BundesFAIL.

Il post su Grillo deve aver avuto piu’ successo di quel che pensavo, visto che il counter delle visite settimanali ha subito un drastico ridimensionamento. Per fortuna il forum dei commenti e’ una mailing list e quindi non dipende dalla quantita’ di lettori (1) , ma adesso vedo di sgonfiare il numero parlando di qualcosa che interessa meno persone. La Merkel e il bamcame tedesco vario.

Innanzitutto, lo scenario politico tedesco sta cambiando molto in fretta. Gli osservatori italiani, abituati (dalla politica italiana) a pensare che i politici cambino rotta solo quando le cose vanno male lo interpretano in maniera sbagliata, cosi’ vorrei spendere due paroline.
Ci sono due fattori in gioco. Il primo e’ che la Bundesbank, cosi’ come il mondo delle grandi banche tedesche, e’ diventato politicamente scomodo. Cosi’ scomodo che i politici dei lander puntano sulle banche locali, i politici cittadini sulle banche cittadine, e anche gli industriali tedeschi -che sono “potentini”- stanno iniziando a scavare il vuoto attorno.
Ora, la Germania e’ una economia sociale di mercato. Questo significa che sebbene il mercato consenta  chiunque la libera iniziativa privata, lo stato si dota di strumenti di mercato forti e interviene per i propri scopi.
Un esempio sono le banche locali. Sarebbe piaciuto molto agli emiliani avere, dopo il terremoto, delle banche che non chiudessero i fidi perche’ col terremoto avevano paura dei fallimenti. Se la regione emilia-romagna, oltre alla Hera, avesse anche una municipalizzata del credito, cioe’ una banca locale posseduta in maggioranza dai comuni o dalla regione, questo fenomeno sarebbe stato molto mitigato.
Successe con la prima crisi del 2008 proprio qui: quando le grandi banche iniziarono a chiudere il credito, come succede in Italia oggi, qualcuno dichiaro’ semplicemente “la banca cittadina di Duesseldorf non pratichera’ questa chiusura”, e con una semplice dichiarazione gli altri dovettero arrendersi: o perdere i clienti a favore della StadtSparkasse , o vedere le aziende trasferirsi sul territorio cittadino, oppure tenere aperte le linee di credito.
Molti liberisti criticano questa cosa, ma poi piangono per le aziende strozzate dalle banche: se la regione Veneto avesse una sua banca, posseduta ufficialmente ed interamente dalla regione, probabilemente la stretta creditizia non esisterebbe. Certo questo porta tali banche a necessitare di soldi pubblici, ma l’azione materiale che svolgono sembra soddisfare i tedeschi della cosa. Almeno quelli che conosco.
Un secondo esempio sono le industrie: VW l’anno scorso , visti i buoni risultati, ha votato un premio agli operai, mediamente 8000 euro e rotti. Ora, io non ricordo di aver visto industrie italiane, anche quando anndavano bene, fare cose simili. (2)E questo perche’ l’ Italia non e’ un’economia sociale di mercato. Insomma, anche le industrie (tramite compartecipazioni varie: VW e’ partecipata dal lander ove risiede, anche se oggi per vie diverse).
In questo orizzonte ci sono le grandi banche , dette “banche di sistema” (non so come altro tradurre la parola) , che invece si comportano come enti privati al 100%, senza responsabilita’ particolari. Ce ne sono che vanno diversamente bene, e ce ne sono che sono costate dei soldi allo stato. Cosa che e’ invisa sia ai politici che a molti cittadini che agli industriali.
Come se non bastasse la Bundesbank, che le rappresenta, e’ diventata troppo potente attraverso il peso che aveva in BCE, e attraverso il peso nella politica interna.
Il secondo fattore interno e’ che il governo tedesco aveva chiesto ai sindacati di “pazientare” nel 2008, cioe’ di non chiedere troppo, e i sindacati hanno accettato per via del primo credit crunch. Dopo 4 anni, pero’, vogliono che l’inflazione sia recuperata dai redditi, chiedendo -quasi tutti- un aumento del 4%. Che produrra’ a sua volta un pochino di inflazione. Che non piace alle grandi banche.
Cosi’, le grandi banche e la Bundesbank necessitavano di un sonoro ridimensionamento. E poiche’ gli amici della BuBA hanno aperto 37.000 eccezioni alla corte costituzionale tedesca, e la misura e’ colma, la mossa di Draghi (di certo d’accordo con la Merkel) e’ stata quella di proporre acquisti a 3 anni.
Perche’ la BuBa non puo’ attaccare troppo su questo? Perche’ anche la BuBa ha riacquistato titoli triennali tedeschi, mediante un apposito istituto.  Quando Draghi ha detto “esistono interpretazioni giuridiche per cui comprare triennali non e’ finanziamento del debito“, si riferiva all’interpretazione della BundesBank.
Presa in saccoccia da un lato, gira voce che la corte costituzionale tedesca possa accettare l’ ESM, ponendo come limite un controllo politico della spesa.
Cosi, l’accerchiamento e’ completo: emarginati nella BCE , e contemporaneamente la Merkel non si oppone troppo al piano di Draghi.(a meno di sorprese, non lo fara’).
Adesso la Bundesbank ha due opportunita’, cioe’ rilanciare. Cosa puo’ fare? Diverse opzioni.
  1. “Odio la Merkel e muoia con tutti i filinstei”. In questo caso, usera’ tutti i propri mezzi di trattativa per far espellere la Grecia dalla UE.
  2. “Odio la Merkel  ma non voglio devastare l’euro”. In tal caso, pretenderanno dalla Merkel rassicurazioni circa le politiche europee. La Merkel tornera’ alla carica chiedendo integrazione fiscale e bilancio unico.
  3. “Ho perso, e cerco di salvare il salvabile”. In tal caso, chiederanno alla Merkel di far depennare dall’ “Unificazione Bancaria” di cui si discute a Bruxelles le banche non sistemiche, in modo da giustificare la propria esistenza.(3)
  4. “Possiamo trovare un accordo”. In tal caso, offriranno la mano alla Merkel (che nei sondaggi e’ fortissima, mentre i liberali sono al collasso) una spinta per sostenere l’integrazione fiscale ed il bilancio unico.
Questa e’ ancora politica interna. Poi c’e’ un secondo fattore, che e’ la politica economica estera.
La crisi mondiale sta raggiungendo anche un paese esportatore come la Germania, proprio perche’ e’ un paese esportatore. Il problema pero’ e’ che c’e’ un continente, l’ Asia, che e’ prossimo al collasso economico.
La Cina si e’ fermata. Anzi, qualcosa si deve essere rotto. HAnno investito 400 miliardi di dollari in infrastrutture ottenendo un aumento del PIL di poco piu’ del 7.5%, ovvero una recessione del 2 e rotti. Se il 100% degli investimenti si fosse trasformato in crescita, infatti, avrebbero dovuto crescere di piu’ del 10%.
Il botto asiatico e’ qualcosa di cui finora si e’ solo sussurrato, ma i paesi piu’ esportatori, come Germania e Italia, lo stanno gia’ sentendo nei numeri.
Di conseguenza, la potente -e sin troppo sociale, ovvero politica- industria tedesca e’ in allarme. Quest’anno l’indice di produttivita’ tedesco ha superato anche quello americano a furia di innovazione, ma tutto sara’ inutile  se la crisi investe l’asia.
Se durante la crisi europea i tedeschi hanno puntato sul mercato asiatico, e sono sopravvissuti, oggi il problema e’ che occorre rivolgersi di nuovo al mercato europeo, dal momento che in asia sta per avvenire un botto che nessuno vuole immaginare. Il Giappone e’ a pezzi, la Cina soffoca e peraltro non e’ chiaro cosa succeda alla sua politica, l’ India si e’ rivelata da tempo un bluff, il Brasile si sta incartando nella corruzione e nel malcostume.
Di conseguenza, l’ industria tedesca preme per una ripresa dei consumi in Europa. Cosi’ la Merkel si trova oggi -vedremo nei prossimi mesi- con una opportunita’ unica. Puo’ spingere contemporaneamente su:
  1. Unificazione bancaria. Gia’ in discussione a Bruxelles. La BCE come controllore delle banche di tutta europa, al posto delle banche centrali locali.
  2. Unificazione di bilancio. Un bilancio (o una sua parte consistente, si sussurra il welfare) unificato per i paesi europei.
  3. Unificazione fiscale: le leggi finanziarie dei singoli paesi dovranno passare al VETO di un ente europeo.
Mai come prima di oggi la Merkel si era trovata nelle condizioni di spingere per queste tre cose, e di poterle ottenere. Si tratta “solo” di mostrare, da parte di Draghi, quali siano le condizioni per il riacquisto di titoli a 3 anni sul mercato secondario per soddisfare i suoi parlamentari, e avra’ mano libera.
A questo punto, il problema e’: siete d’accordo? Non lo siete?
Ecco, qui c’e’ un problema: non ci sono altre proposte sul tavolo. La Merkel e’ oggi l’unica ad avere una proposta politica sull’ Europa.
Il che significa, dopo le elezioni olandesi, che si sapra’ quale piega debba prendere la fine di questa crisi.
Del resto, dopo la pubblicazione dei bilanci di meta’ anno, e’ chiaro che gli HEdge non hanno piu’ munizioni contro l’ Euro. E quindi non disturberanno.
Uriel
(1) Questo era IL requisito del sistema di commenti. Una quantita’ di commenti da moderare che NON dipende dalle visite al sito. La logica domina.
(2) A dire il vero lo vidi fare ad Unipol , per via del loro bizzarro statuto sociale dell’epoca.
(3) C’e’ chi dice che se le competenze di controllo dovessero passare alla BCE, allora la BuBa andrebbe chiusa. Che ci sta a fare? Quindi la BuBA cerchera’ di riciclarsi nel controllo delle piccole banche locali.