Ludico lubrico e lubrificato.

C’e’ stato un reblog di Blondeinside che mi ha portato ad un incredibile thread riguardante la sessualita’, la prostituzione e compagnia bella. Previo rimanendo che ho opinioni piuttosto negative riguardo alla prostituzione, la discussione mi sembra viziata, e per la precisione viziata da un “presupposto di eterosessualita”, cioe’ su un pezzo di cultura “incumbent” che e’ la nevrosi eterosessuale media.

Premettendo che non ho voglia di salire sul banco degli imputati ne’ di metterci alcuno, ne’ di spiegare a chi non mi conosce come mai la mia visuale delle cose non sia esattamente “standard” , le cose che penso a riguardo non sono esattamente “mainstream”, e probabilmente non piaceranno molto a chi legge, che non si trovera’ d’accordo nella quasi totalita’ dei casi.

Faccio prima qualche premessa. Il desiderio maschile segue una specie di transitorio, che potremmo riassumere con la curva che passa tra la “sazieta’”, situazione nella quale nemmeno XYZ (metteteci la vostra preferita) appare attraente abbastanza da sforzarsi, a quella di “completa astinenza”, nella quale persino la XYZ (metteteci quella che preferite meno) diventa fattibile.

Ovviamente, nella media tutto si gioca dentro quell’intervallo tra la “voglia regressa” e la “sazieta’”. Quando un maschio ha una certa astinenza regressa, difficilmente trova insoddisfacente il sesso. Quando un maschio si trova in situazione si sazieta’ (e la masturbazione conta) allora difficilmente lo trova soddisfacente. Questo avviene a prescindere da quello che una donna puo’ fare o meno: certo, la tal cosa X e’ soddisfacente, ma va moltiplicata per un “coefficiente di appetito”: se il coefficiente di appetito di quel momento e’ basso, la poveretta puo’ fare il cazzo che vuole, ma otterra’ un decimo di quel che ottiene lavando i piatti(1) quando c’e’ appetito.

In ogni caso, tant’e’: ed il problema e’ la masturbazione. Le persone con piu’ frequenti fantasie sessuali sono piu’ dedite normalmente alla masturbazione. La masturbazione, finita l’adolescenza, produce un senso di sazieta’ sessuale. Di conseguenza, paradossalmente sono i maschi con un immaginario sessuale piu’ intenso quelli che fanno piu’ fatica a venire soddisfatti. Per la semplice ragione che una fervida immaginazione rende piu’ soddisfacente la masturbazione; poiche’ la componente cerebrale del piacere e’ molto forte in queste persone, una fervida immaginazione puo’ rendere la masturbazione competitiva persino riguardo al sesso con un partner.

Specialmente per gli eterosessuali.

Dico specialmente per gli eterosessuali per riallacciarmi al tema della vexata quaestio che e’ nata sui blog. Un tizio sostiene che la colpa delle donne sarebbe quella di non fare sesso a fine ludico, un’altra risponde che le donne il sesso a fine ludico lo fanno, e sbagliano entrambi.

Il fatto che due persone trovino divertente la stessa cosa, infatti, non implica affatto che il fine ludico sia il medesimo, ne’ che il fine ludico sia comune. Io posso mangiare la carbonara perche’ mi piace la pancetta, e potrei anche evitare l’uovo(2) , magari c’e’ gente che compra la carbonara per l’uovo e non ama troppo la pancetta. In questa combinazione , due persone che mangiano carbonara sembreranno provare piacere nel fare la stessa cosa: in realta’ provano piaceri diversi nel fare cose diverse.

Il sistema nervoso maschile e quello femminile sono, architetturalmente, completamente differenti. Quindi ha torto chi dice che le donne non pratichino il sesso a fini ludici. Ma ha torto anche chi mi dice che le donne lo praticano eccome.

Dal punto di vista maschile, le donne NON praticano sesso a fini ludici. Le modalita’ espressive sono completamente diverse, e l’atto compiuto e’ completamente diverso.

Innanzitutto, il maschio considera la libido come una forza attiva. Di conseguenza, se desideri qualcosa lo dimostri facendo in modo che accada, cioe’ mettendoti nelle condizioni attive di essere la causa di quanto avverra’. E lo fai esplicitamente. Il maschio e’ un genere dominato dal testosterone , e quindi la libido corrisponde all’esplicita azione che porta ad ottenere il piacere voluto. Per il maschio, “accetto volentieri” non e’ “voglio”.

“Accetto volentieri” e’ semplicemente una reazione ad una proposta in atto. “Voglio” e’ la proposta in atto. La seconda e’ una causa, la prima e’ una conseguenza. Non esiste nulla che possa testimoniare il desiderio SE NON l’atto esplicito di procurarsi quanto si vuole.

Dal punto di vista maschile, “accetto volentieri” non e’ “desiderio”. E’ semplicemente una situazione nella quale due persone sono in barca, una delle due rema e l’altra si fa trasportare. Normalmente non e’ soddisfacente, se non, come ho detto sopra, quando il tasso di appetito supera una certa soglia.

Mi spiace dirlo, ma la stragrande maggioranza degli uomini scopa solo quando e’ in una condizione tale da non distinguere una donna da un paracarro. E questo perche’, dal punto di vista maschile, una persona che “accetta volentieri” anziche’ “volere” e’ una persona sexy quanto un paracarro.

Stabilito che il comportamento comune della donna, cioe’ il messaggio “accetto volentieri”, non e’ percepito come desiderio , nasce il primo equivoco , origine della nevrosi eterosessuale piu’ mainstream. La donna ritiene evidente che se io “accetto volentieri” la tua proposta, o se io “faccio capire che”, allora stia lanciando segnali espliciti che evidentemente verranno letti come desiderio. Se io “accetto volentieri” allora lo faccio per piacere, dice la donna.

Dall’altro lato, il maschio vede una persona che non mostra alcun desiderio perche’ non si pone come parte attiva, ma semplicemente come parte passiva molto entusiasta di quanto accade. L’equivoco e’ che la donna media considera “desiderio” essere “molto entusiasta di accettare”, ma il maschio lo considera un noioso tentativo di deresponsabilizzare la propria risposta, spersonalizzandola: l’atteggiamento “accetto con entusiasmo” non e’ considerato, per quanto entusiasmo ci sia, abbastanza attivo da poter essere considerato “desiderio”. E’ considerato parassitismo libidico.

La media dei maschi, che vive con un basso tasso di fantasie erotiche, non si masturba spesso. Di conseguenza, mantiene un discreto appetito quasi continuamente. Di conseguenza, anche se la donna non e’ un’esperienza soddisfacente al 100% , l’appetito fa il resto e il maggiore piacere fisico compensa la carenza di piacere cerebrale.

I maschi con un immaginario erotico piu’ forte tendono a masturbarsi piu’ spesso, e vivono ad un livello di appetito minore. Come se non bastasse, un immaginario erotico piu’ intenso produce un livello di richiesta superiore: per un uomo che ha sogni da poco, trovare la donna dei sogni e’ facile. Per un uomo che fa molti sogni, molto sofisticati e diversificati, la donna media e’ un noioso buco stereotipato. Di conseguenza, se la donna non e’ del tutto soddisfacente, non hanno alcuna forza istintiva ad aiutarli a superare la noia che provano, ed il piacere fisico (gia’ esaurito con la masturbazione) non basta a colmare il gap che viene da una componente cerebrale insoddisfatta.

Per uomini con un forte immaginario erotico il genere femminile e’ composto , sul piano erotico, da diafane inappetenti, troppo passive e prive di una vera vita sessuale interiore, assolutamente incapaci di interessarli o di divertirli.

Il genere di lamentela che leggo proviene, a mio avviso, da maschi di questo tipo. Non c’e’ modo di dimostrare loro che le donne facciano sesso “a fine ludico”, perche’ il concetto di “ludico” di una persona con un fortissimo immaginario erotico e’ cosi’ complesso che il semplice fatto di “andare a letto con un tizio conosciuto 20 minuti prima” non inficia minimamente: stanno annoiando un tizio conosciuto 20 minuti prima.

La donna non percepisce questa cosa perche’ la percentuale di questi uomini e’ relativamente bassa; la percentuale di uomini in “perenne appetito” e’ cosi’ alta che esse non notano di annoiare gli uomini: di fatto vanno con uomini che non le distinguerebbero da un paracarro, e che non si lamenteranno certo se non ricevono il feedback che si aspettano.

Il secondo aspetto e’ proprio il feedback. Il maschio considera feedback un segnale esplicito che gratifichi il partner. La donna considera essenziale esprimere il proprio stato emotivo, e pensa che il resto lo si possa dedurre da esso. Di conseguenza nella media le donne considerano sufficiente esprimere il piacere, omettendo di dire da che cosa derivi. Esse ignorano, nella media, il loop che lega la genitalita’ maschile all’autostima e quindi al piacere. Anzi, il fatto che il piacere maschile abbia una forte componente di autostima normalmente non le sfiora nemmeno. Cosi’, nel mondo eterosessuale si verifica una strana disforia semantica: la donna dice “mi piace”, e sottintende che questo sia un complimento, mentre il maschio non considera “feedback” qualcosa che non contenga la sua persona come oggetto, chiudendo il loop tra autostima e piacere.

Ovviamente le donne dicono “e’ ovvio che se mi piace e sono con te, mi piace quello che fai/sei TU”. Sicuramente il signor spock approverebbe, ma lui scopa ogni 7 anni. Il maschio terrestre, invece, considera feedback qualcosa che sia esplicitamente indirizzato a tornare indietro. E’ assai difficile spiegare ad una donna il legame tra autostima e piacere che avviene nel maschio, ma in genere il maschio considera carente il feedback ricevuto. Ovviamente torniamo alla distinzione di prima: il maschio in uno stato di “forte appetito” ha una componente fisica del piacere capace di compensare la carenza di piacere a livello cerebrale, quindi scopa ugualmente. Il maschio con un forte immaginario conosce (immaginare produce eccitazione, di conseguenza l’immaginario e’ una via per esplorare se’ medesimi e capire cosa eccita di piu’) esattamente il tipo di feedback che desidera. Di conseguenza, puo’ confrontare quanto desiderato con quanto ricevuto, e concludere che si annoia.

La stragrande quantita’ delle donne non e’ in grado di soddisfare questo genere di maschi. L’idea di “ludico” che hanno e’ , per queste persone, eccitante quanto la pesca alla trota. E non e’ nemmeno detto che arrivi a tanto.

In questo cuneo di insoddisfazione si inserisce la prostituta. Che , essendo una professionista, ovviamente e’ specializzata nel soddisfare il cliente e fidelizzarlo. Ovviamente anche la prostituta sa che un cliente “ad alto appetito” sara’ facile da soddisfare; tuttavia sa non e’ un cliente che torna spesso. Al contrario, il cliente “a basso appetito” e con una intensa vita erotica immaginaria fatica maggiormente a trovare donne che lo soddisfino. Cosi’, si tratta dei clienti migliori, nel senso che si fidelizzano di piu’.

Per questa ragione, la prostituta professionista sa cosa mormorare durante l’amplesso, sa come comportarsi per dare la sensazione di volere anziche’ di accettare volentieri, eccetera. Ed e’ nel cuneo di questa nevrosi dovuta a significati diversi degli stessi termini che la prostituta piazza il suo business. La prostituta che chiama al telefono Berlusconi e gli dice che non aveva un orgasmo cosi’ da 20 anni sta facendo esattamente quanto richiesto dalla sua professione: fornisce un feedback tale da chiudere il loop tra autostima e piacere, aumentando l’autostima del cliente, cioe’ il suo piacere.

Si tratta di concetti difficili da comprendere se si vive chiusi nel mondo eterosessuale, dal momento che e’ difficile pensare che la donna non sia sufficiente all’uomo, (e probabilmente viceversa) ,
ma diventa evidente se si spazia un pochino di piu’. L’esperienza di un rapporto con una persona che abbia lo stesso sistema nervoso e la stessa percezione delle cose , infatti, permette di distinguere facilmente le due cose e di percepirne le differenze.

Visto da fuori, il mondo etero e’ il mondo di due generi che parlano la stessa lingua senza capirsi. Le donne sostengono di fare sesso ludico, cioe’ per il puro piacere, ma chiamano piacere qualcosa che per il cervello maschile e’ gradevole quanto lavare i piatti, e solo i maschi che non necessitano di una forte componente cerebrale (o nei momenti in cui non ne abbisognano) possono trovare divertente questo modello di piacere. Del resto, in quello “stato di appetito” non gliene importa molto.

Al contrario, i maschi che necessitano diuna forte componente intellettuale nella sessualita’ , coloro che hanno una vita di fantasie erotiche piu’ complessa , considerano l’interazione offerta dalle comuni donne come una inutile sequenza di “accetto volentieri”, e di feedback troppo generici e troppo poco rivolti esplicitamente al partner (ed al suo corpo) per essere di qualche importanza. Poiche’ queste persone hanno sviluppato una gigantesca quantita’ di fantasie sessuali ed esplorato interiormente la propria sessualita’, generalmente vivono a “basso appetito fisico”, dal momento che il loro appetito e’ principalmente intellettuale.

In questo senso, si tratta di un dialogo tra sordi, nel quale una parte sostiene di essere puttana quanto basta, mentre l’altra parte vede solo un ente passivo e disinteressato, diafano e in generale poco coinvolto, insensibile alle esigenze intellettuali del partner maschile.

Mi dispiace per quelli come Povia, ma e’ questa la ragione per la quale delle loro “conversioni di gay” ne vedranno poche. Una volta che queste persone hanno provato il sesso con un sistema nervoso che ha un immaginario ed un feedback identico al proprio, di tornare indietro non se ne parla proprio. Sbaglia chi pensa che i gay non siano interessati alle donne ; la mia personale opinione e’ che sul piano sessuale ne siano “infinitamente annoiati”.

La cosa che emerge in questa discussione e’ che la medesima noia e’ l’oggetto di questa discussione. La parte maschile sostiene di essere annoiata dalla maggior parte delle donne, in quanto non fanno sesso ludico nel senso maschile del termine. la controparte ribatte con una risposta scontata , cioe’ sostenendo che ci sarebbe un sesso ludico femminile. Il che e’ sicuramente vero(3), ma nessuna delle due parti, troppo rinchiuse nella gabbia della propria eterosessualita’ ortodossa, e’ capace di chiedersi se i due concetti di divertimento coincidano.

Normale nevrosi eterosessuale. Non finiro’ mai di ammirare gli ateniesi, che consideravano propedeutico alla crescita del maschio un periodo di omosessualita’ giovanile: se la cosa fosse ancora in auge, probabilmente questo equivoco sarebbe meno diffuso, e sarebbe chiaro (almeno alla parte maschile) che una donna non puo’ , per il semplice fatto di non essere un uomo, soddisfarti al 100% sul piano intellettuale, e per compensare questo GAP di soddisfazione madre natura ha dato agli uomini un modello di piacere fisico “carnale” capace di compensare la carenza di piacere intellettuale.

Si tratta semplicemente di un problema di semantica. Solo che non ha soluzioni, se non la comprensione che per una completa soddisfazione erotica di una persona con una forte libido intellettuale la cosa gusta da fare NON sia un rapporto eterosessuale. Il rapporto eterosessuale puo’ dare piacere fisico, ma lasciera’ sempre il maschio insoddisfatto sul piano intellettuale, con l’eccezione di quei maschi che vivono ad un livello di appetito tale da fregarsene bellamente.

Le donne li chiamano, credo, “passionali”, e sostengono, come dice il post, che gli altri (cioe’ quelli che cercano soddisfazione anche sul piano intellettuale) siano degli anormali che “devono interrogare prima se’ stessi). Peccato che, delle due categorie, siano proprio gli unici ad averlo fatto, esplorando la propria libido con un immaginario che i primi non possono neanche immaginare.

Ma come ho detto, si tratta di un problema irrisolvibile. Le donne sono sufficientemente soddisfatte dai “passionali”, e ne rimangono annoiate solo nel lungo termine. Da questa noia non possono uscire, esattamente perche’ annoiano l’unico maschio che potrebbe produrre (per via dell’immaginario) una quantita’ infinita di novita’. Scelgono la strategia di minor spesa, cioe’ si tengono quelli che vivono di appetito fisico.

Dall’altro canto, i maschi con un immaginario fortissimo rimangono annoiati dalla donna media, e finiscono con il procurarsi gli stimoli da chi li vende, ma almeno ci azzecca, oppure col provare una sessualita’ piu’ soddisfacente nel mondo omosessuale, disinteressandosi alla donna. In mezzo ci sono i bisessuali, che hanno capito la cosa, identificano i propri bisogni, e sanno cosa chiedere al proprio genere e cosa chiedere al genere opposto.

E la cosa che io trovo divertente e’ che il problema non ha alcuna soluzione; dal mio punto di vista e’ semplicemente un baco nello sviluppo di Homo Sapiens. Cosi’, non vi offendete se rido quando vi vedo azzuffare con queste inutili discussioni.

Ah, si: non vi affannate a dirmi quanto io mi sbagli e quanto siate felici con il vostro partner che vi soddisfa in ogni modo. Rischiate che io finga di credervi.

Uriel

(1) Per un qualche stravagante motivo “assalire” la donna da tergo mentre e’ indaffarata sembra essere un topos.

(2)BTW, non azzardatevi a comprare una carbonara in un ristorante tedesco. La loro carbonara contiene panna, uovo, prezzemolo e prosciutto cotto. Ho detto tutto.

(3) Non vedo come potrei affermare il contrario.

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