Psiconerchie artificiali II

La discussione sulla psicologia sta infuriando nel forum, e questo in un certo senso mi fa piacere , l’unica cosa che forse non si nota , ed e’ il motivo per cui ho scritto “artificiali” nel titolo, e’ che avevo intenzione di confrontare nel discorso il parallelismo tra chi studia reti neurali artificiali (quando studiavo erano assai di moda a ci si giocava, ora interessano i giapponesi che amano i robot) , e chi pretende di studiare quelle naturali. Inoltre, un secondo punto di cui vorrei parlare e’ come la psicologia non sia altro che una ideologia conservatrice il cui scopo e’ di traghettare la morale dal mondo dell’assoluto religioso al mondo della certezza scientifica. Ma andiamo per gradi.

Per prima cosa, le reti neurali artificiali. Chiunque di voi abbia esperienza di programmazione ci avra’ giocato. Ci avra’ giocato perche’ la tentazione di avere una AI sul proprio computer e’ troppo forte. Io per esempio ci giocai, per la precisione una volta per diletto (volevo scoprire se esistessero manipolazioni sistematiche nel gioco del lotto(1) mediante una Back Propagation), e una seconda volta per lavoro, implementando una rete SOM che potesse dividere la clientela in N categorie, una per piano di un edificio di N piani, per una catena che aveva edifici di altezze diverse.(2)
Contrariamente alla fantascienza, le reti neurali artificiali simulano UNA precisa funzionalita’ della mente umana, o in genere quella delle reti neurali naturali (insetti, mammiferi, etc).

Non e’ materia facile, cosi’ usero’ esempi classici e arrotondero’ per facilitare la comprensione.

La reti Back Propagation, per esempio, simulano l’apprendimento da esempi. Voi fornite una serie di esempi a questa rete, e dopo una lunga elaborazione la rete ne estrae il “sunto”, quello che chiameremmo ‘comprensione euristica”, attraverso la quale, in seguito , se inserite una richiesta vi fornira’ una risposta sensata.
Se volessimo costruire una rete simile per simulare l’apprendimento per esempio delle addizioni, potremmo per esempio decidere di volere una macchina che somma qualsiasi numero da 0 a 127 e fornisce il risultato da 0 a 256. Allora prenderemo due “percettroni” e ci metteremo i nostri esempi. Nei due percettroni di input piazzeremo i numeri da sommare, e in quello di uscita metteremo il risultato corretto, fornendo un esempio.
Esempio per esempio, opereremo l’algoritmo di back propagation simulando il trasferimento di informazione delle sinapsi con una funzione (generalmente a gradino, ma ve ne sono di piu’ complesse). E alla fine di una lunga quantita’ di operazioni di back propagation, dette “epoche”, la rete avra’ imparato a fare le somme. Voi inserirete due valori in input e la rete vi restituira’ la somma in output, o un numero molto vicino.(3) E lo fara’ (nel caso di compiti MOLTO piu’ complessi) con una velocita’ sorprendente. Persino polinomiale. Oh, yes.
Che cosa notiamo, pero’, in questa cosa? Notiamo quanto sia lungo apprendere le somme osservando gli esempi. Questo lo sapevamo gia’, dal momento che noi non impariamo le somme osservando gli esempi, ma mediante astrazione simbolica.  Ma andiamo al succo.
Ad un certo punto si e’ notato che se, DURANTE IL PERIODO DI APPRENDIMENTO, mandiamo in esecuzione una somma, otterremo un risultato che contiene piu’ errore di quel che vogliamo. Ma , attenzione, SE LO USIAMO COME ESEMPIO, migliora la velocita’ di apprendimento.
Insomma, la nostra rete neurale non ha ancora imparato benissimo. Diciamo che ha iniziato. Allora chiediamo quanto faccia 23 + 11, e lei risponde 33.76 . Sta sbagliando, ma attenzione: STA SBAGLIANDO MENO CHE SE TIRASSE A CASO.
Cosi’, anche se non e’ perfetto, questo e’ un “buon” esempio. E cosi’, se usiamo questo esempio come esempio per apprendere, UNITO A QUELLI PERFETTI, otterremo un tempo di apprendimento piu’ veloce.
La nostra mente fa questo? Certo che lo fa. Si chiama “sogno”. Ogni volta che avete incontrato qualcosa di nuovo, e siete sotto stress per impararla, la funzione di back propagation tentera’ di velocizzarsi usando dei costrutti propri -vicini agli esempi, ma inventati- come esempio.  Questo e’ il meccanismo che si chiama “SOGNARE”.
Si tratta di un effetto misurabile, la cui efficacia e’ stata dimostrata matematicamente da uno scienziato giapponese, e che di fatto e’ un semplice meccanismo che aiuta le reti neurali ad imparare piu’ rapidamente dagli esempi. Volete sapere che cosa significa? Vuol dire che
I SOGNI NON SIGNIFICANO UN CAZZO DI NIENTE.

I sogni sono “solo” il modo nel quale il vostro cervello impara piu’ in fretta. Quando siete nella necessita’ di imparare qualcosa di nuovo, in un ambiente nuovo pieno di stimoli mai visti, la rete neurale che avete in testa DEVE imparare dagli esempi. Deve farlo in fretta, e per fare questo inizierete a sognare moltissimo le cose che avete visto per la prima volta, le esperienze nuove, eccetera.

Questo processo NON ha alcun significato. Non diagnostica proprio niente. Non ha alcun significato. Non implica proprio niente. E’ una semplice strategia per migliorare le performance di una funzione del cervello.
Ovviamente gli analisti e gli psicologi adesso saranno sul piede di guerra. Certo. Gli alchimisti ODIAVANO Mendelev.  Come osava contrastare la loro perfetta visione di terra, fuoco, aria, acqua? Come osava dire che il piombo non c’entra un cazzo con Saturno?
Beh, tant’e’: SAPPIAMO, e lo sappiamo nel piu’ completo dei modi, in maniera esauriente, con prove matematiche e misurazioni di laboratorio, che il sogno serve (al cervello) “solo” per imparare piu’ in fretta delle leggi generali da cose mai viste prima (e scusate se e’ poco!).  Punkt.
Immaginate quanto sia divertente per chi maneggia queste cose , e ormai potete usare reti Back Propagation anche sul vostro PC, parlare con tutta una serie di analisti e altri psico-cialtroni i quali tentano di andare al “significato dei sogni”, o a cercare improbabili relazioni tra i contenuti dei sogni e qualche cosa di cui si stanno occupando. Semplicemente avete la precisa sensazione di parlare con dei ciarlatani. 
Andiamo al secondo punto: le unita’ di Bias, altrimenti note agli umanisti come “fantasia”.
Nella costruzione di alcune reti neurali si e’ notato che le reti migliorano di molto la loro “precisione” se insieme all’input negli esempi inseriamo un pochino di dati a  cazzo. Proprio cosi’. Nell’esempio di cui sopra (4) della rete che fa le somme, insieme all’esempio ci mettiamo , che so io, un altro numero a casaccio.
E’ come se la maestra mentre vi spiega le addizioni vi facesse notare come e’ vestita. Un giorno ha i pantaloni ed un giorno ha la gonna. Cosa imparerete? Imparerete che le somme non dipendono da cosa indossi la maestra.
Bene. Analogamente, se inseriamo dati ad muzzum in input , l’apprendimento e’ molto piu’ veloce, e specialmente la qualita’ del costrutto (la legge generale) che viene appresa e’ molto migliore. Che cosa significa in soldoni?
Significa che queste reti definiscono MOLTO MEGLIO la realta’ se , negli esempi forniti di realta’, c’e’ una parte di dati completamente irreali, scorrelati, del tutto privi di senso. Come chiamiamo questa cosa nella vita reale? “Fantasticare”.
Usare come esempio anche dei dati che non c’entrano strettamente con la cosa da imparare , cioe’, e’ il principio col quale se ogni tanto immaginiamo Pegaso saremo molto piu’ bravi a riconoscere un cavallo, ovvero che la fantasia aiuta a definire i limiti della realta’.
Anche in questo caso, possiamo dire questo:
le vostre fantasie non significano NULLA. Fantasticare, immaginare cose impossibili, improbabili o semplicemente MAI avvenute e’ una funzione fisiologica. E’ una funzione fisiologica mediante la quale la mente impara a definire i contorni della realta’.  Se sognate di trombare con mamma sopra un ippogrifo e’ solo perche’ la vostra mente sta imparando a definire il fatto che nella realta’ questo non succede. Non ha alcun significato morale. Non e’ una colpa. Non e’ in relazione a niente di niente. Non significa nulla. Non e’ successo nulla di male, se non che avete costruito un’immagine falsa al preciso scopo di definire il confini del vero.
Sul piano “morale” direi “fantasticare aiuta. Fatelo. Diventerete piu’ intelligenti e realisti. Vi sara’ piu’ facile analizzare problemi, migliorerete la vostea capacita’ di concentrazione. Non importa cosa sognate. Non importa che valore avrebbe il vostro sogno nel codice morale esterno. E’ un meccanismo fisiologico che aiuta la mente a definire i contenuti del reale. Niente di piu’“.
Capirete quindi che diamine succeda quando mettete le persone che fanno la topologia delle reti neurali in contatto con un analista, che magari pensa davvero che fantasticare sia un processo cosciente che ha dei significati di qualche genere, anziche’ una mera funzione di ottimizzazione. Il tecnico , che ha misurato l’efficacia del bias, il tecnico che ha letto dimostrazioni matematiche del perche’ il Bias funzioni, si trova con un elemento che gli dice che se fantastichi di scopare con Maurizio Costanzo allora hai un problema di qualche tipo, quando sa che serve semplicemente a definire meglio una realta’ dove Maurizio Costanzo non si trova nel nostro letto.
Qui arriviamo al punto: esiste, eccome, una branca della scienza che va a capire il cervello e l’intelligenza. Essa avanza come deve fare una vera scienza, ovvero misurando e dimostrando. Ovviamente, come ogni scienza, e’ lenta: oggi si sono simulate reti neurali artificiali sino a qualche decina di migliaia di neuroni con qualche centinaio di miliardi di sinapsi, cioe’ poco piu’ di un vermiciattolo.
Qualcuno di recente sostiene di aver simulato un gatto (Felix Felix) , cioe’ una rete di complessita’ equivalente. Non so bene che cosa si intenda con questa affermazione, ma se consideriamo che il volume del cervello e’ enorme, manca ancora molto prima che si possa simulare agevolmente un cervello umano.
Ma prima o poi succedera’. E allora avrete da una parte i chimici, e dall’altra gli alchimisti. Da un lato gli scienziati, e dall’altro gli psic- qualcosa.
occorre pero’ tener conto di una cosa: il fatto che la chimica non esistesse ancora non giustifica quelli che pensavano il piombo venisse da Saturno. Una cazzata RIMANE una cazzata, e una ignoranza GENERALE non puo’ giustificare una ignoranza particolare. Se non sai che cazzo sia il piombo, dici “non lo so”, non dici “e’ tutta roba di Saturno”.
Adesso andiamo al secondo punto: il moralismo.
Prima dell’illuminismo, la legge morale veniva ricondotta ad un assoluto, che era quello religioso. Questa operazione serviva perche’ quando dicevate “non uccidere”, e qualcuno vi rispondeva “e perche’? Quello e’ un coglione, MERITA di morire!”, voi dovevate in qualche modo giustificare il fatto che Vittorio Sgarbi avesse il diritto di vivere anziche’ essere ucciso con una scultura di Pomodoro. Per fare questo tiravate fuori la metafisica, e dicevate “DEVS LO VULT!”. E sticazzi.

In generale, quindi, ogni morale cerca una giustificazione di ordine superiore. E il problema lo si e’ sempre risolto citando un ordine assoluto di tipo religioso. Ma ad un certo punto arriva l’illuminismo, e dice “DEVS MEO LO PVPPAS!”.
Cosi’ diventa sempre piu’ difficile per i moralisti poggiare la morale su qualche assoluto metafisico. Un assoluto metafisico deve apparire in qualche modo credibile, ed un assoluto che me lo puppa perde molto del suo fascino.
Cosi’, occorre prendere la morale e trasportarlo nel nuovo regno della credibilita’, che in quel periodo ha un nome: scienza. Si sviluppa cosi’ una parte della letteratura fantastica che si occupa di trasformare il delirio teologico che sino a quel momento aveva caratterizzato la fondazione della morale e trasportarlo in qualche delirio pseudoscientifico.
Poiche’ i fisici misurano e i chimici hanno appena inventato la stechiometria, va da se’ che ai poveri psicologi non resti altro che la medicina. Anche nel mondo della medicina pero’ si inizia a misurare: non e’ un caso che Freud passi tanti anni a scrivere di soluzioni a base di oro per colorare i neuroni e osservarli meglio al microscopio. Cosi’, pero’, non va: se per parlare di una malattia mentale dobbiamo averla osservata al microscopio, non riusciremo mai a costruirci sopra la fuffa.
E allora il buon Freud ha una idea: prendiamo i contenuti della morale, e trasformiamoli in termini pseudoscientifici che dicano cose analoghe. La gente cerca una nuova morale e va matta per la scienza: trasformiamo la morale in medicina ed e’ fatta!

Cosi’ noi pensiamo che l’assassino sia -come Caino- perseguitato dalla Voce di Dio che gli ricorda il suo crimine(5) , allora siccome oggi devs meo lo pvppas  ci inventiamo il senso di colpa. Il senso di colpa prende il postodi quella voce che perseguitera’ Caino per tutta la vita.

Cosi’ come possiamo trasferire la trinita’: ego, superego, subconscio.
Poiche’ ogni donna e’ una strega (Ecclesiaste) e ogni uomo e’ indegno di essere salvato (San Paolo), va da se’ che persino chi appare integerrimo alla morale illuminista (ovvero chi non causa danni alla societa’) debba avere delle colpe. Se cosi’ non fosse il religioso arriverebbe a trovarsi un inferno vuoto: tutti questi meritevoli non hanno fatto nulla di male.
Cosi’ occorre che nella mente ci sia COMUNQUE un luogo delle perversioni piu’ bieche, degli istinti piu’ bassi, una porta aperta a Satana, che e’ diventato libidine in senso assoluto -che novita’!- e se anche la persona dice di NON avere pulsioni di quel tipo, allora ZAC! Ce le hai, ma NON LO SAI! Non lo sai perche’ sono sotto il livello di coscienza! Ma lo psicologo lo sa, perche’ vede tutto: e’ mandato da Dio, sai? Quindi sa cose su di te, che tu non sai.
La costruzione logica e’ del tutto ridicola: se io penso cose che non penso, si tratta semplicemente di cose che non ho mai pensato. E se esistono mie  memorie  che io non conosco, hanno un solo nome: falsita’. Tertium non datur: o un elemento e’ contenuto in un insieme o non lo e’.
Ma questa incredibile trinita’ va avanti. Perche’ in qualche modo occorre dare un fondamento scirntifico anche all’idea di giudizio universale, di anatema, di scomunica. Occorre che esista e che sia sempre presente il Giudizio, un Dio severo che giudica e punisce. E poiche’ dopo l’illuminismo devs meo lo pvppas, allora bisogna prendere quel tribunale e dargli autorevolezza  trasferendolo dentro il cervello. Nasce cosi’ il “super-io”, il tribunale divino che sa tutto su di te e ti giudica e ti fa star male per punirti, l’inquisizione 24/7 che non ti lascia un attimo e ti giudica se ti tocchi.
Rimane il povero ego, cosi’ inaffidabile. Esso ha bisogno di perdono dal super-io per i suoi inevitabili peccati, e anche se fosse integerrimo commetterebbe -lo voglia o no- dei peccati per via dei pensieri-che-non-pensa, cioe’ di quel mondo “basso”, il “sub-cosciente”(6) , per cui non puo’ MAI dire “io sono innocente”, perche’ tanto anche se lo fosse ci penserebbe il subcosciente con i suoi malvagi traffici a sporcare tutto.
O signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di’ solo una parola e io saro’ salvato.
Questo e’ tutto quello che si fa ideando subconscio ,  superio ed ego : perpetuare nella scienza il morente mito del peccatore senza speranza che non puo’ comunque essere innocente e che ha sempre e comunque bisogno di perdono. Questa assurda ed ingiustificata architettura della “psiche” -trasposizione dell’anima dei religiosi-  non e’ altro che il Miserere fatto medicina!
Chi studia la psiche non e’ altro che un prete in cerca di una nuova credibilita’, dopo che la sua frode e’ stata smascherata dall’illuminismo. Il background ed il modus operandi sono esattamente identici, CAMBIANO SOLO I TERMINI!
Potrei andare avanti . La “tentazione” dei religiosi viene rinominata in “energia libidica”. L’origine della tentazione e’ l’ “istinto”, ovvero il nuovo nome di Satana: sebbene sia chiaro ai biologi che gli istinti siano strategie sofisticate, razionali ed efficaci per migliorare le probabilita’ di sopravvivenza, lo psicologo relega gli istinti a bieche pulsioni immorali ed irrazionali, oscuro ricettacolo di ogni peccato. Il cialtrone deve in qualche modo prendere il male, il demonio, Satana, e trasporlo in qualche parte del cervello per salvare una morale che altrimenti morirebbe sotto i colpi della ragione. E lo fa inventando le terribili pulsioni istintive, animali ed inaccettabili, che mette nel subconscio: la porta verso l’inferno. Perche’ l’uomo e’ peccatore, indegno, anche quando NON LO SA e se non credete piu’ ai preti che ve lo dicono, allora adesso ve lo dira’ uno psicologo!
Il principio di piacere ed il principio di realta’. Oh, noi siamo schiavi dei sensi, ma ad un certo punto arriva la fede a darci la forza, non e’ cosi’? E come faremmo a dirlo, se non dicendo che il bambino segue le sue libidini (coprite gli occhi alle vostre figlie!) sino a quando non acquisisce un principio di realta’, cioe’ una forma di salvifica forza che gli permetta di ignorare queste basse pulsioni: il piacere, fonte di ogni disordine.
Con la psicologia ogni uomo diventa -psicopatologia della vita quotidiana- comunque inaffidabile, comunque colpevole, comunque depositario di un difetto perenne ed incancellabile, che necessita di continua analisi -nuovo nome della confessione- e di dolorosa presa di coscienza -nuovo nome per il pentimento: penitenziagite!- : questa inaffidabilita’, questa assiomatica impossibilita’ ad essere semplicemente persone senza particolari colpe non fa altro che prendere il posto DEL PECCATO ORIGINALE.

Stupisce tanto che la psicologia sia stata tra le prime scienze moderne ad entrare nei seminari?

A me personalmente stupisce assai poco.

Ne’ lo psicologo ne’ il prete permetteranno MAI a qualcuno di pensare a se’ stesso come innocente e affidabile, per la semplice ragione che SIA il prete che lo PSIC-qualcosa si riconoscono solo in una realta’ nella quale NESSUN uomo puo’ dirsi innocente o affidabile. Per entrambi, l’uomo in se’ e’ indegno per definizione, e’ colpevole anche quando e’ innocente, e’ malato anche quando sta bene, e semmai fosse davvero innocente, questa non e’ una buona scusa per pensar bene di lui, e laddove anche si senta bene, questa non e’ una buona ragione per non curarlo.
Uriel
(1) Si, una rete simile puo’ scoprire con estrema facilita’ un trucco come quello del Libor. Si, ci ho giocato. Si, anche Euribor e’ manipolato. Bastano 64 neuroni in back propagation per accorgresene. E se usate una rete di Kohonen per modellizzarlo , riuscite a anche a vedere nitidamente i tre tipi di clienti che ne beneficiavano.
(2) Le IA stocastiche auto-organizzanti, o reti di Kohonen, sono fantastiche quando si tratta di chiedere “prendi due milioni di scontrini e dividi i clienti in N tipologie consistenti”. Qualsiasi sia N. Ovviamente, se le categorie piu’ sensate (potete contarle sfruttando Shannon e misurando l’informazione) sono 4 e voi chiedete di dividere l’insieme in 5 , ve lo faranno, ma noterete alcuni fenomeni durante il rilassamento degli assioni artificiali.
(3) Avendo imparato a fare le somme in maniera qualitativa e non quantitativa, dovete aspettarvi un certo grado di fluttuazione. Anche la precisione dell’apprendimento si puo’ regolare, comunque, a livello di software, ma implica un maggior tempo di apprendimento.
(4) Non ha senso costruire una rete simile. La quantita’ di somme che dovrete eseguire durante la back propagation e’di gran lunga superiore alla complessita’ della somma che volete fare. Ma e’ un esempio.
(5) Falso, i criminali si autoassolvono di continuo. Di rimorsi se ne misurano pochissimi.
(6) Interessante come il subconscio, sede di cose innominabili, venga precipitato in basso (sub), mentre il super-io , il giudizio , venga messo in alto. Insomma, Satana sta sottoterra e Dio che ti giudica nell’alto dei cieli. Non e’ una scelta scontata: in realta’ si poteva mettere il mondo irraggiungibile del subconscio in alto  e chiamarlo che so io (sovraconscio) e mettere il giudizio in basso : ma questo avrebbe messo Dio all’inferno e Satana in cielo. Un poco troppo per un cocainomane moralista.