La madre del Corriere della Sera e’ sempre incinta.

Non ho paura a ripetere che il peggiore esempio di stupidita’ consista nel far passare uno stupido per intelligente. Un esempio di questa proterva imbecillita’ e’ il Corriere della Sera.

Berlusconi va sostenendo da mesi che la stampa stia terrorizzando il paese infondendo sfiducia e pessimismo. Questa idea, che e’ tutto sommato falsa, sta venendo invece fomentata e sostenuta dal comportamento schizofrenico del Corriere e di Repubblica.Allora: e’ la seconda volta in due settimane che lo stesso dato sulla produzione industriale ANNUALE proposto al pubblico.

Per la seconda volta si titola l’articolo come se si trattasse di un “crollo” , cioe’ di un evento breve iniziato e svoltosi negli ultimi tempi.

Il che e’ falso, perche’ si tratta di dati annuali, cioe’ dati calcolati in un periodo che PRECEDE il crollo economico.

Stando alla fonte dell’ articolo, infatti, il fatturato industriale e’ calato costantemente negli scorsi 12 mesi, il che significa che l’economia italiana sta si’ andando sempre peggio, MA NON PER VIA DELLA CRISI.

E la cosa importante e’ che se andiamo a cercare QUI e confrontiamo i dati, otteniamo che la crisi finanziaria stia influendo MOLTO poco sul trend generale dell’industria: quello che sta succedendo e’ che l’industria italiana segue una traiettoria abbastanza omogenea, senza grossi scossoni.

E’ una traiettoria calante e questo e’ un MALE, ma il dato e’ che NON dipende da questa crisi. Dati alla mano, il trend discendente mensile  inizia a DICEMBRE 2006, quando inizia a calare l’indice destagionalizzato.

L’inizio della discesa dell’indice annuo insieme all’indice stagionalizzato inizia Febbraio 2008 , e da li’ procede in maniera calante.

Sicuramente non e’ una bella notizia , ma il fatto che dipenda poco dalla crisi e’ una BUONA notizia. Per capire la bonta’ di questa notizia, basta leggere QUESTO ARTICOLO.

Il valore dell’economia inglese, e quindi della sterlina (1) fa si che la botta subita dall’economia inglese rende l’ Italia un paese con un PIL piu’ alto, ed occorre confrontare il costo della vita al PIL se si vuole rimanere indietro.

E ripeto: si vuole.

“Si vuole”, perche’ di fatto non sono ancora arrivate in TV le conseguenze del disastro che corre in USA e che corre in UK. Significa che tutte le misure sociali atte a rendere invisibili i poveri (tasse sulla circolazione in centro che tengono i poveri fuori citta’, prezzi enormi delle case nelle aree urbane, prezzi piu’ alti di qualsiasi cosa nelle zone urbane, scuole private, etc etc) fanno si’ che ancora non vediamo il povero americano che ieri faceva l’avvocato e oggi chiede l’elemosina. Cosi’ come vediamo poco, nei servizi su Londra , il povero inglese. E non li vedremo nella misura in cui inizieranno a lasciare la citta’.

Se provate ad andare a Manhattan, del resto, non avrete l’impressione di miseria: vedrete la crisi paragonando il lusso di oggi al lusso di ieri, e userete una parola figa per indicarla: “austerity”. Oggi un pied-a-terre li’ costa solo 800.000 dollari, e
un vestito che prima costava 5000 dollari e’ in svendita a 3000. Austerity. Non fame. La fame non la vedrete.

Non la vedrete perche’ l’affamato fugge.Perche’ il povero fugge. Si vergogna. Non puo’ accedere in centro se solo per metterci piede deve pagare una tassa per l’auto. E poi perche’ dovrebbe andarci se tutto e’ fuori dalla sua portata economica?

Quello che le societa’ anglosassoni hanno fatto e’ stato di urbanizzare i ricchi e provincializzare i poveri. Dopodiche’ si e’ negata la provincia.

Cosi’, dicevo, se l’ UK scivola del 30% in rapporto tra PIL e costo della vita (che la stampa dipinge come “economico”. Dite a Marchionne che di soldi non glie ne diamo lo stesso, eh) , non si parla di crollo dell’economia inglese (la City era la prima industria della citta’) ma si calcola il rapporto con il costo della vita.

Potremmo calcolare il rapporto con il colore dei capelli o con la lunghezza dell’uccello: di contro potrei obiettare che un costo alto della vita richiede una liquidita’ circolante piu’ alta, per dire.

Non e’ un caso, del resto, se il governo inglese per intervenire contro la crisi abbia sganciato 230 miliardi di sterline e preveda di stanziarne altri, a fronte di un totale di intervento UE di 200 miliardi di euro, su un’area molto piu’ vasta e su un PIL maggiore.

Perche’ allora  , anziche’ tranquillizzare , il Corriere ripete per la seconda volta lo stesso dato, fornendo l’impressione di due crolli consecutivi (a fronte di un solo dato ISTAT) , e perche’ la Stampa precisa che il rapporto con una nazione al devasto finanziario vada fatta dividendo il PIL (piu’ alto di quello UK) per il costo della vita (che i giornalisti della Stampa immaginano piu’ basso in UK)?

La ragione e’ semplice: vogliono che lo stato (cioe’ noi) sganci dei soldi. Del resto si trovano allineati con i sindacati, che denunciano un tasso di disoccupazione maggiore, proprio mentre la UE invita a dare sussidi di disoccupazione: e’ chiaro che se mi promettete un sussidio anche io da domani lavoro in nero e mi registro come disoccupato.

E se continuerete a promettere soldi ai disoccupati, potrete essere certi che tutti quelli che lavorano in nero o studiano si iscriveranno alle liste di disoccupazione, casalinghe comprese.

Gira e rigira, il dato di fatto e’ che l’ Italia continua con i problemi di sempre, mentre altri paesi stanno affogando in nuovi problemi.

Solo che risolvere i problemi dell’ Italia e’ possibile, mentre e’ assai improbabile che l’ Inghilterra riesca a risolvere i propri.(2) Sugli USA non scommetterei, a meno che non inventino qualche altra speculazione altisonante nella quale, sono certo, la nostra sinistra caschera’ come al solito. Che so io, “riconversione dell’industria all’ecosostenibilita’” suona bene, eh?(3)

L’ Italia ha il solito problema,cioe’ le PMI che si automartellano i coglioni premiando le banche. Visto che poi la gente mi chiede il perche’, spiego a cosa io mi riferisca: mi riferisco ad un mix di stupidita’ dell’imprenditore E di abuso della figura societaria della SRL.

La S.R.L, o Societa’ a responsabilita Limitata nasce come entita’ ad altissima capitalizzazione. Il motivo e’ semplice: poiche’ i soci non rispondono coi beni personali dell’andazzo sociale, chi finanzia queste aziende (banche) dovra’ pretendere che l’azienda abbia un grosso capitale sociale. Cosi’ in caso di fallimento potra’ riavere i suoi soldi.

Di conseguenza, il legislatore che ha ideato la SRL ha ideato una societa’ che lascia i soci integri nei beni personali (4) ma li costringe a capitalizzare l’azienda per lavorare coi soldi propri o coi soldi prestati.

Questo , nelle intenzioni, avrebbe dovuto creare un’ “ossatura forte” dell’economia, cioe’ aziende capaci di crescere perche’ nascendo gia’ capitalizzate, in caso di successo sul mercato non avrebbero potuto fare altro che capitalizzarsi ancora per sostenere gli affidamenti maggiori.

Invece no.

Non e’ andata cosi’ perche’ il nostro imprenditore medio e’ un cretino. E cosa fa? Crea una SrL con 500 euro di capitale sociale. Poi, per girare milioni, mette una firma personale in banca onde avere gli affidamenti.

Questa “firma personale” di fatto svuota l’istituto giuridico della SrL della sua componente di limitazione della responsabilita’ nei confronti delle banche, MA SOLO nei confronti delle banche.

Questo significa che nel caso la SrL fallisca, la banca si rifara’ sui beni personali (di solito immobili) dei soci. E siccome l’ipoteca giudiziaria blocca TUTTI gli immobilidei soci fino a 10 volte il valore prestato, le banche vanno abbastanza tranquille. (5)

Il problema e’ che non e’ affatto conveniente per l’imprenditore agire cosi’: se hai due case e ne intesti UNA all’azienda, e poi NON metti piu’ firme personali, la banca ti finanziera’ lo stesso, ma al massimo potra’ toglierti UNA casa, quella dell’azienda.

Se invece NON ne intesti nessuna, e dai una firma personale, labanca in caso di fallimento chiedera’ l’ipoteca giudiziaria su TUTTE le tue case. Quindi hai dato alla banca (e alla societa’) DI PIU’,  (e non di meno) rispetto all’ipotesi di intestare la casa all’azienda.

E hai contraddetto ancora di piu’ il concetto di SRL, perche’ la responsabilita’ adesso e’ di nuovo personale sui soci, moltiplicata per le capacita’ dell’ipoteca giudiziaria.

Ma questo e’ autolesionista anche nei confronti delle PMI stesse, perche’ in caso di fallimento la banca ipoteca tutti i beni dei soci firmatari a garanzia, se resta qualcosa si pagano i dipendenti ed eventuali artigiani prestatori d’opera, e i fornitori in senso stretto non vedono NULLA.

E chi sono questi fornitori? Sono altre PMI.

La continua perversione del concetto di SrL, che si trasforma in una “Societa’ a  pienissima responsabilita’ Personale Penale , Ipotecaria e Sanzionatoria” da “Societa’ a responsabilita’ Limitata” e’ dovuta principalmente alla stupidita’ e all’ignoranza dell’imprenditore italiano.

Se al momento di costituire la societa’ si decidesse di intestarle gli immobili che poi DI FATTO vengono dati a garanzia con le firme personali, la banca potrebbe erogare credito solo guardando il cespite  e il capitale sociale.

Invece no: poiche’ lo stupido industrialotto distingue tra le cose “SUE” (anche se possibile bersaglio di ipoteca giudiziaria) e le cose della societa’, rifiuta di intestare alla societa’ la casa che le banche gli toglieranno comunque se fallira’, cosi’ come l’automobile. Ha paura che “in caso di lite” il socio accampi diritti sulla casa, o sull’auto.

Cosi’ facendo non apre, che so io, una SNC, perche’ e’ attratto dalla dicitura “Responsabilita’ Limitata”, di una societa’ che lui stesso rendera’ ancora piu’ pericolosa di una SNC fornendo la firma alle banche.

Egli e’ spaventato dalla regola di liquidazione “in solido” della SNC, cioe’ dalla regola secondo cui nella SNC il creditore puo’ chiedere tutto il debito ad un socio,e poi quello deve rivalersi sugli altri soci in caso di contesa.

La SrL gli sembra piu’ attraente, e lo sarebbe davvero se poi non ne annullasse i benefici con la firma data alla banca: in questo modo TUTTI i soci finiscono col pagare SEMPRE con TUTTE le proprieta’, perche’ le banche ipotecano ogni cosa sin dal giorno della richiesta di rientro dal fido.

In definitiva, i problemi dell’ Italia sono i soliti , ovvero una classe imprenditoriale incapace di capire gli strumenti del diritto e dell’economia, unita ad una classe di “commercialisti” ed “economisti” incapace di consigliarli e limitata a compilare loro i bilanci, mentre il resto del mondo va molto, molto peggio.

Uriel

(1) E’ opportuno notare come spesso si dimentichi che dagli anni ’70 in poi il valore della moneta e il valore dell’economia siano correlati.

(2) La Regina ha specificato che nonostante il crollo della sterlina e il devasto economico la Gran Bretagna non entrera’ nell’euro. Sarebbe ora che qualcuno in UE specificasse a quella signora che da qualche mese a questa parte nessuno si sognerebbe di chiederglielo. E se anche lo chiedessero loro, riesco ad immaginare almeno 4 paesi che darebbero il veto.

(3) La popolazione mondiale crescera’ nei prossimi anni fino ai 9 miliardi. Non esiste un cazzo si ecosostenibile nell’antropizzazione del pianeta, comunque la si faccia. Un pannello solare e un motore diesel sono altrettanto innaturali.

(4) Il fallimento personale e’, per molti versi, simile alla morte sociale. Il protesto, quando esisteva per piccole cifre, somigliava all’ostracismo ellenico.

(5) Dico “abbastanza” perche’ questo meccanismo permette ai professionisti del fallimento di trovarsi “nudi” quando la banca chiede il rientro.

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