Che stress, gli stress test.

Il governo USA avrebbe dovuto rendere pubblici i risultati degli stress test (valutazioni di metodo compiute sulle principali 19 banche) gia’ il 4 di maggio, ma “stranamente” il rilascio dei risultati sta venendo ritardato. Sebbene sia presumibile che i risultati non siano incoraggianti, il vero problema e’ che il governo americano si trova in un enpasse dovuto ad   un piccolo problema, da loro stessi generato: gli hedge fund.

Il problema e’ molto semplice: fare degli stress test non e’ una cosa nuova (si veda per esempio qui)  sul piano delle idee. Lo stress test non serve tanto a dare una valutazione di merito riguardo alle banche (ci dovrebbe pensare il mercato) , quanto una valutazione di metodo.
Lo dico nel senso che lo stress test e’ inteso come un individuatore di criticita’, cioe’ come uno strumento che serve a prendere decisioni: qualora vi sia da cambiare qualcosa (e questo costa dei soldi) , da dove iniziamo? Ovviamente occorrera’ una lista di interventi piu’ urgenti, ovvero di situazioni di maggiore pericolo.

Il fatto di dipingere una situazione di emergenza in termini di scaletta di cose da fare, pero’, ha un pericolo. Il gioco al ribasso degli Hedge. Gli hedge fund, come sappiamo, sono dei gangster legalizzati che non si fanno scrupoli ad attuare politiche distruttive a piacere verso il mercato, in quanto hanno il solo mandato (e la relativa assenza di controlli) di arricchire i soci, fosse anche con il risultato di ridurre il pianeta ad un deserto.
Il modo con cui operano si basa su informazioni piu’ (ottenute legalmente o meno) e su decisioni (piu’ o meno annunciate ufficialmente) da parte delle vittime: non appena qualcuno annuncia la probabile tendenza futura di un’azienda, questi signori partono all’assalto distorcendo il mercato , senza alcuna logica conservativa globale, al mero scopo di massimizzare il proprio profitto.
Ora, immaginate una situazione di questo genere: il governo USA, annunciando gli stress test, annuncia che aiutera’ alcune banche a ricapitalizzarsi, con la prevedibile oscillazione delle azioni. In pratica, nel momento in cui gli stress test saranno pubblicati, il governo USA avra’ fornito agli hedge fund un comodo elenco di vittime da cannibalizzare per i propri scopi.
Non appena sara’ ufficiale che alcune banche siano soggette ad intervento governativo od a pressioni perche’ si ricapitalizzino, (1) innanzitutto partira’ un calo dei titoli che permettera’ agli hedge di rastrellare carta da rivendere come scommessa sul futuro del titolo.
Dopodiche’ partira’ la capitalizzazione/finanziamento da parte di privati e del governo, operazione che produrra’ un iniziale picco verso il basso delle azioni ordinarie, picco prevedibile e altamente gestibile. In questa operazione, gli hedge compreranno, compreranno, compreranno. Non hanno nemmeno bisogno di distorcere il mercato al ribasso: ci pensa l’interventismo governativo.
Nel senso che ordinando la ricapitalizzazione, se anche avvenisse mediante strumenti di mercato, avrebbe ordinato di diluire gli azionisti nei consigli , portando la loro influenza a livelli minori, oppure a sborsare soldi per comprare altre quote onde mantenere la medesima posizione in CDA.
In pratica, quando il governo USA (a ragione) ha annunciato gli stress test , nei principali hedge fund hanno brindato.
Quali sono i rischi di questa operazione?

    1. Che gli hedge fund, tuffandosi tutti insieme sulle banche in difficolta’, divorino qualsiasi ricapitalizzazione annullando i vantaggi dei fondi pubblici. Pubblicare una lista di naufraghi non fara’ altro che attirare squali.
    1. Che gli hedge fund si trovino nella condizione di potere o dover convertire azioni ordinarie , o viceversa, perche’ gli azionisti “normali” mollano la presa onde limitare le perdite. La proprieta’ delle prime 10  banche ordinarie da parte di hedge sarebbe la fine di qualsiasi sistema di garanzie.(2)
    1. Che nessuna di queste banche, vittima delle speculazioni, riesca davvero a rialzarsi.
    1. L’intervento di fondi sovrani stranieri sulle prime 19 banche americane, il che segnerebbe la fine dell’autonomia economica statunitense.

Non ci vuole moltissimo a capire come mai stia succedendo questo: la legislazione americana, basata sull’idea della “land of the braves”  ha acconsentito alla creazione di questi giganteschi squali, imponendoli al resto del mondo. Oggi il governo americano vorrebbe intervenire per riordinare le borse e il sistema bancario, ma ha il problema di questi squali: si trova nella condizione di un bagnino che non possa intervenire su qualcuno in difficolta’ per non attirare squali su di lui.
Con una piccola differenza: che gli squali li ha voluti il bagnino. Che li ha allevati. Che li ha nutriti. Che ha dato loro carta bianca. Liberta’ di movimento. Mancanza di controlli.
Come puo’ finire? La realta’ e’ che in qualsiasi modo il governo USA proceda, gli hedge fund hanno gia’ vinto la partita. Se il governo non pubblica i risultati (siamo gia’ a due giorni di ritardo) tutta la finanza va in depressione e gli hedge giocano in perdita per guadagnare. Se invece pubblica la lista, almeno 10 delle maggiori banche americane finiscono nel mirino degli hedge , con conseguenze perlomeno devastanti.
Sono gli inconvenienti del mestiere di allevatore di squali.
Non ci sono buone notizie sull’occupazione USA: stando alla FED, non si rialzera’ almeno fino alla fine dell’anno. Il meccanismo che si e’ generato, infatti, dipende dall’andamento dei fondi 401k. Il meccanismo americano delle pensioni si basa infatti sull’idea che avendo raggiunto una certa cifra la persona si licenzi e vada in pensione.
Il dramma e’ che con la borsa cosi’ bassa nessuno ha sui fondi abbastanza soldi da licenziarsi ed andare in pensione. Questo toglie dinamismo al mercato che non libera altri posti di lavoro, diminuendo il ricambio. Il risultato e’ che la disoccupazione USA e’ ancora piu’ legata all’andamento della borsa.
C’e’ solo un fattore che la FED non ha considerato: che si sta realizzando esattamente lo scenario (prima considerato irrealistico) degli stress test: perdita del 25% degli asset strategici e 10% di disoccupazione.
Ovvero: il worst case scenario che rendeva lo stress test come una misura di metodo e non di merito.
Se le cose continuano cosi’, gli stress test diventeranno semplicemente un outlook a medio termine. E anche se fossero brutti la meta’ di quel che si teme, il futuro non promette niente di buono per gli americani.

C’e’ un problema di fondo? Si’, c’e’. C’e’ il problema di aver legato troppe componenti della vita sociale alla borsa. Legare le pensioni all’andamento della borsa ha prodotto il crollo di consumi susseguente alla crisi. Legare le pensioni alla borsa ha legato l’andata in pensione della gente (e il ricambio) all’andamento della borsa, con gli impatti sulla disoccupazione. Legare il mercato immobiliare alla borsa mediante il meccanismo dei mutui subprime cartolarizzati significa che un crollo di borsa blocca il mercato immobiliare. LEgare i consumi alla borsa mediante i prestiti al consumo e alle carte di credito che cartolarizzano il rischio significa colpire i consumi non appena la borsa ha un calo.  Legare l’istruzione alla possibilita’ di avere un prestito “sulla carriera” per chi non si puo’ permettere gli studi significa che ci sara’ un crollo di iscrizioni alle universita’. Di fatto non c’e’ stato nessun pezzo della vita sociale americana che non sia stato legato alla possibilita’ di fare debiti, cioe’ alla possibilita’ di cartolarizzare il rischio di tali debiti.
In pratica, la borsa e’ stata trasformata nel “single point of failure” di tutta l’architettura economica americana.
E oggi la borsa ha fallito.
Uriel
(1) Non e’ ancora chiaro chi dovrebbe ricapitalizzarle. Probabilimente il governo sovietico americano.
(2) Il sistema giuridico USA istingue tra banche di sportello e merchant banck.