Fenomenologia degli analisti piddini dell’M5S.

Leggendo i blogger di persone culturalmente – forse dovrei dire antropologicamente, ma quando non lo dicono loro di se’ stessi sembra essere un insulto – piddine tutto quel che vedo e’ un fiorire di analisi – tutte in negativo, ovviamente – del fenomeno M5S. Esse sono numerose quanto le dotte analisi che precedevano le elezioni , grondanti di disprezzo per quel partito che – a detta loro – avrebbe raggiunto al massimo il 10-15%. Ma tant’e’.

In psicologia questo fenomeno ha un nome: “rielaborazione”. La vittoria dell’M5S ha avuto sulla sinistra un effetto devastante, un vero e proprio choc.
Vedete, per quasi tutto il berlusconismo l’elettore del PD si e’ illuso di una cosa:

Berlusconi vince perche’ ha le TV, e solo perche’ ha le TV.

Dovevano spiegare perche’, nel 1994, quando i giudici avevano fatto cio’ che il PCI non era riuscito a fare per cinquant’anni, Berlusconi avesse fondato un partito e li aveva stracciati. Lungi da loro sospettare una carenza di abilita’ o di intelligenza politica, lungi da loro sospettare di non aver mai capito un cazzo di politica, si trovarono di fronte ad un titanico “eppur si muove”, ovvero “eppure il primo pirla che arriva scende in politica e vi riempie di mazzate”.
Per rielaborare questo choc occorsero circa 20 anni, e oggi piu’ o meno ogni uomo di sinistra e’ convinto che Berlusconi abbia vinto perche’ ha le TV e perche’ l’italiano – che non vota a sinistra – e’ stupido.
Ora, osservate la sinistra italiana un giorno prima di grillo e un giorno dopo.
Sino al giorno prima questi farlocchi vedevano in Twitter la salvezza. Il loro cuore palpitava per le primavere arabe arrivate con feisbuc e con tuitter. (spesso pronunciato tuitèr, perche’ l’uomo di sinistra e’ retro e ha studiato francese a scuola, e ci tiene che lo sappiate: ah, la gauche!) . Essi avevano l’ iPhone, e hanno Apple, ed erano convinti di rappresentare per questo una temibile avanguardia wirediana e huffingtonpostiana opposta al berlusconismo: lui ha le TV, ma noi abbiamo internet ed il mobile. E quando Santoro fa gli spettacoli in streaming (1) e’ chiaro a tutti: Internet e’ la croce che terrorizza il vampiro Berlusconi, e internet e’ di sinistra. E non c’e’ uno a sinistra che non dica di aver letto Neuromante e che non sia un fan di Gibson e che non legga Wired (anche quando palesemente non capisce un cazzo di quel che si dice – e wired non e’ un giornale per tecnici) e che non sia collegato.
Immagino il loro choc nello scoprire che, per la seconda volta, arrival’ultimo stronzo del mondo, appoggiato da un pubblicitario che farnerica minchiate complottiste degli anni ’80, e li straccia.
Non ha le TV, Grillo.E allora come ha fatto? Questo e’ lo choc dell’uomo di sinistra, alla SECONDA volta che l’ultimo arrivato entra in una gara che sentivano di avere vinto e li macella.
Perche’ questa volta non hanno la scusa delle TV. Non hanno la scusa del mezzo che ipnotizza i vecchietti che guardano le telenovele e ascoltano Bruno Fede , o Emilio Vespa. E , incubo degli incubi, Grillo sta usando il terreno che gli uomini antropologicamente superiori della sinistra credevano di dominare: il web.
La realta’ e’ che il piddino non e’ moderno, ma segue l’ultima  moda, e le ragioni della vittoria sostanziale dell’ M5S stanno semplicemente nella costante e crescente incapacita’ dell’uomo di sinistra di percepire e spiegare la realta’ come fenomeno cangiante.
Rimane da spiegare una catastrofe che , per la seconda volta, puo’ originare solo dalla palese inferiorita’ culturale ed intellettuale del mondo di sinistra, obsoleto, statico, autoreferente negli intellettuali quanto modaiolo  tra gli elettori.
Questa volta l’emergenza culturale deve essere davvero forte, a giudicare da quanti sforzi vengono fatti per “elaborare”. Per tenere lontano il dubbio atroce che , se qualsiasi stronzo scenda in campo, con grandi mezzi o con mezzi inferiori a quelli del PD, vince sempre, forse il PD non e’ quel fulcro progressista di intelligenze libere che credono di essere . Forse non c’e’ il progressismo, ed esiste il serio pericolo che non ci sia nemmeno intelligenza. Questo e’ il tarlo del dubbio che sta attaccando le menti monolitiche dei trinariciuti, e questo e’ il motivo di tanta “rielaborazione“.
L’uomo di sinistra e’ come un tifoso di calcio che torna a casa la domenica pomeriggio dopo una partita giocata male. Ha bisogno di dire che l’arbitro non ha concesso la punizione, che c’era un fuorigioco, che lo spirito dello sport e’ stato calpestato, e che la loro squadra ha perso “ma ha giocato meglio”, e che ha “tenuto la palla per piu’ tempo”. L’uomo di sinistra e’ raffigurato in toto nella psicologia del “Processo del Lunedi’”, unico tipo di calcio nel quale egli e’ invincibile: la critica calcistica. Egli non fa politica: fa critica politica. Della politica altrui, naturalmente.
Andiamo a studiarne la fenomenologia.
Il discorso piu’ diffuso sembra essere mutuato da quello che il sottoscritto diceva in tempi non sospetti, ma purgato delle parti tecniche, che un utente Apple non comprende.
Grillo dice di essere quello che usa bene internet, ma ne fa un uso obsoleto e simile a quello televisivo , mentre semmai siamo noi di sinistra a farne l’uso moderno e spiritualmente adeguato, che ha portato alle primavere arabe e al pueblo unido jamais sara’ vincido. 
tesi interessante, tantevvero che PRIMA delle elezioni io avevo scritto lo stesso anche se con motivazioni un pelo piu’ tecniche. (i lettori piu’ attenti lo ricorderanno). C’e’ pero’ una differenza tra me e loro: che questi signori sostengono come al solito di possedere internet piu’ e meglio di Grillo, di conoscerlo e capirlo meglio, di usarlo ancora meglio, E NONOSTANTE QUESTO HANNO PERSO. O meglio, come dice Bersani, “non-vinto”.
Sarebbe carino che spiegaste come mai chi ha usato BENE internet, conoscendolo e maneggiandolo (abbonati a Wired loro, mica seghe) meglio di Grillo (hanno l’ iPhone, loro) si sia fatto strappare lo scettro di “partito di Internet”. Ah, lo so, lo so. L’arbitro non vi ha dato il rigore, povere stelle.
Il secondo punto piu’ comune e’
Anche se dice di non essere andato in TV Grillo c’e’ andato perche’ ha sfruttato il fatto che le TV sono ossessionate da lui e alla fine senza andare in TV Grillo e’ stato in TV piu’ di Bersani e Berlusconi. Ha usato sapientemente un trucco per sconfiggere la TV usandola.
Questa sa di presa per il culo. Ma come, avete piagnucolato per 20 anni che Berlusconi vinceva perche’ stava in TV, avete fatto la Par Condicio, avete fatto la conta ai secondi di Berlusconi in TV per anni, avete detto che occorreva una legge sulle TV perche’ chi sta in TV vince, e chi non ha le TV perde, e oggi scopriamo che bastava un trucchetto del genere per battere la TV? Davvero sarebbe bastato che anziche’ prendere mazzate per 20 anni si fosse detto “io in TV non ci vado, e nessuno dei nostri deve andarci” per battere Berlusconi?
E CHE CAZZO, E SE ERA COSI’ FACILE FOTTERE SILVIO PERCHE’ NON LO AVETE FATTO VOI?
Perche’ i Flores d’Arcais, i Moretti, i Vattimo, I Cacciari, i geniacci di Micromega, e tutta l’altra merda che si spaccia per “intellettuale” non ha capito niente  per 20 anni, non hanno capito un trucchetto che persino un comico e un pubblicitario qualsiasi hanno individuato in poco tempo: bastava dire di NO tutti insieme alla TV, e la TV avrebbe dato loro tutto lo spazio che volevano. Bastava davvero poco per battere Berlusconi, bastava capire il trucco, bastava PENSARE . Ma  loro sanno di angelistica come Cacciari, sanno di epistemologia come Vattimo, mica potete pretendere da loro che capiscano qualcosa della realta’. Sono accademici, loro, mica potete chiedergli di azzeccare qualcosa di buono.
E cosi’ il tarlo avanza anche nelle loro menti: ma se era cosi’ facile, perche’ non lo abbiamo fatto noi?  E’ necessaria quindi una rielaborazione, e’ necessario trovare quindi un motivo valido per il quale occorreva Grillo, e solo Grillo e Casaleggio , per capire come superare Berlusconi sul suo stesso terreno, cioe’ la TV. Per capire che per dominarla bastava rifiutarla in massa.
Ma andiamo avanti.
Adesso scopriamo che al PD i leaderini carismatici non piacciono. Che Grillo e’ autoritario e a loro non piace. Che non piace loro un tizio che decide la linea. Che a loro i partiti con la leadership non piacciono.
detto da gente che va in giro con le magliette di che guevara, gente che poi ha cambiato Che Guevara con Steve Jobs , da gente che ancora rimpiange Berlinguer e che per decenni ha letto il Libro Rosso di Mao,  la stessa gente che ha creduto nei Beatles, questa avversione per i leader ed i carismatici sa un pochino di scusa.
La pura e semplice verita’ e’ che l’avversione dei PDini per i leader carismatici che vedono il futuro e quelli che “sono fedeli alla linea” e’ una novita’ che nasce da quando il PD non ha piu’ saputo produrre un leader. Diciamo pure la verita’: essere contro i leader quando hai solo Bersani e’ facile. E’ come disprezzare le Ferrari quando si gira con una Twingo: suona molto nobile, appare poco credibile.
E anche questo severo disprezzo per i partiti che “sono fedeli alla linea” nasce da quando , da Prodi in poi, il “centrosinistra” non solo si e’ macellato in faide interne e si e’ spezzato su ogni argomento, incapace di seguire qualsiasi linea, ma ha perso del tutto ogni “linea”. Se anche il piddino medio dice di essere “riformista”, basta chiedere loro cosa sia il “riformismo” per sentirsi risponder con tutto ed il contrario di tutto, roba che in confronto Beppe Grillo sembra Bertrand Russell.
E cosi’ hanno bisogno, povere stelle, di rielaborare , rielaborare per fermare il tarlo che li tormenta, ovvero che qualsiasi stronzo scenda in campo li batte perche’ non hanno saputo produrre un leader (al massimo quella cattiva imitazione di Carcarlo Pravettoni che e’ Renzi) neanche a pagarlo. E che forse loro sono usi opporre al “leaderismo” una accezione del termine “democrazia”, intesa come dominio della mediocrita’.
Altra ridicolaggine che leggo in giro e’ questa:
Grillo fa scendere milioni di persone in piazza come Hitler. Come Mussolini Grillo riempie le piazze e parla loro dall’alto. Chi fa scendere la gente in piazza anziche’ riunirle in biblioteca per una ragionata analisi del se’ pasoliniano e’ solo un fascista. Grillo riempie le piazze perche’ e’ fascista ed e’ fascista perche’ riempie le piazze.
Beh, che dire. A me sembra di ricordare che ci siano stati dei momenti in cui la sinistra riempiva le piazze. A dire il vero certe volte ricordo un vero e proprio feticismo della manifestazione, dalla manifestazione-sciopero alla manifestazione-girotondo alla manifestazione-sitin, a tutte quelle manifestazioni che – era la sinistra o erano i fascisti? – si facevano nel 1968. La sinistra ha coltivato una incredibile ed infinita adorazione per la mobilitazione di piazza fino a pochi anni fa, quando ancora, almeno alla manifestazione del primo Maggio, si parlava contro BErlusconi e si gridava “siamo un milione!”.
Sentire gente di sinistra che tuona contro chi riempie le piazze mi sembra almeno paradossale. Ma poi osservo la campagna elettorale e vedo Bersani che riempie cinema e teatri.
E cosi’ inizia a venirmi un sospetto: che la sinistra detesti le piazze da quando chiunque, persino i parlamentari del PDL di fronte al tribunale, riescono a riempirle, e LORO NON PIU’.
Non vedo piu’ girotondi, non vedo piu’ quella mobilitazione permanente tanto cara all’uomo di sinistra. La verita’ e’ che le piazze piene di Grillo vi fanno ribrezzo perche’ vi ricordano che VOI , da anni ormai, le piazze NON LE RIEMPITE PIU’, se non mobilitando i vecchietti ed i pensionati come fa la CGIL.
Un’altra fenomenologia di sinistra e’ questa:
Grillo riempie le piazze con il pupulismo. Agita le masse parlando alla loro pancia, toccando temi che scaldano gli animi dell’uomo qualsiasi, egli propone soluzioni troppo semplici e spesso infattibili, e li illude di avere cose che poi non fara’.
Anche questa e’ rielaborazione. Perche’ ci si vuole dimenticare che la politica dei redditi che Grillo tocca con il “reddito di cittadinanza” e’ una tematica di sinistra. Si dimentica che le tematiche ambientaliste che tocca Grillo sono tematiche di sinistra. Ci si dimentica che dei 20 punti del programma di Grillo, non ce n’e’ UNO che non sia una di quelle cose di sinistra che d’Alema NON disse a Moretti.
I temi di Grillo sono temi di sinistra, e se quelli sono populisti, allora ha fatto populismo la sinistra italiana dal 1919 ad oggi. E a dire il vero, di gente che aveva promesso leggi contro il conflitto di interessi, matrimoni gay e quant’altro, ce ne sta di piu’ tra il PD che tra i grillini.
Il tarlo vero che corrode l’uomo di sinistra oggi e’ di essere rimasto senza argomenti di sinistra. Di non essere piu’ nulla, e di disprezzare oggi come “populismo” cio’ per il quale ha lottato per 40 anni. O dice di aver lottato. O dice di aver creduto.
Il tarlo dell’uomo di sinistra e’ che Grillo sia stato capace di riportare al centro dell’attenzione e del dibattito politico dei temi che erano di sinistra, che la sinistra ha abbandonato in nome del “riformismo”, della voglia di essere piu’ uguali della destra.
Il tarlo dell’uomo di sinistra, oggi, e’ di essere diventato un uomo di destra. E ha bisogno di rielaborare Grillo per paura dello choc che gli ha procurato veder tornare ial centro del dibattito politico dei temi che gli intelligentoni del suo partito gli avevano detto essere “un pericoloso balzo in avanti”.
Gli avevano detto che certi temi era meglio lasciarli da parte o non toccarli perche’ erano troppo , troppo per il paese, che aveva altri problemi. E invece qualcuno e’ arrivato proprio con QUEI temi, e ha mostrato che non era vero.
Il tarlo dell’uomo di sinistra e’ che la sua stessa classe politica abbia mentito, e la svolta a destra dei partiti di sinistra, che e’ stata raccontata loro come “necessaria per non perdere tutto il consenso”, in realta’ era necessaria solo per non perdere tutti i finanziatori.

E andiamo all’ultimo tra i topos dell’analista dell’ M5S:

le soluzioni proposte da M5S sono infattibili perche’ non c’e’ copertura, il bilancio di qui e i fondi di la’ e il patto di stabilita’ e l’ Europa e Maastricht e il debito e i soldi. E i soldi ed il bilancio. Grillo propone cose tecnicamente infattibili.

Sarebbero credibili se non venissero dal PCI. Da quelli che hanno creduto che bastasse togliere tutto ai ricchi per avere un mondo perfetto. Quella di Marx non era una soluzione semplicistica, isn’t it? O forse vi rode il tarlo di quando, ancora, eravate VOI a vedere soluzioni semplici per i mali della DC e del PSI?

E quelle risposte, “non ci sono i soldi”, quante volte le avete sentite? Quando VOI eravate i movimenti operai , che chiedevano un aumento, per avere quelle 20 mila lire in piu’ all’anno per vivere , e vi sentivate dire “non ci sono i soldi” o “e’ tecnicamente infattibile”: il tarlo che vi rode si chiama “memoria”, la memoria di quando VOI contestavate le spese dei ricchi e volevate due spiccioli, e vi veniva detto che “non c’era copertura”.

Ve lo ricorda, il vostro tarlo interiore, quando non c’era MAI copertura per voi?

Avete bisogno di rielaborazione psicologica per non ricordare che “Ma c’e’ l’ Europa” suona un pochino come quando il PCI non poteva governare perche’ l’ Italia era nella NATO? Forse non ricordate piu’ quando VOI scendevate in piazza contro la NATO, per uscirne, perche’ essa uccideva l’autodeterminazione?

Eravate voi quelli coi gartelli “Yankee Go Home”, e oggi il tarlo della vostra coscienza di agita quando Grillo dice “Via dall’ Europa”.

La verita’ e’ che Grillo ha rifondato la sinistra. Ha ottenuto qualcosa che e’ IDENTICO a quello che la sinistra E’ STATA e ha scelto di non essere.

Come vecchi di fronte all’uscita di un liceo, volete credere che questi giovani di oggi siano delle merde viziate ed egoiste, e volete credere che voi stessi non siate mai stati come loro.

Solo un tarlo vi rode, solo una maledetta cosa che e’ la memoria si agita, solo una maledetta consapevolezza vi agita, e per sanare questo senso di colpa avete bisogno di quella “rielaborazione” che e’ il contiuo ripetere che i grillini siano fascisti e di destra, cosa da gridare ad alta voce per zittire quella maledetta voce interiore che vi sta dicendo “ma TU una volta ERI COME LORO”.

Quella che chiamate intelligenza, competenza, esperienza, che rimproverate ai grillini di non avere, e’ semplicemente VECCHIAIA. La vostra vecchiaia.  E quella strana forza, quello strano vigore, quella strana vitalita’ che definite oggi “fascista”, ha un nome: “giovinezza”.

Tutta questa “analisi” a posteriori che cerca di spiegare l’ovvio, ovvero che un movimento giovane batta d’impeto un ospizio di anziani (di ogni eta’) che e’ il PD, non e’ altro che un tentativo patetico e disonesto di rielaborare un fatto che non riuscite ad accettare:

SIETE VECCHI.

Meglio sarebbe se diventaste berlusconiani e vi illudeste che un 78 enne possa sfiancare otto ragazze ventenni a sera. In fondo, Berlusconi vi offriva la stessa rielaborazione , in maniera piu’ efficace, e senza dover scrivere tanto: seguendo Berlusconi, affrontare la vecchiaia era forse piu’ semplice che farlo seguendo Scalfari.

E se pensiamo che molti nel PD sono anagraficamente abbastanza giovani da subire questo problema per scelta, o meglio per appartenenza, questo immenso processo di rielaborazione collettiva, quando fuori dalla porta c’e’ la primavera e le ragazze hanno occhi piu’ belli del solito, fa pensare che la via di Berlusconi forse sarebbe stata piu’ sensata.

Perlomeno, sarebbe stata piu’ divertente.

Uriel

(1) Probabilmente gli costa di banda piu’ di un canale sul digitale terrestre, ma vallo a spiegare agli opliti del bene.

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