‘a BButthana.

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Allora, quello che e’ successo con la morte di Charlotte Angie, (nome d’arte di Carol Maltesi) e’ sicuramente un femminicidio.E nonostante i dettagli siano dei piu’ atroci (smembramenti, surgelazioni, fuoco e ferro), non sembra fiorire lo sdegno che mi aspettavo.

(quella nella foto non e’ lei, sia chiaro).

Ed intendo parlarne proprio per sottolineare il bigottismo che regna negli ambienti delle “femministe” che tuonano contro i femminicidi. Perche’ e’ interessante notare come le loro argomentazioni cadano miseramente di fronte… al loro stesso modo di ragionare.

Allora, creiamo una successione:

  1. se una donna indossa una minigonna merita di venire assalita? Ovviamente no. Come ti permetti, victim blamer?
  2. se una donna indossa solo reggicalze e tacchi, merita di venire assalita? Se l’e’ cercata? Ovviamente no. Come ti permetti, victim blamer?
  3. se una donna ha una vita sessuale attiva, e la cosa diventa pubblica, merita di essere assalita? Ovviamente no. Come ti permetti, victim blamer?
  4. se una donna fa gangbang anal interracial con pissing, piss drinking e humiliation (era il genere che la vittima faceva) , merita di essere assalita, uccisa a martellate, squartata, surgelata e bruciata per sfigurare il volto? RIsposta: eh, si’, e’ una cosa maleducata. Ma hai visto che stronzo quello, a passare col rosso?

Questo , e potete girarla come volete, e’ quello che vedo succedere. Nel caso di questa povera ragazza nessuno sui giornali ha ancora scomodato il termine “femminicidio”.

Parlano SEMPRE di “omicidio”.

'a BButthana.
https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/03/30/news/davide_fontana_e_le_bugie_sullomicidio_di_carol_maltesi-343399058/?ref=RHTP-BH-I342728349-P2-S8-T1
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https://www.lastampa.it/cronaca/2022/03/30/news/carol_ammazzata_e_fatta_a_pezzi_il_vicino_bancario_confessa_l_ho_colpita_con_un_martello_-2904414/?ref=LSHSTD-BH-I0-PM7-S2-T1
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https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_marzo_30/confessione-davide-fontana-carol-maltesi-8d0c8cf4-af8d-11ec-a232-b69d1c970bf4.shtml

Non UN SOLO giornale “progressista” che ha il coraggio di pronunciare la parola “femminicidio”.

A quanto pare, Carol Maltesi e’ stata espulsa dal genere femminile , almeno per quello che riguarda il termine “femminicidio”, o “delitto di genere”, per quanto questo sia uno caso nel quale il suo genere e’ EVIDENTEMENTE legato all’ assassinio.

la ragazza e’ stata, evidentemente, espulsa dal genere femminile.


Si, ma perche’ la ragazza e’ stata espulsa dal genere femminile?

Per capire come mai il suo lavoro l’abbia fatta espellere dal genere femminile, dobbiamo capire in che situazione si forma il movimento femminista.

Sebbene nelle metropoli il movimento femminista abbia un intento emancipatorio che va in direzione di una maggiore autodeterminazione, parola che le femministe usano per non dire “liberta’ sessuale” e non sembrare troppo troie(1), la stragrande maggioranza della sinistra e del paese si trovava in provincia.

Se l’italia avesse lasciato agire solo le femministe metropolitane che spingevano verso la maggiore liberta’ sessuale delle donne, oggi non diremmo “le femministe”, diremmo “Emma Bonino, Natalia Aspesi e Franca Rame”. Sarebbero rimaste in tre, perche’ il resto delle donne italiane erano bigotte, e sia chiaro: conveniva loro. E non sarebbe stato un bello spettacolo.

Cosi’ il PCI , per riempire di femministe le sedi di provincia, non fece altro che inventare una nuova categoria: prendendo in prestito un pochino della sessuofobia dell’ URSS, ha creato una figura fantastica, a partire dal mondo cattolico e bigotto della campagna italiana:

la femminista bigotta, (o figadilegno travestita da donna moderna)

sia chiaro, non fu solo il PCI: in occidente, il problema del dualismo tra campagna cattolica/cristiana e le citta’ metropolitane e secolari era diffuso ovunque.

E cosi’, creata la femminista bigotta, la donna italiana ha potuto fregiarsi del richiestissimo e modaiolo titolo di “femminista” anche quando faceva sembrare Rosy Bindi e Paola Binetti delle pensatrici della liberazione sessuale.

In pratica, riciclarono materuale cattolico di bassa qualita’, allo scopo di riempire le sezioni. Queste qui:

In questa situazione, quindi, si creo’ il femminismo post-PCI. La donna bella era, esattamente come prima, da linciare. E se lo faceva un uomo, ancora meglio.

In questa condizione, quindi, Carol Maltesi non e’ altro che la Malena della situazione, solo che un uomo ha tolto alle altre donne l’incombenza.

Tentevvero che non si vedono i soliti sdegnati articoli contro di lui, nonostante stiamo parlando di un pazzo maniaco sadico che l’ha uccisa senza ragione, fatta a pezzi , dormito due mesi col cadavere in casa, eccetera.

Mi chiedo cos’altro ci voglia per essere chiamato femminicida. Doveva anche mangiarla? E se si’, che vino ci voleva?


La domanda che vorrebbe venire spontanea e’: come mai le donne italiane si piegavano ad un regime di repressione che , dopotutto, le reprimeva? Non desideravano la liberta’, non avevano pruriti, desideri, fantasie irrealizzate, pulsioni erotiche?

No.

La risposta vi sembrera’ strana, ma e’ cosi’. La stragrande maggioranza delle donne, a letto, sono noiose. Noiosissime. Sono l’equivalente di una che accetta l’invito a cena perche’ sarebbe scortese, ma poi si presentano al ristorante senza appetito.

E dovrebbero ringraziare il porno per aver loro insegnato tutto quel che sanno fare, dal momento che non vi potete aspettare alcuna fantasia da loro. Senza il porno, avreste donne che “questo mi fa schifo, quello non lo faccio, quello non ne ho voglia, quello non mi piace”. Solo quando il porno ha creato una situazione in cui ci sono alcune cose “standard”, allora hanno cominciato a farle. Controvoglia, sia chiaro, senza entusiasmo e nemmeno desiderio.

Il porno ha creato una specie di ristorante con un menu’, ove loro entrano senza avere appetito. Tuttavia, almeno sanno cosa  ci si aspetta che mangino.

Esiste poi, come in tutte le cose, la minoranza che a letto e’ brava, cioe’ interessante. Una che entra in un ristorante portandosi dietro l’appetito, insomma, mangera’ bene anche con un toast.

Questo pero’ succede in qualsiasi settore: ci sono poche donne brave a letto cosi’ come pochi uomini bravi a letto, come ci sono poche donne brave a cucinare , pochi uomini bravi come muratori, eccetera eccetera. In generale, quelli “bravi a fare qualcosa” sono la minoranza.

Del resto il sesso a sua volta e’ una competenza, esattamente come la femminilita’. Ci sono donne competenti e donne incompetenti, e lo stesso dicasi dei maschi.

Il problema di un mondo simile e’ che esso richiede alle donne una garanzia: che troveranno un poveretto che se le sposi, anche se magari a lui non piacciono tanto. Allora, basta fare un ragionamento di mercato:

  • gran parte delle donne non sono davvero interessanti, non hanno particolare appetito per il piacere,  ma la societa’ spinge perche’ si sposino.
  • gli uomini starebbero bene anche da scapoli, ma la societa’ spinge perche’ si sposino ugualmente, e cercano anche il piacere.

il risultato di tutto questo dovra’ essere un equilibrio nel quale ogni uomo trova una che sia interessante per lui, ma questo ci porta ad un problema di best fit che non e’ semplicissimo risolvere. D’altro

Allora, la donna di provincia si e’ specializzata in un ragionamento di mercato puro:

se facciamo crollare l’offerta di piacere, gli uomini si accontenteranno e pagheranno il prezzo di sposare qualsiasi essere noioso e privo di appetiti, e passarci insieme la vita.

in pratica, produrre una scarsita’ artificiale di offerta sessuale, allo scopo di spingere i maschi ad accaparrarsi anche donne che altrimenti non sarebbero state desiderabili.

Questa scarsita’ sessuale avrebbe spinto i maschi a pagare un prezzo piu’ alto, o a pretendere meno dalle donne.

Insomma, il bigottismo era COMODO e commercialmente vantaggioso: serviva a costringere i maschi a diminuire le pretese (di avere un partner sessualmente interessante) oppure a pagare il prezzo di sposare una che in fondo non gli piaceva.


Questa bigotta, ovvero una furba noiosa e pigra, per tenere bassa l’offerta di sesso e calare le aspettative degli uomini non deve fare altro che linciare o emarginare qualsiasi donna ecciti davvero gli uomini.

Se c’e’ una cosa che la donna media noiosa non vuole, e’ dormire con un uomo eccitato.

La pornodiva, specialmente se e’ disposta a tutto (e la vittima stava su Legalporn/Analvids a 26 anni, quindi era davvero aperta a molto) eccita troppo le fantasie dei maschi.

Come tale, alza gli standard. Gli fa venire idee strane. E alla melensa , noiosa moglie media, priva di appetiti e di fantasie, questa cosa non piace.”Non e’ che poi se lo aspetta da me, eh?”.

La femminista, che e’ semplicemente la discendente delle bigotte di provincia, non fa altro che appropriarsi di questa politica , usa parole diverse, ed espelle le donne troppo sexy e disponibili dal mondo femminile. Cercando di annientarle.

E se poi un uomo si prende carico dell’annientamento, tanto di guadagnato.


Aneddoto.

Sono gli anni ’90 e tra le cose che faccio per mantenermi c’e’ il buttafiori. Siamo in una disco di provincia, nel mantovano cattolico. Una delegazione di ragazze del posto chiede di parlare col PR, perche’ hanno un problema.

Ci sono delle ragazze che sono troppo disponibili , e quindi attirano a se’ tutti i ragazzi. La richiesta e’ di non lasciarle piu’ entrare.

Il PR si fa due conti, capisce che queste attirano maschi (e i maschi pagavano, le ragazze meno) , e quindi manda a quel paese le bigotte. Ma il ragionamento di mercato era chiaro: “queste fanno crollare il prezzo della fica”.

Questo e’ il ragionamento da bigotta, ed e’ molto diffuso. Secondo voi quelle bigotte  li’, a letto, come sono? E se volevano espellere le ragazze “troppo disponibili”, cosa farebbero ad una pornodiva?

Ma queste sono il materiale umano che e’ confluito nel mondo femminista. Hanno semplicemente sostituito “troppo disponibili” come “serve dell’immaginario sessuale maschile”, e via.

Ma sono le stesse bigotte cattoliche di sempre.

E il fatto che stiano applicando un ragionamento di mercato , che verte sull’equilibrio tra domanda e offerta, fa capire chiaramente una cosa: si considerano merce in vendita.


Di conseguenza, signore, il messaggio per voi e’ chiaro.

Gli uomini non vi devono sfiorare nemmeno con un dito. Ma state attente. Perche’ se fate porno, specialmente se estremo, le vostre “sorelle” si volteranno dall’altra parte mentre un pazzo maniaco vi squarta.

se fossi in voi, diffiderei piu’ delle “sorelle” che degli uomini. Dopotutto i pazzi sono poche centinaia. La sorelle sono milioni.

Detto questo, mi spiace davvero che sia morta , peggio se cosi’. Non lo meritava proprio.

(1) nella mia personale mappa semantica, e’ un complimento.


Commenti

  1. Nicola

    Sono d’accordo sul fatto che il movimento femminista, qui in Italia, sia formato per la maggior parte da bigotte: donne che, giustamente, vogliono la parità dei diritti, ma che quando si parla di libertà sessuale sono le prime a pronunciare la parola “tr01a” nei confronti delle altre donne più disinibite.
    D’altronde, cosa ci aspettiamo? Viviamo in un paese col Vaticano in casa, uno Stato in cui, nei paesini più piccoli, a comandare sul serio è il parroco e non il sindaco. Uno Stato in cui la DC non se n’è mai veramente andata, si è semplicemente trasformata, amalgamandosi coi socialisti in quella specie di brodo chiamato Partito Democratico.

    Ma per quanto riguarda il resto, il post è puro delirio: Uriel parte da una considerazione tutto sommato giusta, e si lascia prendere la mano fino a ipotizzare una specie di complotto delle femministe bigotte che “abbassano artificialmente l’offerta di piacere”, un modo come un altro per dire “le donne sono tutte d’accordo”. Il fatto che si sia verificato un aneddoto come quello da lui vissuto nei ’90, non significa che ovunque fosse così.

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