MPS: ma il PD c’entra o no?

Credo che l’unico modo per fermare le email che mi arrivano chiedendo se il PD c’entri direttamente o meno nella gestione di MPS sia quello di spiegare un attimo come funzioni il discorso Fondazione MPS e quale sia il rapporto con il PD e la politica. Per farlo senza tecnicismi astrusi -che a quanto pare sono la parte difficile- vediamo di semplificare un minimo. Non me ne vogliano i piu’ tecnici.

Un pezzo alla volta. C’erano una volta le Casse di Risparmio. Le Casse di Risparmio erano generalmente legae ad una realta’ agricola ed erano degli enti del diritto pubblico. Esse raccoglievano soldi a fini para-sociali, comportandosi come banche quando si trattava di erogare prestiti e fare altre attivita’ di sportello, ma comportandosi come enti sociali quando si trattava di decidere le strategie. Insomma, erano banche, ma anziche’ mirare al profitto miravano ad obiettivi che erano decisi in maniera para-politica.
Insomma, se un anno c’era un terremoto, le casse di Risparmio potevano anche decidere di andare a zero e aiutare i contadini del luogo, a prescindere dalle consuete valutazioni di rischio.
Poi arriva la UE e basilea 1 e dice che la roba delle Casse di Risparmio e’ vietata. I tedeschi si inventano allora le banche cittadine, le banche del lander ed altre municipalizzate del credito. In Italia si sceglie di creare le fondazioni. Le fondazioni mantengono -almeno in teoria- il legame forte col territorio perche’ sono tenute a investire nel territorio una certa parte del bilancio, ma rimangono “dentro” le banche perche’ mantengono una quota di azioni e quindi di potere.
Il loro status di fondazioni permette loro di avere un regime fiscale disinvolto riguardo alle proprieta’, col risultato che le fondazioni finiscono con l’essere il socio piu’ influente delle banche, e finiscono con l’esserne la cassaforte “in penombra”.

La Legge che fece questo fu varata da un “Tecnico”, un certo Amato. La Legge legge n. 218 del 1990 , nel 1990  al governo c’era Andreotti , http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Andreotti_VI

Andiamo al caso del’ MPS.

La fondazione e’ rappresentata da una “Deputazione Generale”. Le poltrone della «deputazione generale» sono 16. Otto le sceglie il Comune, cinque la Provincia e una la Regione. Le rimanenti due spettano alla Curia e all’Università.
Se volete sapere se c’entri il PD, dovete chiedervi:
  • quale partito ha la maggioranza al Comune
  • quale partito ha la maggioranza in Provincia
  • quale partito ha la maggioranza in Regione
Se (per caso) il partito fosse lo stesso, diciamo che se a Siena il PD fosse abbastanza popolare,  allora sapete chi ha gestito la Fondazione MPS con 14 poltrone su 16.

Adesso pero’ mi farete la domanda: ma quanto pesa la Fondazione dentro il MontePaschi?

Ecco qui:

  • Fondazione Mps – 37,56%
  • JPMorgan Chase – 2,527%
  • AXA S.A.- 2,052%
  • Finamonte Srl – 4,000%
  • Unicoop Firenze Soc. Coop.va – 2,727%
Ora, non fatevi ingannare: si tratta essenzialmente dei soci votanti. Siccome il resto dei soci sono una piccola frazione della quota della Fondazione , il risultato di ogni votazione e’ che se il MPS dice SI e gli altri dicono NO, il risultato e’ che MPS ha il 48.866% dell’assemblea. Per arrivare sino al 51% deve avere poi , diciamo, Unicoop Firenze Soc. COOPERATIVA, che in senso assoluto ha il 3.51%, e quindi fa un comodo 52.376%.

Cosa possiamo dire?

E’ possibile dire che la Fondazione MPS abbia avuto il PACCHETTO DI CONTROLLO di MPS, e che a sua volta la fondazione sia stata gestita dal “partito che ha avuto il controllo del Comune di Siena, della Provincia e della Regione.

Quindi SI, mi sembra proprio che il PD c’entri qualcosa.

E adesso, caro Bersani, prova pure a “sbranarmi”, che a me viene da ridere. Avete una banca, ricordi?

Uriel