AIFM

Qualcuno si e’ chiesto, in passato, come mai sembrasse tanto urgente per i finanzieri attaccare l’ Euro, e come mai abbiano scelto un determinato momento per attaccare, a costo di perderci. La risposta alla fine si trova tra le paure e le ossessioni dei finanzieri americani ed inglesi. In questo caso,si tratta di due direttive europee, dette AIFM.

Alcuni fatti.

I finanzieri USA hanno sempre temuto che l ‘ Europa si mettesse a regolamentare i mercati finanziari locali, perche’ sebbene le lobby finanziarie siano potentissime in Europa , quelle USA faticano molto a fare pressioni sui governi europei, ed in genere i governi europei obbediscono ai finanzieri europei. Si trova facilmente traccia di questo leggendo giornali come IHT o Financial Times.

D’altro canto , e’ vero che i tedeschi hanno il vizio di creare cortiletti di casa con cui si gioca usando regole diverse, guarda caso quelle che fanno vincere in casa sempre i padroni di casa.

Le due cose, unite, diventano un problema quando si propone una direttiva (piu’ di una, in realta’) detta AIFM. Potete capire cosa succede leggendo qui, un opuscolo illustrativo (e quindi facile) di una nota azienda di consulenza finanziaria.

http://www.ey.com/Publication/vwLUAssets/Marketing_in-Europe-in-the-post-AIFM-Directive/$FILE/Marketing%20in%20Europe%20in%20the%20post-AIFM%20Directive.pdf

In definitiva, nel 2010 e’ stata lanciata l’idea di una regolamentazione paneuropea che garantisse la correttezza dei mercati mediante un’autorita’ che possa buttar fuori chi gioca sporco, che possa buttarlo fuori per sempre, e che peraltro agisca in modo che non sia “automatico” poter entrare in un mercato (in pratica in UK e USA e’ cosi’, o quasi) , ma occorra richiedere un “passport”. Approvata, essa e’ in vigore dal 2011 a livello europeo, e si attende meta’ del 2012 per le regolamentazioni nazionali.

In seguito, si e’ scelto di chiedere alle varie nazioni che aderiscono alla UE di fornire un feedback sui controlli da implementare (antifrode, antiriciclaggio, sulla provenienza e sugli intenti degli investitori, sulla provenienza e sugli intenti dei SOLDI) , processo che sta per terminare in Giugno, anche se vi sono alcune anticipazioni.

A quanto pare, la prima fase -che garantira’ le procedure di accesso ai mercati europei per gli operatori EUROPEI- sta per concludersi, con un tempismo strano, se consideriamo che non ci sono stati praticamente rinvii e che cade -casualmente- in coincidenza con la discussione della proposta Domenichini riguardante le agenzie di rating.Qual’e’ la paura degli operatori americani ed inglesi?

  • La richiesta delle autorita’ di conoscere la provenienza dei soldi e la consistenza delle finanziarie, nonche’ di esprimersi sul leverage, potrebbe secondo alcune stime tener fuori quasi l’ 80% degli hedge fund americani ed inglesi dal mercato europeo.
  • Se la procedura per ottenere un “passport” per aziende europee e’ prevista in vigore nel primo mese del 2013, per quelle non europee si parla del 2015, il che significa, in ogni caso, due anni  di incertezza giuridica, per poi approdare all’estensione del passaporto agli USA, prevista per il 2018, previo rimanendo che il passaporto “automatico” potra’ essere revocato anche  da un singolo stato membro.

Se mi riferisco agli hedge inglesi ed americani e’ perche’ essenzialmente anche gli inglesi, pur essendo dentro la UE, si troverebbero ad applicare le regole AIFM . Poiche’ la loro borsa ospita tantissimi fondi non europei, il risultato di una simile regolamentazione sara’ che la borsa di Londra ne risulterebbe enormemente depotenziata. Certo dovrebbe bastare il passaporto concesso da uno stato membro, ma la direttiva lascia agli altri stati la possibilita’ di adottare parametri piu’ stretti di quelli europei.In pratica, anche se uno ti fa entrare, poi non e’ detto che arrivi ovunque. La cosa buffa e’ che la prima regolamentazione era molto stretta, diciamo talebana. Poi si era approvata un’interpretazione piu’ molle ma , puf, complice la crisi causata dalla speculazione, improvvisamente e’ tornato il regime iniziale.L’altro punto e’ che di fatto un’azienda che si veda togliere il “passport” si troverebbe innanzitutto a dover rimborsare i clienti , e avrebbe come ultima chance di rivolgersi alla corte di giustizia europea (anche se nemmeno questo e’, ad oggi, del tutto sicuro).

In definitiva, quindi, qualsiasi hedge inizi un’operazione senza  che nell’evenienza sia chiarita la provenienza del denaro (chiedere ad un hedge di pubblicare quali soci stiano partecipando a cosa e’ come chiedere loro di sacrificare le loro figlie vergini) , puo’ vedersi revocare il “passport”: la provenienza del denaro non e’ chiara.

Adesso e’ molto piu’ chiara la ragione di tutto questo whishful thinking riguardo alla fine dell’ Euro che ha pervaso il Financial Time, e come mai -a fronte di un debito molto piu’ alto degli USA- tutti sembravano essere contro l’ Euro e predirne la fine.

A dire il vero, l’ Euro e’ arrivato molto vicino alla fine, e se solo Cameron non avesse fatto la scemenza di pestare i piedi sul Fiscal Compact durante la scorsa crisi, probabilmente ci sarebbe arrivato.

Adesso cosa mi aspetto?

  • Si tentera’ di sterilizzare la crescita in Europa ancora per un anno. Questo per indebolire l’euro. Siccome l’ Europa continuera’ ad esportare (e le imprese si volgeranno verso l’esterno quando non riusciranno a vendere dentro) , ma importera’ meno, piano piano ci sara’ un diverso bilancio delle partite correnti.
  • Continuera’ sempre piu’ forte il wishful thinking riguardante la fine dell’euro e la fine dell’europa, sebbene in realta’ sia abbastanza chiaro che ormai non possa -a meno di grossi colpi di scena- succedere nulla. Del resto gli USA sono in campagna elettorale, e Obama non puo’ rischiare posizioni troppo dure verso nessuno: il candidato deve tranquillizzare.
  • Mi aspetto, da qui a Giugno, attacchi sempre piu’ disperati ai debiti europei. Ormai e’ questione di pochi mesi, e poi la festa e’ finita. Per molta finanza , significa letteralmente vedersi tagliare di meta’ (ed oltre) i propri introiti. E’ ovvio che i prossimi tre mesi sono la partita della disperazione. Sapendo che sono limitati all’entrata in vigore dell’ AIFM , probabilmente Monti reagira’ con altri prestitoni.

Per avere qualche notizia in piu’, posso linkarvi qualche indirizzo utile, giusto per capire quale sia la preoccupazione americana:

Hedge Fund Managers Fear AIFM Directive U-Turn: http://online.wsj.com/article/BT-CO-20120327-712002.html

EU rule may drive out hedge funds – FT.com: http://www.ft.com/intl/cms/s/0/43fea36a-7a5c-11e1-9c77-00144feab49a.html

Custodians face their fears: http://www.efinancialnews.com/story/2012-03-26/custodians-face-their-fears

E poi: http://www.jdsupra.com/post/documentViewer.aspx?fid=b7e03d1d-cde2-413c-83c4-72493d735249

Quindi, stay tuned: la partita non e’ finita, perche’ sino a Luglio, quando sara’ obbligatoria l’adozione dell’ AIFM sui mercati europei, gli USA ci proveranno e ci proveranno e ci proveranno e ci proveranno.

Il problema e’ resistere tre-quattro mesi, poi tutto diventera’ , “misteriosamente” piu’ tranquillo. Dal punto di vista dei governi, ovviamente. Alcuni hedge, quelli di medie dimensioni, probabilmente avranno dei severissimi problemi, invece.

C’e’ una clausola dell’ AIFM, per dire, che permette ad uno stato di bannare fondi che vengano da paesi “ostili” o “strategicamente determinati a danneggiare l’economia”, cosi’ come “paesi che sostengono il terrorismo”, ed altri.

E tutta questa spada di Damocle volteggera’, di continuo, sopra le teste dei fondi che vorranno operare con clienti europei.

Uriel Fanelli, 4 aprile 2012

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