Piovono assiomi?

Leggo su un blog interessante (se solo la filosofa scrivesse di piu’ )  un ragionamento che non mi trova per nulla d’accordo. Esso sarebbe corretto nella misura in cui fosse verificato un assioma che secondo me piove dal cielo. La conclusione parte quindi da un argomento laterale “sarebbe carino se i politici sapessero contenere le proprie pulsioni”, per dimostrare che Marrazzo o Berlusconi avrebbero dovuto farlo. Ma per fare questo manca un pezzetto, che ci siamo persi per strada.

L’argomentare della filosofa e’ il seguente:

  1. Poiche’ un politico non dovrebbe frequentare trans e prostitute
  2. E poiche’ esse sono, per via del piacere che rappresentano, una tentazione
  3. Il politico che le frequenta cede alle tentazioni (non si contiene)
  4. Un politico che non trattiene le pulsioni  e’ un cattivo politico.

Le affermazione 2 e 4 sono, indubbiamente, delle affermazioni facili da verificare. Che prostitute e transessuali (ed in generale il piacere) costituisca una forte tentazione e’ assodato. E’ assodato anche che la politica (come ogni attivita prettamente umana) necessiti piu’ di logica che di istinto, altrimenti sarebbero attivita’ animali: cio’ che divide l’uomo dall’animale e’ che l’uomo e’ l’unico essere dotato di logica.

La 1 e la 3 invece non si spiegano. O meglio:  la “3″ si spoega facilmente con la “1″, il guaio e’ che la “1″ cade dal cielo.

Che lo spettro di attivita’ sessuali dei politici sia limitato dal loro mandato mi sfugge. Non esiste alcuna legge dello stato che lo dice, e semmai sono i servizi segreti a dover controllare che questo non produca dei ricatti.(1) Si tratta di una cultura che viene da quel mix di puritanesimo vittoriano, bigottismo mormone e istigazione al coraggio criminale che sono gli USA: in tutti i paesi civili, dopo l’illuminismo, ogni cittadino e’ uguale. E se IO posso , in teoria, andare a trans, ci puo’ andare anche Marrazzo oppure Berlusconi.

Si cita a riguardo tutta una serie di principi per i quali il ruolo di politico lo renderebbe soggetto a leggi morali diverse rispetto a quelle di ogni altro essere umano: siamo al politico sovrumano, o al politico piu’ vicino alla legge morale in quanto tale. Allora, oggi scopriamo che un politico non deve andare a puttane, o non deve scopare coi transessuali. Bene. Perche’, allora, non dovrebbe evitare di mangiare la cassöla? Ecco, possiamo iniziare ad inventare regole di questo genere:

  • Un sindaco non dovrebbe mangiare mascarpone dalle 10.20 di venerdi’ mattina alle 14.51 di sabato pomeriggio, tranne a maggio.
  • Un preside non dovrebbe percorrere il senso unico di Via Saffi, se non in compagnia di una persona il cui cognome inizi per V
  • Un presidente della regione non dovrebbe mangiare salame felino, tranne quando calienta il sol.
  • Un autista di tram non dovrebbe indossare scarpe del numero 43,  con la sola eccezione dei calvi.

Voglio dire, in ultima analisi si tratta di regole altrettanto arbitrarie, visto che non sono sancite dalla legge, e di fatto provengono da quella che e’ un’opinione. Quello che si fa , come nel caso dei politici, e’ di decidere che qualcosa non ci piace, e a quel punto affibbiare al politico il dovere di non farlo, perche’…. perche’ essendo lui un politico eredita, per misteriosi motivi, tutte le regole che ci va di inventare. leggo una cosa che mi fa paura:

E non solo, ma che proprio il potere abbia in sè, ontologicamente, quella condizione che permette a un maschio alfa di soddisfare i suoi appetiti.

Al contrario: CHIUNQUE, e non solo chi e’ al potere, ha il DIRITTO di soddisfare i propri appetiti. Ed e’ qui il problema: andare con un adulto consenziente dello stesso sesso o meno e’ un DIRITTO di qualsiasi cittadino. Non del maschio alfa, e non del potente. Marrazzo e Berlusconi non hanno il diritto di andare a bagasce in quanto potenti: ce l’hanno in quanto cittadini. Punto.(2)

Mi si dira’ che essendo “altissime cariche”, in teoria alcune condotte non sarebbero compatibili. Bene. Chi decide quali condotte e chi decide quali pratiche?

Vladimiro Guadagno ha diritto, vestendo l’altissima carica di parlamentare, di presentarsi vestito da donna in Parlamento? La risposta e’, ovviamente, che qualora la cosa non infici il funzionamento dell’istituzione o non sia un’esplicita offesa alla stessa, puo’ farlo. Beh, possiamo allora aggiungere delle specifiche regole anche qui: il parlamentare non puo’ farlo. Perche’? Perche’ in virtu’ di un principio non meglio specificato, l’altissima carica che egli ricopre non e’ compatibile.

Chi decide quale carica sia moralmente compatibile con quale parte della vita privata, di grazia?

Anche fare l’educatore potrebbe essere una carica pubblica. E onestamente, anche abbastanza importante, visto che in teoria ne deriva la virtu’ intellettuale delle future generazioni. Bene. Allora, stabilito che si possa affermare che maestri e professori siano una carica pubblica piuttosto importante, decidiamo che non ci sta bene vederli d’estate, in spiaggia, con le chiappe al vento come una velina qualsiasi. Eh, no. Non e’ compatibile con la carica.

E quindi? E quindi basta andare al mare, oppure rimanete tutti vestiti.

Vi sembra una cosa compatibile con l’altissima figura dell’educatore? L’immagine viene da un blog dedicato alle tette e non c’entra nulla con Ipazia (lo dico perche’ conosco i miei polli)

Eh, si: e’ molto facile dimostrare che qualcun altro, per via della posizione che ricopre, non dovrebbe fare questo e quello. Fatto questo esempio, possiamo enunciare i seguenti Sacri Principi della Grandissima Carica Pubblica dell’Insegnante:

  1. L’insegnante non puo’ recarsi in spiaggia indossando costumi discinti.
  2. L’insegnante deve usare sedie sdraio adeguate al contenimento delle tette.
  3. L’insegnante non deve in ogni caso stare in topless in spiaggia.
  4. ……

Il processo, nei semplici passaggi, e’:

  • La tal cosa non mi piace.
  • Esistera’ una legge morale che la vieta.
  • I politici, essendo piu’ vicini degli altri alla legge morale devono obbedire piu’ di altri alle leggi morali.
  • Ergo, la cosa che non mi piace e’ vietata ai politici.

Spiace, ma questo processo e’ completamente sbagliato.

Dall’illuminismo in poi, tutti i cittadini sono uguali. Per quanto riguarda lo stato, se IO come cittadino posso andare a letto con un transessuale, puo’ farlo anche Berlusconi, Marrazzo, Bersani, Rosy Bindi, e via candando. Se la cosa avviene nella sfera privata, poi, a maggior ragione.

Ecco, semmai ho un appunto da fare a questo ragionamento, un appunto di ordine inverso: essendo i politici ricattabili, e’ compito dei servizi segreti proteggerli. Nei paesi NORMALI, quando un politico va a puttane, c’e’ un servizio segreto che verifica che la puttana non sia una spia. Che non lo ricatti. E se lo ricatta, si preoccupa di eliminare il ricatto, oppure il ricattatore, o entrambi.

Ecco , semmai: se c’e’ una cosa che l’alta carica del politico richiede e’ la sicurezza dello stato: fatto salvo che il politico possa sodisfare i suoi bisogni come un Lapo qualsiasi, e come un Uriel qualsiasi, il problema semmai e’ fare in modo che possa farlo senza inficiare la sicurezza del bene pubblico.

Il vero problema, e qui sarebbe da mettere sotto torchio il buon Rutelli, e’ come quattro stronzi abbiano potuto fare irruzione in un posto ove c’era il governatore di una regione e fare le riprese. Non stiamo parlando di un Mosley (che pure ha  fatto pagare un conto salato a chi lo ha colpito) ma di una carica pubblica.

Questo pero’ non ha nulla a che vedere con i Rais o con particolari privilegi, bensi’ con la sicurezza dello stato. Il resto, cioe’ il diritto di un cittadino qualsiasi di fare sesso con chi vuole, e’ assodato e deve rimanerlo.

Anche perche’, cara Ipazia, quando avrai tolto questo diritto al politico, e lo hai fatto diventare un prete, si dedichera’ al passatempo preferito dei preti: togliere diritti a te. Voglio dire, se un politico non puo’ andare a letto con chi vuole, perche’ dovremmo avere il diritto di farlo noi cittadini normali? Perche’ Marrazzo si deve contenere e Ipazia/Uriel/chiunque altro no?

A volte ho l’impressione che tante regole del medioevo che sono uscite dalla porta stiano rientrando dalla finestra, e la cosa deludente e’ che questa finestra e’ quella, molto spesso, della politica progressista. La misura delle virtu’ civiche sta coincidendo sempre di piu’ con la misura delle virtu’ cardinali della cultura cattolica, e presto ci troveremo con i politici che prendono voti come i frati solo per poter sedere su delle sedie. Dalle quali tuoneranno contro il popolo peccaminoso, e vieteranno al popolo cio’ che e’ vietato a loro: storia gia’ vista.

Spiacente, ma quello che dovevano fare i servizi segreti di questo paese era molto diverso. I quattro carabinieri dovevano “morire in servizio” , con tanto di medaglia alla memoria, discorsetto commosso del presidente, vedove in lacrime e figli col cappello di papa’ in testa. I fotografi del caso berlusconi andavano annegati da qualche parte, o usati in qualche pilastro.

E non per il privilegio dei potenti di scopare con chi vogliono, visto che ogni cittadino ha il DIRITTO di farlo e quindi NON e’ un privilegio dei potenti: per la sicurezza dello stato.

Direi di stare molto attenti a questo genere di cose, perche’ a me piace pensare di essere libero, e quindi mi piace pensare che in uno stato non ci sia un partito di bigotti che decidono quale debba essere la condotta esemplare del premier, in quanto la condotta esemplare del premier, venendo definita come univocamente positiva, verra’ prima o poi estesa a me. E non vorrei sentirmi dire come devo scopare, solo perche’ si e’ deciso che il premier non dovrebbe farlo alla pecorina quella volta che lo si e’ fotografato cosi’.

Perche’ il PDL come ultima parola ha “Liberta’”, ma non vuol mica dire che i partiti avversari debbano finire per D come “divieto”.

Se cosi’ fosse  la mia scelta di voto  sarebbe automatica.

Uriel

(1) I servizi segreti li maneggia Rutelli, quello che andava in bici col cavalletto. In discesa. Vedete voi.

(2) Non ho voglia di toccare anche la questione della privacy.

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