Imbecilli in eta’ adulta.

Quando una persona parla di modernita’, invariabilmente riceve due generi di risposte da tutti i bigotti arretrati. Una delle due e’ che “gli anziani” non possono certo usare tecnologie moderne, l’altra e’ che i cambiamenti sociali sarebbero sempre un problema “per i bambini”. Ogni volta che proponete cambiamenti tecnologici vi rispondono che “gli anziani”, mentre ogni volta che chiedete una societa’ piu’ moderna vi rispondono che “i bambini”.

Sul piano puramente materiale, sono semplicemente VACCATE. La tecnologia normalmente finisce con il rendere MENO FATICOSO  , MENO PERICOLOSO, o PIU’ BREVE il lavoro.  Se consideriamo che gli anziani sono nel mezzo di un periodo di decadimento fisico, possiamo dire che, quasi sempre:
  1. La fatica e’ un fattore competitivo a vantaggio dei giovani. Una persona fisicamente giovane e robusta puo’ svolgere piu’ lavori faticosi di un anziano debole e pieno di problemi di salute. Quando arriva la tecnologia, semmai sono gli anziani ad essere FACILITATI. Non si capisce per quale motivo un anziano dovrebbe trovare piu’ comodo fare 5 km di citta’, aspettare in qualche ufficio per ore in coda, a prescindere da eventuali problemi alle gambe ed alla schiane (peraltro molto comuni) , mentre sarebbe cosi’ terribile per l’anziano fare la stessa cosa senza muoversi da casa.
  2. Il pericolo e’ un fattore discriminante a sfavore degli anziani ed in generale dei deboli. Casomai non ve ne foste accorti, se siete uomini e giovani avete l’abitudine di entrare in ascensore con sconosciuti, rimanere da soli in carrozze di treni con un altro uomo, passeggiare la notte , andare a ritirare liquidi al bancomat e in banca. E’ un atteggiamento irrazionale perche’ potreste venire aggrediti comunque, ma se osservate una donna, gia’ alcuni di questi comportamenti vengono evitati per principio.(1) La tecnologia tende a limitare questi problemi. Potete essere contrari quanto volete, ma dare le pensioni su un conto corrente e una carta di credito rende piu’ sicuri gli anziani , che vengono rapinati, scippati e truffati (-dei liquidi-) molto spesso.
  3. La durata delle  e’ un fattore discriminante a favore di chi ha tempo , concentrazione e specialmente la forza fisica di girare per uffici, anche piu’ di un ufficio, e magari ha bisogno di aiuto da parte di qualcuno. E’ assolutamente incredibile che una persona anziana preferisca muoversi fisicamente , girare per la citta’ seguendo i vari uffici , discutere e litigare di volta in volta con ogni impiegato, anziche’ semplicemente trovarsi dietro ad un monitor o usare una tavoletta.
In realta’, gli anziani sono una foglia di fico. Nessun anziano avra’ mai niente da ridire se gli date la possibilita’ di fare le stesse cose in maniera meno pericolosa, piu’ breve e meno faticosa. In generale , chi ha il problema in realta’ e’ l’imbecille di eta’ adulta, il quale teme che il suo piccolo spazio di potere venga toccato , che il suo lavoro diventi superfluo, che qualcun altro piu’ bravo di lui con l’informatica lo superi nella carriera.
Il problema tra informatica ed anziani NON ESISTE: non c’e’ UN SOLO vantaggio dell’informatica che non benefici materialmente gli anziani PIU’ dei giovani. Un tempo, quando i lavori di campagna erano quasi tutti manuali, la vecchiaia arrivava in fretta. Poi arrivano i trattori,  e si scopre che un anziano puo’ arare almeno per dieci anni in piu’ di prima.
Ma immagino cosa abbiano detto i loro figli -peraltro ansiosi di ereditare la fattoria- quando hanno visto il primo trattore: “non vi aspetterete che mio padre guidi una di quelle cose?”. In realta’, il padre non poteva piu’ arare coi buoi perche’ troppo vecchio, e guidare quel trattore aveva prolungato la sua vita lavorativa.
Esattamente cio’ che I FIGLI non volevano!
Non credo MAI a chi mi dice che un mondo ove ogni cosa si fa al computer sia CONTRO gli anziani. Se c’e’ qualcuno che beneficia di una innovazione del genere e’ proprio chi fatica di piu’ a muoversi.
E’ vero che un anziano puo’ avere dei problemi di vista: ma posso ottenere un computer adatto ai ciechi MOLTO piu’ facilmente di quanto voi possiate ottenere UNA CITTA’ adatta ai ciechi!Anche se parliamo di anziani con problemi fisici , problemi di vista o problemi di deambulazione, sono pronto a scommettere che posso costruire un computer adatto a loro molto, molto, molto prima che le citta’ italiane e gli uffici pubblici siano adatti ai disabili.

Anche sul piano dei bambini, in nome loro si fanno le peggiori porcherie, al solo ed esclusivo scopo di proteggere i porci comodi degli adulti. Se proponete qualsiasi cambiamento di tipo sociale (dal divorzio alle femiglie gay sino alla carriera delle donne), tutto quello che vi verra’ detto e’ che “ommioddio, nessuno pensa ai bambini”

Ci sono diverse ragioni per tutto questo. La prima cosa da capire e’ molto semplicemente che nessuno pensa ai bambini perche’ la richiesta esplicita e’ DI NON PENSARCI. Quando andiamo a vietare qualcosa pensando che sia sconveniente per i bambini, non stiamo pensando ai bambini: stiamo solo evitando agli adulti la fatica di badare a loro.

Se andate a proporre contenuti per adulti in una normale TV, quello che vi diranno e’ che non pensate ai bambini. Ma il vero scopo e’ quello di lasciare i bambini di fronte alla TV, senza doversi preoccupare di quel che vedono: ovvero, lo scopo e’ quello di NON pensare ai bambini. Censurando la TV, il genitore e’ PROTETTO dal compito di decidere cosa debbano guardare ai figli, COMPITO CHE NON SAPREBBE SVOLGERE PERCHE’ INCOMPETENTE ED INADATTO, e lo delega allo stato.

In Graf Adolf Strasse a Duesseldorf troverete diversi sexy shop, primo tra tutti un grosso Beate Uhse. La vetrina da’ sulla strada, ed espone lingerie e diversi oggetti. Ora, il punto e’ che la richiesta sara’ “ommioddio, nessuno pensa ai bambini?”. E la scenetta che verra’ prospettata e’ “e se mio figlio mi fa delle domande, io cosa gli dico?”. E questo e’ proprio il punto: lo scopo di questa protezione non e’ quello di proteggere il bambino, ma di evitare il momento in cui l’adulto dovrebbe spiegare, MA NON SA FARLO.

Non stiamo affatto proteggendo il bambino: lo stiamo tenendo nell’ignoranza. Quello che stiamo proteggendo e’ l’incompetenza genitoriale dell’adulto, che teme di dover fare il proprio dovere e di dover spiegare ad un bambino che cosa sia quel negozio -ammesso che lo chieda-.

La verita’ e’ che quando qualcuno dice di censurare qualcosa o di vietare qualcosa per “proteggere i bambini”, sta semplicemenre RIFIUTANDO di farlo di persona, essendo INADEGUATO e INCOMPETENTE. Il recinto di sicurezza che il genitore costruisce attorno al bambino “per proteggerlo” non ha MAI lo scopo di proteggere il bambino, bensi’ quello di sollevare il genitore dal compito di proteggere il bambino.

Cosi’, sarebbe meglio smetterla con queste cazzate. Non ci casco, e presto non ci caschera’ piu’ nessuno.

  1. Quando qualcuno vuole fermare il progresso perche’ “gli anziani” , ” la vecchietta”, non ce la farebbero, sta raccontando palle. La verita’ e’ che il progresso ha sempre reso le cose meno faticose, meno pericolose e meno estenuanti, cioe’ piu’ adatte agli anziani. Chi tira fuori questa scusa e’ un adulto INADEGUATO che cerca di proteggere SE’ STESSO ED I SUOI INTERESSI dal progresso, attribuendo agli anziani la PROPRIA inadeguatezza.
  2. Quando qualcuno vuole impedire cambiamenti culturali o sociali e chiede di proteggere i bambini, in realta’ sta cercando di nascondere la propria inadeguatezza a gestire i bambini stessi. L’adulto teme che emerga la propria inadeguatezza di fronte al problema di educare il bambino riguardo al nuovo mondo (che lui stesso e’ troppo arretrato per capire), e afferma -mentendo- che il bambino non sara’ in grado di capire, QUANDO LA REALTA’ E’ CHE E’ L’ADULTO A NON SAPERLO SPIEGARE.

Il fatto che col progresso tecnologico l’eta’ media aumenti dovrebbe essere sufficiente a far capire che il progresso sia sempre, o almeno nella maggior parte dei casi, di aiuto proprio agli anziani.

Ed il fatto che col progresso sociale e culturale i bambini siano quelli che acquisiscono prima le nuove abitudini dovrebbe far capire, da solo, che nell’apprendere le novita’ e nel mondo che muta i bambini si trovano benissimo e sono quelli che si adattano per primi.

Ma in entrambi i casi, anziani e bambini sono usati come foglia di fico per coprire le inadeguatezze di tanti imbecilli in eta’ adulta che temono -loro stessi- di essere obsoleti in un mondo nel quale, grazie alle maggiori tecnologie, gli anziani possono vivere MEGLIO perche’ sono svincolati dai limiti fisici e i ragazzi si adattano PIU’ IN FRETTA.

Quando parliamo di anziani, la difficolta’ (quale?) di apprendere qualcosa di nuovo (2)  sarebbe comunque compensata dal fatto di essere svincolati dai loro limiti fisici mediante la virtualizzazione che le tecnologie offrono. E se parliamo di ragazzi, qualsiasi difficolta’ del nuovo ambiente sarebbe compensata dalla facilita’ estrema con la quale si adattano.

Quelli inadeguati sono SEMPRE gli imbecilli in eta’ adulta, che NON hanno piu’ la capacita’ di adattamento dei giovanissimi e non hanno ancora la positiva serenita’ che i vecchi (che di cambiamenti ne hanno visti di piu’) hanno di fronte alle novita’.

La vecchietta che non sa usare il computer SIETE VOI.
E il bambino che non capisce le novita’ SIETE ANCORA VOI.

Gli imbecilli in eta’ adulta.

Uriel

(1) Una transessuale che conobbi, che prendeva soppressori del testosterone, mi confido’ che sebbene fosse ancora piu’ forte di una donna era diventata molto piu’ debole di un uomo, e solo per questo aveva avuto bisogno di aiuto e molto tempo per abituarsi. Nel ritrovarsi debole, improvvisamente il mondo le si era ristretto attorno, perche’ la mappa del fattibile e’ molto piu’ ampia per gli uomini che per le donne.

(2) Affermare che chi ha vissuto piu’ a lungo abbia piu’ difficolta’ ad imparare qualcosa di nuovo e’ assurdo, visto che alla prova sperimentale si tratta degli individui che hanno visto piu’ cose nuove se confrontati con tutti gli altri.