L'urlo del suricato terrorizza Roma.

L'urlo del suricato terrorizza Roma.

Un tempo, a Bologna esistevano due gruppi umani. Quelli che leggevano Unita’ (e poi anche Repubblica), e quelli che leggevano Il Resto del Carlino. Il lettore di Repubblica accusava il lettore del Carlino di essere provinciale, in quanto sul carlino si leggevano pregiati pezzi sul campionato di Palla Avvelenata organizzato dai condomini di Via Zanardi.

D’altro canto, il lettore del Carlino accusava il lettore di Repubblica di essere un satanista omosessuale che fa le orge sadomaso con studenti universitari drogati che vengono a Bologna per prostituirsi e spacciare droga, sotto ordine della Mafia, dell’ Anticristo e del Pcus.(piu’ o meno).

Cio’ non toglie che in qualche modo il lettore della Repubblica non aveva torto: il Carlino era (ed e’) un giornale di provincia: sulle questioni nazionali non aveva nulla da aggiungere a quello che si leggeva su altri giornali (tranne editoriali deliranti scritti dalle emorroidi di Biffi, su come le discoteche di Rimini avessero regalato l’ Emilia Romagna a Satana in persona), e il motivo per il quale le persone lo leggevano era di sapere di un incidente stradale che avevano intravisto in Via Saffi, o su chi fossero i primi cinque studenti piu’ bravi dei licei. (cosa di cui il Carlino si occupava).

Ma nel tempo si e’ verificato un fatto: la globalizzazione ha ingrandito la scala degli eventi, e vista dal lato globale, la differenza tra Repubblica e Le Monde e’ irrilevante: si tratta di due giornali di provincia, che usano dei dialetti che su internet non si parlano moltissimo. 

La globalizzazione ha trasformato TUTTI i grandi giornali nell’equivalente del Resto del Carlino. Provinciali, non hanno nulla da aggiungere se non editoriali deliranti fatti per soddisfare la stanca libido di signore dal bigodino azzurro.


Un altro fenomeno e’ stato la deprofessionalizzazione. Per portare dei fatti che aggiungono qualcosa alla discussione occorrono giornalisti. Per scrivere opinioni bastano dei blogger. Per quale motivo pagare per leggere dei blogger, quando i fatti sono gli stessi e arrivano dalle agenzie?

Il problema e’ che la stampa come la conosciamo (o pensiamo di conoscerla) nasce attorno a Londra, quando nasce la borsa. Le persone cominciano ad avere bisogno di giornali, perche’ conoscendo quel che succede nel mondo potranno cosi’ prevedere i prezzi delle materie prime, e farne incetta sinche’ il prezzo e’ basso.

Il guaio di tutto questo e’ che la politicizzazione dei giornali ha cominciato a portare notizie “cucinate”, che quindi erano inservibili. Quindi sono nati prima dei giornali piu’orientati ai fatti, e quando anche questi si sono politicizzati, allora sono nati servizi che DA CONTRATTO danno agli uomini d’affari i fatti, solo i fatti,  e le loro conseguenze sui mercati: roba come Bloomberg, insomma. Non mi riferisco agli articoli che leggete su internet a pochi cents di paywall, parlo di quelle sottoscrizioni che richiedono una connessione criptata con la vostra azienda.

Bloomberg vi fa pagare $2 dollari/giorno la sottoscrizione normale, ma se volete DAVVERO i puri fatti dovete cacciare $20.000 per un servizio chiamato “Bloomberg Terminal”. E’ chiaro che “non passiamo cazzate al cliente” fa parte di un contratto che VA rispettato. Ecc un esempio del terminale: sopra ci sono i forecast, sotto le notizie relative.

Esistono anche altre alternative, 

  • News generaliste: FactSet.
  • Dati finanziari e analitics: Refinitiv Eikon.
  • Live chat fra CEO e Analisti: Symphony.
  • Visualizzazione dati: YCharts.
  • Analisi di mercato: AlphaSense.

Una e’ anche “Free”, cioe’ Koyfin. 

Detto questo, insomma, ai giornali e’ rimasto solo il lettore “non professionale”. Al quale non frega UN CAZZO dei “fatti”. Quelli che vogliono sapere cose reali (cos’e’ successo in Via Saffi oggi , che dicono sia il nipote della Zollia ad aver fatto l’incidente) vogliono sapere del gossip, mentre quelli che vogliono i dati veri hanno scelto altri canali.

Ma allora il lettore di giornale cosa vuole sapere, se non vuole la verita’?

I giornali quotidiani, oggi, sono parte del mercato dell’ intrattenimento. Puro show.


Potrebbe essere illuminante sapere che il telegiornale in tedesco si chiama Tagesschau, dove Tages significa quotidiano, o del giorno, mentre Schau viene usato come si fa per dire “Show”. 

Non e’ altro che uno show basato sui fatti del giorno. I fatti del giorno diventano show. La parola puo’ significare anche mostra, esibizione, o la parte visibile di qualcosa.(per i filologi, stanchi di essere esperti di virologia). 

Non esiste, cioe’, alcun “post-fact society”, o “post-truth society”. Esiste solo uno svuotamento progressivo della clientela dei giornali: quelli che vogliono fatti si rivolgono a professionisti e li pagano, quelli che vogliono gossip e spettacolo si rivolgono alla stampa.


Il vero problema e’ che in ogni caso l’uomo moderno deve farsi delle opinioni su come stiano andando le cose “in generale”. E come fa? Lo fa come faceva l’uomo della strada PRIMA che a Londra inventassero “la stampa”. Ovvero, osserva e ascolta.

Queste persone non hanno bisogno di leggere il tasso di inflazione da un giornale : sanno gia’ in maniera pragmatica di quanto siano rivalutati i prezzi, e sanno quanto l’inflazione stia pesando sul loro paniere personale.

E potete stare certi che questo sara’ anche il fact che potrete leggere se pagate $20.000 di abbonamento al Bloomberg Terminal: solo i “giornali-show” vi parleranno del 9%. 

Direte pero’ che cosi’ facendo noti l’inflazione ma non sai per quale motivo ci sia. Insomma, l’obiezione e’che l’uomo del 1410 poteva si’ notare che i prezzi dello stoccafisso si erano alzati, ma non avrebbero potuto sapere che l’ Ordine dei Cavalieri Teutonici era stato sconfitto nella battaglia di Grünwald. A parte il fatto che nemmeno voi sapevate della battaglia di Grünwald prima che io la nominassi (eppure e’ stata una delle piu’ cruente del tardo medioevo) , e non sapreste indicare i confini dello stato dell’ Ordine dei Cavalieri Teutonici, il problema e’ che non vi serve davvero capirlo.

Siete uomini di oggi, e diciamo che avete “capito” che l’inflazione e’ dovuta alla guerra in Ukraina. Va bene. Ma siete ugualmente nella situazione dell’uomo del medioevo: molti di voi pensavano che Ukraina fosse una provincia dell’impero di Badantia, che a sua volta era parte dell’Egemonia succhiacazzi. Ma a parte questo, che cosa sapevate di preciso dell’ Ukraina? Avete davvero “capito”? 


E adesso arriva la parte di show: se vi racconto la guerra come vi racconto del divorzio tra Totti e moglie. In uno show vi e’ chiesto di “partecipare come spettatori”, e lo spettatore partecipa prendendo posizione per il buono, contro il cattivo.

Lo spettatore non e’ altro che un tifoso. Cosi’ siete convinti che sia necessario parteggiare per Zelensky piuttosto c he per Putin. Potrei raccontare una ventina di fatti su Zelensky , che vi farebbero cambiare idea piuttosto rapidamente: partiremmo da Zelensky che mette fuorilegge l’opposizione (non solo i partiti filorussi, anche i comunisti, che coi filorussi c’entravano poco) , con Zelensky che prende il controllo del sistema giudiziario approfittando della guerra (la Polonia ha rischiato la procedura d’infrazione per molto meno), con Zelensky che ha un’economia di Oligarchi (esattamente come in Russia) , con (https://rainbow-europe.org/#8665/0/0 ) l’Ukraina al 39 posto su 49 paesi del continente per diritti LGBT, sino al fatto che i trattati di Minsk sono stati sempre violati da parte Ukraina.

Ma voi siete assiomaticamente certi di avere a che fare con un buono e un cattivo, perche’ oggettivamente questo e’ quello che fa uno show: c’e’ un buono, c’e’ un cattivo, e agli spettatori viene chiesto di parteggiare per il buono. 

Del resto, solo chi paga $20.000 per sapere i fatti sa chi sia Zelensky. E sa chi sia Putin. Il resto deve accontentarsi del campionato condominiale di palla avvelenata di Odessa.

E questa cosa NON E’ una cosa da poco: per esempio, vi state scaldando tantissimo per poche decine di migranti che arrivano dall’ Africa, ma non avete mosso un dito per 100.000 migranti in fuga dall’ Ukraina. Anche quelli africani fuggono da situazioni e guerre, ma il problema e’ che la stampa non vi ha mai fatto lo show dell’ Africa, mentre vi ha fatto lo show dell’ Ukraina.


Detto questo, siamo in estate.E siccome allo spettatore interessa di piu’ andare in spiaggia, piuttosto che sapere se Biden dara’ l’artiglieria a Totti per sparare sulle ultime varianti di Covid che guidano treni mannari a caccia di ragazze sui binari di Riccione. (della scomparsa della struttura dai giornali magari parlero’ un’altra volta) 

Insomma, le famiglie italiane sono in spiaggia a fare la fecondazione eterologa , e non gliene frega niente del perche’ lo stoccafisso e’ aumentato. E quindi?

Niente paura.

L’urlo del suricato terrorizza Roma.

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