L’ iDiozia di iGnazio

Dopo aver acceso tipo una montagna di cera allo spirito di Goethe, che si era messo a ruotare peggio di un buco nero dopo il mio scorso post , vorrei rispondere a chi mi chiede cosa si doveva fare e cosa no, e dove sia iniziato l’errore che ha ridotto i maro’ del San Marco in queste condizioni. La risposta e’ che dovete tutto a iGnazio, l’unico uomo che puo’ perdere una partita a scacchi con Siri, da cui il nomigliolo iGnazio.
Essenzialmente, nessuno stato pensante  ha la malaugurata idea di piazzare dei militari su una nave civile, per un paio di buoni motivi. 

Il primo e’ che la Convenzione di Ginevra vieta ai soldati di nascondere le armi o le insegne mascherandosi da civili o nascondendosi tra civili , cosi’ come di infrattarsi in mezzo ai civili o di farsi scudo dei civili o di finire volontariamente  in situazione in cui per colpire il militari si metta a rischio la vita di civili, se vogliono poter godere dello status di prigioniero di guerra. Secondo l’ Art 6 della convenzione di Ginevra del 1929, un soldato ha i requisiti per essere un POW solo se porta le armi in vista (non le nasconde quindi sotto abiti civili o sembianze di veicoli civili o di naviglio civile, o non si nasconde in abitazioni civili allo scopo di essere confuso con essi) , se porta le proprie insegne e le insegne del proprio comando in vista (nel caso di eserciti e marine, le navi devono essere riconoscibili come navi militari, i veicoli come veicoli militari, con la sola eccezione di strumenti mimetici che pero’ non possono mascherare il militare confondendolo con o per un obiettivo civile). Devono inoltre rispondere ad un comando e identificarsi con il comando stesso, e non devono aver commesso crimini di guerra.

Nel caso in cui questi requisiti non siano soddisfatti, come capita ai mercenari o ai terroristi, le alternative sono due. In tempo di pace ricadono sotto la giustizia civile, a meno di trattati tra i paesi, come il trattato NATO che obbliga i paesi a lasciar processare in patria i militari. In caso di guerra l’ufficiale in comando dell’unita’ dispone dei prigionieri. Nel mondo NATO, secondo il LOAC (Law of Army and Combat) il prigioniero puo’ essere ucciso o ferito su ordine dell’ufficiale. “Ferito” (wounded in originale) e’ un modo gentile per indicare la tortura o lo stupro.

Per fare un esempio: durante un’azione militare in tempo di guerra catturo un gruppo di soldati che si erano vestiti in abiti civili ma partecipavano ad azioni militari nelle strade cittadine, approfittando della difficolta’ di distinguerli dalla folla. In tal caso i soldati NON godono dei requisiti per essere POW, e come ufficiale ordino di disporli sotto i cingoli di un carro armato e tirare una sgommata: perfettamente legale.

Secondo esempio: una camionetta di lanciarazzi in tempo di guerra si nasconde in una zona abitata e lancia missili da un edificio nei pressi di una casa con dentro civili. Una delle persone  a  bordo del veicolo che lancia i missili e’ una donna. L’ufficiale ordina di torturare e stuprare la donna affinche’ riveli la posizione di altri veicoli simili, poi ordina di uccidere sul posto tutti i catturati. Perfettamente legale.

“Perfettamente legale” significa che solo se lo stato di provenienza dell’ ufficiale ha al proprio INTERNO delle leggi che vietano quel tipo di comportamenti allora i soldati saranno perseguiti. Di per se’, mancando le condizioni per dire che si sia violata la convenzione di ginevra sui prigionieri di guerra perche’ in nessuno dei due casi i prigionieri hanno il dirito di essere considerati POW.Come se non bastasse in entrambi i casi i prigionieri avevano commesso crimini di guerra nascondendosi tra i civili.  La nazione di appartenenza dei soldati tortrati ed uccisi non ha strumenti giuridici per incazzarsi.

Sebbene sembri incredibile, questa affermazione spiega come mai alcuni eserciti possano colpire i guerriglieri con tanta durezza , o perche’ sia stato possibile Guantanamo: in assenza di alcuni requisiti, le protezioni della convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra non si attivano. Spesso, specialmente a sinistra, si invoca la convenzione di Ginevra sui POW senza conoscerne bene i tecnicismi.

La ratio e’ che quando si fece la convenzione, nel 1929, esistevano dei vaghi problemi tipo quello dei  Frei Korps e altri gruppi di mercenari che impazzavano un pochino ovunque, e nessuno stato intendeva proteggerne le vite , dal momento che la dimensione del fenomeno stava crescendo eccessivamente. Facendo una convenzione del genere, si dice che il civile e’ un civile, il militare regolare e’ un militare regolare, chi spara perche’ ha voglia di farlo senza appartenere a nessuno e’ solo un mercenario, e vaffanculo a tutti perche’ nessuno lo difendera’ mai. Il guerrigliero e/o il miliziano e/o il fanatico religioso ricadono sotto questa categoria.

Il problema adesso e’ di immaginare come sia giuridicamente  una nave CIVILE con a bordo MILITARI che sparano sebbene a bordo ci siano anche civili dell’equipaggio , anche se sparassero contro altri militari , senza chiarire se e quando sia possibile sapere che ci siano militari a bordo. In caso di pace, verrebbero riconosciuti come criminali comuni, nel caso di guerra sarebbe possibile sostenere che si nascondevano tra i civili approfittando della difficolta’ di riconoscerli , mescolandosi tra le navi civili. E sarebbero automaticamente criminali di guerra, poiche’ nascondersi tra i civili , farsi scudo di civili o approfittare della difficolta’ di essere distinto dai civili e’ un crimine di guerra. 

Cosi’, mettere dei militari su una nave civile con un equipaggio civile  NON e’ un gesto geniale. E’ il gesto scimmiesco di battersi il petto , ma dietro c’e’ poca volonta’ di agire.

Il secondo punto e’ che si fa guerra alla pirateria. Ora, ammettendo che ci siano DUE maro’ a bordo, ed ammettendo che siano davvero due coi coglioni, il punto e’ : che si fa se ci sono scontri e ci sono feriti? Che si fa se la situazione degenera, se i pirati sono molti e riescono a salire a bordo, etc? In teoria si dovrebbero chiamare unita’ di supporto, che dovrebbero essere nelle vicinanze.
Di certo non si potra’ contare sulla nazione piu’ vicina, perche’ se ci sono pirati, tale nazione ha perso il controllo delle proprie acque da tempo.

La logistica di una simile protezione non e’ semplice, e francamente ha dell’improbabile. Se due persone su una nave non riescono a fermare pirati usando armi da campo, tipicamente la situazione e’ abbastanza grave. I pirati sono tanti, sono molto ben organizzati o sono riusciti a salire a bordo in qualche modo. D’altro canto, se si assume che ai primi colpi i pirati fuggano, basta chiunque possa sparare per ottenere l’effetto.

Per queste ragioni, nessun altro paese ha messo dei militari a bordo delle navi. Si sono messi dei contractor, ovvero dei mercenari, a tutelare le navi, e si sono messe le unita’ di appoggio nelle vicinanze. Che cosa sarebbe successo se si fosse verificata la stessa stuazione con , diciamo, 4-5 contractor a bordo? (non credo che avrebbero fatto la pazzia di essere solo due, btw). 

I contractor avrebbero sparato sul barchino non appena si fosse avvicinato un pochino. Poiche’ hanno una certa liberta’ negli armamenti, probabilmente si sarebbero premurati di usare un lanciarazzi ed affondarlo. Cosi’ il barchino sarebbe semplicemente “scomparso in mare”. Ma immaginiamo pure di aver ucciso solo un pirata, e che in acque internazionali fosse arrivato l’ordine di ritornare in porto. I mercenari avrebbero preso la cosa con qualche pregiudizio, ed il comandante si sarebbe trovato un fucile puntato alla testa che gli intimava di NON invertire la rotta, e nel frattempo avrebbero chiamato il supporto navale dicendo di essere assaliti da pirati. Il mercenario sa bene che non deve farsi prendere mai e per nessun motivo.

Il comandante avrebbe trovato il coraggio – quanto aiuta un fucile a trovare il coraggio – di andare in porto “lentamente”. Poi avrebbero messo in mare una lancia e se ne sarebbero andati, lasciando la nave senza contractor a tornare indietro, chiamando il supporto navale a prenderli. Oppure dal supporto navale nelle vicinanze sarebbe arrivato un elicottero, e li avrebbe prelevati e portati via direttamente da bordo.

Ovviamente due militari non possono prendere in ostaggio un comandante , e non possono abbandonare la nave che devono proteggere. Un buon motivo per non usare militari, ancora una volta. Ma questo discorso pone un interessante problema:
  • C’era un supporto navale militare nelle vicinanze, o qualcuno ha pensato bene di mandare i due maro’ in giro come se fossero una coppia di carabinieri?
  • Se c’era un supporto navale, perche’ non ha inviato un elicottero per portare indietro i due maro’ lasciando la nave a rientrare in porto? L’ordine di rientro in porto valeva per LA NAVE.
L’opzione di scendere in mare con una lancia e farsi venire a prendere non e’ praticabile per dei soldati – a meno che non sia contemplata dalle consegne – perche’ non possono abbandonare il posto di guardia. Ma su una nave , diciamo una fregata nelle vicinanze, c’e’ un ufficiale in comando che puo’ dar l’ordine di lasciare la nave a tornare in porto (sempre consegne permettendo).
Quindi, in totale sono tre domande:
  1. Che cosa dicevano le consegne?
  2. C’era un supporto navale nelle vicinanze o i due sono stati inviati li’ tipo coppia di carabinieri in pattuglia?
  3. Se c’era un supporto navale d’alto mare, perche’ nessuno ha inviato un mezzo aereo per prelevare i due dalla nave?
Qualcuno dira’ che la cosa ha poca importanza, ma dall’altro lato iniziano ad esserci un pochino troppe cose che fanno pensar male.
L’india ha contenziosi navali con praticamente tutti i vicini di mare. Si tratta della solita nazione che a parole spezza le reni a tutti, ma nei fatti ha preso mazzate da chiunque sin da dopo la fondazione. , dalla Cina per quanto riguardava il Nepal sino al Pakistan per quanto riguarda il Kashmir.
Se qualche maligno sospettasse che gli indiani abbiano chiesto all’ Italia il favore di fornire un capro espiatorio, che tutto era pensato per finire a tarallucci e vino, in cambio di qualche “a buon rendere”, sarebbe troppo difficile difendere il governo italiano.
Se io sospettassi che:
  1. Il barchino indiano sia stato affondato da qualcuno che sta sul gozzo all’ipetrofico orgoglio nazionale complessato degli indiani.
  2. Gli indiani non vogliono intervenire contro “qualcuno” per non prendere un fracco di mazzate, cosa che peserebbe ancora sul loro ipetrofico orgoglio nazionale complessato.
  3. Hanno chiesto agli italiani il “favorino” di fornire un capro espiatorio.
  4. Adesso faranno una bella ammuina per far vedere quanto cazzuti sono contro l’Italia, ma questo gli evita di prendere una fraccata di mazzate da qualcun altro.
sarebbe molto difficile per il governo difendersi. Non si spiega come mai l’ordine di far tornare indietro la nave abbia coinvolto necessariamente i maro’, che potevano essere prelevati da qualche unita’ nei dintorni, senza che gli indiani potessero opporsi in alcun modo. Non si capisce chi e perche’ abbia acconsentito a far tornare indietro la nave. Non si capisce se ci fosse supporto navale o meno.
Il mio sospetto e’ semplicemente che ci sia stato un giochino poco confessabile che e’ stato gestito politicamente male, facendo travisare nazionalismi opposti, e il risultato e’ che adesso e’ troppo difficile sbrogliare la matassa. Quello che doveva finire a tarallucci e vino, con un risarcimento in soldi per tappare la bocca alle famiglie e via cosi’, e’ diventato un braccio di ferro.
Ma qui e’ ora di capire che, siano veri i miei sospetti o meno, l’errore catastrofico e’ quello di mandare soldati dove ci volevano contractors. Se ci sono pirati a quella distanza dalla costa addirittura in acque territoriali, lo stato di pertinenza NON ha il controllo delle coste. E’ assai improbabile che si possano dispiegare al momento forze ingenti. In queste condizioni, un gruppo di mercenari puo’ tranquillamente finire il lavoro di affondare il barchino.
Se si pensa che due uomini con una mitragliatrice da campo siano sufficienti, stiamo parlando di una minaccia modesta. Che senso ha muovere militari, che richiedono supporto, per una minaccia modesta? E ancora: se non c’era supporto navale, che senso ha mandare due militari?
La storia affonda nell’incompetenza di iGnazio, il quale ama (come tutti i fascisti) armare e far partire altri. Con un meraviglioso decreto iGnazio tento’ di legalizzare i contractors a bordo delle navi, non riuscendoci. Cosi’, siccome le navi iniziavano a cambiare bandiera per poter imbarcare contractors, il governo (sempre iGnazio) fece un bel decreto, il DL 107/11 decise che i maro’ potevano essere affittati a prezzo modico.
Se c’e’ qualcuno che bisogna ringraziare quando l’ Italia fa una figura di merda, e’ sempre un fascista. Niente di nuovo sotto il sole.
Adesso il punto e’: cosa dovrebbero fare gli altri militari, se esistono, in una situazione per la quale abbiano i pirati vicini alla nave. Sanno bene che dopo averli uccisi diventeranno innocui pescatori e le loro famiglie si presenteranno a battere cassa.
Cosi’ facendo, iGnazio ha semplicemente messo il San Marco nelle condizioni di non operare o di operare senza la convinzione di avere uno stato dietro alle spalle.
Il che sa molto di Badoglio, piu’ che di Mussolini.
Ammesso che ci sia qualche differenza, si intende.
Uriel