La internet delle cose, ovvero il vostro terrore.

Non so perche’, ma sembra che ci sia un punto che non sono riuscito a spiegare, e questo punto che sfugge lascia adito ad una misinterpretazione che permette ai complottari di continuare a parlare delle loro fesserie. E’ come se io non stessi riuscendo a spiegare la separazione , la distanza, che passa tra il nome della tecnologia , il suo funzionamento e la sua funzione. Ed e’ per questa ragione che si riesce a sostenere ancora che la moneta non sia elettronica.

Prendiamo ancora la vostra carta di credito. Essa contiene una smartcard, ovvero un piccolo computer che gira piccoli programmi – alcuni li chiamano “Moduli” – che eseguono delle funzioni. La vostra SIM e’ una smartcard con moduli specializzati in alcune funzionalita’ richieste dalle telco.
Allora, una volta che io ve la descrivo in questo modo, con questi nomi, e ci metto dentro un computer, allora subito vi mettete a strillare. E dite “Oddio! Skynet! Adesso ammazzeranno Sarah Connor!”. Perche’ in quello che ho detto riconoscete subito circuiti, programmi, insomma tutto quello che nella vostra mente dice “computer”. E il computer, si sa, ti fa perdere la privacy.
Interessante.
Adesso immaginiamo un mondo diverso. Un mondo ove le biometrie si sono diffuse e quando andate al vostro bancomat non dovete inserire una carta di credito. No, dovete solo farvi fotografare in viso. La banca, cui avete lasciato la vostra foto, vi fotografa al bancomat, il software prende i punti salienti del vostro viso (1), e vi identifica con quelli.

Detto questo, adesso la distinzione e’ tra funzione e funzionamento: la vostra faccia viene usata da CHIUNQUE per identificarvi. E anche la vostra carta di credito. La vostra carta di credito pero’ e’ “elettronica” e viene riconosciuta come una cosa ad alto contenuto tecnologico, mentre la vostra faccia…. beh, e’ certo che se ti vedo ti riconosco, cosi’ non percepite che il sensore che legge la carta di credito e quello che vi fa una scansione del viso STANNO FACENDO LA STESSA IDENTICA COSA.

Possiamo provare allora a mettere insieme le due cose e a creare un paradosso: se doveste scegliere, preferireste un sistema di bancomat che vi fotografa il volto, oppure un chip sottopelle?

Ovvimente voi direte che se non vi soddisfa la storia della biometria, nemmeno vi soddisfa la cosa del chip sottopelle. In realta’ in entrambi i casi, biometria o chip, c’e’ un sensore che identifica il vostro corpo. Ed e’ qui il taboo che abbiamo toccato : il corpo.

In questo caso la cosa che vi infastidisce e’ che esista una tecnologia in grado di identificare il vostro corpo. Non c’e’ grande differenza tecnologia tra un minuscolo chip RFID sottopelle (chi si fa i piercing sopporta ben peggio) e una rete che , avendo una vostra foto, vi riconosce il viso. In entrambi i casi un sistema diffuso riconosce il vostro corpo.

In questo caso, dunque, abbiamo identificato un taboo: non volete che la tecnologia della raccolta dati riguardi il vostro corpo. Uno psicologo direbbe che il corpo rappresenta uno spazio intimo , nel quale volete solo una certa quantita’ di persone, e che l’intrusione di un sistema elettronico , per quanto impersonale, non vi piace. Stranamente, neanche il metodo meno intrusivo, quello del bancomat che vi fotografa e vi riconosce per il viso vi piace. Eppure, la vostra faccia e’ pubblica e il bancomat fa quello che fa chiunque: riconoscervi attraverso il viso.

In realta’ e’ il binomio {macchina, corpo} che non vi piace. Questo spiega, tra parentesi, come mai il Cyborg sia cosi’ attraente come “Villain” in molti film. Esso rappresenta un taboo, un qualcosa che vi emoziona perche’ vi mostra qualcosa verso la quale provate una strana repulsione.

Credo che in questo momento inizi ad essere chiara una distinzione: non serve che il terminale sia elettronico e sia usata ANCHE l’elettronica. Se anche la tecnologia usa una tecnologia IDENTICA a quella che usate voi nel mondo biologico (una tecnologia ottica per riconoscere il viso) , e’ l’idea di {macchina, corpo} che vi respinge. Al contrario, A PARITA’ DI FUNZIONE, l’idea {persona,corpo} e’ qualcosa cui siete abituati. 

Eppure si tratta di guardare il viso e riconoscere la persona, la funzione e’ identica.

Prendiamo adesso la differenza tra moneta elettronica e moneta “contante”.

La carta di credito e’ sempre quella. Ma il contante e’, per voi, un pezzo di carta. Esso contiene tecnologia, ma per qualche motivo voi pensate che non ne contenga molta, almeno non tanto quanto serve per attivare il vostro livello di attenzione. Andiamo a vedere, allora, che cosa contiene una banconota da tot euro:

https://en.wikipedia.org/wiki/Euro_banknotes#Security_features

  • Holograms[42] – The lower value notes carry a holographic band to the right of the obverse. This band contains the denomination, the euro sign, the stars of the EU flag and perforations in the shape of the euro sign. The higher value notes, there is a holographic decal containing the denomination, the obverse illustration, microprinting and perforations in the shape of the euro sign.
  • Variable colour ink[42] – It appears on the lower right-hand side corner of the reverse of the higher value notes. When observed from different angles, the colour will change from purple to olive green or brown.
  • Checksum – Each note has a unique serial number. The remainder from dividing the serial number by 9 gives checksum corresponding to the initial letter indicated on the note.[43] Using a variation of the divisibility rule shortcut, the remainder from division by 9 can easily be found by adding the constituent digits and, if the sum still does not make the remainder obvious, adding the digits of the sum.[43] Alternatively, substituting the letter with its ASCII value makes the resulting number exactly divisible by 9. Taking the same example, Z10708476264: the ASCII code for Z is 90, so the resulting number is 9010708476264. Dividing by 9 yields a remainder of 0. Using the divisibility rule again, the result can be checked speedily since the addition of all digits gives 54; 5 + 4 = 9—so the number is divisible by 9, or 9010708476264 modulo 9 is 0.[43]
  • EURion constellation[42] – Euro banknotes contain a pattern known as the EURion constellation which can be used to detect their identity as banknotes to prevent copying and counterfeiting. Some photocopiers are programmed to reject images containing this pattern.
  • Watermarks[42] – There are possibly three watermarks on the euro notes. They are:
    • Standard watermark – Each denomination is printed on uniquely watermarked paper. This may be observed by holding the note up to the light.
    • Digital watermark – Like the EURion constellation, a Digimarc digital watermark is embedded in the banknotes’ designs. Recent versions of image editors, such as Adobe Photoshop or Paint Shop Pro refuse to process banknotes.[44] This system is called Counterfeit Deterrence System (CDS) and was developed by the Central Bank Counterfeit Deterrence Group.
    • Infrared and ultraviolet watermarks[42] – When seen in the near infrared, the banknotes will show darker areas in different zones depending on the denomination. Ultraviolet light will make the EURion constellation show in sharper contrast, and also some fluorescent threads stand out.
  • Security thread[42] – A black magnetic thread in the centre of the note is only seen against the light. It features the denomination of the note, along with the word “euro” in the Latin alphabet and the Greek alphabet.
  • Magnetic ink[42] – Some areas of the euro notes feature magnetic ink. For example, the rightmost church window on the €20 note is magnetic, as well as the large zero above it
  • Microprinting[42] – The texture lines to the bottom, like those aligned to the right of ΕΥΡΩ mark on the €5 note, consist of the sequence “EURO ΕΥΡΩ” in microprinting.
  • Matted surface[42] – The euro sign and the denomination are printed on a vertical band which is only visible when lighted at an angle of 45°. This only exists for the lower value notes.
  • Bar code[42] – When held up to the light, metallic bars can be seen to the right of the watermark. The number and width of these bars indicates the value of the note. When scanned, these bars are converted to Manchester code.
Se esaminiamo cioe’ una banconota al microscopio, troviamo questo:

File:Mikroschrift 100EUR.jpg
 
Se la esaminiamo con un sensore magnetico, c’e’ questo:

File:Magnetic Serial number and security label on a Euro banknote (recorded using CMOS-MagView).jpg
 
E se esaminate il barcode sulla banconota, ci trovate questo un barcode in formato Manchester, che tanto per essere chiari e’ questo:
Allora, adesso ripetete ancora: “non c’e’ elettronica dentro una banconota”. Difficile , vero? C’e’ un sacco di elettronica, dentro una banconota. Non e’ elettronica attiva, ma e’ fatta per interagire con le vending machine, i disributori automatici, i bancomat, etc etc.

Perche’ non la vedete? Beh, innanzitutto perche’ non VEDETE tutte queste cose, non si vedono ad occhio nudo. Ma c’e’ un altro paradosso, che e’ il nome. Se io metto un inchiostro magnetico visibile solo ad una macchina, voi non ci vedete Skynet perche’ la parola “inchiostro” per voi indica un basso contenuto tecnologico.

Se io vi dico “nanotecnologia fotomagnetica”, improvvisamente vi si drizzano le antenne: cazzo, hanno messo una nanotecnologia fotomagnetica nelle banconote! Ci spiano! 

Non c’e’ bisogno di andare tanto lontano: se avete ricevuto un passaporto dopo il 2006, il vostro passaporto contiene gia’ un RFID. :
File:Biometric passport RFID chip high res.png

E’ carta, vero? E’ normalissima carta. Eppure, se passate vicino ad un lettore RFID con il passaporto, venite identificati. Sospresi? Adesso, siete davvero sicuri

che il contante sia “anonimo”? Che cosa succederebbe se qualcuno facesse come si fa coi passaporti e ficcasse un RFID nelle banconote? OOPS.  E non e’ necessario che l’ RFID sia in tutte le banconote. 

Che cosa succederebbe se qualcuno immettesse, che so io, 10.000 banconote con un RFID dentro? OOPS. E come fareste voi a sapere che non sia proprio la vostra banconota?

Questi concetti che vado spiegando sono cio’ che in gergo si chiamano “Internet delle Cose”. Si tratta della possibilita’ di rendere “come la vostra carta di credito” ogni oggetto. 

E non e’ una cosa da fantascienza, perche’ la roadmap e’ in orario, ed e’ questa. 

File:Internet of Things.png
Come vedete, il target del 2010, ovvero l’uso di RFID per sorveglianza (antitaccheggio), dispositivi medici, trasporti, passaporti (documenti) e tutto quanto e’ stato centrato. Locating people, e’ ancora parziale, ma i passaporti contengono gia’ RFID e le SIM dei vostri telefoni fanno il resto. Solo gli oggetti e il target del 2020 sono ancora parziali. Ma siamo nel 2013.


Allora, signori, fatevene una ragione: la differenza tra “oggetto elettronico” e “oggetto non elettronico”,  persona elettronica o persona analogica non sono relative alla quantita’ di chip che avete addosso. Se la vostra borsa, la vostra maglietta, i vostri soldi , contengono un chip, di infilarvelo addosso il tecnologo se ne frega. E anche senza chip, la biometrica facciale puo’ fare il resto.

Quindi, se qualcuno di voi si illude che il suo denaro sia solo carta stampata e che “non sia tracciabile”, si illude. Non solo il denaro come lo pensate voi non esiste da anni, ma anche se avrete la banconota in tasca, nessuno in futuro vi potra’ evitare che la banconota parli con qualsiasi sensore. 

Lo fa gia’ il vostro passaporto, e non lo sapevate nemmeno.

Ora, il fatto che l’Italia usi poco queste tecniche (anche se e’ dal 2006 che il vostro passaporto “vi spia”) non significa che non esistano. E non significa che nessuno le usera’ mai. Vi hanno introdotto un RFID nel passaporto e nessuno di voi lo sapeva. Quando avete il passaporto in tasca, se passate a fianco di un lettore RFID, lui dice chi siete. 

Credete pure che un pezzo di carta sia solo un pezzo di carta, e illudetevi che il vostro corpo sia “biologico” solo perche’ non avete un chip sottopelle. 

Ma se credete questo, presto subirete un sonoro choc. A meno che la vostra nazione non decida di rimanere nel terzo mondo, ma se cosi’ sara’, temo che dovrete rassegnarvi a fare la fame fisica,

quella per cui si muore, perche’ presto chi ha perso il treno sara’ semplicemente MORTO. Di fame.

E se qualche grillino pensa che “ma l’ M5S e’ contro il denaro elettronico” e che “M5S fermera’ tutto questo”, ho brutte notizie: Casaleggio, il vostro “Guru” e’ un fanatico di questa idea :

http://www.casaleggio.it/pubblicazioni/Focus_internet_of_things_v1.81%20-%20eng.pdf

 E sapete, se invece di tracciare il denaro con cui comprate le cose , tracciamo le cose, non e’ che vi cambia molto.

Uriel

(1) I software di biometria lavorano sul viso come sulle impronte digitali, riconoscendo una serie di pattern “notevoli”. C’e’ il problema di incidenti stradali, cosmetici ed altro, ma ci stanno lavorando.