La Chiesa del Bitcoin

La Chiesa del Bitcoin

Nel post su “Libra”, la moneta che non cambiera’ un cazzo di nulla e arriva pure in ritardo, ho menzionato la “Chiesa del Bitcoin” come causa della sua odierna irrilevanza, e visto che qualcuno si e’ risentito, intendo farlo risentire ancora di piu’. Sei un coglione e te lo dico in faccia, cocchino: get used to it.

Allora, quando parlo della “Chiesa del Bitcoin” mi riferisco ai farlocchi cyberchic che vivono di un particolare hype, che e’ stato il Bitcoin (e con lui la selva di criptomonete che sono nate dopo, tutte ridotte al nulla proprio dalla chiesa di farlocchi che dice di esserne entusiasta).

Per capire in che modo questa Chiesa del Bitcoin ha ridotto al nulla qualcosa che poteva in effetti essere “disruptive” verso il sistema bancario e finanziario, occorre fare un salto indietro. Anzi, facciamo un flashback. Un giorno io sto passeggiando per Amsterdam (sta ad un’ora e mezza di ICE da dove vivo) e vedo una cosa simpatica.

Una birreria che consente di pagare in bitcoin. Siccome avevo comprato alcuni bitcoin (era circa il 2012, o roba cosi) e avevo ancora la app sul cellulare decido di sedermi, ed effettivamente le cose vanno cosi’. Ok, al cambio attuale ho pagato la birra quanto un’utilitaria, ma il punto e’ un altro. Il punto e’ che ci fu un tempo nel quale coi bitcoin potevi comprarci cose.

E non era una cosa irrilevante: era proprio questo che faceva paura, che era “disruptive”. Perche’ se ci possiamo comprare cose al dettaglio, come cash, allora abbiamo creato una moneta che equivale alla carta stampata. E se consideriamo una massa circolante di ~8MLD di €, beh, stiamo parlando di una moneta nazionale di tutto rispetto. Non come Euro o Dollaro, ma ~8MLD di cash stampato e’ gia’ una piccola moneta nazionale. Le banche centrali e i legislatori avevano ragione di preoccuparsi.

Ma poi arriva la Chiesa del Bitcoin e tutti questi farlocchi cyberchic cominciano a raccontarci che no, il Bitcoin non va visto come una moneta, bensi’ come una forma di fintech. Ed e’ quello che e’ successo: le probabilita’ di comprare una birra , diciamo ~3€, con il bitcoin sono ridottissime. Ma questi farlocchi cyberchic non si sono chiesti cosa significhi questo.

Grazie a questa genialata e alla sua finanziarizzazione, il bitcoin (e le altre criptomonete) sono diventate dei derivati esotici che hanno come sottostante il nulla, ovvero vivono di domanda. Il guaio e’ che se una moneta con ~8MLD di carta stampata te la fa una nazione riconosciuta all’ ONU, ~8MLD di derivati esotici senza sottostante ve li caga il gatto di Soros.

Nel mondo dei derivati, un valore di ~8MLD non e’ praticamente nulla. In pratica, la chiesa dei farlocchi cyberchic e’ riuscita a trasformare qualcosa che poteva essere desruptive in qualcosa che la finanza sa come gestire, che gestisce ogni giorno, e che gestisce in misura ~10000 volte piu’ grande. In pratica, hanno costruito la lettiera del gatto di Soros usando un’idea tutto sommato “desruptive” per farlo.

Questi farlocchi cyberchic, che sono troppo farlocchi persino per trovare un lavoro decente nell’ IT (parlano di IT, ma non lo fanno) , non avevano alcuna intenzione di usare Bitcoin per comprare cose, perche’ comunque non avevano i soldi. Essi hanno deciso di utilizzare il bitcoin non tanto per usare i soldi , ma per farci due soldi . Non per nulla, tutti i “bitcoin entusiast” e i “criptocoin entusiast” oggi vivono di catene di sant’ Antonio sui social, quando non si limitano a fare scalping su qualche exchanger di criptovalute, per se’ e per gli amici che ancora prestano loro soldi. I rivoluzionari che avrebbero dovuto cambiare il mondo della finanza sono diventati piccoli broker di provincia, il parco buoi, ma non di Cuccia: il parco buoi delle cosiddette whales , quelli che hanno i soldi davvero, buttano in criptomoneta il budget del cibo del criceto, e dominano completamente qualche blockchain. Si sono criptomonete ove diventate delle whales con 100K€, e loro ci investono i risparmi della nonna e sperano di uscirne vivi. Poveri fessi.

Il primo motivo per cui Bitcoin e le criptovalute non fanno paura a nessuno e’ semplice: la Chiesa del Bitcoin ha trasformato una valuta (che poteva far paura per dimensione) in un derivato esotico (che per via delle dimensioni miscoscopiche ha l’impatto delle cagate del gatto di Soros) .

Il secondo motivo per cui la Chiesa del Bitcoin, ovvero la massa di farlocchi cyberchic che ci si e’ buttata sopra ha rovinato tutto e’ questo: nel tentativo di farlo sembrare una cosa seria si sono messi a scimmiottare i rituali (gia’ assurdi) della finanza speculativa.

Esatto: proprio quei rituali dell mondo che questi “rivoluzionari” volevano distruggere. E cosi’ hanno cominciato a fare le ICO per imitare le IPO di borsa. Ora, se c’era un meccanismo speculativo che questi fessi andavano cantando di voler abbattere era proprio questo, e ben sapendo che le loro criptomonete soffrono tutte, nel momento iniziale, di un problema di arbitraggio , che fanno? Ma si inventano la ICO, si mettono la cravatta di papa’ e si sforzano di sembrare delle persone serie come quelli che fanno la finanza vera. Definirli patetici e’ troppo: mi limitero’ a sottolineare il lato ridicolo.

E allo stesso modo hanno cominciato a volersi rifare una verginita’ : siccome venivano accusati di favorire il riciclaggio di denaro (invece il denaro “normale no, eh”) , erano cosi’ ansiosi di dimostrare di essere persone serie che per cambiare dei bitcoin in monete devo fornire piu’ dati di quanti non ne abbia dovuti fornire per avere una carta di credito Revolut. Dovevano essere la nuova finanza elettronica , vero?

E per non farci mancare niente, per poter entrare nei mercati “seri” (ma perche’, poi? Non volevate creare una moneta?) si sono anche messi a mendicare autorizzazioni dalle varie autorita’ di borsa.

Sia chiaro: non sto parlando di una “rivoluzione tradita”: Non sto dicendo che gli idealisti, puri e buoni, si siano lasciati sopraffare dai realisti astuti e malvagi. No, no: sono stati (e sono ancora) proprio gli idealisti a vendere il culo: e fanno anche il 3×2.

Sono stati proprio i primi “criptoentusiasti della prima ora” a vendersi per primi, a chiedere da subito autorizzazioni, a creare wallet online (una contraddizione in termini) ed exchanger online, e ad abbandonare gli sforzi di trasformare il Bitcoin in una moneta corrente accettata nei negozi.

Proprio loro: la Chiesa del Bitcoin, cioe’ i farlocchi cyberchic che hanno sostenuto per prima l’idea, l’hanno venduta per un piatto di lenticche. Non hanno scuse.

L’ultima ragione che mi porta a ridere in faccia ai farlocchi cyberchic della Chiesa del Bitcoin e’ che trasformando le criptomonete in un derivato esotico (il top del top della speculazione finanziaria) hanno di fatto creato la necessita’ di cambiare il bitcoin in una moneta tradizionale.

Quelli che volevano “cancellare le banche centrali”, cioe’, si ritrovano a dover cambiare le loro criptomonete in Dollari, Euro, e tutto questo sterco del demonio prodotto dalle banche centrali stesse: in definitiva, cioe’, i banchieri centrali stanno dormendo tranquillissimi. Non esiste NESSUNA banca centrale che sia minimamente inficiata da queste “monete”: si tratta dell’equivalente di quegli oggetti che si comprano nei mondi virtuali dei giochi di ruolo. Certo, li puoi anche comprare e vendere, ma quando li “vendi” poi devi cambiarli in moneta corrente. E la moneta corrente la controllano proprio le banche centrali.

MA anche la decisione dei farlocchi cyberchic di non investire nell’adozione della moneta e gettarsi a peso morto sulla sua finanziarizzazione e’ una colpa grave, per diverse ragioni:

  • dalla nascita di Bitcoin ci sono state fior di crisi di cui approfittare. Turchia, Russia, Grecia, Credit Crunch, India (il ritiro delle banconote), Cina (tre o quattro svalutazioni del renmimbi).
  • dalla nascita di Bitcoin si sono susseguite innovazioni nel mondo del fintech, per esempio sono nate tutte le carte come Revolut, Monese, Monzo, Paysera, etc.
  • dalla nascita di Bitcoin, i regolatori hanno fatto regole meno stringenti per il fintech, come PSD2 ed altri negli USA.
  • sono nati svariati mercati decentralizzati, come Openbazaar, Sharetribe ed altri.

Non ci sono scuse: il Bitcoin non e’ diventato la lettiera del gatto di Soros perche’ ci sono state circostanze negative (le crisi finanziarie non sono mancate), e non e’ stato perche’ siano mancate aziende che investivano in servizi che si potevano legare ad una blockchain (vedi revolut &co) , e non e’ stato nemmeno il regolatore ad ostacolarli, perlomeno in EU.

farlocchi cyberchic si sono suicidati , hanno deciso di mangiare un uovo rancido oggi piuttosto che una gallina domani, e si sono gettati sui due spiccioli che le whales gettano loro quando fanno una ICO: immagino che per chi traffica normalmente in derivati, una ICO sia una specie di hobby del sabato.

Come se non bastasse, per darsi un’aria sacerdotale i farlocchi si sono dotati di un gergo ormai incomprensibile ai piu’, col risultato che per la persona comune (che avrebbe dovuto cominciare ad usare il Bitcoin) non e’ piu’ possibile capire un discorso tra farlocchi cyberchic che parlano di criptomonete. E chi non capisce, col cavolo che cambia i suoi buoni, vecchi soldi che tutti capiscono in qualcosa che non parla una lingua intelleggibile. Ma i farlocchi cyberchic avevano troppa fretta di vendersi come esperti di qualcosa, e la Chiesa del Bitcoin ha offerto loro l’abito talare che cercavano.

E cosi’, Bitcoin oggi e’ la sabbietta del gatto di Soros. Per colpa loro.

E no, non hanno scuse. Lo hanno fatto perche’ stupidi, ignoranti e incompetenti

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