Io , la Lega Nord e il razzismo.

Ho appena scritto un commento sul blog di una persona, riguardante l’etimo della parola “terroni” (almeno in Emilia, dove e’ nata per indicare i veneti) , che mi arriva l’ “accusa” di essere troppo indulgente nei confronti della Lega.

As usual, inizio rispondendo che i tribunali del popolo non esistono piu’, e comunque non mi mettero’ mai sul banco degli imputati. Fottetevi pure.


Se invece dovessi rispondere, ricorderei l’ unico trascorso in politica di cui ricordi. Cioe’, quando passai qualche anno dentro la sede-arci-spim-PCI , insomma l’edificio che nel mio paesello natio rappresentava la presenza concreta del PCI.

Il posto era una cosa come “La casa dalle finestre che ridono”, ma piu’ noioso. Per questo era molto diffusa la trombata matriciale, cioe’ e’ uno di quei posti ove nel tempo la probabilita’ che tutti trombino tutti e’ 1.

Ora, nella prima meta’ degli anni ’80, il PCI veniva ancora dal mondo dei lavoratori. Dal mondo dei poveri, o se preferite dei meno abbienti. Quelli di cui oggi si rifiuta la memoria.

Ora, cosa si vedeva in quelle sedi? Si parlava di politica, certo. C’era molto dialetto, per dire. C’era molta ignoranza, per dire ancora. Si’, signori. Quell’gnoranza che oggi sembra relegata nella Lega: gli elettori che oggi sono della Lega fino aqualche tempo fa erano la grande massa dei volontari che montavano le Feste dell’ Unita’, erano la grande massa delle persone che andava a friggere il pesce negli stand.

Ed erano, appunto, ignoranti. Parlavano dialetto, non avevano scuola. E non erano marziani, no. Mia nonna, classe 1917, ha la quarta elementare. Mio padre, classe 1945, ha la prima media.

No, non erano alieni. Lo so, voi invece siete figli di nobili e nipoti di nobili. Io no.

Direte voi: ma li’ non c’era il razzismo. Bah. C’era odio. Tanto odio. C’era quell’odio che hanno solo i poveri. Quell’odio che ti urla in faccia se osi contraddirlo. Quell’odio che non ti ascolta se cerchi di discutere.

Erano razzisti? Mah, ricordo che odiavano gli ebrei , per la storia della Palestina.  Odiavano i democristiani. Odiavano i ricchi.
Non odiavano una razza, odiavano un partito o un classe sociale, o una nazione.

Ora, c’e’ tanta differenza tra odio e odio? No, non credo. Era sempre lo stesso odio ottuso, verso qualcuno mai visto e mai conosciuto, espresso in grida , in volti distorti dalle grida, dalla bocca spalancata , con gli occhi cattivi ridotti a fessure.

Eh, si madama contessa: i poveri puzzano. E odiano. E hanno rabbia. Come nella Lega di oggi. Come nel PCI di allora.

Direte voi: per quale motivo allora il PCI non e’ diventato come la Lega? Beh, la ragione e’ semplice.

La prima cosa e’ che c’era una certa abilita’ nel nascondere gli “internals” del partito. In realta’ se foste entrati con un microfono nascosto o con una telecamera dentro una di quelle sedi avreste visto piu’ o meno lo stesso odio e lastessa rabbia contro categorie indefinibili e sconosciute, la stessa rabbia e lo stesso odio che vedete oggi nella Lega. No, non erano dei Peppone. Non erano “buoni”, in fondo. Erano cattivi e odiavano. Odiavano molto.

Ma il PCI era maestro di propaganda, e cosi’ quelle componenti venivano accuratamente “nascoste”,  ovvero tenute in alcune precise posizioni  durante le manifestazioni , rese inavvicinabili ai giornalisti attraverso servizi d’ordine ben addestrati.

C’era quello che oggi si direbbe “un ottimo frontend”.

Ma riconosco, nella Lega, quelle componenti proletarie che vedevo nel PCI. Solo che oggi Rosa e Olindo hanno “la villetta a schiera immersa nel verde a due passi dal centro” , mentre all’epoca erano dichiaratamente poveri. Ma rimangono i poveri di oggi. Sono nuovi poveri che hanno nuove ignoranze e nuovi odii.

Adesso odiano i meridionali e gli immigrati, ma sono due categorie qualsiasi. All’epoca odiavano, dello stesso odio che-non-ascolta , i democristiani. All’epoca odiavano, dello stesso odio che-ti-grida-in-faccia-in-dialetto , i “ricchi”.  Gli americani. Gli ebrei. Hanno solo cambiato qualche parola, ma l’odio, quell’odio che hanno gli ignoranti, quell’odio di chi ha scoperto il grande male da uccidere ad ogni costo, e’ sempre quello.

Solo in seguito, il PCI inizio’ a vergognarsi di queste persone, e ad emarginarle lentamente. Ma all’epoca erano utili. Perche’ erano accecati abbastanza da lavorare tanto, montare gli stand e non fare mai domande. Non facevano mai domande, perche’ avevano tutte le risposte: “e’ tutta colpa di quelli li’”. E se uno scrutatore faceva troppe storie, diciamo uno scrutatore democristiano, beh, almeno dalle mie parti erano guai.

“Cupari’ tuti l’e’ pòc” (ammazzarli tutti sarebbe troppo poco).

Allora, cosa vedo nella Lega? Vedo una costola del PCI. Vedo quegli ignoranti, gli stessi sguardi convinti di aver capito tutto. La stessa prepotenza nel numero. La stessa prepotenza del gridare. Solo che a quei tempi erano, ben nascosti ai media, dentro il PCI. Ben nascosti.

Certo, da un dato momento in poi di quella gente bisogno’ vergognarsi. Rifiutavano di uscire dalla dimensione ottusa ed urlante nella quale erano. Qualcuno di loro (molti) fini’ nella Lega, qualcuno nei vari estremismi di provincia ,  qualcuno di questi oggi milita con Di Pietro. Gli altri odiano la CIA per le scie chimiche, inventano motori di Schietti,  odiano i rettiliani, odiano la chiesa ,  eccetera. Ma non lo fanno con una ragione: e’ che la vita del povero ignorante e’ quella di un cane impotente chiuso dentro un sacco, cui schiacci la coda.

La cecita’ e’ l’ignoranza che non gli permette di risalire alla fonte del dolore, la rabbia e’ quella di chi viene ferito, l’avversario e’ qualsiasi cosa capiti a tiro.

Non servono motivazioni: una vita di umiliazioni e mancanze ti carica di rabbia , la tua ignoranza ti dice di mordere alla cieca, il bersaglio e’ la prima mano che si avvicina.

Ma lo schema che ne risulta e’ sempre quello: grido qualcosa in dialetto, odio qualcuno, la mia vita e’ una sequenza di quei “due minuti di odio” che George Orwell descriveva cosi’ bene. Se qualcuno li contesta gridano, se li contesta ancora gridano in branco.

Sono loro.

Ecco perche’ non mi scaglio cosi’ violentemente contro la Lega o gli altri populismi: e’ una costola della sinistra.

Ma non in senso politico e/o ideologico. In senso storico. Quella gente li’ viene dal PCI. Viene da quella massa rabbiosa e odiatrice che e’ stata cosi’ amorevolmente coltivata dentro il PCI. Non per nulla lo stesso Bossi nasce politicamente li’.

Ma quello che fa Bossi prima lo faceva qualsiasi caposezione del PCI: sapeva gestire la loro rabbia , li sapeva irreggimentare, sapeva dar loro un nemico. I due minuti di odio.

Certo, oggi nessuno vorrebbe ammettere di averli avuti in pancia. Nessun partito vorrebbe ammettere di essere stato un partito operaio: ci raccontano che gli operai del PCI erano poveri ma colti, che non e’ vero. Che in fondo erano buoni e umani. No. Parlavano dialetto , erano ignoranti come capre. Urlavano e odiavano. Odiavano in senso inumano.

Oggi la sinistra ha selezionato. Ha tenuto quelli alla moda. Ha tenuto solo quelli che odiano con un veleno sottile, contorto, sibilante, presentabile  fatto di parole che parlano di giustizia: l’odio del gesuita. L’odio del cristiano che parla di pace perche’ porta la guerra,che parla di amore perche’ porta l’odio. Non per nulla nel PD oggi ci sono proprio i gesuiti.

Cosi’ il PD di oggi ha lasciato questo blocco a se’ stesso, il povero ignorante italiano non era abbastanza british, e ovviamente qualcuno lo ha raccolto. Ma questi militanti rimangono quelli che erano: una costola della sinistra.

E lo erano, storicamente.

Io ho memoria.Ricordo. Ed e’ per questo che non riesco ad odiarli cosi’ tanto. Perche’ so una semplice cosa: che i poveri sono anche ignoranti. SEMPRE. So che i nuovi poveri saranno pieni di una nuova ignoranza. E so che gli ignoranti sono fanatici. SEMPRE. E so che odiano. SEMPRE. E’ la poverta’ che fa questo, non l’ideologia, non il partito.

E se oggi sono in un partito che non piace alla sinistra e’ per una ragione molto semplice: avete deciso di ignorarli. Avete deciso di comportarvi come se fossimo nella vostra idea di paese anglosassone, dove i poveri ignoranti non esistono.

Avete deciso di credere a quei paesi che sono bravissimi a coltivare un’immagine-vetrina, fatta di strade pulite, grattacieli di design, gente vestita alla moda, poveri invisibili.

Bene, quelli sono i poveri invisibili. Solo che qualcuno li ha resi visibili. Capita anche all’estero. Persone che un tempo erano con voi, e oggi non lo sono piu’. E se non lo sono piu’ non e’ perche’ loro se ne siano andati, ma perche’avete deciso di vergognarvi di loro.Se sono nella Lega e’ perche’ li avete cacciati.

Se ne sono andati quando avete chiamato “pericoloso scatto in avanti” cio’ che avete promesso loro fino al giorno prima. Se ne sono andati quando avete rifiutato di parlare in dialetto nelle sezioni. Se ne sono andati quando avete iniziato a parlare questa lingua aliena che era l’inglese.

Per questo oggi vi odiano: li avete schifati. La loro voglia di rivincita viene da questo. Il loro odio viene da questo: che finche’ vifacevano comodo a portare l’ Unita’ porta a porta, finche’ vi facevano comodo a montare stand , quando vi facevano comodo per scortarvi quando avevate paura dei neofascisti, allora li evete usati. Poi, quando tutte queste cose sono passate di moda, avete deciso di vergognarvi di loro. Li avete schifati. Snobbati.  E ora vi odiano.

E credetemi, quelli a odiare sanno fare.
Come voi, in fondo.

In fondo, quelle sono le vostre radici. Sono quella nonna che scorreggia a tavola di cui vi vergognate di fronte agli zii d’america. Solo che voi li avete cacciati di casa. Fate finta di non riconoscerli.

Ma quelli siete voi. Quelli sono lavostra cattiva coscienza.

C’e’ una cosa che avete ancora in comune: laforza che vi spinge, cioe’ l’odio.  Oggi non urlate piu’ cosi’ ,con la faccia deformata e la bocca spalancata, quegli occhi a fessura, cattivi.

Oggi non zittite piu’ con la forza del branco.

Oggi parlate,parlate, deridete,  insultate. Usate parole piu’ colte, usate l’italiano, usate l’inglese. Ma siete sempre voi. Sono le vostre radici.

La Lega siete voi. E’ la storia di poverta’ che ogni famiglia italiana ha alle spalle, basta andare indietro nel tempo di qualche generazione.

Solo che la Lega ha trovato il modo, l’arroganza del nuovo ricco, , la vittoria politica, per farli emergere. E nella Lega hanno trovato qualcosa che voi non siete riusciti a dargli voi: la vittoria.

Ma non mi dite che ci sia tanta differenza tra Borghezio e Boso e i vari “capi del servizio d’ordine”,i capetti di provincia,  i Francone che venivano a darvi man forte alle manifestazioni.

No, Peppone non e’ mai stato un “burbero in fondo buono.” Peppone era un elemento come Borghezio, un elemento di cui oggi vi vergognate.

Tutto qui. Odiando la Lega finirei con l’odiare un pezzo delle radici del PCI, e non solo: un pezzo di quell’ignoranza che e’ dentro ogni famiglia italiana, basta andare indietro di qualche generazione.

E lasua trasformazione in partito politico non e’ altro che la patina di lucido con la quale pretendete di essere un partito “yes we can”, e di non avere nulla a che fare con i vecchi odiatori ottusi di un tempo.

Uriel

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