Siria ed incompetenza.

Mentre la saga siriana procede e il brodo si allunga, viene da chiedersi come Obama possa essersi trovato impantanato in quella situazione, e specialmente in che modo sia stato necessario l’ “aiuto” di Putin per tirarli fuori da un pantano internazionale che ha dell’incredibile, rimane la domanda di fondo: ma chi consiglia Obama? Come e’ possibile che si commettano errori cosi’ grossolani a riguardo?

COme ho gia’ scritto, negli ultimi 20 anni vedere gli USA e l’ UK mentre fanno politica estera da’ la sensazione di osservare una scimmia che gioca con una bomba a mano. Sembra che gli USA vivano in un altro pianeta, ove le nazioni sono prive di storia, di cultura, e persino di consistenza su una carta geografica.

Prendiamo per esempio George Friedman: http://en.wikipedia.org/wiki/George_Friedman

Se osserviamo il suo CV , notiamo che deve essere una di quelle teste d’uovo che possono consigliare il presidente USA, e in effetti ha lavorato per l’intelligence americana. Allora, adesso andiamo a vedere che cosa scrive il nostro eroe:
Ora, osservate la parte che ho sottolineato. Dice che secondo lui la Russia e’ un “mero potere regionale”. Questo perche’ si e’ fatto in mente una gerarchia di nazioni, nella quale le superpotenze (gli USA) sono in cima e gli altri sono “solo” potenze regionali. Siete d’accordo con questa definizione? Si?.
Ok.
Allora, adesso prendiamo una carta geografica:

 

Come vedete, parliamo di un paese enorme. Esso si estende dall’Europa sino al Giappone, ed e’ in assoluto la nazione piu’ estesa del mondo

Come vedete la Russia comprende una bella fetta di continente europeo, confina direttamente con stati UE, i finlandesi hanno russi davanti alle finestre, e anche i rumeni, dall’altro lato del mare, hanno russi davanti alla finestra.

Cosi’, se credete che la Russia sia una potenza regionale, potete per favore definire la regione di influenza? Ovvero, dirmi come si chiama? La risposta e’ : Eurasia. Lo spettro dell’influenza diretta russa , e della sua strategia di confine, si allarga molto piu’ dello spettro DI PROIEZIONE MILITARE degli USA.

Cosi’, un (ex?) consigliere del governo USA se ne esce con una dichiarazione che non ha alcun senso, e non per via di raffinatissimi ragionamenti geostrategici. Si tratta solo di leggere una carta geografica, cosa che evidentemente Friedman non ha fatto.

La Russia non puo’ essere relegata a “potenza regionale” per la semplice ragione, o meglio per il semplice fatto, che le sue dimensioni sono tali che OGNI decisione interna ha effetti su scala geopolitica.

Questo e’ il tipo di incompetenza americana di cui parlo: quando Friedman dice che la Russia e’ una “potenza regionale”, non solo non guarda la carta geografica, ma sembra identificare il concetto di “potenza” come “capacita’ di proiezione militare oltreconfine”. Ma il problema e’ che in Russia si va ad impattare sugli equilibri militari solo spostando truppe DENTRO i confini.

Se osservate i trattati di pace tra USA e URSS , cosi’ come il trattato sugli SS-23 , scoprite una cosa. Che gli USA si impegnano a non mettere i propri sistemi in questa e quella nazione, ovvero si misurano con lo spazio di proiezione militare, mentre i russi si impegnano a non mettere SS-23 (a dire il vero li avevano vietati, ma poi hanno fatto l’ SS-26 Iskander) in un preciso punto del PROPRIO territorio.

Quello che per gli usa e’ un movimento strategico oltremare, per i russi e’ un movimento INTERNO. In queste condizioni, dire che si tratti di una potenza “regionale” e’ semplicemente il sintomo di “non aver mai guardato una carta geografica”.

Potrete leggere Friedman e scoprire tutta una seriedi altro strafalcioni, e vi aggorgerete finalmente una cosa: quando parlate di “think tank” americano, spesso trovate delle persone che non riuscirebbero a scrivere un tema decente in un esame di maturita’.(1)

Il campionario e’ orribile, si va da gente che non ha mai guardato una carta geografica a chi non sa di preciso quanto tempo impiega una divisione a spostarsi – ma fa il consulente della difesa – sino a persone che – come nel caso dell’ IRAQ – credevano che le atomiche potessero venir conservate (e manutenute) dentro dei furgoncini per i gelati.

Come si arriva a questo? Lobbysmo. Succede che il signor Friedman arriva dove e’ arrivato non perche’ quel che dice ha senso, ma perche’ quel che dice piace ad una lobby che puo’ spingere sino a fargli avere un contratto  col governo. E una volta avuto il primo contratto nel CV, al signore non resta che vendersi alla lobby che offre i contratti migliori.

In queste condizioni il presidente degli USA viene consigliato da persone che non hanno la piu’ piccola chance di MIGLIORARE la sua visione. Ed e’ cosi’ che e’ nato il pasticcio siriano.

Per prima cosa, come nasce l’errore catastrofico di dire “esiste una linea rossa, e se Assad usa le armi chimiche allora noi lo attaccheremo?”
  1. Qualcuno ha raccontato ad Obama che Assad non avesse armi chimiche.
  2. Qualcuno ha raccontato ad Obama che Assad avrebbe vinto anche senza.
  3. Qualcuno ha raccontato ad Obama che Assad sarebbe fuggito ma non avrebbe gassato il suo popolo.
  4. Qualcuno ha raccontato ad Obama che Assad non avrebbe usato le armi chimiche neanche come “Ultima Ratio”.
  5. Qualcuno ha raccontato ad Obama che, se qualcuno possiede armi chimiche in Siria, allora e’ Assad.
  6. Qualcuno ha detto ad Obama che Assad avrebbe preferibilmente usato armi chimiche, ma attaccarlo sarebbe stato semplice.

Sulle prime  affermazioni e’ ovvio cosa pensare. Anche ammesso che abbiano senso o significhino qualcosa di applicabile alla realta’, un presidente che si bene stronzate simili deve cambiare mestiere. Costruire armi chimiche come il Sarin e’ alla portata di moltissimi chimici. Che Assad avrebbe lasciato senza usarle e’ pura cartomanzia: su quali FATTI si basa questa convinzione? Che nessun altro potesse usare armi chimiche sul territorio siriano , idem.

Ma ho colorato di rosso una frase, per una ragione molto semplice: chi diavolo ha detto ad Obama che basterebbero poche settimane di bombardamenti per abbattere l’esercito siriano?

Posso fare alcune considerazioni:

  1. La Siria e’ in pessimi rapporti con Israele, che ha mostrato capacita’ di penetrazione e bombardamento avanzate, contro i siriani. Se davvero bastano poche decine di strike per abbattere quel regime, lo avrebbe gia’ fatto Israele. Davero gli israeliani condividono l’opinione che basterebbero poche decine di strike dal cielo per abbattere Assad e fermare il suo esercito?
  2. I russi hanno da sempre un porto in Siria. Per i russi e’ parecchio strategico avere porti nel Mediterraneo. Davvero si pensava che i russi si sarebbero fatti soffiare un porto nel Mediterraneo senza opporre alcuna resistenza, e specialmente senza aiutare i siriani?
  3. Esiste un “alleato” NATO , la Turchia, proprio al confine. In che modo i turchi siano cosi’ poco coinvolti da dover chiamare navi USA a lanciare missili e’ da capire. Obama non si rende conto che un intervento diretto al confine di un paese NATO , senza un palese coinvolgimento del paese stesso, sia di fatto la certificazione della fine della NATO? Ma specialmente, se bastano poche decine di attacchi a fermare Assad, come mai non partono anche dalla Turchia, che difficilmente potrebbe risentire di una rappresaglia siriana?
  4. Hetzbollah. Togliere le armi chimiche ad Assad bombardando significa che praticamente ogni sito che NON verra’ colpito cadra’ nelle mani di qualcun altro. Esistono due forze organizzate sul territorio siriano, oggi come oggi: Al Qaeda e Hetzbollah. Senza truppe sul territorio, che cosa impedisce che le armi finiscano ad Hetzbollah, o peggio ad Al Qaeda, rappresentata in siria da chissachi’ con chissa’ quali intenti? Israele ha piacere se Hetzbollah  ottiene armi chimiche?

Quando leggo qualche esimio “intellettuale americano”, qualche membro del “think tank” statunitense o inglese, di tutto questo non appare alcuna traccia.

E’ del tutto chiaro che il temibile tomahawk serve a poco se , impiegando almeno 15 minuti ad arrivare, qualcuno avvisa del suo arrivo. Ogni reggimento di artiglieria funziona sparando e spostandosi per evitare il contrattacco dell’artigileria avversaria. Con un preavviso simile, supponendo che le armi chimiche siano in dotazione a reparti di artigileria, i tomahawk colpiranno sempre a vuoto.

I russi hanno informato gli USA del fatto che rilevano i missili USA alla partenza, qualche settimana fa. In pratica, se avvisassero della partenza dei missili, i tomahawk potrebbero solo demolire edifici vuoti.

Sarebbe allora migliore un attacco aereo, ma evidentemente gli americani non si fidano dell’alleato turco, o l’alleato turco non offre le sue basi agli USA. Interessante: come demolire la credibilita’ della NATO in una o due mosse.

Il discorso del porto russo in Siria e’ assolutamente divertente. La domanda e’: supponiamo che una nave russa in un porto siriano si veda arrivare un missile addosso: e’ una dichiarazione di guerra o no? Il resto della flotta ha il diritto di reagire? E se una nave russa in Siria si vede IN PERICOLO, anche se non coinvolta direttamente, per un lancio o per un bombardamento americano, ha il diritto di reagire contro le navi americane in loco?

Ma se leggete gli “intellettuali USA” , di questi problemi si accenna poco. Tutto quello che hanno da ricordare e’ che loro hanno tante armi e un sacco di portaerei e una potenza di fuoco superiore. Potrei sentire “analisi” migliori in qualsiasi bar.

Andiamo al nodo turco. I turchi si dicono preoccupati per la guerra al confine, ma non abbastanza da offrire basi o entrare direttamente nel conflitto. Qualcuno ha analizzato questa posizione? La Turchia ambisce chiaramente ad un ruolo di potenza regionale, ma a quanto pare ha una posizione di attesa che si spiega solo con “c’e’ qualcosa che noi sappiamo ma gli USA non sanno”. Oppure, con “Stiamo nella NATO solo perche’ abbiamo una potenza regionale russa poco distante”.

Dopo il pasticcio di una NATO inutile ed inutilizzata durante le “primavere arabe”, e il disastro (tattico prima che strategico) dell’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia, tutto il mondo si chiede se la NATO esista ancora, a parte i velleitarismi francesi e inglesi. E ora tutto quel che si vede e’ che greci e turchi se ne stanno allegramente fuori dal conflitto, trasformandolo in una questione americana. La Siria confina ancora con la Turchia? Uhm. Si direbbe di si. E nessuno negli USA si chiede “what’s wrong with Turkey?” ? Siamo sicuri che le turbolenze di cui parla friedman siano ai confini dell’area di inflienza RUSSA? Sono cosi’ stabili, invece,  i confini dell’area di influenza americana?

Se menzioniamo i due sistemi paramilitari di Hetzbollah e di Al Qaeda , gia’ presenti sul territorio, abbiamo la misura del disastro americano: gli americani che fanno politica estera, oggi, sembrano una scimmia che maneggia con una granata.  Tutti sono li’ a dire “Dio, togli la granata dalle mani di quella scimmia, per carita’ “.

Allora, l’ultima volta che Hetzbollah e l’esercito israeliano hanno fatto  a cazzotti, non e’ andata bene come doveva agli israeliani. Troppi Merkava, prima famosi per le protezioni all’equipaggio, sono tornati con strani danni alle corazze. Troppe disorganizzazioni, logistica mancante, la tregua offerta dalla forza internazionale ha tirato fuori le castagne dal fuoco allo stato ebraico, ma se non fosse avvenuto scommettere su IDF sarebbe stato arduo anche per i suoi fan.

Adesso c’e’ Iron Dome, e siccome il razzo viene fermato in aria, tutti si sentono al sicuro. Ma SS-26 non e’ puramente balistico, per cui ne’ Patriot ne’ Iron Dome possono fermarlo. Solo che non e’ certo che i siriani li abbiano, ne’ che passerebbero ad Hetzbollah. Il guaio vero e’ che i razzi , anche se fermati a mezz’aria, hanno una certa pericolosita’ se contengono armi chimiche.

Il punto e’ che Iron Dome e’ inutile, o quasi, se i razzi contengono testate chimiche. Se Hetzbollah venisse in possesso di armi chimiche, e una guerra costringesse il contingente internazionale a ritirarsi dal confine, (2) per israele inizierebbe un incubo non indifferente. Anche salvando i civili nei rifugi, il Sarin uccide animali ed intossica prodotti agricoli: Hetzbollah potrebbe anche NON puntare i razzi sulle citta’; esiste un’alternativa migliore, ovvero colpire le zone industriali, agricole, commerciali , costrigendo ad operazioni di bonifica di costo enorme.

Se poi le armi venissero “ereditate” da Al Qaeda, il disastro sarebbe completo. Tutti ricordano gli attentati in Spagna. Viene da chiedersi se vogliamo vedere cose simili, arricchite dal Sarin. E qui viene la domanda piu’ importante:

Stiamo gia’ pagando, coi nostri diminuiti diritti (spionaggio sistematico, intercettazioni illegali, difficolta’ di spostamento, una crisi ogni due/tre anni ed una costosa guerra ogni 5/6) l’incompetenza americana. Quanti soldati italiani sono morti nei FALLIMENTI americani? Gli spagnoli hanno pagato con 200 morti l’incompetenza USA in IRAQ. La domanda e’ : SIAMO DAVVERO DISPOSTI A PAGARE ANCORA , E UN PREZZO MOLTO PIU’ ALTO, L’INCOMPETENZA AMERICANA IN POLITICA ESTERA?

Questo e’ il punto: siamo davvero disposti a vivere con una maschera antigas in borsa, solo perche’ gli USA hanno un sistema di lobby corrotte che piazzano consiglieri ignoranti e incompetenti vicino al presidente, per spingerlo a fare guerra anche laddove sarebbe meglio comportarsi diversamente.

Ho una soluzione diversa per il conflitto siriano: chi attacca Assad e’ un analogo delle formazioni che hanno destabilizzato la Cecenia  , in un disegno che mirava a estendere l’influenza araba. Putin ha reagito, e ora la Cecenia e’ sotto controllo.

La mia proposta e’: lasciamo che Putin aiuti i siriani a prendere il controllo. Dopotutto non avete bombardato la Russia quando ha ripreso il controllo in Cecenia. E se vi andava bene li’, allora vi va bene ovunque.

Oppure la potenza americana si trova a suo agio solo con avversari di 10 milioni di abitanti con armi vecchie di 30 anni , tipo IRAQ e Siria, mentre se parliamo di Cecenia e il cattivo si chiama Russia, allora ci si volta da un’altra parte?

Cattivo messaggio da dare, anche questo: stiamo dicendo alle nazioni piu’ grosse di cosi’ che da oggi possono fare il cazzo che vogliono, tanto gli USA al massimo tirano calci a qualche paesello piccolo e impotente.(3)

Ed il prezzo dell’incompetenza prima o poi lo si dovra’ pagare:  se una scimmia maneggia una granata, quando salta in aria non si deve gridare al “terrorismo”, ma all’incompetenza della scimmia.

Uriel

(1) La storia dei confini, poi , e’ ridicola. Vi sfido a trovare UN SOLO momento della storia russa nel quale i confini russi siano stati “sotto controllo”. E uno della storia di Roma. E uno della storia del califfato. Se c’e’ qualcosa che caratterizza gli imperi, sono proprio le turbolenze ai confini.

(2) In questo senso, lo spostamento di navi italiane e francesi in zona, per coprire una ritirata verso il Libano, fa pensare che esistano accordi sul campo. In caso di rissa, italiani e francesi hanno gia’ corridoi aperti, che verranno sorvegliati dall’artiglieria di marina.In pratica, la missione si volatilizzera’ in pochi giorni.

(3) Qualcuno aveva raccontato agli americani che quello iracheno fosse “il quarto esercito del mondo per potenza”. Non so come l’abbiano calcolato ma secondo questo criterio, considerata la distanza tra il primo ed il quarto,  il quinto esercito  piu’ potente del mondo sono i Testimoni di Geova.