Bove’ e’ in carcere.

Di Levoivoddin aka Uriel Fanelli, lunedì, giugno 23, 2003

E anche noi. Ma il nostro carcere e’ il frigorifero.

Come molte persone nate intorno ai mitici ’70, ho sguazzato per orti, granai, alberi di ogni genere. Da bambino ho messo in bocca quasi ogni genere di vegetale , ho preso in mano (e talvolta sono stato morsicato) da quasi tutti gli animali presenti nella bassa ferrarese, mi sono rotolato in quasi ogni cosa si trovasse al suolo.

Non soffro di alcuna allergia. Osservo i bambini di oggi e anziche’ sentir parlare di giochi o di “tu che sport fai?”, sento piu’ spesso nominare “tu di che allergia soffri?”.

Ora, questo non puo’ che stupirmi: nel paesello in cui nacqui c’erano circa 4 classi di bambini della mia eta’, diciamo qualcosa come 100 e rotti bambini, e non ricordo che nessuno di loro fosse allergico a qualcosa.

Oggi e’ un’ecatombe di allergie. Ai miei tempi io facevo il “tempo pieno”. Questo significa che io mangiavo in una mensa con tutti gli altri bambini. Mangiavamo tutti le stesse cose, e si mangiava un po’ di tutto.

Oggi questo sarebbe impossibile.

Un bambino ha bisogno di pane senza una determinata proteina, l’altro ha bisogno dei fagioli senza quel determinato aminoacido/conservante…organizzare una mensa per 500 bambini oggi e’ logisticamente impossibile.

Sino a qualche tempo fa, mi ponevo di fronte a questi bambini come mi pongo di fronte a nidiate di cuccioli nati da consanguinei. Succede nelle colonie feline: i gatti si riproducono tra consanguinei e i cuccioli sono sempre piu’ “difettati”: deboli, malati, storpi, deformi, nati morti.

Di fronte a questo spettacolo, il mio atteggiamento e’ di pietosa accettazione: lascio che mamma gatta faccia il proprio dovere, ovvero li uccida. Lei sa che tantovale recuperarsi le proteine e i grassi e mangiarselo, il cucciolo, piuttosto che farlo crescere per farlo morire.

Mamma gatta, con la sua saggezza naturale, ucciderebbe la stragrande maggioranza dei nostri “cuccioli”. E fino ad oggi li ho visti con un’occhio piu’ o meno simile, questi bambini deformi di oggi, con la differenza che mamma gatta non c’e’ o non e’ cosi’ saggia.

Poi il mio atteggiamento e’ cambiato.

Un giorno, una cosa mi ha fatto riflettere. Improvvisamente, ho scoperto di essere allergico al latte.

Sulle prime, la mia risposta e’ stata “pugnatt”.

Che in italiano sarebbe piu’ o meno “cazzo dici, scemo, cambia mestiere!”

In realta’, i test medici dicono proprio cosi’. Mi mancherebbe, a sentire loro dalla nascita, l’enzima necessario a digerire il latte: cosa che produce una reazione allergica.

Ci ho creduto circa 3 nanosecondi. Poi, ho ricordato che ho sempre bevuto latte , e che sono stato allattato al seno.

Dunque, quel medico mi stava mentendo. Ma dove di preciso stava mentendo? In che cosa?

Improvvisamente , da bravo matematico, ho messo in discussione la definizione di “latte”.

Cos’e’ il “latte”? Il latte e’ la roba bianca che esce dalla tetta di una femmina di mammifero superiore. La mamma, o di solito una mucca o una capra.

Cosa CHIAMIAMO latte? Chiamiamo latte della roba bianca che esce da un tetrapak, che a sua volta esce da un’industria. La quale sostiene che sia uscita da una mucca.

Ma di questo, io NON ho prove.

Cosi’, abitando in montagna, ho tentato un esperimento. Sono andato laddove si allevano mucche e capre e ho chiesto un bicchiere di latte. Non bollito.Roba bianca che esce dalla tetta della mucca. Latte non bollito significa latte non pastorizzato, non igienico, troppo grasso, dannoso e pericoloso per la salute. Mica la roba sana che esce dai tetrapak.

Mi aspettavo una crisi diarroica condita di tutte le sciagure previste per chi beve latte non bollito.

Niente.

Cosi’ ho provato con un latte piu’ “pesante”, quello di capra.

Niente.

La mie difese immunitarie sembrano indifferenti al latte che esce dalla mucca, al latte che esce dalla capra. Non sentono il bisogno di reagire, i miei globuli bianchi sembrano Gandhi dopo mezzo litro di Valium.

Al contrario, si incazzano come pantere contro il latte che esce dalle aziende X e Y: e si incazzano forte, anche.

Allora, perche’ il fottuto medico mi ha detto che io sarei “allergico al latte”?

Io non sono allergico al latte. Tralasciamo il fatto che per provare la mia allergia al latte non ha provato a farmi bere del vero latte. Potrebbe essere una norma di prudenza, va bene.

Ma quel test mente.

Io non sono allergico al latte.

Io sono allergico a quella roba bianca che sta nei tetrapak.

Cosi’, ho indagato un pelino.

Ho capito abbastanza rapidamente a cosa io sarei “allergico”. Il latte che ci viene propinato e’ “latte per alimentazione umana”, che ha un’alto contenuto proteico, allo scopo di tirarci fuori di tutto. Formaggi, ricotte, etc.

Per ottenere questo, le mucche vengono alimentate con concimi ad alto contenuto di urea. In pratica, dovete immaginare che le mucche mangino merda di gallina. Immaginate di sedervi a tavola, nel periodo dell’allattamento, e di avere un bel piatto di merda di gallina da mandare giu’ per fare il latte piu’ buono….

Bello, eh?

Voi berreste il latte sapendo che la mucca lo ha fatto mangiando merda di gallina?

Bene, e’ quello che fate.

Questo cambia molto la mia considerazione nei confronti di quei bambini che hanno tutte quelle allergie. Mamma gatta non li avrebbe uccisi, e probabilmente sono SANI.

Anzi, il loro sistema immunitario dice la pura verita’: continua a gridare “SMETTI DI METTERMI MERDA NEL PIATTO”.

Anche Bove’ grida “smettete di metterci merda nel piatto”. In un certo senso, Bove’ e’ il nostro sistema immunitario sociale.

Fa quello che fanno le allergie nei nostri bambini: denuncia che abbiamo merda industriale nel piatto.

Semplicemente non sopportano il grano bombardato con radioisotopi. Non sopportano il latte fatto da mucche che mangiano merda di gallina. Non sopportano la carne di mucche che hanno mangiato per tutta la vita la carogna di mamma (cioe’ farine animali).

Questo ci imporrebbe, pero’, una seria riflessione. Sui nomi che diamo alle malattie.

Il morbo celiaco non c’entra un cazzo con il glutine. C’entra col fatto che il grano e’ stato bombardato mediante radioisotopi. Il glutine non ha mai fatto male a nessuno, e mi gioco quello che volete che se dai semi di grano NORMALE io faccio la pianta e non la bombardo con radioisotopi non ci sara’ nessuna “allergia al glutine” mangiandone la pasta.

L’errore e’ che chiamiamo allergia al glutine qualcosa che e’ allergia all’industria.

Noi non siamo allergici ai pollini, al glutine, ai polifosfati, al latte.

Noi siamo allergici all’industria X, all’industria Y, all’industria Z. Il nostro sanissimo sistema immunitario non fa altro che segnalarci GIUSTAMENTE che nell’aria c’e’ MERDA, che nel cibo c’e’ MERDA, che nell’acqua c’e’ MERDA.

Non sono “allergie”. E’ semplicemente un sano vomito di fronte alla MERDA industriale che ci fanno ingurgitare.

Ma la scienza si ostina a definire “allergia al latte” quella che e’ “allergia alla ditta X”, ovvero l’intolleranza non all’alimento, BENSI’ AL PROCESSO INDUSTRIALE CHE LO STRAVOLGE CHIMICAMENTE.

E cosi’, siccome nessuno e’ fesso e la gente stava iniziando ad accorgersene, le grandi aziende stanno per correre ai ripari.

Innanzitutto, guai al mondo ad avere una mucca nutrita ad erba. Le ultime direttive dicono che le mucche possono essere allevate SOLO con sistemi certificati. Per essere certificati, occorre una certificazione scientifica sull’esatto contenuto del mangime, usando una nomenclatura che indica SOLO i principali componenti industriali del concime.

Se un allevatore dovesse descrivere con l’apposita sigla l’erba brucata da un prato, non avrebbe a disposizione alcuna sigla standard per descrivere l’alimentazione delle mucche/pecore.

Esiste un codice per indicare alcuni tipi di foraggio, che pero’ devono venire da aziende specializzate in concimi. Non esiste piu’ l’erba, ma esiste il concime UNI EN AT251228.(la cifra e’ inventata, non so a memoria i nomi UNI dei concimi)

Quindi, in linea di principio nessuno puo’ piu’ far mangiare erba (intesa come la roba verde che cresce sul suolo) alle mucche.

E del resto, il latte prodotto in tal modo non sarebbe piu’ a norma. Il latte “per alimentazione umana” e’ quello che viene prodotto con mucche che mangiano urea (merda di gallina) , raggiungendo determinati livelli di proteine. Andare sul tecnico rende difficile il discorso, mettiamola cosi’: sul pianeta terra, le mucche non hanno mai prodotto roba cosi’ mangiando erba.

E cosi’, semplicemente fanno sparire gli alimenti SANI, in modo che nessuno sappia notare la differenza. Il latte non e’ quella roba che bevete nei tetrapak. Non ha lo stesso sapore. Non ci somiglia neanche. E la percentuale di gente che ha bevuto VERO latte e’ cosi’ bassa che potrebbero lentamente abituarvi a qualsiasi cosa, fino a darvi brodo di pollo spacciandolo per latte.

Le leggi in materia di cibo stanno divenendo molto restrittive nei riguardi di chi si fa il salame in casa, fino ad impedirlo. Ma sia chiaro che se nei salami industriali c’e’ troppo fosforo, e il vostro sistema immunitario GIUSTAMENTE si ribella, siete allergici voi al salame. E siccome farsi i salami in casa e’ VIETATO, allora non potrete mai sapere la verita’, cioe’ che siete allergici all’industria che fa i salami.

Questa e’ la reazione normativa delle grandi aziende, alla constatazione che la loro merda FA MALE.

Del resto nessun medico ha mai consigliato alle mamme in allattamento di nutrirsi di merda di gallina. Pardon “concime a base di urea”. Peccato che le fabbriche di mangimi per produrre i “mangimi a base di urea” usino proprio guano di uccelli comprato dagli allevamenti di uccellame….

In ogni caso, il problema e’ questo: siamo in una prigione nella quale ci rifilano merda ad ogni pranzo.

Quando la merda ci fa star male, non ci dicono che e’ il cuoco a cucinare male. Ci dicono che siamo noi che non digeriamo quella roba sanissima.

Complotto?

No, nessun complotto. Semplicemente, i laboratori che studiano le possibili malattie legate agli alimenti modificati sono finanziati proprio dalle aziende che li producono. Risultato: “non c’e’ evidenza scientifica del fatto che quelle cose facciano male”.

Per forza. Non e’ mai stata nemmeno iniziata una ricerca in merito. E questo perche’ la ricerca viene sponsorizzata da privati, e ovviamente si tratta di privati del settore. Cioe’, a stabilire che il latte di X faccia male dovrebbe essere una ricerca sponsorizzata da X.

Secondo voi succedera’ mai?

E cosi’, noi siamo in carcere.

Anche Bove’ e’ in carcere.

Ed e’ per questo che mi fa simpatia Bove’.

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