Il progetto.

Dopo che nel post vocale di ieri ho menzionato un progetto deliberatamente volto a ridurre l’Italia nello stato in cui si trova attualmente, mi sono arrivate alcune email molto critiche. Alcuni mi accusano di complottismo, altri mi accusano di diffondere bufale. Eppure potrei semplicemente citare la nuova tassa Tares , che sta per togliere altri due miliardi aggiuntivi alle tasche degli italiani, e chiedervi: ma secondo voi non lo capiscono? Possibile che non abbiano capito che alzare di altri due miliardi di euro le tasse per salvare le discutibili finanze dei comuni avra’ effetti orribili? Secondo voi sono davvero stupidi, e non hanno idea degli effetti di quel che fanno?

La risposta e’ che un docente di economia sa benissimo cosa si ottiene cosi’. Si ottiene di bruciare altri due miliardi di risparmi delle famiglie. Non puo’ non saperlo Monti , che ha diretto l’Istituto di Economia Politica e che ha diretto gli Annali di Economia. Quindi, ha per formazione e per competenza tutte le informazioni che servono a capire che effetti avra’ alzare di altri due miliardi le tasse. Cosi’ come Grilli, che – magguarda caso! – era addetto alle privatizzazioni negli anni 90, che ha le competenze per sapere cosa succedera’.

Curioso poi che si vadano a cercare due miliardi per la Tares, dopo averne dati il doppio a Monte Paschi di Siena. Anche questo e’ inspiegabile, dal momento che Monti, nel suo “Modello di Klein-Monti”, teorizza proprio che MPS potrebbe – nel suo libro Monti lo considera naturale –  vendere i titoli in suo possesso e non ricevere soldi dallo stato. Eppure, scientemente, Monti e Grilli danno 4 miliardi ad MPS per poi toglierne altri 2 ai cittadini, premesso che anche i primi 4 miliardi erano le liquidazioni degli italiani.

E ancora, si discute se alzare l’ IVA a Luglio. Davvero pensano di ottenere qualcosa, dopo che con gli scorsi aumenti hanno diminuito il gettito e fatto crollare i consumi? Secondo voi non sanno che cosa fanno? Anche se non lo sapessero, lo avrebbero visto coi loro occhi la scorsa volta, no?

Adesso il problema e’ che se io dicessi “basandomi su questi fatti deduco che per Monti e Grilli la situazione della popolazione vada bene cosi’ e anzi ritengono giusto togliere altri soldi alle famiglie “, quelli che farebbero MOLTA fatica a contraddirmi sareste voi.

Posso solo dire come la vedo io. O meglio, come la ricordo io.

Per tutti gli anni ’70, l’Italia aveva due chiese, entrambe dedite allo stesso modello di controllo delle masse, cioe’ la carita’ paternalista. Le due chiese erano la Chiesa Cattolica (ed il suo braccio politico) ed il PCI, che era di per se’ il braccio politico. La Chiesa cattolica godeva della poverta’ nel solito modo, ovvero nel modo in cui si sembra cosi’ buoni quando si fa l’elemosina ad un povero, tanto che nessuno nota piu’ se alle radici della poverta’ ci sia la Chiesa stessa e la cultura che propaga. Stessa cosa per il PCI, che attigeva da INPS ed altre fonti fiscali, e tra cassa integrazione e pensioni a gogo riusciva a sostenere altri poveri tesserati.

La cosa che occorre far notare che e’ che sia Chiesa che PCI riconoscevano se’ stessi in un mondo di miseria e disperazione, tra masse di persone che chiedevano solo un tozzo di pane ed una qualsiasi emancipazione.

E’ importante, perche’ con gli anni ’80 arriva il boom economico. E bisogna stare attenti, perche’ da quel momento, per la prima volta il paese ha un ceto medio che aspira non solo a tenersi il pane, ma anche alle rose. Boom economici ne erano avvenuti anche prima, ma nessuno aveva prodotto una propria cultura, un aumento repentino di scolarizzazione e specialmente una nuova figura sociale, il benestante.

Sebbene nei primi del decennio il PCI fosse ai massimi del suo consenso, la morte di Berlinquer e l’arrivo di Gorbaciov demoliscono lentamente il pantheon comunista, e a furia di Glasnost e Perestrojka si capisce che alla fine i comunisti avevano creduto alle favole pr 50 anni. Alcuni si giustificano menzionando una fantomatica “svolta”, ma se D’Alema cita per danni Forattini per una vicenda di fondi neri dal Kremlino risalente al 1991, potete capire che le cose non vanno bene.

Anche per la Chiesa le cose non vanno benone con gli anni ’80. L’edonismo sfrenato, la continua esibizione di ricchezza, l’emancipazione femminile, la cultura televisiva che cambia e passa dal nazionalpopolare al commerciale, devastano l’intero impianto morale che aveva dominato il paese in precedenza.

Alla fine degli anni ’80, ci sono due entita’ che si cagano sotto, ma non per ragioni politiche: perche’ tra i giovani non hanno praticamente piu’ consensi.

Il giovane cresciuto negli anni ’80 , maschio o femmina che sia, vuole studiare, mettersi a lavorare e realizzarsi economicamente. Niente di piu’. Non ha bisogno di carita’ dalla chiesa e non ha bisogno di cassaintegrazione o degli inserti dell’ Unita’, regalo paternalista (insieme ai corsi gratuiti di russo) per emancipare le classi operaie. Puo’ semplicemente trovare un lavoro, uscire di casa e gestire la propria vita. “gestire la propria vita”. Da far venire i capelli dritti a comunisti e cattolici, anzi ai cattocomunisti, cioe’ a quell’unione di cattolici e comunisti sotto lo sloagan comune “la liberta’ e’ sempre pericolosa”.

Chi sono i nemici delle due chiese?

Innanzitutto l’impiego pubblico. Nell’impiego pubblico si viaggia molto vicini al rapporto tra 50%-50% tra donne ed uomini, ed il mondo degli statali e’ quello ove si raggiungono i livelli piu’ alti di parita’. Tutte le donne “emancipate” del paese, o quasi , hanno un lavoro pubblico. L’illicenziabilita’  le protegge da ricatti e ivi si trovano le donne che piu’ serenamente possono rimanere single o divorziare dai mariti. E’ importante far notare questo perche’ le cose stanno ancora cosi’ : http://www3.istat.it/dati/pubbsci/contributi/Contributi/contr_2009/03_2009.pdf , pag 13. Se lo confrontate con la ituazione nel privato, l’effetto e’ chiaro: http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070307_00/10_occupazione.pdf

Questa cosa non piace alla Chiesa, per niente. Il pubblico impiego sta emancipando la donna italiana , per la precisione e’ il motore dell’emancipazione. L’impiego pubblico privilegia le donne scolarizzate, e cosi’ le ragazze vanno a scuola! Questo spiega come mai gli anni ’80 sono anni di grande cambiamento culturale su tutti i temi che riguardano la donna, a partire dalla gestione delle leggi su divorzio e aborto (le donne italiane iniziano a godere delle due leggi approvate pochi anni prima) che sul piano professionale, e su quello dell’immagine politica, se si inizia allora a parlare della Bonino come presidente o se Cicciolina viene eletta in parlamento. Negli anni’70 questo non sarebbe potuto succedere, per semplici questioni culturali.La sessualita’ femminile conosce il primo respiro di liberta’ dal 48 A.C. arriva persino la pornostar italiana 100%, Moana Pozzi, in TV. Solo dieci anni prima era impensabile.

Altri nemici sono gli istituti tecnici e le PMI. Gli anni ’80 sono gli anni del boom delle PMI. Esse fanno un uso smodato di giovani che escono dagli istituti tecnici italiani, che all’epoca rasentano in qualita’ le scuole tecniche tedesche , e rappresentano un pericolo per il PCI. Questi giovani escono da scuola e vanno a lavorare, iniziano a guadagnare e vogliono consumare. Rappresentano un serbatoio enorme per l’edonismo degli anni ’80 , e non hanno bisogno di sindacati, che non penetreranno mai le PMI.

Altro nodo per entrambi e’ la scuola. La scuola del periodo e’ – fatta eccezione per gli istituti tecnici – estremamente teoretica ed ha un’impronta filosofica. Il risultato e’ che dalla fine degli anni ’80 si realizza una situazione pericolosissima per la quale la provincia italiana rischia di perdere quell’identita’ che la chiesa – insieme a famiglie bigotte che si prestavano molto – era riuscita a tenere curva e ottusa. Non per nulla, proprio all’inizio degli anni ’90 ricominciano moti studenteschi: la Pantera , Pantera II, & co.

Si tratta di trasformazioni normali per una societa’ in crescita, ma rischiano di distruggere il consenso attorno al PCI e alla Chiesa. Non per nulla, la Lega togliera’ le classi lavoratrici al PCI proprio in quel periodo, la DC collassera’ (ricordiamo che la DC perse il 13% secco in Veneto PRIMA di Mani Pulite) , i sindacati hanno i minimi di tesserati giovani, e Biffi scomunica le discoteche perche’ luogo di libertinaggio e di satanica distruzione del cristianesimo, ed inizia una catastrofica crisi delle vocazioni:

Confronto tra 1979, 1986, 1999: -17%

Dioces. Religiosi

Totale

Dioces. Religiosi

Totale

Dioces. Religiosi

Totale

40.966 22.789 63.755 39.510 21.259 60. 769 35.268 19. 708 54.976

E come se non bastasse:

La Vita consacrata in Italia. Per quanto riguarda i membri degli Istituti secolari, si registra, in Italia, nel decennio preso in esame (1988-1997-2000-2004), una certa stabilità per le vocazioni maschili, mentre si nota un calo di quasi 1.000 unità per quelle femminili negli anni 88-97.

Fonte: http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/4970/Comm%20statist08%20web.doc

Insomma, le donne non si fanno piu’ suore.

Diventa preoccupante, vero?

Andiamo pure al PCI e al suo movimento giovanile, FGCI, che dopo il balzo del 77 non riesce piu’ a ripartire e declina lentamente. Il PCI non sa piu’ parlare ai nuovi giovani.

A questi si aggiunge Confindustria, che non e’ per nulla contenta dello sviluppo delle PMI, dal momento che la loro sempre maggiore autonomia ne fa da schiavi contoterzisti ad aziende che vanno sul mercato in autonomia, e fanno concorrenza alle aziende piu’ grandi. Inoltre Confindustria sa che quando un giovane esce da perito da scuola e se ne va a lavorare, ci sara’ un ingegnere in meno da sfruttare in qualche grande azienda. Il costo dei laureati in quel periodo sale, mentre alle PMI bastano i periti, in pratica le PMI stanno cannibalizzando le risorse umane degli industriali.

Non ci vuole molto a capire che con gli anni 90 sarebbero partite delle iniziative volte a:

  1. Distruggere il lavoro pubblico. Privatizzazioni e blocco delle assunzioni colpirono principalmente statali, ovvero principalmente il sogno paritario femminile.
  2. Distruggere gli istituti tecnici, che formavano persone troppo autonome in una eta’ considerata ancora troppo “attiva”.
  3. Distruggere le PMI, che non assumevano chi volevano i partiti e non lasciavano entrare la “meritocrazia del sindacato”.
  4. Annientare la componente teorica della scuola, in modo da trasformare i licei da istituti che formano pensiero libero ad istituti che formano pensiero banale.

tutto questo era un disegno preciso, deliberato e cosciente. La lunga serie di inutili privatizzazioni non porto’ quasi nessun sollievo alle finanze pubbliche, che dovevano prima sobbarcarsi il debito degli enti, e poi vendere la “good company”. Le aziende privatizzate venivano, tranne rare eccezioni, spolpate da finanzieri senza scrupoli. Gli stessi che oggi si osannano come salvatori della patria.

Lo scopo era quello di togliere alle donne ogni speranza di un grosso ambiente paritario, il lavoro pubblico, ove si accedeva per titoli di studio, il che le spingeva a studiare. Obiettivo raggiunto.

La distruzione degli istituti tecnici ha tolto risorse umane alle PMI, producendo in cambio ingegneri a buon mercato per Confindustria,  di cui la stragrande maggioranza pagata MENO dei periti delle PMI, semplicemente mettendo in conto coloro che sono disoccupati con la laurea. Obiettivo raggiunto. I giovani, che avevano trovato un respiro di autonomia economica negli anni ’80, tornano a casa. “E sotto il mio tetto si fa quel che dico io”.

Le PMI sono state distrutte togliendo loro i periti e gli operai specializzati prima, e poi a furia di tasse. Risultato raggiunto.

La scuola produce farlocchi destrutturati incapaci di un ragionamento compiuto. Obiettivo raggiunto.

Ci sono voluti vent’anni, dal 1990 al 2010. Adesso vi sfido a trovare, tra governi tecnici, di Berlusconi o di Prodi, una discontinuita’ nel raggiungere questi obiettivi. Tutti gli attori che avevano guidato i cambiamenti sociali degli anni ’80 sono stati distrutti. Di destra o di sinistra, tutte le riforme hanno teso senza discontinuita’ verso lo stesso, medesimo risultato.La legge che introdusse i co.co.co fu voluta da Treu, un sindacalista. E poi da uomini “della nuova  sinistra”, come Biagi e Ichino. Nessuno puo’ dire di avere le mani pulite.

Non era difficile di per se’ mantenere l’Italia al punto di massima. Si sapeva benissimo che la crescita enorme fosse trainata da PMI ed esportazioni. In quel senso, si trattava di detassare – anziche’ chiudere un occhio sull’evasione per poi combatterla in tempi di crisi – le PMI al momento. Ma Sindacati e grandi industrie non volevano , i sindacati perche’  nelle PMI non facevano presa, gli indutriali perche’ le PMI stavano attirando tutti i giovani talenti.

Non sarebbe stato difficile nemmeno migliorare la scuola, dal momento che gli istituti tecnici erano gia’, per via dell’autonomia didattica, allineati con le imprese locali. Il processo era gia’ in corso  , bastava solo lasciare che la selezione procedesse da sola. Gli istituti tecnici dell’epoca erano gia’ popolatissimi: era chiaro sin da quei tempi quale istruzione fosse morente e quale vincente. E i licei scientifici stavano prendendo il sopravvento perche’ erano il punto di ingresso per l’istruzione scientifica universitaria. La selezione era gia’ in atto, bastava non fare nulla.

Anche per le privatizzazioni non era necessario procedere in quel modo: la UE imponeva allo stato di non possedere quelle aziende, e’ vero, ma come si fece per le municipalizzate , e in tutta europa, non diceva nulla delle autonomie locali. Cosi’ come si crearono le Fondazioni per salvare le banche italiane, era possibile creare consorzi e municipalizzare – in mano alle regioni, magari – le aziende in dismissione. Cosa che del resto fecero Germania e Francia.

Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego non era indispensabile, se si voleva risolvere il problema dei costi crescenti si poteva semplicemente usare la riduzione dell’orario di lavoro, cosa che fu fatta in altri paesi.

Ma la verita’ e’ che la situazione attuale e’ la situazione che volevano ottenere, ed e’ questa che hanno ottenuto.

La societa’ di oggi era esattamente la societa’ che sindacati, confindustria e chiesa cattolica desideravano.

Certo, come tutti i piani a lungo termine, hanno avuto qualche imprevisto. Per esempio, la UE e’ andata oltre il previsto e oggi le risorse che confindustria sperava di ottenere, laureati a costo bassissimo E competenti, stanno fuggendo. Certo, il sindacato non riesce a catturare i disoccupati e i precari, come sperava, tra le masse che vogliono farsi difendere. Certo la chiesa cattolica non aveva previsto l’effetto di Internet sui giovani. Certo, il PD ha il problemino che e’ nato M5S.

Diciamo che il loro piano e’ riuscito, ma alcuni “imprevisti” stanno impedendo loro di goderne.

Questo, pero’, non impedisce a questo governo di piazzarvi un’altra bella tassa sulle spalle.

Perche’ quello che faranno queste persone e’ pensare che se hanno fallito non e’ perche’ fattori nuovi ed incontrollabili sono apparsi.

Penseranno semplicemente che non hanno ancora fatto abbastanza. E i tortureranno ancora di piu’.

Rivogliono l’Italia del 1967, alcuni si accontenteranno del 1973 , ma non oltre, se vi v apreparate pure le mammane.

E no, non e’ stato un complotto. Non ci sono enti nascosti, non c’entrano i rettili e non c’entra il Bildberg. E’ semplicemente un programma politico deliberato, come tanti. Niente di piu’, e non c’e’ alcun segreto, ve lo hanno fatto sotto gli occhi.

E’ stata semplicemente un’ azione politica.

E, anche se non mi crederete se non troppo tardi, c’e’ qualcuno, e piu’ di uno, per il quale oggi la situazione italiana e’ BELLISSIMA.  E questo qualcuno, purtroppo, e’ al potere.

Uriel

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