Scambio e mercato.

Un commento di Yossarian alla vicenda del tizio “sfigato” mi porta a chiarire una forma di insofferenza che nutro verso coloro (in genere donne, ma non solo) che cercano di spacciare per “scambio” quello che e’ a tutti gli effetti un mercato. Un mercato e’ una cosa che si regge su presupposti estremamente diversi da quelli dello scambio, ed e’ per questo che il mercato si struttura in maniera molto diversa.

Se esuliamo un pochino dagli elementi che fanno parte dell’organizzazione del mercato, come la proprieta’ privata, il contratto, il denaro, che possiamo considerare assiomi in questo discorso perche’ possono valere ugualmente per il discorso “scambio” e quindi non hanno valore informativo in un confronto tra i due, possiamo focalizzarci sulla reale differenza tra scambio e mercato.

A differenza del mero scambio, il mercato aggiunge una necessita’, ovvero il pagamento per quantita’. In un mercato, cioe’, e’ necessario dare per ricevere, e il mercato si prefigge di fare un ragionamento quantitativo creando un unsieme ordinato di valori (di solito indicati con la moneta, ma dipende dal mercato) , che permettano di dire che

  1. Per ricevere e’ necessario dare.
  2. Per ricevere di piu’ e’ necessario dare di piu’.
  3. Una volta ricevuto e dato un certo quid, il processo e’ finito.

Il classico esempio di mercato primitivo e’ il baratto: per ottenere la cosa X devo dare la cosa Y, e viceversa. Se voglio due volte la cosa X, devo dare due volte la cosa Y.

Il mercato, per il solo fatto di basarsi su un discorso del genere, valendo il principio di razionalita’ di Peano, e’ costretto immediatamente a confrontare il payoff del dare e quello del ricevere. Di conseguenza, si crea immediatamente un equilibrio tra domanda ed offerta: quella che si stabilisce e’ una classe di equivalenza, che si chiama “equilibrio tra domanda ed offerta”, la quale decide che il prezzo di X sia Y. La cosa importante da notare e’ che non appena il numero di giocatori cresce, il concetto di mercato diviene globale, e i singoli giocatori NON possono piu’ decidere i prezzi , che derivano dall’equilibrio  minimax tra domanda ed offerta.(1)

Non funziona cosi’ per lo scambio. Lo scambio funziona in un modo abbastanza diverso, e sempre dato conto della proprieta’, del contratto privato e della moneta, succede che:

  1. X viene ceduto.
  2. Y viene ceduto.
  3. Non vi e’ alcuna relazione di casualita’ tra la cessione di X e quella di Y.
  4. Nessuno dei partecipanti sa di preciso cosa ricevera’ in anticipo.

Un esempio tipico di scambio e’ la situazione del 25 Dicembre, quando tutti sono sotto l’albero ad aprire i regali. In quella situazione avviene uno scambio nel quale tutti danno e tutti ricevono , ma nessuno pone come condizione per dare X quella di ricevere Y. In questa situazione, e’ impossibile calcolare la regola quantitativa che decida quanto X ci voglia per avere Y, e di conseguenza non e’ possibile ne’ automatico che si stabilisca un equilibrio tra domanda ed offerta. Indubbiamente tutti si aspettano di ricevere qualcosa, e indubbiamente tutti portano qualcos’altro, ma non ci sono le condizioni di casualita’ che servono a creare un equilibrio quantitativo, con il risultato che non si potra’ mai creare nessun equilibrio tra domanda ed offerta.

Ovviamente, se un partecipante non riceve mai nulla, puo’ anche succedere che decida di abbandonare il gioco; tuttavia e’ una decisione che puo’ prendere solo a posteriori, dopo aver fatto un bilancio statisticamente congruente. Al contrario, nel mondo del mercato, e’ possibile rifiutare uno scambio perche’ le condizioni sono definite a priori, e non a posteriori.

E quindi possiamo dire di aver definito la differenza tra le condizioni del mercato e quelle dello scambio, l’atomo logico che fa la differenza: il tempo. Nello scambio, cosi’ come lo sto descrivendo con l’esempio dello scambio di doni, le condizioni quantitative sono note solo a posteriori, mentre nel mercato sono note a priori. Nello scambio il bilancio e’ possibile solo a posteriori, mentre nel mercato in teoria il bilancio (almeno preventivo, non consuntivo) e’ possibile a priori.

Questo, da solo, e’ sufficiente a produrre tutto cio’ che conosciamo, dall’equilibrio tra domanda ed offerta. Ma c’e’ una cosa che voglio far notare: se escludiamo l’idea che il momento A coincida col momento B, il fatto che A preceda B o B preceda A consiste in tutto in un solo bit di informazione. Cioe’, e’ un concetto olistico: non lo puoi spezzare.

Non puo’ esistere, quindi, qualcosa di mezzo tra il mercato e lo scambio. Se le condizioni di una transazione sono note a priori, e’ mercato. E te lo tieni tutto, perche’ una volta stabilita la causalita’  e la possibilita’ di scegliere se fare una transazione e con chi, ne hai gia’ abbastanza per scrivere tutte le regole del mercato.

Cosi’, caro Yossarian, una donna che mi dice “la fica te la devi guadagnare”, mi sta facendo un discorso di mercato. Sta ponendo a priori delle condizioni. Una volta create le condizioni del mercato, il mercato te lo becchi tutto: essendo la differenza un solo bit, non c’e’ modo di spaccarla. Da quel momento valgono il principio di concorrenza, di dominanza, etc etc etc. Tutti.

Anni fa in una discoteca da paese (quelle della domenica pomeriggio) ci fu una petizione con la quale le ragazze “per bene” chiesero di non far entrare le “cattive ragazze”, la cui colpa era quella di essere “facili”, con il risultato che i ragazzi erano tutti per loro. Sai cosa sia? Mercato. Mercato allo stato puro. Concorrenza, cartello. Ora, le ragazze “facili” a me facevano MOLTA piu’ simpatia. Non perche’ fossi interessato, ma perche’ le altre erano sul mercato, ovvero erano evidentemente prostitute. Perche’ se poni le condizioni per fare sesso come condizioni di mercato, sei dentro il mercato. Ed il mercato del sesso si chiama prostituzione. E la donna che si pone sul mercato si chiama prostituta.

Le altre erano “facili”, ma per me erano le uniche degne di nota: dopotutto, loro non si ponevano sul mercato. Ovviamente, siccome esistono dei pregiudizi verso la prostituzione , questo “mercato” viene mascherato con tutta una serie di espedienti dialettici; ma ad una mente dotata di logica non sfugge mai la cosa molto semplice che se le condizioni di una transazione sono note a priori, allora e’ mercato.

Dirai tu: ma quello che tu chiami scambio e’ rischiosissimo, perche’ non sai in anticipo se si rivelera’ una fregatura. Potresti partecipare a 10 feste di natale e ricevere 10 cravatte orribili dopo aver regalato dei cartier. Buon esempio di principio di razionalita’. Infatti, i motivi per i quali il natale sta in piedi sono tre:

  1. Tutti sono felici di dare piu’ che di prendere.
  2. E’ convenzione che tutti diano qualcosa.
  3. Tutti si sforzeranno di dare qualcosa che piaccia agli altri.

E queste sono le condizioni nelle quali lo scambio e’ un gioco razionale.

Cosi, esistono due visioni contrapposte. Per me un rapporto sessuale o affettivo appartiene sempre e comunque alla categoria “scambio” , e se ci aggiungi quel bit di differenza, per me e’ mercato. E ho sempre tenuto lontane le persone (donne o uomini) che hanno cercato di porre condizioni quantitative a priori: poiche’ pongono condizioni sufficienti a creare un mercato, si tratta di sesso mercenario (o di amore mercenario, perche’ esiste anche l’amore mercenario, e non solo il sesso(2) puo’ esserlo ) ed e’ un genere che non mi interessa.

Il fatto di aver individuato chiaramente il bit che differenzia lo scambio dal mercato fa si, caro Yossarian, che non mi si prenda facilmente in giro giocando coi termini: mi e’ facilissimo, anche in mezzo ad un mare di merda verbale, distinguere uno scambio da un mercato.

Nessuna persona, donna o uomo, che abbia detto di considerare sesso o amore come fenomeni di mercato ha mai avuto la seconda possibilita’ di avvicinarsi a me abbastanza da discuterne. Oh, magari sono colleghi e adesso si parla di tutto, o li requento via web e si parla di tutto, ma NON di questioni sessuali o sentimentali , perche’ quando mi hai posto la cosa come un fenomeno di mercato, per me sei morto. Ti posso stimare come collega, come persona, come tecnico, come qualsiasicosa, ma non come uomo ne’ donna.

Su questo sono terribilmente bigotto: basta che UNA VOLTA una persona mi faccia un discorso simile, e per me e’ morta. Oh, mica la prendo a pugni. Semplicemente e’ asessuata e svicolo da qualsiasi discussione riguardo a sesso e sentimenti. Per me e’ come discutere di danza classica con la statua del David.

Credo che ogni coppia dovrebbe essere impostata come uno scambio, con una convenzione come quella del natale: tutti danno, e se tutti sono contenti si ripete l’anno prossimo, altrimenti tutti avranno il mal di pancia proprio a natale, cioe’ escono dal gioco. (l’analogo nella coppia e’ che ci si lasci).

Se le parti danno delle condizioni PRIMA, allora e’ mercato. Non fai una coppia, ma un’azienda. Al massimo una societa’. Prostituzione, un modello di mercato ove la merce e’ il sesso, o l’amore. Perche’ esiste anche l’amore mercenario, ricordalo. E’ una cosa che noi uomini scopriamo sempre troppo tardi, caro Yossarian : la donna non sa soltanto scopare per un vantaggio, sa anche amare per un vantaggio. Esistono le prostitute della fica e quelle del cuore.  Spero che tu non riceva mai questa lezione, perche’ la cicatrice che lascia e’ molto, molto, molto profonda.

Ed e’ perche’ questa cicatrice e’ cosi’ profonda che tengo rigorosamente lontane le persone che soltanto azzardano un accenno anche lontano ad un meccanismo di mercato nel parlare di sesso e sentimenti: per me la persona che fa questo, che fa anche un minimo cenno di considerare in questo modo le cose,  e’ morta,  di una morte che ulula sangue nel buio.

Quindi, molto semplicemente ho letto la storia del tipo che vuole sesso “facile” con una certa comprensione perche’ so che esiste il meccanismo delle dark room. Ma una risposta del tipo “ogni cosa, e anche la fica, bisogna guadagnarsela”, per me chiude la discussione. Non e’ che io ce l’abbia con qualcuno. Come ho detto, posso stimare una persona per tutto TRANNE che per una cosa. Non e’ che la gente sia perfetta. Ovviamente, il confronto con le persone che la pensano cosi’ puo’ andare avanti amichevolmente su ogni altro campo, ma col tacito patto che non si tocchi piu’ il discorso sentimenti/sesso(3) .

Non te ne avere, eh, se chiudo la discussione con questo post. In futuro evitero’ io stesso di scrivere di queste cose, per evitare che escano ancora occasioni di questo genere. E’ assurdo creare frizioni inutili per una discussione idiota.

Uriel

(1)RdM, sto riassumendo. Mantieni la calma.

(2) Oh, la vulgata romantica vuole che l’amore sia pulcherrima cosa , impossibile da sporcare con tali volgari pulsioni. Con la vulgata romantica, diciamolo pure, mi ci spazzo il culo.

(3) Si, lo dico anche a te, figliola. Avevamo un patto, io e te, per email, qualche mese fa. Ti stimo come persona, per le tue idee e per tante altre cose. Ma non come donna. Hai detto la frase sbagliata. Quindi rispetta il patto e  quindi NON intervenire su questi argomenti.

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