza verdi, mentre guidavo la macchina, con il sole, per andare a Ferrara,  un incidente ho visto|fatto|subito” . Capite bene che se lo interrompete a meta’ della frase, gli avete impedito di dire praticamente tutto, ovvero cosa gli e’ successo.
Cosi’, il tedesco ODIA essere interrotto.

 

Alla seconda volta che il tipo fu interrotto,  disse “smettetela di interrompere le persone mentre parlano, e’ maleducato, scocciante, e se lo farete ancora lasciero’ la conference call”.
I tipi si scusarono, ma dopo due secondi lo interruppero di nuovo. Cosi’, lui semplicemente riattacco’ e se ne ando’ a prendere un caffe’ , in modo che se anche fosse stato richiamato , il telefono avrebbe squillato a vuoto.
Ora, interrompere la gente mentre parla e’ considerato maleducato anche in Italia e Spagna. Qual’e’ la differenza? La differenza e’ che un atteggiamento PUNITIVO e’ considerato eccessivo in entrambi i posti.
E quasi quasi, in Italia o Spagna, e’ considerato maleducato il mio collega, piuttosto di chi lo interrompeva.
Ecco la differenza sostanziale . Troverete in tutto il mondo gente di merda. Ma, ci sono DUE punti che fanno la differenza:
  • L’Italia e’ il solo paese ove si insegna che tollerare il PEGGIO e’ una cosa bella e degna di lode, e la sopportazione dei porci comodi altrui e’ un dovere.
  • L’Italia e’ il solo paese ove si insegna che dovete SUBIRE la compagnia di CHIUNQUE, per quanto sgradevole o pessimo sia nelle qualita’ umane e sociali.
  • Quasi ovunque, la reazione ad atteggiamenti maleducati, volgari e/o comunque fastidiosi e’ considerata ACCETTABILE ed AUSPICABILE. Nessuno qui mi guardera’ storto se mi arrabbio perche’ vengo interrotto mentre parlo.
In altri paesi, avrete la possibilita’ di spogliarvi dell’abito mentale italiano, provarne uno diverso, e realizzare , molto semplicemente, che con un abito mentale diverso si vive meglio.
Questa e’ l’opportunita’. Se, mediante un cambio di abito mentale, riuscite a cambiare modo di comportarvi, ed iniziare ad indossare un altro abito, riuscirete ad uscire dal paese.
Se riuscite ad indossare l’abito mentale del disprezzo verso chi si comporta male, della reazione di rigetto e punizione verso chi e’ peggiore di voi, e ad abbandonare l’abito mentale di “sono amico di tutti”, in Italia risulterete dei sociopatici, perche’ tutti quelli che vivono del PIACERE di infliggere la loro presenza agli altri temono di finire emarginati e vi accuseranno di questo.
Altrove, invece, la punizione e’ ancora considerata una cosa virtuosa. E’ considerato giusto ed utile punire chi si comporta male, anche se per piccole infrazioni la punizione e’ piccola, deve comunque avvenire.
Se entrate in questo abito mentale, l’ Italia non sara’ piu’ il vostro paese, ma in compenso starete bene quasi ovunque. Se non vi togliete l’abito mentale italiano, starete male in Italia, e starete male anche in qualsiasi altro posto.
Le vittime esistono su scala individuale, ma su scala sociale, LE VITTIME  NON ESISTONO. Esistono solo i complici ed i carnefici.
Out of control. (Rabia Sorda)

where do we go now? out of this place
the world keeps falling apart any way
where do we go now? we`ve gotta go
before this last chance is gone

just turn around and let it begin
don`t waste your time again trying to
understand, this shithole is out of control
just burn this world and go!

out of control!

and destiny begins to run
all those days are gone
it seemed so faraway
out of the hole
and destiny begins to run
all those days are gone
it seemed so faraway

where do we go now? we`ve gotta leave
don`t try to understand it
this world makes me sick
where do we go now? we`ve gotta go
while we can dig out of this hole

don`t waste it
don`t do it…

Uriel
(1) Il sussidio e’ fatto per chi ha problemi gravi e pesanti. Se ci entrate, siate dicendo di avere gravi e grandi problemi. Non puo’ essere, ovviamente, un buon biglietto da visita in un colloquio di lavoro. Conosco una persona che ci e’ entrata per disastri familiari, e ci e’ stata un anno: ci ha messo quasi otto anni ad uscire dal pantano. E oggi quell’anno sul sui CV risulta come “malattia grave”. Seguita da otto anni di lavori regolari, riesce a dargli un CV decente.