Equilibri non grillini.

Ho sempre detto che non credo nelle apocalissi, e continuo a dirlo: i sistemi molto complessi tendono a passare da uno stato di equilibrio all’altro, e sebbene siano possibili eventi locali drammatici, laddove la complessita’ sale tali eventi sono sempre piu’ mitigati. Mi riferisco alla tendenza millennarista di Grillo, che sta alzando l’allarme dicendo che l’Italia sta per arrivare ad un botto. In realta’ il botto c’e’, ma se vi aspettate un momento nel quale trema il suolo e ci sono tuoni in cielo, beh, non arrivera’.

E’ vero che l’economia italiana sta venendo saccheggiata, e’ vero che la situatione finanziaria dello stato peggiora ogni giorno, come testimonia il debito che cresce , e’ vero che in autunno probabilmente vi daranno una bella spellata di tasse, perche’ arrivera’ un’emergenza, ma non credo nei crolli. Non ho mai creduto a tutti quei catastrofisti del tipo “La fine e’ vicina”, e non iniziero’ a farlo ora.

Ci sono alcuni concetti che vi sfuggono del paese Italia. Come gia’ misurato da diverse agenzie internazionali, l’ Italia e’ un paese ricchissimo. Ma la richezza italiana ha alcuni difettucci:
  1. E’ concentrata nelle mani di pochi.
  2. E’ concentrata nelle mani di vecchi.
  3. E’ investita in attivita’ di rendita e non in attivita’ industriali.
  4. E’ poco censita , cioe’ difficilmente tassabile.
Queste caratteristiche fanno si’ che tutta questa ricchezza sia un potenziale e rimanga tale. Tuttavia, il potenziale si consuma nel tempo mano a mano che la popolazione si impoverisce. Case vengono vendute per liquidita’ o debiti, risparmi vengono attaccati, titoli vengono venduti, terre vengono messe sul mercato. Il governo stesso, che ha finito la possibilita’ di attaccare ancora commercio e manufatturiero, sta iniziando ad attaccare questa ricchezza con tasse come l’ IMU.

Questo arriva dopo che l’aumento dell’ IVA dell’ 1% ha ottenuto come risultato un calo del 7% delle entrate fiscali, per cui le tasse sulle rendite sono l’unica via. E si tratta di una via appetibile , dal momento che si stima che si tratti di 6000 miliardi di euro.

Ora, la domanda che si vuole porre e’: supponiamo che il governo – come sta facendo – se ne impippi di migliorare la situazione e tiri a campare. Per tirare a campare mantenendo gli sprechi, quanto spazio ha a disposizione per espandere la pressione fiscale nel mondo delle rendite? Per rispondere a questa domanda occorre capire a quanto si possa o si voglia salire. Se consideriamo che oggi le rendite sono tassate pochissimo e censite ancora meno, e immaginiamo di poter consumare il 30% di esse, anche crescendo di pressione fiscale del 2% annuo, il governo puo’ tirare avanti ancora 15 anni prima di avere , per usare una metafora berlusconiana, i ristoranti vuoti.

Grillo dice che i partiti tradizionali sono votati da coloro cui “va bene cosi'”. Le categorie principali di quelli cui “va bene cosi’ ” sono glí stipendiati dello stato, i beneficiari della spesa pubblica e quelli che detengono la ricchezza di rendita. Se il governo si limita ad attaccare i pochi che possiedono tutta questa ricchezza, per mantenere stipendiati dello stato e beneficiari della spesa pubblica, perdera’ pochi voti. Se consideriamo che le tre categorie spesso coincidono, vediamo che tutti loro accetteranno un “piccolo” sacrificio per mantenere lo status quo. Saranno disposti a pagare IMU sulla villa al mare se il governo continuera’ a fare gli appalti come li fa, insomma. Il sistema, quindi, e’ stabile: si possono tassare i possidenti garantendosi la maggior parte dei voti, almeno sino a quando la tassazione non sara’ troppo alta, a livelli di quella che c’e’ ora sulla produzione.

Quindi, dovete rassegnarvi: la risposta a “quanto puo’ vegetare ancora il governo italiano SENZA tagliare spesa ed inefficienze, ma solo aumentando la pressione fiscale sulle rendite e sui capitali?” e’ terrificante: 15-20 ANNI!

Prima di 15-20 anni, non si arrivera’ MAI alla situazione in cui il governo italiano non possa trovare soldi attraverso nuove tasse: i patrimoni sono ancora intoccati dal fisco,  o quasi. Non ci sara’, quindi, l’apocalisse, ma una lunga serie di tasse, visibili ed invisibili, sul patrimonio.

Chi si illude che il governo si opporra’ sempre alle tasse sul patrimonio sbaglia nel capire che la tassazione puo’ anche non essere diretta. Sapete come posso alzare ancora la pressione fiscale sulle aziende? Semplice: imponiamo che , per esempio, oltre al commercialista ed al consulente del lavoro per le buste paga, vi serva anche qualcuno che ogni anno vi produca il “bilancio ecologico” della vostra azienda. A questo punto si crea una nuova categoria di persone che vivono lucrando sulle aziende, come fanno commercialisti e consulenti del lavoro. Ogni anno l’azienda dovra’ pubblicare il “bilancio ecologico” e per farlo ha bisogno di un “consulente ecologico”: Che paga , come paga commercialisti e consulenti del lavoro, e poi queste persone pagano tasse allo stato. PUF: il governo guadagna, ma ufficialmente non ha alzato le tasse.

Lo stesso si puo’ fare per attaccare il patrimonio: certo, Berlusconi si oppone alla patrimoniale sugli immobili, ma potremmo introdurre una nuova categoria di certificazioni degli immobili, come per esempio la certificazione ecologica. E possiamo dire che non basta il geometra o il geologo o l’ingegnere, ma occorre, che so io, un biologo esperto in materiali, che calcoli l’impatto ecologico della casa e il suo carbon footprint. Migliaia e migliaia di biologi inizieranno a fatturare, e a pagare tasse. Cosi’, il governo vi ha piazzato una tassa sulla casa, camuffandola da obbligo: ha aumentato il gettito a spese dei padroni di casa e ha abbassato la disoccupazione e producendo transazioni economiche ha alzato il PIL. Il paese si “rialza” e migliora i dati economici cannibalizzandosi.(1)

Quanto si puo’ campare in questo modo? Considerando che una nuova classe di persone che lucra su case, immobili, investimenti di ogni genere  aumenta anche il PIL migliorando i dati macroeconomici, potrebbe essere ancora migliore di una semplice tassazione diretta. E risolverebbe un problema politico: supponiamo di imporre una nuova classe di specialisti , diciamo qualcosa come 200.000 specialisti, a carico di 50.000 holding immobiliari. Bastano 4 certificazioni che oggi non esistono o sono inglobate in un professionista esistente. In tal caso, si perdono tipo 50.000 voti, e se ne guadagnano 200.000. Mica male.

Cosi’, se supponiamo di scontentare anche , che so io, 2.000.000 di persone che sono proprietarie di patrimoni, diciamo gli immobili che non si spostano all’estero, ci basta gestirla in modo da creare altre categorie di professionisti che ci portino piu’ di 2.000.000 di voti. Fatto questo, dal momento che i patrimoni sono fermi e creano poche transazioni finanziarie, mentre i nostri nuovi 2.000.000 di professionisti ne creano, essendo il PIL la misura delle transazioni economiche, abbiamo pure alzato il PIL. Non ci abbiamo rimesso nulla in termini elettorali, non abbiamo creato ufficialmente nuove tasse, abbiamo abbassato il rapporto deficit/PIL, incassiamo piu’ tasse, non dobbiamo fare tagli alla spesa. Fantastico, isn’t it?

Ci sono 6000 miliardi di patrimoni da attaccare. Su di essi e’ possibile costruire caste di professionisti ad hoc, che pagano tasse , ancora per 15/20 anni.

Quindi, Grillo non si scaldi: il botto non arrivera’. Non avrete una morte orribile, ma un orrore senza fine.

Tra 15/20 anni, quando la ricchezza sara’ esaurita e in mano straniera, la generazione che oggi ha 40 anni sara’ fatta di vecchi. I giovani di oggi saranno 40 enni, e saranno emigrati se capaci o rimasti in Italia se ammanicati. Nessuno, o quasi, ricordera’ dei fasti italiani, quando l’economia andava bene e si facevano belle e grandi cose. Sara’ scomparsa LA MEMORIA del declino, perche’ ricordare un declino significa ricordare quando le cose andavano bene. Ma chi lo ricorda di persone ha oggi almeno 40 anni. 

Quando finira’ la ricchezza , tra 20 anni, i giovani non ricorderanno altro che crisi. Non sapranno nemmeno che sia stato possibile essere qualcosa di meglio. Crederanno che sia normale cosi’. Crederanno che non sia mai stato diverso. Una intera generazione crescera’ avendo sentito parlare, per TUTTA la sua vita, di “crisi”.

Grillo dice “l’italia si avvia verso la catastrofe”. Catastrofe viene dal greco καταστροφή, e indica il momento in cui la trama volge al termine. Grillo, cioe’, immagina un decorso escatologico, con un punto di arrivo finale. MA nella storia non ci sono punti di arrivo FINALI. CI sono solo punti di passaggio. L’italia e’ semplicemente un obeso che entra in un campo di concentramento. Essendo obeso, ha riserve di grasso per campare molto anche in condizioni di carestia. E ci sara’ addirittura un momento in cui , essendo dimagrito, il nostro carcerato si sentira’ persino meglio. 

Chi spera (o teme) una fine orribile puo’ anche tranquillizzarsi: non vi aspetta una fine orribile, ma un orrore senza fine.

Quando Grillo diceva al Presidente della Repubblica che l’italia si avvia verso la catastrofe, probabilmente avra’ notato un senso come di derisione, come se NApolitano sapesse qualcosa che lui non sa. E c’e’ qualcosa che Grillo non sa : come molte persone dotate di un senso superficiale, Grillo non si capacita di come una nazione possa andare avanti in quel modo, e ritiene quindi che stia per arrivare la fine. Non si rende conto di essere nella posizione di un tizio che viene preso per i piedi e trascinato per le scale: il fatto che arrivi un colpo durissimo alla testa non significa che la cosa finisca li’. Ci sono un sacco di scalini.

Verso l’autunno incontrerete uno scalino ,il solito aumento dello spread o qualche altra crisi finanziaria/immobiliare, ma questo non significa che sia “LA” botta. E’ una delle botte di una scala che ha MOLTI gradini, da urtare al ritmo di uno-due l’anno, per i prossimi 15-20 anni.

Come se non bastasse, le famiglie italiane si stanno mettendo a fare sacrifici mostruosi per risparmiare di nuovo: un istinto millenario di mettere da parte qualcosa se il futuro e’ incerto. Questo, pero’, aumenta la quantita’ di capitali tassabili, e quindi prolunga l’agonia.

Grillo non si capacita di come il governo ed i partiti pensino di andare avanti in questo modo, ma non sa – e non ha idea – delle stime di ricchezza patrimoniale del paese. Sono 6000 miliardi di patrimoni, abbastanza per vivere cosi’ ancora per 15/20 anni. Grillo non lo sa, ma i partiti lo sanno. Lo sa Napolitano. 

Cosi’, e’ vero che sta arrivando una botta, ma non vi illudete che sia la fine , un evento catartico che distrugge tutto ma almeno cancella i parassiti. Non ci sara’ la fine, i parassiti sopravviveranno.

Anche se Grillo non ha capito come.

Uriel
(1) No, non e’ una strategia strana, e’ come Obama ha alzato gli indicatori statunitensi.