L’ automobile di Homer Simpson

Mentre il paese scopre che in guerra si muore, (1) e reagisce come al suo solito nella maniera piu’ idiota possibile, vorrei tirarmi fuori da questa melma e rispondere ad una domanda che mi fanno per email: “ma che cazzo succede a Microsoft?”

Sia chiaro che io lavoro in un settore ove Microsoft non e’ un concorrente, e non lo e’ mai stato. Viste le architetture ed il tipo di competenza richiesto, difficilmente lo diventera’. Del resto, Microsoft ha puntato sul mondo dell’ Office Automation e dell Home/Soho, non certo sull’ Hi-End , ove diciamo che non li ho mai incontrati come concorrenti pericolosi.

A differenza di molti, non credo nelle ipotesi fantascientifiche di crollo , ma credo semplicemente una cosa:  Microsoft dovra’ rassegnarsi a cambiare, oppure subira’ dei grossi scossoni. Niente di strano, perche’ e’ cambiata troppo poco negli ultimi anni e deve recuperare. Poiche’ il management di Microsoft non sembra fatto da idioti, la mia idea e’ che riuscira’ ad azzeccare il cambiamento, anche se con qualche anno di ritardo, e poi si stabilizzera’. Fino al prossimo cambiamento.

A che cosa e’ dovuto questo scollamento tra gli ultimi altisonanti obiettivi e i clamorosi fallimenti che neanche una stampa di settore perlomeno “amica” riesce a mascherare del tutto?

Il primo e’ quello che chiamerei “effetto Homer Simpson”. In una puntata dei Simpson, Homer scopre di avere un fratello che dirige un’azienda di automobili. Il fratello vede in lui un americano medio, e gli chiede di disegnare da zero un’automobile ideale, pensando che essa sarebbe stata di certo l’automobile dell’americano medio, dunque avrebbe avuto un grande successo di mercato.

Homer concepi’ dunque la macchina ideale dell’americano medio: chiosco per gli hamburger, frigobar, Jacuzzi, marmitte fiammeggianti, e non ricordo quanti altri orpelli assurdi, ma corrispondenti ai desiderata dell’americano medio. Il risultato, che Groenig & co fecero notare, e’ come questa automobile costasse uno sproposito , consumasse oceani di benzina e avesse bisogno di uno stadio come parcheggio. Un fallimento commerciale.

Morale della storia: un buon progetto puo’ ricevere aiuto dall’auditing degli utenti, ma non puo’ essere user-driven. Microsoft, per invadere il mondo della Office Automation(2) e dell’ Home/Soho, si e’ basata molto sul feedback degli utenti, e la scelta ha pagato.Ma erano feedback di tipo funzionale, e questo fa la differenza.

Il problema e’ che oggi si e’ spostata tutta l’attenzione sull’interfaccia, e quando si parla di specifiche di interfaccia l’utente che fa richieste  e’ l’equivalente di Homer Simpson che progetta un’auto. Voglio dire questo: se il mondo corporate ti chiede che Exchange possa fare il backup con un agent e di qui e di li’, ti dice “sarebbe ideale se io potessi fare managed  disaster recovery” . Bene: a quel punto il requisito funzionale e’ noto, ma i requisiti di progetto li scrivi tu. Cosi’, esiste un prodotto , l’utente ti chiede una miglioria e tu la implementi come decidi sia meglio (anche analizzando il cliente, sia chiaro).

Se invece il cliente ti parla di interfaccia grafica, quelle che ti sta fornendo sono SIA specifiche funzionali che specifiche tecniche, perche’ in fondo avevi gia’ un driver capace di gestire il video compositing, devi solo fargli decorare le finestre come vuoi tu. Avevi gia’ un file system, devi solo rappresentarlo con l’icona che il cliente vuole.

Insomma, ci sono alcune specifiche funzionali ove l’azienda offre valore semplicemente perche’ i progettisti decidono come farle al meglio, come capita se chiediamo disaster recovery su grandi installazioni. Ma ci sono situazioni ove l’azienda NON offre valore, come capita se l’utente ci disegna l’interfaccia grafica: potremo decidere come scrivere GDI , ma non ci mettiamo nulla che il cliente noti davvero.

Mi spiego meglio: se implemento un sistema di disaster recovery, il sistemista nota subito se funziona bene o meno. Fa il suo bel corso e dice “e’ il prodotto che ci serve, migriamo”. Questo perche’ la specifica e’ stata implementata in un modo che ha valore.Il modo ha valore. Ed e’ questo valore che il cliente compra. Il “come”, insomma, ha valore insieme al “cosa”.

Se invece il cliente disegna l’interfaccia grafica chiedendoti “lo voglio come Apple”, non c’e’ questo valore: il modo in cui e’ stato implementato non viene percepito come valore, per cui conta di sicuro il “cosa” , cioe’ le finestrelle trasparenti e roba varia, ma non conta il “come”, che l’utente non percepisce. E anche le finestre colorate non hanno, in ultima analisi, grosso valore. Solo i farlocchi Apple pensano che un PC sia migliore se le finestre hanno il fade, ma specialmente solo i farlocchi Apple sono disposti  pagare per questo.

Cosi’, spostando l’attenzione nella lotta per l’interfaccia , Microsoft sta producendo meno valore del solito. Un tempo tali migliorie estetiche venivano offerte in un pacchetto “Plus!”, proprio perche’ si voleva distinguere “noi facciamo un sistema operativo” da “noi facciamo il fiocchettino bello sull’icona”.

Cosi’, sempre piu’ aziende si chiedono “perche’ migrare?”.Per “Plus!”?

Il secondo problema di Microsoft e’ che l’utente e’ stupido quanto Homer Simpson. Per questo compra Apple e si vanta di avere un microkernel mach nel 2009(3): non ne capisce un cazzo di una sega di niente.  Questo utente idiota vuole un pc per idioti.

Com’e’ un PC per idioti? E’ un PC che parte con una certa quantita’ di GROSSE icone (perche’ l’idiota guarda solo le figure, mica legge) , delle scritte di una-due parole sotto le grandi icone, e pochissimi guasti. Insomma, poche funzionalita’ , maledette e subito. EEE , insomma.

Si e’ cosi’ invertita la lunga marcia del “more features, more business“.

Oh, sia chiaro: non mi sto facendo il segone dei net-pc , ne’ dei net-client, che e’ una leggenda ricorrente:

Periodicamente qualcuno , tipicamente sulle riviste informatiche mainstream, si alza e grida “moriremo tutti! Escono dai muri! Escono dai fottuti muri!” “il PC come lo conosciamo sta finendo, non ci sara’ piu’ l’hard disk e tutto verra’ fatto dalla rete, e non ci vorra’ tanta memoria e tanta CPU”. Sotto l’intervista di solito  c’e’ la pubblicita’  del nuovo “CentroZBT HEXXZUZ INTEL Strafig Tremil-Core con 13  Zambabyte di RAM e hard disk di capacita’ Tripla, tripla di qualsiasi numero abbiate in mente, e se non lo avete in mente sono un fottio di BubbaByte.” Perche’ ai guru noi crediamo un sacco, eh?

Quello che non credo e’ che a dominare il mercato sara’ il solito individuo con 3500 applicazioni installate sul PC, meta’ delle quali mai usate ed installate perche’ un amico gli ha dato la copia pirata, disco da riformattare ogni 4 giorni per conflitti tra librerie, registri di sistema cosi’ grandi che hanno un seggio all’ ONU, il giurassico e mezzo triassico per fare il boot.

La pura e semplice verita’ non sta nel problema “net vs local”. Non e’ vero un cazzo che “networked user are asking for network PCs”. La pura e semplice verita’ e’ che “dum users are asking for dum PCs“. Quando si dice che apple abbia reso facile usare un computer, quello che si sta dicendo e’ che lo ha reso STUPIDO. Ma anche quel livello ormai e’ superato, perche’ iniziano ad arrivare prodotti che partono, ti presentano una dialpad con 9-12 icone, che so io “Naviga”, tu clicchi e vai su internet. Punto. E fra un poco arriva il touchpad sui piccoli portatili, cosi’ andrete  anche a gesti come le scimmie : uh!, uh!, ba-na-na! Tocca qui, e hai la banana! Uh! uh! uh! ba-na-na!

Discutere sulle features di Firefox contro quelle di Explorer non serve ad un cazzo: l’uso che l’utente vuole fare di questo PC e’ tale che se il PC montasse FreeDOS con un GEM sofisticato sopra(4) sarebbe piu’ che sufficiente. E un browser qualsiasi, purche’ capace di fare un discreto rendering di siti AJAX idem, gli sarebbe piu’ che sfficiente per fare le quattro minchiate sempre uguali che fa: Google, Email sul Web, Facebook, etc.

E’ finita l’era delle features, o meglio : buona parte del mercato inizia a chiedere “dum PC”.  FAre un dum PC e’ facile. Ci riusciva Olivetti col Quaderno, in tempi non sospetti. Cosi’, ci sono piccoli portatili con sopra una versione customizzata di Linux, una decina di applicativi e una chiavetta HSDPA sopra.

Allo stesso modo, Office ha una tale quantita’ di funzionalita’ che il percato Soho si sta staccando e sta chiedendo suite di applicativi piu’ semplici. Non c’e’ piu’ “more features, more business”: devo scrivere una cazzo di lettera, non impaginare l’ Enciclopedia Britannica.Tra qualche tempo vedremo gli office “LIght” con le features di Word 2.0.

Questo colpisce molto il business di Microsoft, cui viene chiesto un sistema operativo sempre piu’ minimale, che pero’ la concorrenza sa fare allo stesso modo, e che prima o poi si scontrera’ con i sistemi nati per i telefoni cellulari , gia’ abbastanza sofisticati da soddisfare anche le esigenze INFORMATICHE dell’utente medio.

Voglio dire, se il vostro PC montasse un bel Symbian probabilmente vi soddisferebbe. Portare Symbian al PC  consumer non credo sia un’impresa. Ma ci va con una CPU ARM da 200 Mhz. E se i requisiti sono cosi’ bassi, perche’ comprare Windows 17?

Cosi’, la strada della richiesta “minimal” di design, che Apple ha intrapreso con il solito INsuccesso di mercato (se sei la ferrari non ti comprano perche’ costi 30 volte una Yaris. Ma se costi solo il doppio di una Yaris  e non ti comprano, non sei una Ferrari. Una ferrari al prezzo doppio di una Yaris la comprerebbe chiunque.) e’ pericolosissima. Da un lato sposa l’utente stupido che vuole un computer stupido, onde non sentirsi in difficolta’ per via del basso QI. E fin qui va bene: anche lo stupido e’ un cliente.

Ma se passare da Vista a Windows 7 e’ consistito nel ridurre la dimensione del sistema operativo, lo puoi chiamare razionalizzazione o consolidamento o quel che vuoi: il prossimo passo si chiama Windows Symbian, o Windows Android. Solo che ci sono gia’ Nokia, Google, HTC, etc etc.

Dunque, Microsoft dovra’ cambiare. Dovra’ riuscire a produrre un sistema sempre meno complesso, sempre piu’ snello, sempre piu’ simile all’interfaccia di un elettrodomestico che a quella di un calcolatore. Dovra’ farlo guadagnandoci, perche’ e’ sempre un’azienda, e dovra’ farlo difendendosi da una concorrenza che ovviamente vorra’  difendere i relativi symbian e i relativi android.Non e’ semplice.

Nel mondo delle applicazioni corporate e business, la richiesta e’ quella di unificare gli applicativi e  somigliare piu’ a un SAP, cioe’ ad un framework, che ad un classico sistema client/server come puo’ essere un Exchange. L’azienda non vuole comprare un sistema di posta E un sistema di fatturazione E un sistema di gestione dei documenti E un sistema che gestisca la produzione. Anche su questo, la sfida e’ riuscire laddove ci sono gia’ concorrenti ben piazzati coi loro framework, coi loro mainframe, etc etc etc.(5) Certo, microsoft ha il suo MOF e il suo ERP, ma bisognera’ che si muova in quella direzione con piu’ coraggio.

Di conseguenza, al lento declino di queste vecchie concezioni si deve accompagnare un cambiamento della loro azienda. Probabilmente lo capiranno e cambieranno, ma ci vorranno anni.Non penso crolleranno, penso solo che avrebbero potuto muoversi prima. Adesso devono recuperare in fretta.

Un altro punto dolente sono gli errori che Microsoft fa nel tentativo di entrare nel mondo della telefonia. Microsoft non sembra capire un concetto: il business della telefonia consiste nel costruire una rete di comunicazione con una certa intelligenza. Questa intelligenza si trasforma in servizi (ringbacktones, SMS, MMS, conferencing, eccetera) che vengono venduti.

Le telco quindi vogliono una rete sempre piu’ intelligente, sotto il loro controllo, per vendere le cose che la rete fa. Possono infilare nel paniere anche servzi “internet” che normalmente associamo ai PC, ma con una clausola: che li fornisca la rete, cioe’ loro. Altrimenti non c’e’ modo di venderli.

Di conseguenza, il terminale (=cellulare) deve essere piu’ intelligente per supportare piu’ tipi di comunicazione, ma GUAI, GUAI, GUAI se diventa cosi’ intelligente da poter scegliere di usare un servizio di un altro fornitore. Cioe’, se TIM o Vodafone vi offrono l’ instant messaging, hanno investito dei soldi sulla LORO rete perche’ vogliono offrirvi il LORO instant messaging. Che poi si interfaccera’ con questo o con quello, ma deve essere sotto il LORO controllo.

Se tu esci con un sistema operativo che ospita un client di instant messaging che NON usa la MIA rete, io come telco non so come farti pagare per l’instant messaging. Se usi il MIO instant messaging si’. Ma se tu fai il tuo fottuto Windows CE per usare la posta exchange, e poi invece di fare come Blackberry che fa il sistema proprietario pretendi pure di poter mettere la posta ovunque su internet, io come telco posso farti pagare il traffico dati, e mi trasformo in un mero operatore di trasporto dati. Invece volevo venderti anche il servizio di posta intero. E ai miei azionisti non piace vedere i clienti che fanno gratis le cose sulla mia rete: la comunicazione non e’ solo trasporto.

Symbian puo’ fare certe cose perche’ e’ di Nokia. E siccome Nokia deve certificare e brandizzare i cellulari sulle reti che li ospitano (molti cellulari non sono in vendita in alcuni paesi perche’ le telco locali non li ammettono) , per le telco e’ facile trovare un accordo con queste aziende. Anche Windows CE ovviamente va su cellulari , ma l’interesse di Microsoft per crescere nel settore e’ che abbia piu’ features degli altri. Ma se ha piu’ features, le telco storcono il naso. Microsoft deve abituarsi ad un mondo ove e’ l’underdog perche’ non produce i cellulari, ma specialmente perche’ NON PRODUCE GLI APPARATI, cosa che nessun commentatore del settore sembra voler capire. Nokia, Sony, Alcatel, sono avvantaggiate dal fatto di produrre SIA il cellulare che l’apparato cui si connette. Microsoft e Google no. Microsoft nel mondo delle telco e’ un underdog, ma sembra non volerlo capire e affrontare il mercato come se fosse libero, quando ci sono degli incumbent e dei padroni del vapore molto forti.

Insomma, Microsoft vuole fare dei cellulari sempre piu’ featured , ma rifiuta di discutere i limiti delle features con le telco, che invece ci “terrebbero abbastanza”. E la tengono a bada. Microsoft ha potuto crescere nel mondo del PC perche’ non esisteva un monopolista dell’hardware capace di dire “ciao, il tuo sistema non entra piu’ sui miei PC”. Ma nel mondo telco esistono le telco che possono dire “il tuo sistema di instant messaging non ci va”. E poiche’ le telco a differenza dei provider controllano ogni fottuto bit che passa , bloccare un client di instant messaging SI PUO’.

Il concetto non e’ semplice da spiegare a chi sta fuori dalle telco. Voglio dire, se riduci la telco ad un mero trasporto, magari la telco ci sta anche. Solo che quando fa mero trasporto, ti dice “ehi, io quanto faccio passare i 4Khz di ITU con la voce sono a posto. Vuoi 3G? E chi me lo fa fare? Io sono solo un trasporto, e il trasporto dati piu’ vantaggioso in assoluto e’ la voce. Perche’ devo dare ad un solo cellulare la stessa banda con cui faccio parlare 75 persone? Quanto me lo devi pagare, quel traffico? Settantacinque volte il traffico voce, lo sai?“. Insomma, se vuoi far passare servizi per le reti telefoniche, devi pagare un dazio alle telco. Se fai il furbo e installi Universal Communicator sui cellulari, no buono. Devi trattare con loro.

Quindi, la sfida del mondo dei cellulari si fa sempre piu’ dura per microsoft, che annuncia risultati su risultati ma alla fine dei conti come utili non stiamo tanto bene.

Anche qui, Microsoft dovra’ cambiare , e molto. L’ideale sarebbe comprare una casa che costruisce cellulari , o meglio  APPARATI di rete fonia, e buttarsi sul mercato cosi’: in un certo senso, entrerebbe a far parte di una dialettica consolidata che si e’ dimostrata funzionante. Puo’ darsi di no, ma di certo  in Microsoft stanno spendendo troppe energie rispetto ai risultati ottenuti e dovranno darci un taglio prima o poi perche’ l’azionista prima o poi ti chiede “….achievements?”.

Nel mondo dei giochi, Microsoft si e’ ritagliata una nicchia consistente, ma c’e’ un problema: insegue molto. Ed insegue in un mondo un gioco e’ vecchio alla fine della conferenza stampa che lo annuncia. Anche qui, dovranno sforzarsi di proporre qualcosa tra i concept che ogni tanto mostrano ai giornali. Certo, una WII e’ stata un atto di coraggio da parte di un’azienda che altrimenti sarebbe morta. Ci hanno creduto ed e’ stata una rivoluzione, in un settore ove ormai la differenza tra console era il solito MhZ, Memoria,Pixel….

Insomma, anche su questo microsoft dovra’ imparare a giocare con piu’ coraggio qualcuno dei suoi preziosi concept usciti dal laboratorio figo, perche’ dal mondo della telefonia stanno per arrivare i primi oggettini cellulari che sono delle discrete mini-console di gioco. Ho avuto per le mani qualche giorno fa  un prototipo di un’azienda abbastanza celebre ,  che vedrete tra 8-9 mesi, e vi assicuro che(6). Punto, perche’ seno’ mi fanno causa. Non ci sara’ piu’ motivo di comprare una celebre piccola console, diciamo. O piu’ di una.

Anche qui, dunque, sta arrivando la sfida dei piccoli telefoni che crescono. E bisognera’ raccoglierla.

Insomma, secondo me Microsoft si trova di fronte al primo radicale cambiamento di mercato dell’ IT da quando e’ nata, perche’ gli altri cambiamenti che hanno visto non erano cosi’ drastici:

  • Non e’ piu’ “more features -> more business”, bensi’ il contrario. E microsoft deve saperci fare business.
  • Nel mondo delle telco, devi obbedire alle telco. Perche’ loro reggono il cielo. E se vogliono ti fanno crollare il cielo in testa.Li’  Microsoft e’ un underdog, e se ne deve fare una ragione, e deve saperci fare business.
  • Nel mondo dei giochi stanno per irrompere cellulari sempre piu’ smart, che spesso hanno anche le uscite video per collegarsi alle TV. Duro momento per tutte le console. Wii ha il vantaggio del controllo 3D, la genialata del secolo. Gli altri… eh.

Non credo, come dicono i soliti, che “sia finita”. I tempi di sviluppo sono tali che permettono tranquillamente di adeguarsi e di cambiare. Ma devono farlo, e quindi dovranno prima o poi uscire con nuove strategie. Sicuramente non possono continuare cosi’, come negli ultimi anni orribili.

Che annunciare grandi successi sulle riviste specializzate fa figo, ma poi gli azionisti vogliono la ciccia. E se i successi costano troppo… eh.

Tant’e’ , questa e’ la mia opinione, vista dal mondo delle telco, dominato quasi completamente da HPUX e Solaris.

Eh, il realtime. Eh, il realtime.

Uriel

(1) Ero a bordo di una delle navi che facevano la spola a ritirare gente dalla Somalia. In Somalia andarono diversi corpi dell’esercito. Il Vespucci fu chiamato a celebrare diversi matrimoni tra soldati italiani e donne somale per dare uno straccio di scenario decente a dei poveracci che non volevano forografie del proprio matrimonio con uno scenario di guerra sollo sfondo. MA non erano para’.  La musica cambio’ coi paracadutisti, che anziche’ portarsi a casa regali e mogli,  portarono a casa file di morti. Si raccontavano molte cose sul perche’ alcuni corpi hanno la gente del luogo che va a salutarli quando lasciano il posto, e ai para’ bisogna fare da scorta perche’ i locali non approfittino della ritirata per linciarne qualcuno. E sarebbe ora che i comandi si interroghino sulle voci che girano. Perche’ alla lunga, alla lunga… prima o poi qualche giornalista straniero ti fotografa di notte strafatto di cocaina che stupri una donna mentre tieni  un’arma rubata ai guerriglieri al collo.

(2) Microsoft in realta’ domina il mondo dell’office automation e dell’ Home/Soho: affermare che domini l’ “informatica” lo fa soltanto chi pensa che tutta l’informatica inizi e finisca li’. Se non hai mai visto un calcolatore per il controllo industriale di processi chimici fatto da  Siemens, per dire, puoi anche crederci.

(3) Mach e’ un progetto Unix  fallimentare. E’ uno dei meno performanti tipi di kernel, e se escludiamo la comunicazione interprocesso (che Microsoft implementa meglio ormai da anni) non ha nulla di innovativo se non una teoria secondo la quale i microkernel sarebbero piu’ performanti, vastamente smentita dall’esperienza. Non che Microsoft, con il suo HAL, abbia fatto qualcosa che non fa ridere anche i Cruscotti Segntempo con Igrometro e Barometro della DMail.

(4) Se non sapete che cosa siano, lo stereo della vostra auto suonera’ The Best of The Queen qualsiasi CD vi inseriate dentro, per punizione.

(5) Sento parlare di Cloud di qui e di Cloud di la’. Beh, fatevene un ragione: l’unico modello commercialmente funzionante e vendibile di cloud system e’ la coppa Sistema-Supervisore/Sistema-Operativo di un mainframe. E di gente che fa mainframe non ne esiste tanta. Tutti gli altri sistemi cloud presumono che l’host si prenda carico del rischio di dimensionamento. E’ un modello conveniente per il cliente, ma quando i clienti fisseranno degli SLA dicendo “almeno tot, e magari di piu’ quando mi pare”, questi genii li vedrete fuggire con la coda tra le gambe. Il primo sistema “cloud” che crolla perche’ e’ natale e c’e’ un picco di traffico per via degli applicativi commerciali, rideremo. Nelle telco si vedono i sorci verdi, per questi fenomeni, e  ci voleva solo il genius imparatus di 25 anni che veniva a spiegare il cloud….. ah, beh, se c’e’ il cloud, allora… e come si comporta il tuo “cloud” se io porto il traffico al 35000% in due ore perche’ c’e’ la finale dei mondiali di calcio? E se in quel momento hai 600 chiamate di emergenza alla polizia/pompieri/ambulanza , e non le gestisci, quanta gente muore?  Come dici, dobbiamo rivedere il prezzo per garantire lo SLA? Ah, ma guarda.Il modello del futuro ha qualche problemino quando diventa mission critical…..

(6) Oh, questi prototipi non sono un granche’. Hanno lo chassis a forma di bara nera, il vetro ha serigrafato un watermark in modo che se una foto finisce sui giornali si sa da dove viene (e chi ha firmato per quel prototipo paga) , e di fatto mostra ai tester solo  il software e il sistema GSM,  per vedere come si comporta nella rete GSM/3G della telco locale. E no, non mi uccideranno perche’ l’ho visto. Mi chiedono solo di non dirvi come fa le cose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.