Berlusconi l’ Europeo.

Dopo il post “e ora?” , ove avevo detto che sapevo di contatti tra M5S e UKIP, sto avendo la casella subissata di email “come facevi a sapere di M5S e di Nigel Farage?” oppure con “come facevi a sapere che Berlusconi avrebbe rimandato la resa dei conti a Ottobre e si parli di elezioni in Primavera? La risposta e’ semplice, ed e’ il messaggio che sto cercando di propagandare con questo blog: se pensate, se usate la logica , nessun disegno vi e’ oscuro, nessun segreto vi rimane segreto, nessun movimento sotterraneo vi rimane sotterraneo. Usate quel cazzo di cervello.


Mi riferisco a questo post, btw http://www.keinpfusch.net/2013/08/e-ora.html

Allora, prima: come facevo a sapere di UKIP e M5S giorni PRIMA che Grillo pubblicasse l’articolo? Di per se’ e’ semplice. La manovra di andare al voto per le politiche insieme alle europee e’ ovvia. Se ci chiediamo “quale sia il prossimo grande appuntamento elettorale nei prossimi mesi?” troviamo immediatamente le Europee. Cosi’, occorre chiedersi subito quali strategie, partito per partito, possano scaturire da questa situazione.

E’ ovvio che M5S, che non ha mai partecipato alle europee, non fara’ altro che cercare un partito di riferimento da mettere sulla scheda, se vuole partecipare. Se non vuole partecipare, sara’ massacrato perche’ manca di dimensione europea. Quindi deve trovare un amichetto a Bruxelles.

Il guaio e’ che PPE non lo accetterebbe, PSE non lo accetterebbe, e anche il Partito Pirata lo ha sfanculato tempo fa , ricordandogli che in Germania M5S sarebbe illegale, dal momento che ci sono regole precise su come i partiti debbano eleggere i propri organi interni e fare lo statuto.

In questo senso, viste le opinioni ed i modi di Grillo e dei suoi, gli unici papabili sono rimasti quelli di UKIP. Sicuramente non potevo dirvi in anticipo QUANDO si sarebbero messi d’accordo, ma era prevedibile – usando la logica – che M5S si sarebbe preparato alle europee cercando l’amicizia di UKIP e degli altri del gruppo degli euroscettici. Ed in effetti, mentre scrivero “e ora?”, stavano probabilmente trattando dell’intervista che hanno poi messo online.

Che cosa insegna questo? Insegna una cosa semplice: l’intelligence e’ PIU’ potente dello spionaggio, e puo’ dare i medesimi risultati. Questa e’ la ragione per cui Prism e’ prima di tutto una prova di stupidita’: e’ mero spionaggio sviluppato in maniera brute-force, e tuttavia non ha saputo prevedere le “primavere arabe”, che hanno colto di sorpresa gli analisti. Perche’? Perche’ dietro tanto spionaggio NON C’ERA ABBASTANZA INTELLIGENCE.

Adesso facciamoci una domanda: la parola “Elezioni Europee” che genere di cose puo’ far venire in mente al PDL? E che genere di cose puo’ far venire in mente a Berlusconi?

Al PDL sicuramente appare come una ineguagliabile opportunira’ per riciclarsi. Da sempre l’ Italia usa Bruxelles come discarica di subumani politici (per poi lamentarsi che le regole di Bruxelles calpestano l’ Italia: cazzo, avete mandato Mastella a rappresentarvi, e adesso vi lamentate perche’ non fa bene il suo mestiere? Perche’, in Italia invece Clemente Mastella che roba era? O preferite Giulietto Chiesa?) , e quindi anche in questo caso, faranno in modo da trovarsi un posticino a Bruxelles.

Credo sia logicamente semplice prevedere che nel PDL oggi i futuri trombati siano in fila per un posto a bruxelles.

E’ buffo invece chiedersi che cosa possa pensare Berlusconi di Bruxelles. Voi direte: ma Berlusconi e’ stato estromesso dalla politica. Aha. Da quella italiana. Ma contrariamente a quanto pensiate, non esiste alcuna regola sinora che vieti ai pregiudicati di candidarsi per Bruxelles. Leggo che sono state fatte petizioni, ma lo statuto del parlamento, mai aggiornato dal 1976, dice ancora che puo’ candidarsi chiunque.

Esiste, quindi, una possibilita’ che Berlusconi se ne impippi della proibizione italiana e si candidi per un posto a Bruxelles, cosa che renderebbe ridicolo il paese. Il motivo per cui non credo molto a questa ipotesi, e non l’ho citata nell’altro post, e’ che Berlusconi non farebbe una cosa simile innanzitutto perche’ teme che in sua assenza qualcosa possa accadere ai suoi figli. Difficilmente , quindi, fara’ una cosa del genere: le europee saranno semplicemente l’occasione per riciclare i suoi stessi parlamentari dei collegi meno sicuri piazzandoli negli stessi collegi sicuri, ma sulla scheda europea.

L’ ipotesi Putin, cioe’ la fuga in Russia, e’ un’altra ipotesi cui non credo, sempre per la stessa ragione: Berlusconi teme per i propri figli. Siccome non vedo nell’immediato una exit strategy che possa metterli al sicuro, considero poco probabile una sua fuga in Russia. E’ tuttavia possibile che l’idea si riproponga in futuro, se i processi successivi andassero male o malissimo.

La cosa che non si vuole capire e’ che Berlusconi e’ la parte piu’ insignificante del problema. Nel corso degli anni, Berlusconi ha creato attorno a se’ un ecosistema, sia materiale (tutto il giro d’affari che circonda il PDL) che ideale, “sdoganando” tutta una serie di atteggiamenti (l’irrisione verso la legalita’, l’insulto , il ritrattare le dichiarazioni, la semplice maleducazione) che oggi sono endemiche. Questo “popolo”, che prima era provinciale ed emarginato, ha iniziato ad accrescersi semplicemente perche’ i medesimi comportamenti venivano “sdoganati”.  Una persona come la Santanche’, o uno come Briatore , prima erano visti come arricchiti. Pensate a Sgarbi, un individuo che viene dalla suburbia ferrarese-rovigotta, che come tanti si e’ arricchito, ma prima di lui a ferrara c’era una precisa opinione della “gente che urla sempre”. Tutta roba “sdoganata”. Cattiva educazione sdoganata, incivilta’ sdoganata, eccetera. Se oggi qualcuno pensa di poter dare della scimmia ad una ministra perche’ e’ negra e’ semplicemente perche’ piano piano questi comportamenti sono stati “sdoganati”.

Ma il fatto che Berlusconi sia l’unico finanziatore , ideatore, leader del PDL, e che (come si e’ visto alle scorse elezioni) la sua partecipazione ad una campagna vale almeno 15 punti percentuali, fa si che dopo la sua scomparsa il problema non e’ “cosa fara’ Lui”. Lui si fara’ i suoi domiciliari, dentro abitazioni piu’ grandi del Vaticano, e tutto quanto.

Ma i suoi peones sono quelli che la vedono brutta. Tutti quelli che sono usciti dal PDL e hanno provato a mettersi in proprio , come Crosetto e la Meloni, hanno prodotto al massimo qualche increspatura nella forza: partitini da 2%. E solo Berlusconi tiene a bada la faida tra forzitalioti e missini. Dal punto di vista del PDL, cioe’, dopo Berlusconi c’e’ il buio.

Quindi, tornando a bomba, un pensiero rigoroso spiega che il problema sia non tanto di salvare Berlusconi, ma di salvare i peones. Parlamentari per primi. Ora, la strategia di uscita e’ comoda perche’ le Europee insieme alle politiche raddoppiano i posti: in teoria e’ persino possibile che la stessa persona si candidi ad ENTRAMBE le competizioni e poi si tenga quella ove ha vinto, sistematicamente.

Il vero problema e’, in caso di collasso del PDL, che cosa accadrebbe alle amministrazioni locali. Nei luoghi ove la sinistra non vince, infatti, non vincera’ solo per via di un vuoto politico. D’altro canto, la discesa di Marina e’ difficile da praticare, almeno col padre vivo. Qualsiasi cosa decidesse Marina, infatti, qualcuno avrebbe sempre la tentazione di scavalcarla andando dal padre. Inoltre, Marina sarebbe sempre la figlia di, col risultato di avere il padre come convitato di pietra ad ogni riunione. La discesa in campo di Marina Berlusconi e’ improbabile perche’ …. perche’ suo padre e’ ancora vivo. Si ritroverebbe col diventare la sacerdotessa di una mummia chiusa da qualche parte.

I punto pero’ e’ che in politica nequaqua vacuum.
Il che significa una cosa: dopo un eventuale crollo del PDL dovuto all’assenza di Silvio, dovete aspettarvi la nascita di un nuovo movimento politico a destra. Non so cosa sara’, ma nel 2014 qualcosa DEVE andare a prendere il posto del PDL. Dopo che i trombati si saranno salvati a Bruxelles, infatti, il vuoto strutturale sara’ ancora piu’ pesante ed e’ probabilissimo che il PDL si afflosci sotto la sua inconsistenza.

Un’altra domanda e’ : in che modo Silvio puo’ proteggere i figli? E che ruolo puo’ avere , diciamo, un Putin nella storia? Se Berlusconi si preoccupa di eventuali attacchi contro Mondadori o Fininvest, la sola cosa che puo’ fare e’ cercare qualcuno che ne rilevi delle quote, in modo che nel caso si colpiscano i CEO, tutti gli scenari siano orribili per la politica.

Supponiamo quindi che ci sia un aumento di capitale o un ingresso di qualche magnate russo in Mondadori o Fininvest. E supponiamo che esista un’opzione per la quale il nuovo entrato, se vuole , possa facilmente darsi alla scalata o una situazione per la quale se l’azionista di maggioranza e’ inibito (perche’ sotto sequestro od altro)di fatto rimanga al comando l’amico russo. Questa situazione si puo’ ottenere facilmente, ed il succo e’ che rende indigeribile qualsiasi attacco al CEO.

Se quindi Berlusconi avra’ davvero paura per i suoi figli e/o avra’ notizie di attacchi, dobbiamo aspettarci movimenti azionari dentro la galassia di famiglia dei Berlusconi, con cessioni di quote oppure aumenti di capitale o raccolta sul mercato.In generale, quindi, paradossalmente i titoli di Silvio&famiglia inizieranno a CRESCERE di valore in borsa nonostante le batoste.

Il ruolo di Putin e’ quindi quello di un facilitatore di simili operazioni , anche se e’ del tutto pensabile che in ultima analisi se Silvio vuole sapere che intenzioni abbia la magistratura e che genere di operazioni lo aspettino, forse Putin ed il suo servizio segreto sono gli unici ad avere notizie.

Viene da chiedersi, ad una mente logica, che cosa sia mai questo legame speciale che lega i due uomini, Silvio e Vladimir. Nonostante tutto, oggi Silvio non e’ piu’ un premier, e non si capisce bene in che modo una dozzina di incontri abbiano potuto creare una simile amicizia o una cosi’ duratura alleanza. So bene che un Silvio in difficolta’ possa bene chiedere aiuto a chicchessia, ma il vero problema e’ “Perche’ Putin si presta personalmente, mettendoci la faccia?”.

Putin non e’ uno sprovveduto e sullo scacchiere internazionale ha sempre agito in maniera fredda e piuttosto cinica. E’ assolutamente impensabile che Putin farebbe qualcosa in appoggio a Berlusconi, mettendoci la faccia, se la cosa non fosse legata ad affari esteri russi.

Anche se ci fosse amicizia, c’e’ da chiedersi perche’ sia sbandierata cosi’ pubblicamente e cosi’ platealmente da trasformarsi quasi in una posizione ufficiale.

Ora, storicamente la Russia ed il suo presidente si schierano nelle contese a favore della Russia se essa e’ coinvolta. Ma quando la russia non e’ coinvolta direttamente, come nel caso di Silvio-Magistrati, come sono usi agire i russi? Semplice: schierandosi contro gli americani.

Il che mi dice, a rigor di logica, che se Putin rimane solidale a Silvio  e’ perche’ la magistratura che attacca silvio lavora agli ordini degli americani.

Non esiste alcuna altra condizione nella quale un presidente russo si schieri cosi’ apertamente con una delle due fazioni in uno scontro ove non e’ coinvolta direttamente la Russia, a meno che non vi siano coinvolti gli americani.
Quindi, una eventuale manifestazione di amicizia o solidarieta’ di Putin va letta in una sola direzione: dietro ai magistrati ci sono i servizi americani. E il fatto che solo il 13 luglio Berlusconi fosse a Sochi la dice lunga: Putin e’ dalla sua.
 Quindi, contro gli americani.
E dal Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertragungsgesetz , vi do’ appuntamento al prossimo bollettino.
E ricordate: chi ragiona ha ragione.

E ricordate: se osservate e ragionate, non ci sono segreti che tengano.

Uriel