La questione dei rifugiati europei

di Uriel Fanelli

Il governo italiano continua a citare l’europa ad ogni tragedia dei rifugiati , e ad ogni tragedia in generale, nel tentativo di convincere l’elettore ad associare all’Europa, e non alle cattive scelte del governo italiano, ogni problema. Piove e si squaglia una citta’? L’Europa deve fare qualcosa. Siccome non fa niente, allora il disastro e’ un pochino colpa dell’ Europa. E comunque, nella mente degli elettori, si e’ associato “disastro” ad “europa”.

C’e’ un motivo semplicissimo per il quale l’ Europa verra’ sollecitata sui giornali nazionali ma non verra’ mai spinta a fare qualcosa di serio e reale. Potrei citare i numeri, ma credo che un grafico renda meglio l’ idea.

Ecco la distribuzione dei rifugiati in europa (fonte: Eurostat):

 

Come potete vedere, la quantita’ di rifugiati (persone cui viene dato il permesso di soggiorno per motivi umanitari) e’ molto piccola in Italia (a prescindere dalle tragedie greche) rispetto a nazioni piu’ piccole come l’ Olanda, e addirittura la Svezia ha una vocazione di accoglienza mostruosa, se consideriamo che ha pochi milioni di abitanti.

In ogni caso, la Romania ha molti piu’ rifugiati dell’ Italia , e le nazioni che hanno piu’ rifugiati sono Svezia, Germania, Serbia, Bulgaria, Austria, Ungheria, Francia e cosi’ via.

In quanto a numero di rifugiati, l’ Italia e’ tra i paesi che ne ha ospitati MENO.

Il motivo di questi numero e’ storico, visto che Svezia , Germania &co erano in prima linea quando cadeva la Cortina di Ferro, per cui ne hanno assorbiti moltissimi dall’ est europa, motivo per il quale anche Serbia e Austria sono cosi’ avanti, mentre i paesi come Polonia &Co , dell ‘ex patto di Varsavia, sono molto meno investiti.

Questi numeri vi fanno capire chiaramente una cosa: non conviene portare la questione in Europa, e non conviene proprio ai paesi del Mediterraneo.

Se per esempio, come dice Grillo, qualcuno mandasse a quel paese la convenzione di Dublino (che, come tutte le norme europee, fu fatta allo scopo di dare contro alla Germania ed ai paesi del nord europa, coi risultati che si vedono bene), Svezia e Germania sarebbero liberati dal vincolo di accogliere – essendo il primo paese ove chiedono asilo – i rifugiati.

Poiche’ si tratta di societa’ molto strutturate, basta loro revocare il permesso di soggiorno per fare venire meno il welfare, nonche’ la speranza di condizioni di vita decenti (senza permesso di soggiorno non avete la registrazione in municipio, senza non avete un conto in banca, senza conto in banca non fare contratti di luce, acqua, telefono, qualsiasicosa, non potete avere un lavoro, e cosi’ via), e ne produrrebbero la fuga.

Moltissimi polacchi , lituani, ceki, slovacchi, ex jugoslavi, che oggi vivono sul welfare tedesco e svedese, lascierebbero la zona per andare altrove, magari semplicemente alla ricerca di posti ove sia (piu’) facile trovare lavoro nero.

Per questa ragione, quindi, NON succedera’ che l’ Italia sollevi DAVVERO il problema del trattato di Dublino in Europa. Se liberassimo le nazioni dall’obbligo di dare asilo a chi lo richiede in prima instanza dopo l’arrivo in Europa, dai paesi dell’area germanica , dalla Svezia e dall’ Olanda verrebbero “invitati a partire” molti, molti, molti profughi. Che si riverserebbero immediatamente nel resto d’europa, ove la possibilita’ di vivere in clandestinita’ e’ meno ostacolata.

Quindi non illudetevi: i politici italiani strilleranno, faranno scrivere sui giornali questo e quello sull’ Europa, ma non andranno di certo a sollevare il problema. Magari la Mogherini andra’ dal parrucchiere e mentre chiacchiera dira’ “Porremo domani il problema all’ Europa”. I giornali titoleranno “Bruxelles: la Mogherini domani pone il problema rifugiati” . Ma essendo una dichiarazione rilasciata nel posto sbagliato, non ha peso alcuno. Esiste una sola procedura per portare ad una risoluzione , e sinche’ non si usa quella, il resto e’ fuffa.

Anche la storia degli aiuti non verra’ mai sollevata. Se anche si chiedesse alle casse dell’ Europa di contribuire economicamente alla questione dei rifugiati, la strarande maggioranza dei soldi andrebbero a Germania, Svezia&co , che ne hanno accolti in numero maggiore. Quindi di fatto l’ Italia si troverebbe a pagare piu’ di quanto possa sperare di ricevere.

Per questa ragione, nemmeno la proposta di dare dei fondi per gestire l’emergenza verra’ mai attuata davvero: il governo italiano si guardera’ bene dal proporre un fondo che sarebbe pagato da tutti e finirebbe nelle casse di Germania e Svezia.

Certo, i politici strilleranno e strilleranno, ma di certo non si metteranno a fare davvero delle cose che possano portare ad un fondo europeo di sostegno per chi accetta rifugiati.

Anche il discorso che i rifugiati vadano distribuiti equamente per l’ Europa non verrebbe votato: innanzitutto dai paesi che vedete con le palline rosa piccole piccole, (italia compresa), per la semplice ragione che se si spargessero i rifugiati “in proporzione al PIL”, per dire, Francia e Italia dovrebbero assorbirne moltissimi tra quelli svedesi e tedeschi.

Andiamo alla questione dei confini: voi pensate che i confini italiani siano i piu’ malleabili, ma se provaste a insistere DAVVERO sulla storia di creare una polizia europea di confine, scoprireste che si farebbero avanti altri paesi. La Romania, che confina con Ukraina e Moldavia, la Polonia, che confina con Ukraina e Bielorussia, i paesi del baltico, la Bulgaria che confina con la Turchia (da cui il numero alto di rifugiati kurdi) e poi la Spagna che ha un problema analogo all’ Italia con Gibilterra.

l’Italia, cioe’, non e’ la parte piu’ grande dei confini europei : se si istituisse una polizia di frontiera, essa dovrebbe pattugliare i confini per tutta la loro lunghezza, e le aree critiche laddove sono critiche. Ma ci sono molte zone critiche ai confini europei, oltre all’ Italia: anche se i giornali italiani stanno insistendo molto, l’ Italia non e’ “i confini europei”.

La ragione per la quale l’ “Europa e’ indifferente” e’ solo una menzogna dei giornali italiani, servi dei partiti: in realta’ l’ Europa non e’ indifferente. Ma quando un paese come la Svezia ha accolto molto piu’ profughi di Italia, Francia e Spagna messe insieme, secondo voi qualcuno capira’ come mai una nazione di 60 milioni di abitanti fatichi a fare quello che ha fatto la Svezia, che ha gli abitanti di una regione italiana?

Gia’: ma come ha fatto la Svezia a fare piu’ dell’ Italia?

Ci sono diverse ragioni:

  • Un modello di welfare funzionante. Il welfare italiano non ha MAI elargito aiuti ai bisognosi, nemmeno quando i bisognosi erano italiani al 100%. Tutte le forme di finanziamento (cassa del mezzogiorno &co) sono state elargizioni ai familiari di politici e a mafiosi vari.
  • Un modello di welfare NON affidato ai “soliti noti”: se andiamo a vedere chi aiuta i rifugiati e chi li soccorre, chi li accoglie &co, trovate sempre, luogo per luogo, le solite “onlus” e “coop”. Che si mangiano gran parte delle cose.
  • Un modello di politica meno orientato alla pancia. Sarebbe ora di dire che Santanche’, Meloni e Salvini stavano per sprofondare nella nullita’, quando improvvisamente oggi li si incontra in TV. Non per niente evocano l’infattibile (sparare sui profughi) e non il fattibile (colpire porti di partenza e barche prima che siano piene di migranti)

Ma c’e’ una ragione per la quale Svezia ed altri riescono a gestirla meglio: hanno una politica estera. Possono dire, per esempio, che i sauditi se ne vanno a quel paese perche’ non rispettano i diritti umani, come ha appena fatto la Svezia stessa.

Oppure possono dire “ok, io vedo di prendere i rifugiati, e tu mi concedi quella concessioncina petrolifera”. La Turchia ha molti emigrati in Germania, ma potete stare certi che ha pagato il prezzo di questo: quando un turco viene espulso, la Turchia se lo riprende. Altrimenti: altrimenti esistono un sacco di metodi legali per farli tornare a casa. Non per nulla ultimanente 700.000 se ne sono andati, tra turchi e altri “non proprio benvoluti”.

Questo ovviamente richiede di alzare la voce con alcuni governi, di avere delle strategie, insomma di avere una politica estera. Non era complicatissimo intralciare la Francia e l’ inghilterra dall’intervenire in Libia, per dire: per bombardare avevano bisogno di frequenze amichevoli , e se ci fossero stati altri nella zona, non sarebbe stato pensabile l’intervento.

Se l’ Italia avesse avuto uno straccio di politica estera, cioe’, per rimediare a questa situazione si sarebbe agito ben prima, con un cordone sanitario sulle coste , con una testa di ponte in una zona tranquilla , magari vicino al confine egiziano oppure a quello tunisino (in modo da fungere anche da minaccia) ove rimpatriare i profughi.

E anche oggi, si possono volendo colpire i porti di partenza sino a cancellare ogni imbarcazione esistente , e pazienza per i pescatori del posto (se ne esistono ancora), in modo da non colpire profughi e togliere risorse ai traghettatori. Nel momento in cui chi prepara la barchetta sulla spiaggia rischia una sventagliata di mitragliatrice, ancora prima che arrivino i disperati, fare il traghettatore diventa meno affascinante.

Ma per fare questo occorre una politica estera. E per fare una politica estera occorre avere un governo.

E non qualcuno che grida “Europa cattivo! Europa cattivo!” ogni volta che ha un problema che non sa risolvere.

di Uriel Fanelli